SDAGDAPIFELSDAUEDLP e il giuoco d’azzardo

Giuoco d'azzardo!

Onore a Bari, Roma e Torino che hanno cercato di farmi ricco (Fammi ricco! Fammi ricco! Fammi ricco!), ma purtroppo il loro sforzo non è bastato.

Dovrò trovare un’altra via per l’arricchimento materiale, come ad esempio le corse di cavalli. Sì, è un pallino che ho da qualche tempo, prima o poi ci vuole proprio che vada a un ippodromo! Un cavallo prova sentimenti, non è come una fredda sequenza di numeri estratti: dà più conforto, anche nella sconfitta. Da piccolo ho avuto modo di approfondirne la conoscenza: mio nonno li aveva e ho imparato presto a cavalcarli. Sono animali bellissimi, intelligenti e nobili. Se li tratti bene essi tratteranno te come loro pari, essendoti fedele, ma se sei un fetente meglio evitare di dar loro la possibilità di fregarti. Chiudo la parentesi equina (Frau Blücher! Hiiiiiiiihihihihi!!!) e torno al punto cruciale del post: il gioco d’azzardo. Formerò la Società Dedita Al Gioco D’Azzardo Per Il Favore E Lo Sviluppo Delle Arti Umanistiche E Dei Loro Perpetuatori: la SDAGDAPIFELSDAUEDLP! OK, per il nome c’è ancora da lavorare (qualche idea?) ma è il fine integralmente e moralmente etico che conta! E se il bene dovrà giocare fuori casa, sia! Purché si riesca a portare a casa il risultato! A proposito, chissà come funzionano le scommesse sulle partite di calcio… Naaah, è un mondo corrotto quello: mi ispira molta più fiducia un cavallo di un calciatore. E soprattutto dice meno stronzate quando lo intervistano (W il giuoco del calcio e abbasso le società).

SDAGDAPIFELSDAUEDLP e il giuoco d'azzardo

— Ryo the gambler

Penna rossa

Penna rossaStasera mi faccio le pulci alle bozze! Anzi, alla prima delle tre cui ho diritto per contratto: la casa editrice m’ha inviato una stampa della mia raccolta di poesie che pubblicherà, mio compito quello di segnare gli errori con la penna rossa (così mi hanno scritto).
Problema: non ho nessuna penna rossa. Le penne sono nere, accidenti! E quando si sbaglia non si affondano le scritte in liquame biancastro cementifero! Sempre con la penna nera, si tirano degli scarabocchi coreografici.
Gomme? Roba da vegani. I veri uomini usano le penne a sfera di plastica, possibilmente tutte smangiucchiate e senza tappo. Perché la penna è più forte della spada, se te la ficcano nell’occhio!
Anche nell’era dell’informatica considero fondamentale il contatto fra la sferetta sporca di inchiostro e il foglio di carta. Oggi, che è il futuro, uno dei miei gesti più comuni appuntare una nota sul mio quadernino o su fogliacci volanti (spesso il contenuto delle mie tasche è qualcosa di indecente). Le cose importanti, poi, è indispensabile copiarle in bella: per me e la mia calligrafia ciò significa batterle al compiutter, così anche la remota possibilità che decida di usare una penna di colore diverso dal nero per i titoli (l’ultima volta che l’ho fatto doveva essere il 1989 e mi avevano costretto) se ne va a meretrici.
Alle elementari, quando la maestra chiamava il biro rossa durante i dettati, avevo una tecnica tutta mia per cambiare colore velocissimamente: consisteva nel tener in mano ambedue le biro, e spostarle a turno all’interno del palmo (quella inattiva) e fra pollice indice e medio (quella attiva) con un gioco di dita e gravità. Ovviamente a fine giornata avevo tutte le mani pasticciate, ma era un piccolo prezzo da pagare per quei virtuosismi. Poi ho dismesso i colori e questa mia capacità sovrumana non è più servita a nulla.
Per il momento sto segnando la bozza a matita, quando mi sarò procurato una biro rossa (le affitteranno?) li ripasserò. Adesso ho beccato la più lunga di tutte (È una contraddizione) e, davvero, non mi va di concentrarmi troppo. Ho in me il sonno: proseguirò domani.

— Ryo barba rossa di bozze correggittor

3€ 33c

L’altro ieri sono dovuto andare al super(super?)mercato per comprare dei beni di prima necessità (caffè), delle droghe pesanti (pistacchi), e altro che non ricordo o che forse ho dimenticato di mettere in frigo e ora circola per casa armato di matite mangiucchiate e chiavi a brugola.
Pagato cash (proverbio popolare rivisitato: paga in contanti solo chi i soldi non li ha) intasco il resto, finita lì.
Prima di andare a dormire svuoto i pantaloni e addocchio il pugno di monetine del resto che avevo ancora in tasca: esattamente 3 euro e 33, o anche 333 centesimi che fa più figo.

