Ryo fashion

Qualche giorno fa sono passato alla forneria dove lavora una mia amica, che in un colpo solo ha guadagnato 1000 punti in classifica offrendomi delle ottime fragole in una bat-tazza di vetro con l’Uomo Pipistrello in rilievo.
Appollaiato su uno sgabello a contare le fragole che mi separavano dall’uscita ho assistito a scene di ordinaria adolescenza.

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Dracula: c’era una volta il vampiro

Dracula - Bram StokerIeri pomeriggio, passeggiando per il centro profondamente impegnato a non fare nulla, ho avuto una breve ma interessante discussione vampiresca, niente a che vedere con plasma e gruppi sanguigni: semplici paragoni narrativo-cinematografici, che però m’hanno fatto tornare nel tempo indietro di tre o quattro anni.
Ai tempi mi confrontai con una grande appassionata del genere, e ha saputo essere molto convincente nel consigliarmi i suoi titoli preferiti! Grazie a lei ho anche conosciuto quello che poi è diventato uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, ovvero la storia originale del Principe della Notte: Dracula di Bram Stoker.
Lo lessi fra marzo e aprile 2004, e in modo scherzoso mi piaceva tenere il libro sulla scrivania vicino a una testa d’aglio. Poi questo lo conservavo in una busta di plastica per non fargli diffondere l’odore, fino al giorno in cui, completamente marcito, appestò tutta la cassettiera e dovetti radere tutto al suolo con del deodorante al napalm II.
La foto risale a quel periodo, di quello prima che l’aglio marcisse, ed è il monito che mi ricorda che quando l’uomo sembra avercela fatta contro la natura, arriva impietosa la maledizione del vampiro a incasinare tutto!

— Andracula

Porno poesie: saldo concorsi (di sincerità)

Miguel de Cervantes Saavedra sosteneva che nei concorsi letterari il vero vincitore è colui che si piazza in seconda posizione: questo perché il primo posto era immancabilmente dell’amico o del parente di qualcuno. Questo accadeva circa quattrocento anni fa, proprio come quattrocento anni fa l’acqua era bagnata e due corpi si attraevano reciprocamente con una forza proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza che le separa.

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Giovedì di metà quaresima

Oggi mi hanno fatto notare essere giovedì di metà quaresima. Quest’anno la quaresima è arrivata talmente in fretta da non lasciarmi lo spazio nemmeno per scegliere il tradizionale fioretto da mantenere in attesa della Pasqua. Ogni anno mi è difficile trovarne uno nuovo, non mi piace ripetermi, e dato che già ne metto del mio, i classici del genere mi sono negati: non mi piace la cioccolata (classicissimo), non bevo pota~cola (questo già più moderno) non sono uno spendaccione (magari!), insomma, devo inventarmi ogni anno qualche cosa di voluminosamente originale.
FiorettoPerò essendo io contrarissimo alla mortificazione della persona, gran bella invenzione catto-medievale, sfrutto questo appuntamento annuale come un’occasione per migliorarmi, per correggere uno alla volta i miei comportamenti negativi, i miei difetti, e non limitatamente ai quaranta giorni riportati nel manuale delle istruzioni. Facendo il verso al ridicolo slogan pubblicitario: un fioretto è per sempre!
Però, come dicevo in apertura, quest’anno non sono riuscito a organizzarmi in tempo per programmare la mia evoluzione morale, forse distratto dalle parole illuminanti di re Ratzinger e del primo ministro Ruini dello stato estero e impiccione di Città del Vaticano, forse dall’apertura al pubblico dei cantieri per la metropolitana più inutile d’Italia, forse dal mio ultimo impegno per la sceneggiatura di un fumetto breve, non saprei.
Venerdì ho addirittura mangiato carne. Solo venerdì però… a qualcuno sembrerà irrispettoso, a me lo sembra di più non farlo negli altri sei giorni della settimana.
Non avevo niente di particolare da dire, però se qualcuno ha praticato dei fioretti interessanti e gli va di condividerli potrebbe farlo qua, così l’anno prossimo potrò attingere direttamente dalla lista anche all’ultimo secondo!

