Porno poesie: saldo concorsi (di sincerità)

Miguel de Cervantes Saavedra sosteneva che nei concorsi letterari il vero vincitore è colui che si piazza in seconda posizione: questo perché il primo posto era immancabilmente dell’amico o del parente di qualcuno. Questo accadeva circa quattrocento anni fa, proprio come quattrocento anni fa l’acqua era bagnata e due corpi si attraevano reciprocamente con una forza proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza che le separa.

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Giovedì di metà quaresima

Oggi mi hanno fatto notare essere giovedì di metà quaresima. Quest’anno la quaresima è arrivata talmente in fretta da non lasciarmi lo spazio nemmeno per scegliere il tradizionale fioretto da mantenere in attesa della Pasqua. Ogni anno mi è difficile trovarne uno nuovo, non mi piace ripetermi, e dato che già ne metto del mio, i classici del genere mi sono negati: non mi piace la cioccolata (classicissimo), non bevo pota~cola (questo già più moderno) non sono uno spendaccione (magari!), insomma, devo inventarmi ogni anno qualche cosa di voluminosamente originale.
FiorettoPerò essendo io contrarissimo alla mortificazione della persona, gran bella invenzione catto-medievale, sfrutto questo appuntamento annuale come un’occasione per migliorarmi, per correggere uno alla volta i miei comportamenti negativi, i miei difetti, e non limitatamente ai quaranta giorni riportati nel manuale delle istruzioni. Facendo il verso al ridicolo slogan pubblicitario: un fioretto è per sempre!
Però, come dicevo in apertura, quest’anno non sono riuscito a organizzarmi in tempo per programmare la mia evoluzione morale, forse distratto dalle parole illuminanti di re Ratzinger e del primo ministro Ruini dello stato estero e impiccione di Città del Vaticano, forse dall’apertura al pubblico dei cantieri per la metropolitana più inutile d’Italia, forse dal mio ultimo impegno per la sceneggiatura di un fumetto breve, non saprei.
Venerdì ho addirittura mangiato carne. Solo venerdì però… a qualcuno sembrerà irrispettoso, a me lo sembra di più non farlo negli altri sei giorni della settimana.
Non avevo niente di particolare da dire, però se qualcuno ha praticato dei fioretti interessanti e gli va di condividerli potrebbe farlo qua, così l’anno prossimo potrò attingere direttamente dalla lista anche all’ultimo secondo!

AB-

Voglio riportare uno stralcio dell’articolo Voglio il sangue che il Conte Tansini in Ceriano Laghetto scrisse per il secondo numero della SkAzine, la fanzine dello Skuadrone Araki, uscita nel non così lontano settembre 2004:

Caro Ryo, il tipo AB viene definito il Moderno o l’Enigmatico. Il gruppo sanguigno AB è relativamente giovane e raro (e se poi è negativo è chiaro identificativo dei gay): ha fatto la sua prima comparsa meno di mille anni fa ed è posseduto solo dal 2-5% della popolazione (i gay appunto). La presenza di due antigeni, infatti, gli conferisce caratteristiche simili, per certi aspetti, a quelle del gruppo A, per altri a quelle del gruppo B, e per altri ancora a una fusione di entrambi i gruppi.
Il gruppo sanguigno AB è comparso in Europa, a seguito della mescolanza di popolazioni diverse, nel corso delle invasioni barbariche (minchia sei un meticcio barbaro!). Il tipo AB presenterebbe una capacità di adattamento ai mutamenti di tipo ambientale, alimentare, sociale e culturale della vita moderna.

Gruppo AB-

Se ne evince che sono lesbico (sarò pure gay, maperò mi piacciono le donne!) e che finalmente ho una spiegazione convincente per i numerosi peli rossi della barba!

— Barbaryo

Aurora, ma bella come la notte

In questi ultimi giorni sono impegnato in un racconto, devo dire che più di tanti altri, nell’ultimo periodo, mi sta prendendo molto. Mi sono riservato tutto il tempo necessario per pensarci sopra, prima di iniziare a scrivere: quando ho un sacco di idee è difficile capire quali siano buone e quali no e c’è il costante rischio di perdere di vista la ricetta originale. Le spezie sono importanti, ma è la carne la regina di questo piatto.
Poi ultimamente le mie cene devono accontentarsi del tonno in scatola, ma anche quello fa la sua figura.
In questo preciso momento mi sono preso una pausa dalla scrittura: proprio quando sembrava non si dovesse far altro che aspettare il dessert, ecco che il secondo piatto ha iniziato ad assumere un sapore inatteso, e non per qualche salsina rimasta nascosta sotto foglie di lattuga.


Non ho ancora deciso un titolo per il racconto, l’ho momentaneamente intitolato Aiuto, ma devo trovarne un altro prima che Michael Jackson mi citi per plagio!