Non sono uno che crede nelle coincidenze, ma non sono nemmeno quello con la mania dei giochi d’azzardo legalizzati (*lotto); l’ho praticato solo per un breve periodo quasi dieci anni fa, con un amico, e abbiamo smesso nel momento in cui con una vincita abbiamo recuperato tutti i soldi spesi nei pochi mesi di gioco.

Però stasera alla fermata della filo è successo di nuovo: la 11 in arrivo in 11 minuti. E posso anche portare a deporre un testimone.

Che qualcuno voglia ch’io diventi improvvisamente ricco giocando questi numeri? Se domani trovo una tessera del *lotto nella cassetta della posta gjyiuro che gioco!

— Ryo the gambler

Stuparich Movie Fan: Rocky Horror & Picture Show act-2

A quasi tre anni dal fortunato The Rocky Horror And Picture Show At Vitalis’ House Yes I Am, casa Stuparich ha presentato il Rocky Horror & Picture Show act-2 (The Rocky Horror Picture Show (The Rocky Horror Picture Show, USA, Jim Sharman, 1975)) per il ciclo di proiezioni domestico-casalingo-cucuddriliche Stuparich Movie Fan.

The Rocky Horror Picture Show

… and then a step to the right!

Bando alle donne 2006

Non nel senso di donne al bando, anche se l’infelice titolo sembrerebbe indicare proprio questo, ma è il nome di un concorso letterario dedicato alle donne. Ma riservato a tutti, altrimenti per partecipare avrei dovuto dare un nome falso e mettermi la gonna, invece nel catalogo delle opere il mio nome compare bellobbello, assieme agli altri nove scrittori selezionati fra i cento partecipanti. Certo, poi nel tentativo di riscriverlo hanno sbagliato (Andra: alla ruota non avevano di che comprare la e), ma nessuno è perfetto.
Infatti vicino a questo mio nome hanno riportato l’incipit del racconto addizionandolo di anidride carbonica ed errori di stampa (il più divertente: gatto al posto di ratto), una breve descrizione dell’opera (che hanno fatto scrivere a me) e una nota biografica (sempre scritta da me, ma alla quale hanno voluto aggiungere il mio nome, all’inizio, sbagliandolo).
Ah, non l’ho ancora detto: ho partecipato con il mio racconto Nulla rima con fegato, una storia di ribellione, risentimento, rabbia […] dove è la principessa a combattere il drago, perché il cavaliere in quel momento è al campo da golf. Quest’ultima battuta sul campo da golf secondo me l’hanno modificata loro, perché io non la ricordavo così brutta.
Tutte le opere selezionate sono state esposte (non è dato sapere in che periodo) nelle vetrine dei negozi del centro del comune di Castelfiorentino (FI), promuovendo in tale modo una fruibilità non convenzionale dell’arte e favorendo una attenzione del pubblico alla manifestazione. Già me li immagino i fortunati castelfiorentini a spasso per il centro che mentre si comprano una cintura di cucuddrilo si leggono il mio racconto.
Masjia?!

Ryo fashion

Qualche giorno fa sono passato alla forneria dove lavora una mia amica, che in un colpo solo ha guadagnato 1000 punti in classifica offrendomi delle ottime fragole in una bat-tazza di vetro con l’Uomo Pipistrello in rilievo.
Appollaiato su uno sgabello a contare le fragole che mi separavano dall’uscita ho assistito a scene di ordinaria adolescenza.

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Dracula: c’era una volta il vampiro

Dracula - Bram StokerIeri pomeriggio, passeggiando per il centro profondamente impegnato a non fare nulla, ho avuto una breve ma interessante discussione vampiresca, niente a che vedere con plasma e gruppi sanguigni: semplici paragoni narrativo-cinematografici, che però m’hanno fatto tornare nel tempo indietro di tre o quattro anni.
Ai tempi mi confrontai con una grande appassionata del genere, e ha saputo essere molto convincente nel consigliarmi i suoi titoli preferiti! Grazie a lei ho anche conosciuto quello che poi è diventato uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, ovvero la storia originale del Principe della Notte: Dracula di Bram Stoker.
Lo lessi fra marzo e aprile 2004, e in modo scherzoso mi piaceva tenere il libro sulla scrivania vicino a una testa d’aglio. Poi questo lo conservavo in una busta di plastica per non fargli diffondere l’odore, fino al giorno in cui, completamente marcito, appestò tutta la cassettiera e dovetti radere tutto al suolo con del deodorante al napalm II.
La foto risale a quel periodo, di quello prima che l’aglio marcisse, ed è il monito che mi ricorda che quando l’uomo sembra avercela fatta contro la natura, arriva impietosa la maledizione del vampiro a incasinare tutto!

— Andracula