Follia Per Sette Clan è spesso considerato un romanzo minore di Philip K. Dick, in realtà mi è sembrato validissimo e assolutamente originale, a partire dall’idea della luna abitata da sette clan, ognuno caratterizzato da una malattia mentale (verosimilità 0%, fuoriditestaggine 120%).

Follia Per Sette Clan: quarta di copertina

Follia per sette clanIl romanzo segue due intrecci separati che convergono progressivamente in un crescendo ricco di elementi satirici. Chuck Rittersdorf è un uomo decisamente ordinario, che sta passando un periodo negativo e deve affrontare un doloroso divorzio. Ma i veri protagonisti sono gli abitanti di Alfa, un sistema planetario popolato da malati di mente, divisi in sette diversi clan a seconda della specifica patologia che li affligge. Gli Alfani dovranno ben presto fare i conti con il governo centrale della Terra, che ha dei piani precisi sul loro mondo e le loro vite; la vicenda di Chuck e della sua ex moglie Mary si intreccia così con quella della lotta per l’indipendenza degli Alfani, dipinta con sferzante ironia dalla penna di Philip K. Dick: la difesa dall’attacco terrestre sarà affidata a una commistione dei diversi ‘talenti’ delle sette colonie.
Philip K. Dick investiga il potere della coscienza collettiva che combatte per il bene comune, rappresentato in questo caso dalla difesa personale e dalla sopravvivenza stessa.

Questa la descrizione dei clan, delle loro patologie e delle altre caratteristiche citate nel romanzo (grazie Wikipedia per il coppincolla):

Follia Per Sette Clan - Caratteristiche Clan

Citazioni da Follia Per Sette Clan

A suo esclusivo beneficio tirò fuori un’arma incredibilmente piccola ma indubbiamente funzionante.

Gli ci volle un po’ di tempo, ma alla fine riuscì a rintracciare il suo exsuperiore, Jack Elwood.

la sua mente Para era piena di piani brillanti. Probabilmente sarebbe morto mentre ancora stava facendo piani per sconfiggere il nemico.

Eppure, in una maniera tutta sua particolare, ebbe anche lui una visione. Era la visione della possibilità imprevista, l’unica accettabile fra tante. Il suo piano originario era andato a monte, ma c’era ancora questo; e lui ci credeva! Ma non ne sapeva assolutamente il motivo.

Uscita di nuovo fuori, innaffiò con la brocca d’acqua le spore che si stavano deteriorando rapidamente, riflettendo filosoficamente sulle stranezze dei funghi. Con loro tutto succedeva in fretta: nascita, crescita, ed anche la morte. Forse erano fortunati. Avevano poco tempo per darsi da fare.

Mageboom, sono ancora qui vicino, nascosti

I Mani, pensò, stanno combattendo la Terra; Mageboom, che rappresenta la CIA, è occupato a chiudere il conto con Hentman. La mia ex-moglie Mary sta combattendo contro di me. E Hentman è mio nemico. Logicamente, a cosa conduce tutto questo? Dev’essere possibile costruire un’equazione razionale, ricavandola da queste interferenze; la situazione può senz’altro essere semplificata. Se i Mani stanno combattendo la Terra, e Hentman sta combattendo la Terra, allora i Mani e Hentman sono alleati. Hentman sta combattendo me, quindi io sono suo nemico e di conseguenza alleato della Terra. Mary sta combattendo me ed io sto combattendo Hentman, cosicché Mary è alleata di Hentman, e quindi nemica della Terra. D’altra parte Mary è a capo del contingente terrestre di psicologi che è atterrato qui; è venuta come Delegato della Terra. Così, logicamente, Mary è allo stesso tempo sia nemica che alleata della Terra. Semplicemente non era possibile costruire l’equazione…

Lui era contemporaneamente nemico ed alleato dei Clan di Alpha III L2; era a loro favore, e contro di loro. A quel punto rinunciò. Abbandonò l’uso della logica, si girò e ricominciò a correre.

«Mi chiedo come sarebbe,» borbottò Chuck, «passare il resto della mia vita su una luna popolata da psicopatici.» «Come diavolo credete di aver vissuto finora? Personalmente definirei psicopatica la relazione con vostra moglie.

«Una psicosi è una psicosi,» puntualizzò la creatura. «E non si può mai avere fiducia in un fanatico.»

Dopo un po’ si rese conto di essere caduto a terra; le orecchie gli suonavano, e la sua testa era tutta una vibrazione. Riuscì con una certa difficoltà a mettersi seduto, e si chiese cosa fosse successo. «Il Sig. Rittersdorf vi ha colpito,» spiegò il ganimediano. «Un diretto appena sopra la mascella.» «Basta!», rispose Ledebur, intontito dal colpo. Sentì il sapore del sangue; sputò, e prese a massaggiarsi la testa. Nessuna visione lo aveva preavvisato di quello, sfortunatamente.

Voglio tornare sulla Terra, accettare qualunque punizione le autorità abbiano deciso di comminarmi, e poi cercare di sistemarmi con Joan Trieste.» «Considerato il fatto,» puntualizzò il ganimediano, «che la punizione consisterà in una sentenza di morte, è assai improbabile che vi possiate sistemare con Joan Trieste.»

Lei — come lui, e come qualsiasi altro individuo di Alpha III L2, compreso l’arrogante Mani Howard Straw — cercava un equilibrio, una profonda conoscenza di sé; era una tendenza naturale per tutti gli esseri viventi.

Follia Per Sette Clan: giudizio finale

Ho letto Follia Per Sette Clan in ebook, su tre diversi dispositivi: Inizialmente sul mio vecchio Kindle NT, poi ho continuato suo mio smartphone (dalla foto sopra è facile capirne la ragione), infine sono passato sul mio nuovo Kindle Paperwhite (di cui non ho ancora parlato!).
Come lo si legga, Dick è sempre Dick, capace di scrivere capolavori e cagate pazzesche (spesso contemporaneamente) ma sempre molto originale, nel suo mondo fatto di pazzoidi, con personaggi secondari che altri avrebbero promosso a protagonisti di intere saghe, una valanga di intuizioni appena abbozzate (che hanno fatto la fortuna di tanti altri dopo di lui) e un retrogusto indefinibile, sia mentre si legge sia quando si ha finito.
Come dicevo all’inizio, Follia Per Sette Clan è talmente considerato una sua opera minore che non ne avevo mai sentito parlare, e invece ha sicuramente la sua da dire ancora oggi. In definitiva: consigliato, specie se la normalità vi causa l’orticaria!