Dopo tre mesi esatti di lettura non costante come avrei voluto, ho terminato la lettura de I Miserabili di Victor Hugo.
Benché possedessi l’opera sin dai lontani anni ’90, lo spessore dei tomi che la compongono m’ha sempre fatto desistere dall’avventurarmi in quello che sembrava una lettura senza speranza. Dato che l’autosuggestione scorre potente in me, è bastato caricare l’eBook de I Miserabili nel mio sottilissimo eReader per farmi scordare che fino al giorno prima misuravo lo spessore della versione cartacea in parsec.

Jean Valjean | I Miserabili

I Miserabili: turbinii viscerali

Ora vi dico se il romanzo mi è piaciuto: sì… anzi: sì! Avendolo finito solo ieri sono ancora nel pieno dei turbinii viscerali della storia, ma credo che dovrò davvero rivalutare le prime posizioni nella classifica dei miei preferiti.
Dei miei preferiti-qualsiasi-cosa, intendo.

Le citazioni de I Miserabili

Lungi da me l’idea di una recensione de I Miserabili, ma visto che sull’eBook reader è possibile aggiungere evidenziazioni al testo, mi è sembrata una buona idea riportare le parti che più mi hanno colpito. Nessuna premeditazione, nessuna logica, nessuna pretesa di completezza, solo ciò che in quel momento mi ha chiesto d’esser evidenziato.

Pagina 16 | Pos. 240-41

«Esser santo è un’eccezione; esser giusto è la regola. Sbagliate, mancate, peccate, ma siate giusti.

Pagina 19 | Pos. 284

La ghigliottina concreta la legge: si chiama vendetta,

Pagina 21 | Pos. 322-23

Finché aveva denari, visitava i poveri; quando non ne aveva più visitava i ricchi.

Pagina 31 | Pos. 475-77

«Non dobbiamo mai temere i ladri e gli assassini; sono pericoli esterni, piccoli. Ma dobbiamo temere noi stessi. I pregiudizi, ecco i ladri; i vizi, ecco gli omicidi. I grandi pericoli sono in noi.

Pagina 208 | Pos. 3179-80

Rialzò il capo con espressione di sovrana autorità, quell’espressione tanto più spaventosa quanto più in basso è collocato il potere e che, selvaggia nella bestia feroce, è atroce nell’uomo dappoco.

Pagina 223 | Pos. 3416-17

è facilissimo esser buoni, ma il difficile è esser giusti.

Pagina 232 | Pos. 3550-51

V’è uno spettacolo più grande del mare, ed è il cielo; v’è uno spettacolo più grande del cielo, ed è l’interno dell’anima.

Pagina 232 | Pos. 3555-56

vi sono combattimenti di giganti come in Omero, mischie di dragoni ed idre e nugoli di fantasmi, come in Milton, visioni ultraterrene come in Dante.

Pagina 263 | Pos. 4029

Viaggiare, è nascere e morire ad ogni istante.

Pagina 292 | Pos. 4463-64

Era un individuo sulla sessantina, con una faccia da uomo d’affari e un’aria da briccone: due cose che spesso vanno insieme.

Pagina 293 | Pos. 4487

uno di quei disgraziati che la natura ha abbozzato come bestie feroci e che la società finisce come galeotti.

Pagina 307 | Pos. 4702-3

nessun sentimento umano riesce ad essere così spaventoso come la gioia.

Pagina 322 | Pos. 4937-39

la porta è bruciata, è bruciato l’impiantito di legno, ma il Cristo di legno non è bruciato. Il fuoco gli ha rosicchiato i piedi, di cui si scorgon solo i monconi anneriti, poi s’è fermato: miracolo, stando a quelli del luogo; ma il bambino Gesù, decapitato, non è stato altrettanto fortunato del Cristo.

Pagina 328 | Pos. 5022-23

La vecchiaia non fa presa sui genî dell’ideale: per Dante, per Michelangelo invecchiare significa crescere, per gli Annibale e i Bonaparte significa forse decrescere?

Pagina 389 | Pos. 5965-67

Nelle notti nere i suoi fanali tengon le veci delle stelle; così, contro il vento ha la corda e la tela, contro l’acqua il legno, contro la roccia il ferro, il rame e il piombo, contro l’ombra la luce e contro l’immensità un ago.

Pagina 412 | Pos. 6306

Ci sono istinti per ogni cosa della vita:

Pagina 435 | Pos. 6658-59

Queste frasi hanno la proprietà misteriosa e mirabile d’ingrossare, il giorno seguente, la somma del conto: una camera dove si dorme costa venti soldi, mentre una camera dove si riposa costa venti franchi.

