Ho letto di recente, e ci ho anche discusso faccia a faccia, autori difendere a spada tratta l’infodump e il loro diritto di infodumpare senza render conto a chicchessia, non riuscendo però a mia volta ad ottenere alcuna motivazione plausibile.
In effetti basterebbe questo per chiudere l’argomento, ma se l’assassino viene scoperto all’inizio… il film finisce subito!

Dicesi infodump…

Definizione:

Tecnica narrativa utilizzata per fornire al lettore – in modo mediocre – una serie di nozioni superflue e prive di attinenza con la scena in atto.

Questa è la mia definizione di infodump, proviamo ad analizzarla:

  • Tecnica narrativa: l’infodump non è un errore, una svista o qualcosa di casuale, ma è frutto della cosciente scelta di un metodo.
  • Per fornire al lettore: l’infodump ha una natura strettamente informativa. Il suo scopo è quello di fornire al lettore informazioni di cui egli non dispone.
  • In modo mediocre: stilisticamente parlando, gli infodump sono brani didascalici privi di spessore letterario.
  • Nozioni superflue: nonostante, evidentemente, l’autore non li consideri tali, gli infodump sono spesso del tutto superflui.
  • Prive di attinenza con la scena in atto: anche se si trattasse di informazioni utili, non lo sono per la scena in atto. Ciò porta l’infodump a essere anche dannoso, costringendo a interrompere la lettura senza motivi validi.

Come si manifesta

L’infodump si manifesta sia attraverso l’intervento diretto della voce narrante, sia attraverso dialoghi o pensieri dei personaggi. Il valore negativo di questo fenomeno è che se un’informazione è funzionale alla storia, quest’informazione deve appartenere alla storia in modo naturale, non va tirata fuori dal cilindro solo quando diventa necessario!

Esempi di infodump

L’esempio più famoso è probabilmente quello del villain speech (è talmente famoso da avere un nome tutto suo!), ovvero quando il cattivo, specialmente dopo aver catturato l’eroe di turno, erudisce gli altri personaggi e i lettori dei particolari del suo piano. Ovviamente l’eroe alla fine riesce sempre a liberarsi e a fermare il piano malvagio (in pratica l’infodump è utile solo agli eroi che si battono con cattivi particolarmente stupidi).

Un altro esempio lo abbiamo quando l’autore presenta il passato dei personaggi spiattellandolo a colpi di infodumpatrice; l’autore dovrebbe invece conoscere i background dei suoi personaggi come le proprie tasche, e lasciarlo trasparire con naturalezza durante la storia.

Poi ci sono i dialoghi artificiosi (torniamo quindi a ribadire l’importanza della naturalezza): se Pinco incontrasse Pallino, un infodump potrebbe essere un dialogo di questo tipo:

Pinco- «Ciao Pallino fratello mio, sai per caso dove sia Tizio? Era qui un momento fa!»
Pallino- «Come sai la sua gamba rotta lo costringe in stampelle quindi non può essersi allontanato molto…»

Immagino che fra fratelli sia inutile ricordarsi di essere fratelli. L’informazione è solo al servizio del lettore che in questo modo viene a conoscenza del rapporto fra i due personaggi, così come l’accenno alla gamba rotta (questo appartiene alla categoria dell’as you know, Bob): del tutto superfluo, dato che è implicito che tutti e due fossero già a conoscenza della cosa.

Sei vite | Luca Maria Gambardella

La cura delle leucemie è basata, essenzialmente, sulla somministrazione di chemioterapia, o di radiazioni che distruggono le cellule malate. Bisogna sapere che a tutt’oggi non ci sono medicine o mezzi per distruggere le cellule malate e rispettare quelle sane. Questo vuole dire che le cure danneggiano anche le cellule sane costringendoci a dare quantità ridotte del farmaco per non compromettere irrimediabilmente l’organismo. Dosi inferiori evitano questo rischio, ma si capisce, sono meno efficaci per curare la malattia.

Nicolas Eymerich inquisitore | Valerio Evangelisti

– Quella è un’altra storia. Non so se devo raccontartela. – Rifletté un istante, poi disse: – Ma sì, tanto te la porterai nella tomba. Quando il re decise di chiudere Maria in una grotta, lei non era più la stessa. Da qualche anno si era come chiusa. Non parlava, non comunicava. Sembrava capire ciò che le veniva detto, ma come se le voci le arrivassero da grande distanza. – Due lacrime apparvero agli angoli degli occhi della levatrice. – Non so se dipendesse dallo sforzo a cui la sottoponevamo. Se è così, Diana saprà perdonarci. Maria cadde in quello stato un anno prima della grande peste. Da quel momento, non fu più tanto facile servirci di lei per dare corpo ai nostri desideri. Quando invocammo Diana per la prima volta, nella grotta apparve un bambino mostruoso con due visi. E ogni viso era lo stesso di Maria.
[omiss] – Capisci, adesso? La scena del mio arresto era solo un espediente per farti parlare.
Elisen spalancò la bocca, gli occhi carichi di orrore. Poi gridò: – Mostro!
– ma più che un grido sembrava un rantolo.
– Che facciamo di lei? – chiese il Justicia.
– Fatela incatenare al mio posto – rispose Eymerich, mentre si asciugava la bocca ancora sanguinante con la manica. – Le sue complici la credono di sicuro all’Aljaferia.