Sto seriamente pensando che questo è del tutto immodestamente il racconto più originale e innovativo che mi sia mai capitato di scrivere o di leggere. Ne sono molto orgoglioso e mi ci voglio dedicare molto, di solito lascio le bozze a raffreddare per qualche tempo prima di riprenderle in mano, questa volta però voglio vedere il prima possibile la sua versione definitiva. Così da poter capire se oltre a originale e innovativo potrò dire che è anche bello! Mi sta divertendo molto scriverlo, sarebbe bello che leggendo ci si potesse divertire almeno quanto me!
Ora dichiaro conclusa la pausa, e mi rimetto a scrivere.
OK, ho scritto anche durante la pausa… ma che ci posso fare? È più forte di me!

Graffi sulla pagina bianca – Ibiskos

Ieri sera mi hanno consegnato una grande busta bianca col mio nome sopra, come quelle indirizzate a me. Infatti era proprio indirizzata a me.
L’avevo intuito subito: uno non si legge tutti i romanzi di Sherlock Holmes per poi essere un cretino! Il fascino per il mistero è comune in molti, in me in quel momento c’era solo il terrore dell’ennesima bolletta, formato pacco, pure!
Il mittente era la casa editrice Ibiskos, e all’interno ho trovato alcune cose interessanti: due paia di volantini pubblicitari, cinque cartoline della casa editrice, un libro di poesie (!) e, soprattutto, una proposta di pubblicazione.
Tempo fa inviai loro una copia delle mie poesie, ebbene, questa era la risposta: positiva! Cavolo, non mi sono ancora abituato a queste manifestazioni di apprezzamento! Ma invece è capitato che nel frattempo prendessi accordi con altri, quindi mi limiterò a sentirli per ringraziarli dell’offerta.

Riporto per pura autoincensazione le parole spese nei miei riguardi, compresi gli errori di battitura: pennallere è la piccola imperfezione tipica della lavorazione manuale, prova che non si trattava di una lettera precotta.

La risposta di Ibiskos

Gentile Andrea, La ringrazio per il materiale che ci ha gentilmente inviato.
I suoi testi sono graffi sulla pagina bianca. La Poesia qui deve schiaffeggiare quasi con sagacia futurista. Non deve edulcorare né pennallere. Inoltre non vuole introduzioni (emblematica pag. 89), nell’ottica dell’autore, in quanto ingabbia e soffoca la vera essenza dei testi. Poi è ironia (pag. 64), marciapiede quotidiano da calpestare. E sporcarsi non significa doversi poi lavare ma moltiplicarsi in strati di vita.

I riferimenti alle pagine 89 e 64 purtroppo li ho persi, non ho tenuto per me una copia esatta di quello che ho inviato all’editore. Oh, ma se lo dicono loro io mi fido… non faccio bene?

Ibiskos

Fahrenheit 8/31

Vi hanno nascosto la verità su Brescia 2

Il trentuno agosto dell’anno duemilasesto siete stati imbrogliati, e alla grandissima!
Non vi siete mai chiesti come mai tanti lavori in corso stiano praticamente bloccando tutti i punti di accesso fondamentali per la città?
Ma quale metropolitana! Ma quali reperti romani trovati nel sottosuolo! Ma quali residuati bellici da far brillare! È tutta una manovra studiata, programmata a tavolino per nascondervi l’evidenza dei fatti!
Fatti, di questo parliamo, non di chiacchiere!

Le telecamere dell’istituto di spionaggio Brescia Castello hanno documentato, minuto dopo minuto, il succedersi di otto (più uno, il primo di quelli proposti: chiaramente falso, diffuso con l’intento di confondere le idee fra la popolazione) attacchi a numerosi edifici di via Aldo Moro, nel cuore di Brescia 2.

Ora che siano le immagini a parlare:

Il falso
Ore 10:00
Ore 11:43
Ore 11:57
Ore 12:21
Ore 12:34
Ore 14:55
Ore 15:40
Ore 17:30

Ora siete a conoscenza dei fatti, le conclusioni prendetele da soli.
Fatelo!

Bad loop part II

Lo scorso 31 gennaio parlai già approfonditamente di questa cosa del Bad loop, nelle ultime tre settimane ho cercato di raccogliere le Bad loop song che in prima battuta m’erano sfuggite; ora ne presenterò altre sei.
Ci tengo a precisare che questo non è un comune elenco delle mie canzoni preferite: infatti, seppur tutte appaghino molto i miei gusti, nessuna di queste può essere definita come mia favorita, sono semplicemente le canzoni che attivano il temibile Bad loop.
La prima, tanto per contraddirmi già da subito, è un piccolo fuori concorso: con essa ho una specie di appuntamento fisso ogni 29 settembre, una specie di piccolo rito per un duo, Battisti e Mogol, che è stato capace di accarezzarmi nei testi e nelle musiche che porto con me.
Lucio Battisti ::: 29 settembre

Seduto in quel caffè
io non pensavo a te
guardavo il mondo che
girava intorno a me.
Poi d’improvviso lei sorrise
e ancora prima di capire
mi trovai sottobraccio a lei
stretto come se non ci fosse che lei.

Vedevo solo lei
e non pensavo a te.
E tutta la città
correva incontro a noi.
Il buio ci trovò vicini,
un ristorante e poi di corsa
a ballar sottobraccio a lei
stretto verso casa abbracciato a lei
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei.