Pagina 481 | Pos. 7367-69

Valjean aveva questo di particolare: che, cioè, si sarebbe potuto dire portasse due bisacce, nell’una delle quali teneva i pensieri d’un santo, nell’altra celava i temibili istinti d’un forzato. Secondo l’occasione, egli frugava nell’una o nell’altra.

Pagina 489 | Pos. 7493-94

quel tremito continuo dei disgraziati, ai quali tutto è ostile, tutto è sospetto, e che diffidano del giorno, perché aiuta a vederli, e della notte, perché aiuta a sorprenderli.

Pagina 531 | Pos. 8138-41

gli presentava quattro ciotole d’argento in cui erano stati versati quattro vini diversi; sulla prima tazza si leggeva quest’iscrizione: vino di scimmia, sulla seconda: vino di leone, sulla terza: vino di montone e sulla quarta: vino di porco. Quelle quattro leggende esprimevano i quattro gradi pei quali discende l’ubriaco: la prima ebbrezza, quella che rallegra; la seconda, quella che eccita; la terza quella che inebetisce e la quarta, finalmente, quella che abbrutisce.

Pagina 539 | Pos. 8260

clausura, sinonimo di castrazione.

Pagina 539 | Pos. 8263-64

chiunque siate, vi sentirete fremere alla vista della tonaca e del velo, due sudarî d’invenzione umana.

Pagina 540 | Pos. 8271-76

Sognare il prolungarsi indefinito delle cose defunte e il governo degli uomini per mezzo dell’imbalsamazione, restaurare i dogmi in cattivo stato, ridar l’oro ai sarcofaghi e l’intonaco ai chiostri, ribenedire i reliquiarî, rimettere a nuovo le superstizioni, riaccendere i fanatismi, rifar il manico all’aspersorio e alla sciabola, ricostituire il monachismo e il militarismo, credere alla salvezza della società per mezzo della moltiplicazione dei parassiti e imporre il passato al presente, sembra cosa strana; pure, si trovano dei teorici per codeste teorie. Quei teorici, del resto gente di spirito, hanno un procedimento semplicissimo, applicano sul passato una vernice che chiamano ordine sociale, diritto divino, morale, famiglia, rispetto degli avi, autorità antica, santa tradizione, legittimismo e religione,

Pagina 540 | Pos. 8280-82

Superstizioni, bigotterie, bacchettonismi e pregiudizi, sebbene siano larve, s’attaccano alla vita e hanno denti ed unghie uscenti dal loro fumo; bisogna incalzarli e far loro guerra, senza tregua; poiché è una fatalità dell’uomo essere condannato all’eterna battaglia dei fantasmi. L’ombra è difficile a prendere per la gola e ad atterrare.

Pagina 555 | Pos. 8497-98

Il buon Dio v’avrà preso in mano, per guardarvi da vicino e poi v’avrà lasciato andare; solo, voleva mettervi in un convento d’uomini e s’è sbagliato.

Pagina 558 | Pos. 8548-49

Tutto il convento lo credeva stupido, merito grande, in religione;

Pagina 561 | Pos. 8599-8605

«Nessun altro uomo, all’infuori di voi, può e deve entrare in quella camera: state attento a ciò. Sarebbe bella che un uomo entrasse nella camera della morte.» «Più spesso!» «Eh?» «Più spesso.» «Che cosa dite?» «Dico più spesso.» «Più spesso di che cosa?» «Reverenda madre, io non dico più spesso di che cosa, dico più spesso.» «Non vi capisco. Perché dite più spesso?» «Per dire come voi, reverenda madre.» «Ma io non ho detto più spesso.» «Non l’avete detto; ma l’ho detto io, per dire come voi.» In quel momento suonarono le nove.

Pagina 578 | Pos. 8858

principe non è nulla, accanto a un principio.

Pagina 664 | Pos. 10167-68

il favorito della zia Gillenormand, che lo preferiva, perché non lo vedeva mai. Non vedere una persona, permette di supporre in essa tutte le perfezioni.

Pagina 722 | Pos. 11066-67

se fosse dato ai nostri occhi terreni di vedere nella coscienza altrui, si giudicherebbe molto più sicuramente un uomo da quel che sogna, che da quel che pensa.

Pagina 781 | Pos. 11971-72

La madre gridò impetuosamente: «Tu hai sempre tutto, meglio degli altri, tu! Perfino il male!»