ARCA – Il risveglio di Pito | Matteo Marchisio, James Alvaro Silvio Arata

Hawk Miller obbedì all’ordine del superiore. Si distanziò dal gruppetto armando il lungo annichilatore al plasma di cui era dotata la sua armatura e si preparò a fare fuoco. Selezionò la modalità di sparo a raggio anziché a proiettile singolo: l’arma era di un caccia da combattimento adattata appositamente per il suo ARCA, molti l’avrebbero trovata impossibile da utilizzare, ma grazie alla sua naturale attitudine all’uso di armi a raggi e alla protesi oculare che lo aiutava nel puntamento, manovrava l’ingombrante annichilatore come se fosse stato un’appendice qualsiasi del suo ARCA. Doveva solo fare attenzione a non farla surriscaldare, specialmente in volo, dato che non avrebbe potuto balzare fuori dall’armatura se qualcosa fosse andato storto. Aspettò che il sibilo crescente dell’arma che caricava il raggio raggiungesse l’apice, e premette il tasto rosso a lato del joystick destro. Una fascio di plasma caldissimo eruppe dalla punta dell’arma facendo retrocedere per il rinculo l’armatura di Hawk Miller.

È certo che chi scrive ne sa una più del diavolo – nel bene e nel male – e che ogni giorno nascono modi nuovi di infodumpare sempre diversi, per questo è importante aver chiaro il concetto generale per capire quando siamo di fronte a un infodump. Ora invece vediamo…

Che cosa non è infodump

Chiariamo un aspetto: in italiano infodump suonerebbe più o meno infospazzatura (dump = ammasso, cumulo di rifiuti) e la risposta alla domanda che mi hanno posto sul fatto di non usare il termine italiano è la stessa per la quale quotidianamente uso i temini computer, week end, manga, sombrero ecc.
Quindi la traduzione eccesso di informazioni, se non completamente errata, è sicuramente incompleta.
Vediamo alcuni esempi pratici di che cosa il lettore poco attento potrebbe classificare come infodump, incappando nell’errore appena descritto. Attingo a pieni polmoni da tre classici arcinoti:

  • Umberto Eco che ne Il nome della rosa descrive il portale della chiesa dell’abbazia nei minimi particolari.
  • Alessandro Manzoni che ne I promessi sposi narra lungamente la discesa dei lanzichenecchi in Italia.
  • Victor Hugo che ne I miserabili, non pretendendo far la storia di Waterloo, ne dà una sua oltremodo prolissa versione.

Questi sono lunghi brani espositivi, non infodump. Nonostante rispettino quasi tutte le caratteristiche che ho prima elencato, ne manca una importantissima: sfido chiunque a dire che Eco, Manzoni e Hugo hanno scritto quelle pagine in modo mediocre. Si tratta di pezzi talmente eccelsi che travalicano il filo conduttore della storia, ecco perché non rientrano nella categoria infodumpesca.

Conclusioni

Probabilmente molti di questi problemi sarebbero risolti se le informazioni importanti fossero scoperte insieme ai personaggi. Quella di farle zompar fuori all’improvviso è una pratica, se non scorretta, quantomeno pigra; quindi, nonostante tutto quello che ho scritto, usatela pure!
Il bello dello scrivere è che si è in piena libertà. Libertà però di prendere decisioni consapevoli, quindi vi consiglio di farlo solo se lo ritenete utile (vorrei dire indispensabile, ma lo tengo per me!), e non perché non avete voglia di sforzarvi nell’editing!

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8 commenti

  1. Se non erro anche il discorso di Pinco e Pallino ha un nomignolo preciso: l’ “As You Know, Bob…”!

  2. Aborro l’infodump. E devo dire che spesso ormai, grazie a D… arwin, solo gli scrittori più inesperti e ingenui (o cocciuti e stupidi) vi fanno ricorso in maniera insistente.
    È una delle cose che mi fa piantare un libro dopo poche pagine: se uno fa un errore così macroscopico come l’infodumping, chissà quanti altri ne fa.

    1. Infatti qualsiasi editing minimamente serio può rispovere il problema, quindi l’eccesso di infodumpate è solo un sintomo della ben più grave scarsa cura editoriale.

      1. Beh, ne ho trovate parecchie di infozampate anche in “Nicolas Eymerich, inquisitore”, primo libro del ciclo di Eymerich di Valerio Evangelisti, edito da Mondadori…

  3. Secondo me ,l’infodump e’ un concetto vastissimo e un po’ nebuloso.Ho letto bellissimi romanzi ,di successo fra l’altro,pieni di informazioni date in pasto al lettore con stratagemmi di vario genere che si potrebbero definire infodump.Allora se l’infodump serve a chiarire la trama ed alcuni concetti correlati ad essa secondo me si puo’ usare .Ovviamente con la dovuta misura di stile , originalita’ e concisione.

    1. Per questo ho voluto inserire la clausola “in modo mediocre”, se un autore riesce a farlo con stile… perché no? 🙂

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