Quasi come se non ci fosse che lei,
come se non ci fosse che lei.

Mi son svegliato e,
e sto pensando a te…
Ricordo solo che,
che ieri non eri con me.
Il sole ha cancellato tutto
di colpo volo giù dal letto
e corro lì al telefono
parlo, rido e tu, tu non sai perché
t’amo t’amo e tu, tu non sai perché…
parlo, rido e tu, tu non sai perché…
t’amo t’amo e tu, tu non sai perché…
parlo, rido e tu, tu non sai perché…
t’amo t’amo e tu, tu non sai perché…

The Rolling Stones ::: Paint it black

I see a red door and I want it painted black
no colors anymore I want them to turn black
I see the girls walk by dressed in their summer clothes
I have to turn my head until my darkness goes

I see a line of cars and they’re all painted black
with flowers and my love, both never to come back
I see people turn their heads and quickly look away
like a newborn baby it just happens ev’ryday

I look inside myself and see my heart is black
I see my red door and it has been painted black
maybe then I’ll fade away and not have to face the facts
it’s not easy facing up when your whole world is black

No more will my green sea go turn a deeper blue
I could not forsee this thing happening to you
if I look hard enough into the setting sun
my love will laugh with me before the morning comes

I see a red door and I want it painted black
no colors anymore I want them to turn black
I see the girls walk by dressed in their summer clothes
I have to turn my head until my darkness goes

I wanna see it painted black, painted black!
Black as night, black as coal!
I wanna see the sun, blotted out from the sky
I wanna see it painted, painted, painted, painted black
Yeah!

Carmen Consoli ::: L’eccezione

Soffro nel vederti infrangere
i principi sui quali era salda
un’esemplare dignità
condizione inammissibile
la discutibile urgenza per cui
è indispensabile uniformarsi alla media

Si dice che ad ogni rinuncia
Corrisponda una contropartita considerevole
ma l’eccezione alla regola
insidia la norma.
Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita considerevole
privarsi dell’anima comporterebbe una lauta
ricompensa

Soffro nel vederti compiere
bizzarre movenze indotte
da un burattinaio scaltro.
Credi sia una scelta ammirevole
fuggire lo sguardo severo e vigile
della propria coscienza

Si dice che ad ogni rinuncia
corrisponda una contropartita considerevole
ma l’eccezione alla regola
insidia la norma.
Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita considerevole
privarsi dell’anima comporterebbe una lauta
ricompensa

Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita considerevole
privarsi dell’anima comporterebbe una lauta
ricompensa

CCCP ::: Io sto bene

È una questione di qualità
è una questione di qualità
è una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene
una formalità

È una questione di qualità
è una questione di qualità
è una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene
una formalità

Come decidere di radersi i capelli
di eliminare il caffè e le sigarette
di farla finita con qualcuno o qualcosa,
una formalità
una formalità
una formalità
o una questione di qualità

Io sto bene, io sto male
io non so come stare
io sto bene, io sto male
io non so cosa fare
non studio non lavoro non guardo la TV
non vado al cinema non faccio sport
non studio non lavoro non guardo la TV
non vado al cinema non faccio sport

È una questione di qualità
è una questione di qualità
è una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene
una formalità

Come decidere di radersi i capelli
di eliminare il caffè e le sigarette
di farla finita con qualcuno o qualcosa,
una formalità
una formalità
una formalità
o una questione di qualità

Io sto bene, io sto male
io sto bene, io sto male
io sto bene, io sto male
ma è una formalità
una formalità
una formalità
una formalità
una formalità
una formalità
una formalità

The Cure ::: Boys don’t cry

I would say I’m sorry
if I thought that it would change your mind
but I know that this time
I’ve said too much
been too unkind

I try to laugh about it
cover it all up with lies
I try and
laugh about it
hiding the tears in my eyes
’cause boys don’t cry
boys don’t cry

I would break down at your feet
and beg forgiveness
plead with you
but I know that
it’s too late
and now there’s nothing I can do

So I try to laugh about it
cover it all up with lies
I try to
laugh about it
hiding the tears in my eyes
’cause boys don’t cry
boys don’t cry

I would tell you
that I loved you
if I thought that you would stay
but I know that it’s no use
that you’ve already
gone away

Misjudged your limits
pushed you too far
took you for granted
I thought that you needed me more

Now I would do most anything
to get you back by my side
but I just
keep on laughing
hiding the tears in my eyes
’cause boys don’t cry
boys don’t cry
boys don’t cry

The Cure ::: A forest

Come closer and see
see into the trees
find the girl
while you can
come closer and see
see into the dark
just follow your eyes
just follow your eyes

I hear her voice
calling my name
the sound is deep
in the dark
I hear her voice
and start to run
into the trees
into the trees

Into the trees

Suddenly I stop
but I know it’s too late
I’m lost in a forest
all alone
the girl was never there
it’s always the same
I’m running towards nothing
again and again and again […]and again