Pagina 829 | Pos. 12708-9

sa d’essere in nove contro uno, supponendo che la Thénardier contasse soltanto per uno;

Pagina 858 | Pos. 13155-56

Le case reali assomigliano a quei fichi d’India, ogni ramo dei quali, curvandosi fino a terra, vi prende radice e diventa un altro fico. Ogni ramo può divenire una dinastia, a patto che si curvi fino al popolo. Questa è la teoria degli abili.

Pagina 872 | Pos. 13358-59

Per buona distribuzione, si deve intendere non già distribuzione uguale, ma equa. La prima uguaglianza è l’equità.

Pagina 873 | Pos. 13375-81

Risolvete i due problemi, incoraggiate il ricco e proteggete il povero, sopprimete la miseria, ponete fine allo sfruttamento ingiusto del debole da parte del forte, mettete un freno all’iniqua gelosia di colui ch’è in cammino contro chi è arrivato, proporzionate matematicamente e fraternamente il salario al lavoro, unite l’insegnamento gratuito ed obbligatorio alla crescita dell’infanzia e fate della scienza la base della virilità, sviluppate le intelligenze, mentre fate lavorare le braccia, siate ad un tempo un popolo potente e una famiglia d’uomini felici, rendete democratica la proprietà, non abolendola, ma rendendola universale, in modo che ogni cittadino, nessuno eccettuato, sia proprietario, cosa più facile che non si creda; in due parole, sappiate produrre e ripartire la ricchezza e avrete così insieme la grandezza materiale e quella morale e sarete degni di chiamarvi la Francia.

Pagina 907 | Pos. 13902

Cosa strana, sembrava più povera e più bella, due passi che non pareva le fosse possibile fare.

Pagina 919 | Pos. 14077-79

Quel giardino non era più un giardino, ma un colossale macchione, ossia qualche cosa d’impenetrabile come una foresta, popolato come una città, fremente come un nido, tetro come una cattedrale, odoroso come un mazzolino, solitario come una tomba, vivente come una folla.

Pagina 932 | Pos. 14286-87

Le donne giuocano colla loro bellezza come i fanciulli col coltello: vi si feriscono.

Pagina 947 | Pos. 14518-20

Cosette tremava membro a membro; ella chiese: «Sono ancora uomini, papà?» «Qualche volta,» disse l’infelice.

Pagina 968 | Pos. 14838

All’infinito occorre l’inesauribile.

Pagina 1011 | Pos. 15489-91

quella spaventosa sete di libertà che muta i precipizî in fossi, le inferriate in graticci di vimini, un rattrappito in atleta, un podagroso in uccello, la stupidità in istinto, l’istinto in intelligenza e l’intelligenza in genio,

Pagina 1026 | Pos. 15718-20

La vera divisione umana è la seguente: quelli che sono illuminati e quelli che sono al buio. Diminuire il numero dei secondi ed aumentare il numero dei primi: ecco lo scopo. Per questo noi gridiamo: «Insegnamento! Scienza!»

Pagina 1032 | Pos. 15813-14

Il prigioniero ha i ferri ai piedi: ma credete forse ch’egli pensi che coi piedi si cammina? No; egli pensa che coi piedi si balla;

Pagina 1145 | Pos. 17550-53

Era soddisfatta alla maniera di quella donna araba che, avendo ricevuto uno schiaffo dal marito, andò a lamentarsi dal padre, gridando vendetta e dicendo: «Padre, devi rendere a mio marito ingiuria per ingiuria.» Il padre chiese: «Su quale guancia hai ricevuto lo schiaffo?» «Sulla destra.» Il padre lasciò andare uno schiaffo sulla guancia sinistra e disse: «Eccoti accontentata. Dirai a tuo marito che, se egli ha schiaffeggiato mia figlia, io ho schiaffeggiato sua moglie.»

Pagina 1223 | Pos. 18741

La luce delle torce assomiglia alla saggezza dei vigliacchi: rischiara male, perché trema.»

Pagina 1223 | Pos. 18743-45

«Cos’è il gatto?» esclamava. «è un correttivo. Il buon Dio, avendo fatto il sorcio, disse: ‘To’! Ho fatto una bestialità!’ E creò il gatto, che è l’errata-corrige del sorcio. Il sorcio, più il gatto, è la bozza riveduta e corretta della creazione.»

Pagina 1224 | Pos. 18759-60

Cesare viene pugnalato dai senatori e il Cristo schiaffeggiato dai servi; dalla maggior forza dell’oltraggio si sente il dio.»

Pagina 1235 | Pos. 18934-35

L’Uguaglianza ha un organo, che è l’istruzione gratuita ed obbligatoria; bisogna, infatti, cominciare dal diritto all’alfabeto.

