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Sherlock Holmes e il mistero dell’uomo meccanico (citazioni + intervista all’autrice Antonella Mecenero)

Ho letto Sherlock Holmes e il mistero dell’uomo meccanico perché da tempo seguo il blog dell’autrice Antonella Mecenero e apprezzo sia quel che dice, sia il modo in cui lo fa. Il suo è un apocrifo sherlockiano, e non nascondo che i romanzi di Sherlock Holmes siano stati una mia vecchia passione (la volete vedere la mia foto londinese al 221b di Baker Street con pipa e cappello da caccia deerstalk? Leggete l’intervista!)… insomma, la combinazione è stata eccezionalmente irresistibile!

Sherlock Holmes e il mistero dell’uomo meccanico: il risvolto di copertina

Sherlock Holmes e il mistero dell'uomo meccanicoQuando un viaggiatore italiano si presenta al 221b di Baker Street raccontando di un furto di documenti, sembra presentare un caso privo di interesse. Tutto cambia il giorno dopo, quando l’uomo viene ritrovato morto, ucciso da un’arma misteriosa. Per Sherlock Holmes inizia un’indagine mozzafiato che si dipana tra spie internazionali e misteriosi macchinari. Ben presto diventa una corsa contro il tempo, attraverso l’intera Europa, per salvare delle vite e l’onore di una delle poche menti che l’investigatore riconosca come pari alla sua. Al fianco di Holmes si ritrova, quasi per caso, il dottor Watson. Appena rientrato dall’Afghanistan, ancora incerto sul proprio futuro, il medico si rende conto che anche una mente geniale può morire nell’oblio senza un amico che la spieghi al mondo. Un’indagine all’origine del mito di Sherlock Holmes, nel 1881, quando molte cose hanno avuto inizio.

Citazioni da Sherlock Holmes e il mistero dell’uomo meccanico

Intervista all’autrice Antonella Mecenero

Prima di passare alle domande estese, scopriamo qualcosa dell’autrice leggendo questa breve scheda introduttiva:

Dati anagrafici Antonella Mecenero, classe 1980, nata a Busto Arsizio (VA) e residente tra le colline che dormono tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta con tre spiriti felini (uno ha forma umana ed è il marito).
Esordio La locanda dell’Ippogrifo, racconto incluso ne Il funzionario e altri racconti (Associazione Rill, 2011). Il primo giallo è il racconto Come foglie nel vento (Giallo Mondadori # 3069 del 2012).
Autore di riferimento Ursula K. Le Guin.
Romanzo svolta Tanti, tutti quelli incontrati al momento giusto. A undici anni Il signore degli anelli, a tredici Il nome della rosa, intorno ai venti Memorie di Adriano e La mano sinistra delle tenebre.
Letture preferite Sono onnivora, credo.
Strumenti di scrittura PC (sono dislessica, quindi la scrittura a mano non è neppure pensabile).
Ti identifichi in Entro volentieri in ogni personaggio che mi colpisca nel libro che sto leggendo, ma esco altrettanto volentieri.
Miglior antagonista Credo che tutto sommato il Dracula di Stoker prenda ancora un buon voto.
Se fossi un fantasy/sf La mano sinistra delle tenebre, di Ursula K. Le Guin.
Se fossi un giallo/noir Sotto i venti di Nettuno, di Fred Vargas.

Andrea CabassiAndrea Cabassi
Buongiorno Antonella, il tuo romanzo Sherlock Holmes e il mistero dell’uomo meccanico è un apocrifo sherlockiano. Puoi spiegarci che cosa significa, come è nato questo progetto e da dove viene la tua passione per i personaggi di sir Arthur Conan Doyle?

Antonella Mecenero Antonella Mecenero
In una recente disputa legale americana, il personaggio di Sherlock Holmes è stato definito patrimonio dell’umanità e per tanto liberamente utilizzabile. Credo sia un caso più unico che raro! Oltre che una manna dal cielo soprattutto per l’industria cinematografica (la disputa infatti è nata intorno alle ultime trasposizioni e a possibili diritti non pagati).
Fatto sta che ancora quando Doyle era vivo e in attività degli appassionati hanno iniziato a scrivere dei racconti con protagonista Sherlock Holmes, cosa che, lungi dal danneggiare l’autore, ha favorito la straordinaria longevità del personaggio. Le stesse storie originali sono ricche di riferimenti a casi non narrati, quasi Doyle invitasse i lettori a riempire i vuoti. Appello che non è caduto nel vuoto, anzi.
Un po’ ovunque in Europa esistono associazione, siti internet e riviste dedicati al grande detective e a quello che è definito dagli appassionati il grande gioco, cioè la scrittura di storie apocrife che però non vadano mai in contraddizione con quanto scritto da Doyle (cosa piuttosto complicata, perché, come è stato detto, lui non era una appassionato e si contraddiceva spesso).
A mio avviso è il più bel gioco narrativo degli ultimi due secoli! Inoltre il personaggio di Sherlock Holmes è di una modernità strabiliante. Senza volerlo stravolgere, si presta ad affrontare tutta una serie di tematiche attuali e a recuperare pezzi di storia dimenticati che vale la pena di raccontare di nuovo.
Personalmente, poi, Sherlock Holmes ha sempre fatto parte della mia vita. Quando ancora non sapevo leggere, aveva i tratti volpini disegnati dal maestro Miyazaki in una bellissima serie animata. Poi, crescendo, ho conosciuto le storie originali, ma anche i molti adattamenti. Alla fine, leggendo la rivista Sherlock Magazine, sono stata colpita dal lavoro di alcuni autori italiani e ho raccolto il coraggio per iniziare a giocare anch’io.