AB-

Voglio riportare uno stralcio dell’articolo Voglio il sangue che il Conte Tansini in Ceriano Laghetto scrisse per il secondo numero della SkAzine, la fanzine dello Skuadrone Araki, uscita nel non così lontano settembre 2004:

Caro Ryo, il tipo AB viene definito il Moderno o l’Enigmatico. Il gruppo sanguigno AB è relativamente giovane e raro (e se poi è negativo è chiaro identificativo dei gay): ha fatto la sua prima comparsa meno di mille anni fa ed è posseduto solo dal 2-5% della popolazione (i gay appunto). La presenza di due antigeni, infatti, gli conferisce caratteristiche simili, per certi aspetti, a quelle del gruppo A, per altri a quelle del gruppo B, e per altri ancora a una fusione di entrambi i gruppi.
Il gruppo sanguigno AB è comparso in Europa, a seguito della mescolanza di popolazioni diverse, nel corso delle invasioni barbariche (minchia sei un meticcio barbaro!). Il tipo AB presenterebbe una capacità di adattamento ai mutamenti di tipo ambientale, alimentare, sociale e culturale della vita moderna.

Gruppo AB-

Se ne evince che sono lesbico (sarò pure gay, maperò mi piacciono le donne!) e che finalmente ho una spiegazione convincente per i numerosi peli rossi della barba!

— Barbaryo

Aurora, ma bella come la notte

In questi ultimi giorni sono impegnato in un racconto, devo dire che più di tanti altri, nell’ultimo periodo, mi sta prendendo molto. Mi sono riservato tutto il tempo necessario per pensarci sopra, prima di iniziare a scrivere: quando ho un sacco di idee è difficile capire quali siano buone e quali no e c’è il costante rischio di perdere di vista la ricetta originale. Le spezie sono importanti, ma è la carne la regina di questo piatto.
Poi ultimamente le mie cene devono accontentarsi del tonno in scatola, ma anche quello fa la sua figura.
In questo preciso momento mi sono preso una pausa dalla scrittura: proprio quando sembrava non si dovesse far altro che aspettare il dessert, ecco che il secondo piatto ha iniziato ad assumere un sapore inatteso, e non per qualche salsina rimasta nascosta sotto foglie di lattuga.


Non ho ancora deciso un titolo per il racconto, l’ho momentaneamente intitolato Aiuto, ma devo trovarne un altro prima che Michael Jackson mi citi per plagio!

Sto seriamente pensando che questo è del tutto immodestamente il racconto più originale e innovativo che mi sia mai capitato di scrivere o di leggere. Ne sono molto orgoglioso e mi ci voglio dedicare molto, di solito lascio le bozze a raffreddare per qualche tempo prima di riprenderle in mano, questa volta però voglio vedere il prima possibile la sua versione definitiva. Così da poter capire se oltre a originale e innovativo potrò dire che è anche bello! Mi sta divertendo molto scriverlo, sarebbe bello che leggendo ci si potesse divertire almeno quanto me!
Ora dichiaro conclusa la pausa, e mi rimetto a scrivere.
OK, ho scritto anche durante la pausa… ma che ci posso fare? È più forte di me!

Graffi sulla pagina bianca – Ibiskos

Ieri sera mi hanno consegnato una grande busta bianca col mio nome sopra, come quelle indirizzate a me. Infatti era proprio indirizzata a me.
L’avevo intuito subito: uno non si legge tutti i romanzi di Sherlock Holmes per poi essere un cretino! Il fascino per il mistero è comune in molti, in me in quel momento c’era solo il terrore dell’ennesima bolletta, formato pacco, pure!
Il mittente era la casa editrice Ibiskos, e all’interno ho trovato alcune cose interessanti: due paia di volantini pubblicitari, cinque cartoline della casa editrice, un libro di poesie (!) e, soprattutto, una proposta di pubblicazione.
Tempo fa inviai loro una copia delle mie poesie, ebbene, questa era la risposta: positiva! Cavolo, non mi sono ancora abituato a queste manifestazioni di apprezzamento! Ma invece è capitato che nel frattempo prendessi accordi con altri, quindi mi limiterò a sentirli per ringraziarli dell’offerta.

Riporto per pura autoincensazione le parole spese nei miei riguardi, compresi gli errori di battitura: pennallere è la piccola imperfezione tipica della lavorazione manuale, prova che non si trattava di una lettera precotta.

La risposta di Ibiskos

Gentile Andrea, La ringrazio per il materiale che ci ha gentilmente inviato.
I suoi testi sono graffi sulla pagina bianca. La Poesia qui deve schiaffeggiare quasi con sagacia futurista. Non deve edulcorare né pennallere. Inoltre non vuole introduzioni (emblematica pag. 89), nell’ottica dell’autore, in quanto ingabbia e soffoca la vera essenza dei testi. Poi è ironia (pag. 64), marciapiede quotidiano da calpestare. E sporcarsi non significa doversi poi lavare ma moltiplicarsi in strati di vita.

I riferimenti alle pagine 89 e 64 purtroppo li ho persi, non ho tenuto per me una copia esatta di quello che ho inviato all’editore. Oh, ma se lo dicono loro io mi fido… non faccio bene?

Ibiskos