Pagina 1235 | Pos. 18931-33

L’uguaglianza, cittadini, non significa tutta la vegetazione allo stesso livello, una società di grandi steli d’erba e di piccole querce, una vicinanza di gelosie che si castrino vicendevolmente; essa significa, civilmente, lo stesso sbocco aperto a tutte le attitudini,

Pagina 1283 | Pos. 19665-66

Dio è morto, forse, diceva un giorno a colui che scrive queste righe Gerardo di Nerval, confondendo il Progresso con Dio e prendendo l’interruzione del moto per la morte dell’Essere.

Pagina 1285 | Pos. 19689-94

Bisogna bene che qualcuno parteggi per i vinti, poiché, quando essi falliscono, si è ingiusti verso quei grandi sperimentatori dell’avvenire. I rivoluzionarî vengono accusati di seminare lo sgomento, e ogni barricata sembra un misfatto; le loro teorie sono incriminate, i loro scopi sospettati, i secondi fini temuti, la loro coscienza denunciata. Vien loro rimproverato d’innalzare, sovrapporre ed ammucchiare contro la situazione sociale predominante un cumulo di miserie, di dolori, d’iniquità, di rancori e di disperazioni, e di strappare dai bassifondi blocchi di tenebre, per trincerarvisi e combattervi. Si grida loro: «Voi disselciate l’inferno!» ed essi potrebbero rispondere: «E per questo la nostra barricata è fatta di buone intenzioni.»

Pagina 1286 | Pos. 19718-22

Si è in pochi e si ha contro un intero esercito; ma si difende il diritto, la legge naturale, la sovranità di ciascuno su se stesso, che non ammette possibili abdicazioni, la giustizia, la verità, e se occorre, si morirà come i trecento spartani. Non si pensa a Don Chisciotte, ma a Leonida. E si va sempre avanti e, una volta impegnati, non si indietreggia più e ci si precipita a testa china, con la speranza di una vittoria impossibile, la rivoluzione completata, il progresso rimesso in libertà, l’accrescimento del genere umano, la liberazione universale; e, alla peggio, le Termopili.

Pagina 1287 | Pos. 19728-30

L’ideale non è che il punto culminante della logica, allo stesso modo che il bello non è che la cima del vero. Quindi, i popoli artisti sono anche conseguenti: amare il bello, significa voler la luce. Per questo la fiaccola dell’Europa, ossia della civiltà, è stata portata dapprima dalla Grecia, che l’ha passata all’Italia, la quale l’ha passata alla Francia. Oh, divini popoli esploratori!

Pagina 1294 | Pos. 19828-34

Prendete quel soldatino ingenuo, villico della Beauce o del Limosino, il quale gironzola, col taglialardo al fianco, intorno alle balie asciutte del Lussemburgo, prendete quel giovane studente pallido, chino sopra un preparato anatomico o sopra un libro, quell’adolescente che si fa la barba colle forbici; spirate in essi il senso del dovere e metteteli di fronte nel crocicchio Boucherat o nel vicolo Planche-Mibray, facendo sì che l’uno combatta per la bandiera e l’altro per l’ideale, ed entrambi s’immaginino di combattere per la patria. La lotta sarà grandiosa; e l’ombra che proietteranno, nel grande campo epico in cui si dibatte l’umanità, quel fantaccino e quello studentello di medicina alle prese, sarà uguale all’ombra che getta Megarione, re della Licia piena di tigri, quando afferra a corpo a corpo l’immenso Aiace, pari agli dèi.

Pagina 1316 | Pos. 20171-73

Al punto di biforcazione dei due rami della via del Temple e della via Saint-Avoye venne raccolta una singolare moneta ugonotta di rame, che portava da un lato un porco, con in capo un cappello da cardinale e dall’altro un lupo, colla tiara in testa.

Pagina 1342 | Pos. 20567

Ogni minuto è un becchino inesorabile.

Pagina 1368 | Pos. 20967

Sono troppo vecchio: ho cento anni, ho centomila anni, e da tanto tempo ho il diritto d’esser morto.

Pagina 1382 | Pos. 21178-80

terrazziere e ladro, aveva un solo sogno e credeva ai tesori nascosti nella foresta di Montfermeil, sperando di trovare un giorno o l’altro del denaro ai piedi d’un albero; nel frattempo, l’andava cercando volentieri nelle tasche dei viandanti.

Pagina 1386 | Pos. 21243-44

Non v’è collera, in Francia, neppur pubblica, che sei mesi non bastino a spegnere; le sommosse, nello stato in cui si trova la società, sono talmente la colpa di tutti, che sono seguite da una necessità di chiudere un occhio.