Andrea CabassiAndrea Cabassi
Certo, come dimenticare l’accento torinese del professor Moriarty di Miyazaki? Come ti ho anticipato, il tuo romanzo mi è piaciuto davvero molto. In passato sono stato avido lettore dei romanzi di Sherlock Holmes, e probabilmente il maggior complimento che posso farti è che leggendoti non ho mai dubitato di impugnare il romanzo di un baffuto scrittore scozzese del tardo XIX secolo.

Antonella Mecenero Antonella Mecenero
Ho avuto come professore di letteratura al liceo un convinto strutturalista, per cui conta solo il testo e il suo mondo interno. Quindi, con tutto l’affetto che provo per sir. Arthur, non ho prove interne al testo della sua esistenza. Lui è fuori dall’equazione. Io mi sono divertita un sacco, anche se il lavoro non è stato semplicissimo, per entrare nel mio narratore, il dottor Watson. Vedere il mondo come lo avrebbe visto e raccontarlo come lo avrebbe raccontato lui.
È stato il mio primo (ultimo?) romanzo scritto in prima persona e devo ammettere che l’effetto immersivo è stato piuttosto sconcertante. Scrivendo in terza persona si mantiene un minimo di distacco, ma in prima si arriva a un certo punto in cui risulta quasi difficile staccarsi dal proprio personaggio. Alcune cose, temo, le vedrò sempre, ormai, con gli occhi di Watson.
Mio marito è autorizzato a chiamare un bravo psichiatra nel caso la cosa dovesse degenerare.

Andrea CabassiAndrea Cabassi
Siamo solidali con tuo marito! Scherzi a parte, ci racconti un aneddoto singolare che t’è capitato come autrice?

Antonella Mecenero Antonella Mecenero
Questo romanzo si basa su una storia vera, quella dell’inventore aostano Innocenzo Manzetti. L’ho scritta con l’aiuto di un saggio di due storici valdostani, Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti, che mi hanno fornito un ottimo materiale di documentazione. Ovviamente, però, ci sono stati dei passaggi in cui ho dovuto semplicemente inventare. Tanto per fare un esempio, non ho trovato una buona mappa di Aosta di quel preciso anno. La scena d’azione finale, poi, mi ha creato un sacco di problemi logistici, perché avevo molti vincoli narrativi. Entrambi i miei protagonisti erano in pessima forma fisica, ma dovevano uscirne vivi, mentre l’avversario principale doveva morire, ma non ucciso direttamente da loro. Insomma l’ho riscritta varie volte prima di trovare una soluzione passabile. Alla fine, quando sono andata ad Aosta a presentare il romanzo, la domanda è stata:
Perché l’azione finisce sotto un larice? In quel punto alla fine del XIX secolo c’era un famoso faggio!
Ovviamente io avevo descritto a casaccio i movimenti concitati dei protagonisti alla periferia di Aosta e il larice mi serviva per motivi interni. Invece i miei lettori avevano ripercorso i passi precisi… ed erano finiti effettivamente contro un albero, ma quello sbagliato!

Andrea CabassiAndrea Cabassi
Ahi ahi ahi. Vorrà dire che ti daremo un voto negativo in biologia! Ma torniamo alla letteratura: esiste un aforisma che reputi il tuo spirito guida? Ci spieghi il perché?

Antonella Mecenero Antonella Mecenero
La verità è una questione di immaginazione, l’incipit de La mano sinistra delle tenebre. Il significato non è così immediato, ma lo trovo molto vero.
C’è un’immaginazione emotiva che mettiamo in atto quando ci immedesimiamo profondamente con qualcun altro. Un’empatia provocata dalla nostra capacità di immaginarci altri, rispetto a quello che noi siamo, che ci permette di capire la verità delle cose a livello emotivo e non razionale.
La letteratura attiva questa immaginazione emotiva, ci fa provare dei sentimenti che appartengono a un mondo puramente immaginario, a una storia inventata, e che, però, sono veri, al punto da farci capire cose di noi stessi che fino a quel momento ignoravamo. Lo sa perfettamente Dante, quando racconta che Paolo e Francesca scoprono di essere innamorati leggendo di Lancillotto e Ginevra. La colpa della loro disgrazia, secondo Dante, è del libro e di chi lo scrisse! Senza quella lettura i due non si sarebbero guardati dentro fino a vedere i loro sentimenti più nascosti.
Quando si legge, credo, ci si inoltra sempre nelle profondità del proprio animo e anche le letture apparentemente più innocue possono farci arrivare, attraverso l’immaginazione, a verità dagli effetti potenzialmente devastanti.

