Ora prestatemi ascolto: ecco come scrivere un buon racconto breve.

Kurt Vonnegut introduce così questo elenco in otto punti su come – per l’appunto – scrivere un buon racconto breve:

Kurt Vonnegut su come scrivere un racconto

  1. Adopera il tempo di un perfetto sconosciuto in un modo tale che lui o lei senta di non averlo sprecato.
  2. Dai al lettore almeno un personaggio per cui tifare.
  3. Ogni personaggio deve volere qualcosa, fosse anche solo un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una di queste due cose: rivelare qualcosa su un personaggio o portare avanti l’azione.
  5. Inizia quanto più possibile vicino alla fine.
  6. Sii sadico. Per quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi, fa’ che gli accadano cose terribili, affinché il lettore possa vedere di che pasta sono fatti.
  7. Scrivi per dar piacere a una sola persona. Se apri una finestra e fai l’amore col mondo, la tua storia si prenderà una polmonite.
  8. Dai ai tuoi lettori più informazioni possibile il prima possibile. Al diavolo la suspence, i lettori devono avere una comprensione tale di come le cose stanno andando, di dove e perché, che potrebbero finire la storia da soli, dovessero gli scarafaggi mangiarsi le ultimissime pagine.

Trovo siano tutti ottimi consigli e, pur non condividendone alcuni, sapendo che vengono da un grande maestro coma Kurt Vonnegut, assumono un valore ancora maggiore.
Kurt VonnegutI punti 4 e 5, in particolare, pur sembrando più innocenti rispetto agli altri, sono invece quelli più interessanti: un racconto breve, a differenza di un romanzo, deve essere perfetto. Non c’è spazio per divagare e per allungare il brodo, quindi niente frasi superflue (penso per esempio a tutti quei dialoghi inutili inseriti solo per infodump o per fare atmosfera. Per quanto mi riguarda l’obiettivo è avvicinarsi all’eliminazione completa dei dialoghi diretti!) o ricostruzioni particolareggiate di spazio/tempo; non ha senso creare il proprio universo e volerlo mostrare al lettore nel dettaglio, si deve essere già lì da un pezzo e pronti a chiudere.

Per essere efficace il racconto deve essere l’ultima mano di una partita a carte scoperte.