Pagina 1388 | Pos. 21269-70

era contento, gaio, estasiato, affabile, giovane. I suoi capelli bianchi aggiungevano una dolce maestà alla gaia luce che gli si spandeva sul volto. La grazia congiunta alle rughe, è adorabile; v’è non so quale aurora in una vecchiezza fiorente.

Pagina 1396 | Pos. 21404-8

La Bibbia dice: Moltiplicate. Per salvare il popolo ci vuole Giovanna d’Arco; ma per farlo ci vuole mamma Cicogna. Dunque, ragazze, sposatevi. So benissimo che le zitelle hanno una cappella particolare nella chiesa e che hanno sempre la possibilità di far parte della confraternita della Vergine; ma, perdiana! un bel marito, che sia un bravo ragazzo e, dopo un anno, un bamboccione biondo che poppi gagliardamente, colle belle pieghe di ciccia nelle cosce e che vi brancichi il seno colle sue zampette rosee, ridendo come l’aurora, è certo preferibile a tenere in mano un cero durante i vespri e al cantare Turris eburnea!»

Pagina 1401 | Pos. 21482-83

«Queste mode vanno rinascendo,» diceva. «Le anticaglie fanno furore e le giovani della mia vecchiaia si vestono come le vecchie della mia infanzia.»

Pagina 1404 | Pos. 21521

chi ama bene frusta bene.

Pagina 1415 | Pos. 21682-87

La moda del matrimonio, nel 1833, non era quale è oggi. La Francia non aveva ancora copiato dall’Inghilterra quella suprema delicatezza del rapire la propria moglie, di scappar via all’uscita dalla chiesa, di nascondere con vergogna la propria felicità e di metter d’accordo il comportamento d’un bancarottiere colle estasi del cantico dei cantici. Non si era ancora compreso quanto sia casto, delicato e decente far sobbalzare il proprio paradiso in una carrozza da viaggio, nell’intromettere nel mistero dei colpi di frusta, nello scegliere un letto nuziale d’albergo e nel lasciarsi alle spalle, nella banale alcova ad un tanto per notte, il più sacro ricordo della vita, alla rinfusa col colloquio del postiglione della diligenza e della serva dell’albergo.

Pagina 1431 | Pos. 21928-31

L’amore è un fanciullo di seimila anni, ed ha diritto ad una lunga barba bianca: Matusalemme è un bimbo, di fronte a Cupido. Da sessanta secoli a questa parte l’uomo e la donna se la son cavata coll’amarsi; se il diavolo, maligno, s’è messo ad odiare l’uomo, questi, ancor più maligno, s’è messo ad amare la donna, e in questo modo s’è procurato un bene maggiore del male che gli ha procurato il diavolo.

Pagina 1437 | Pos. 22023-25

Egli aveva voluto e fatta quella felicità, se l’era immersa da solo nelle viscere, e in quel momento, osservandola, poteva avere quella specie di soddisfazione che avrebbe un armaiuolo, il quale riconoscesse la propria marca di fabbrica sopra un coltello, ritirandoselo tutto fumante dal petto.

Pagina 1448 | Pos. 22191-92

Vi sarebbe stata dunque gioia ovunque intorno a me, ma il fondo della mia anima sarebbe rimasto buio; ora, non basta esser felice, bisogna esser soddisfatti.

Pagina 1512 | Pos. 23179

«Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.»

Pagina 1512 | Pos. 23183-84

le due mani, appoggiate sulle ginocchia, si misero a graffiare coll’unghia i calzoni.

PS: La posizione (Pos.) indicata lungo I Miserabili è un’unità di misura del reader impossibile da convertire in qualcosa di umanamente comprensibile. Sarà sufficiente sapere che indica qualche cosa. In effetti mi chiedo anche che cosa sia la Pagina, visto che sul reader non esiste questo concetto. Probabilmente sarà sufficiente sapere che indica qualche altre cosa.

Unisciti alla discussione

2 commenti

  1. Ho sempre avuto una grande passione per i classici. La prima volta che lessi “I Miserabili” fu contemporaneamente al mio esame di maturità, tanti anni fa… Dopo lo riposi nella mia biblioteca e ho iniziato a rileggerlo lo scorso settembre, rubando una mezz’oretta ogni sera al sonno. E’ stupendo e ti prende come un film d’azione. Esige un po’ più di concentrazione quando lo scrittore si dilunga nel descrivere il periodo storico e i relativi avvenimenti.

    1. Vero, è un libro molto esigente, ma non leggerlo è stato un errore che mi sono portato appresso per troppi anni 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Notificami nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.