Andrea CabassiAndrea Cabassi
Quello che dici è giustissimo. Puoi ora darci un’anticipazione sui tuoi lavori attuali?

Antonella Mecenero Antonella Mecenero
È un momento un po’ di transizione. Ho terminato un romanzo giallo di ambientazione contemporanea e sto aspettando alcuni pareri per decidere cosa farne. Nel mentre sto scrivendo un racconto sherlockiano, perché mi piace tornare regolarmente a Baker Street. Inoltre ogni tanto mi imbatto in articoli su eventi di fine XIX secolo che sembrano perfetti per una storia di Sherlock Holmes.

Andrea CabassiAndrea Cabassi
Chissà quanti appunti che fremono nel cassetto della scrivania! Ora fai tu una domanda all’intervistatore!

Antonella Mecenero Antonella Mecenero
La tua borsa è bellissima! Dove l’hai comprata? Quanto l’hai pagata?
A parte questo, anch’io sono curiosa di conoscere qual è la citazione letteraria che ha cambiato il tuo modo di vedere il mondo.

Andrea CabassiAndrea Cabassi
Grazie per il complimento alla borsa, è un regalo di cui vado particolarmente fiero… e in quanto tale non so né dove sia stata acquistata, né il prezzo. La domanda sulla citazione invece mi mette in difficoltà (ecco perché la faccio sempre!), però recentemente m’è capitato di rileggere una brevissima frase tratta da I miserabili di Victor Hugo: Morire non è nulla; non vivere è spaventoso. La magia della letteratura: otto parole che racchiudono volumi su volumi di significati incompleti.
Ma ora siamo alla fine dell’intervista, spiegaci come restare aggiornati sulla tua attività.

Antonella Mecenero Antonella Mecenero
Basta leggere il mio blog! Grazie infinite e un caro saluto.

Grazie ancora a Antonella per la disponibilità e buone risoluzioni di casi impossibili!

Commento all’edizione

Volume davvero ben fatto: carta di buona qualità e rilegatura robusta, solo la copertina (morbida con i risvolti) non mi ha soddisfatto: appena acquistato aveva già la pellicola leggermente sollevata vicino al bordo… inoltre non mi piace l’immagine, ma questo è un problema mio.
Ho trovato alcuni piccoli refusi, ecco subito il dito nella piaga!

Sherlock Holmes e il mistero dell’uomo meccanico: giudizio finale

Sono stato piacevolmente colpito dalla lettura di questo libro: pur apprezzando Antonella Mecenero come blogger, non pensavo che il livello del romanzo fosse così alto. Una lettura coinvolgente e assolutamente coerente con le atmosfere dello Sherlock Holmes originale. Ho storto il naso in una sola occasione, ma non voglio spoilerarvi nulla; leggetelo e fatemi sapere che ve ne pare!

Indicatore obiettivi di lettura 2016

9 Comments

  1. Essendo completamente fuori dal mondo di Sherlock Holmes (nonostante il possesso di due romanzi della serie, tutta la mia esperienza in merito si riduce alla visione della versione cinematografica de “Il mastino dei Baskerville”) ho potuto solo godermi l’intervista in sé. Affascinante l’idea dei personaggi letterari patrimonio dell’umanità. Sarei curioso di sapere quali sono gli altri.
    Aggiungo che a me la copertina piace, con la possibile eccezione del titolo in cui (parlando da grafico) non avrei utilizzato il corsivo. La quantità di refusi poi mi sembra nella media, quindi perdonabile.

    • Ryo

      15 marzo 2016 at 12:18

      Butta la tastiera e vai a leggere i due libri! 😀
      Per manifesta ignoranza lascio le tue domande all’autrice, per la copertina… in realtà l’utilizzo del corsivo è molto vittoriano, secondo me non ci sta male. I refusi sì, ho visto molto di peggio!

      • Corsivo? Ha a che fare con le corse? Battute a parte, di grafica non ne so nulla. Il romanzo è uscito all’interno di una collana, quindi la grafica è simile a quella degli altri romanzi editi e pertanto non ho partecipato al processo decisionale. Personalmente non mi dispiace, anche se preferisco la grafica della collana sorella in e-book (Sherlockiana) che ha lo sfondo più chiaro e i titoli in parte in stampatello e in parte in corsivo.

  2. Aspettavo un attimo di tranquillità per gustarmi questa intervista.
    Anch’io ho letto di recente l’ultimo racconto di Antonella di Sherlock Holmes e mi è piaciuto molto; trovo che lei si senta perfettamente a proprio agio a Baker Street e questo è un bene per i lettori! 🙂

    Ti faccio i complimenti, Andrea, per la tua veste strepitosa, un intervistatore che si cala nella parte è il massimo che si possa avere!
    Comunque, davvero, bella l’intervista. Bravi! 🙂

  3. Antonella è bravissima ed è fantastico che abbia trovato un luogo dove tornare quando le garba: Baker Street. Immagino che le storie siano infinite, ma anche che non sia per nulla facile scrivere un apocrifo, questo lo dico sempre.

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