Cassetta della posta rovente in quelsti ultimi giorni!
Dopo due mesi brandisco di nuovo la penna rossa (pennarello, la penna l’ho smarrita da qualche parte nell’oltepò pavese) per le correzioni alla seconda bozza della mia raccolta di poesie, cosa che ho già accennnato qui.
Poi altri due editori si sono fatti vivi con delle proposte editoriali, a sentir loro, vantaggiosissime.
€Probabilmente per loro milleottocento bor€ll€ sono briciole, a me fanno ancora un po’ impressione, anche perché uno dei due spacciava la propria proposta per grande opportunità, quando invece mi chiedeva tanto quanto l’altro. E non mi è venuto nemmeno per un attimo il pensiero che fosse l’altro quello onesto. No, questa parola la vedo decisamente male sulla maglietta di qualcuno di loro.
Non avranno i miei soldi, maledette sanguisughe! Cioè: non li ho nemmeno io, perché loro dovrebbero volerli più di me?
Li ignoro, e continuo nel mio lavoro di correzione. Incredibile quante piccole cose saltino fuori.
Anno Domini va in maiuscolo, per esempio, e altre cose che noto solo perché sto cercando proprio loro.

Soltanto chi non vuole vedere non vede veramente

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3 commenti

    1. Un bel post, cetlpimonmi..Tra l’altro non resta mai facile affrontare il tema del suicidio. Un tema dalle molteplici sfaccettature che ci pone davanti lo spettro della libertà di scelta, uno spettro drammatico.

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