1800 borelle

Cassetta della posta rovente in quelsti ultimi giorni!
Dopo due mesi brandisco di nuovo la penna rossa (pennarello, la penna l’ho smarrita da qualche parte nell’oltepò pavese) per le correzioni alla seconda bozza della mia raccolta di poesie, cosa che ho già accennnato qui.
Poi altri due editori si sono fatti vivi con delle proposte editoriali, a sentir loro, vantaggiosissime.
€Probabilmente per loro milleottocento bor€ll€ sono briciole, a me fanno ancora un po’ impressione, anche perché uno dei due spacciava la propria proposta per grande opportunità, quando invece mi chiedeva tanto quanto l’altro. E non mi è venuto nemmeno per un attimo il pensiero che fosse l’altro quello onesto. No, questa parola la vedo decisamente male sulla maglietta di qualcuno di loro.
Non avranno i miei soldi, maledette sanguisughe! Cioè: non li ho nemmeno io, perché loro dovrebbero volerli più di me?
Li ignoro, e continuo nel mio lavoro di correzione. Incredibile quante piccole cose saltino fuori.
Anno Domini va in maiuscolo, per esempio, e altre cose che noto solo perché sto cercando proprio loro.

Soltanto chi non vuole vedere non vede veramente

Vita è quest’avventura pag. 89

Sei mie poesie sono state incluse nell’antologia Vita è quest’avventura, curata da Chiara Bruni pubblicata da Casa Editrice Pagine di Roma. Il volume è uscito da pochissimo (marzo 2007, però a me è arrivato in questi giorni) ma essendo abbastanza underground credo sia pressoché impossibile trovarlo in libreria.

Non che pensi possa interessare a qualcuno ma per dovere di cronaca ecco alcune informazioni riguardanti l’antologia:
ISBN: 978-88-7557-201-3
# pagine: 600
Prezzo: € 18,59

I miei pezzi inclusi sono tutti risalenti alla mia prima produzione, ecco i titoli:

  • Vandalismo
  • Fiammella
  • Come neve
  • Lascia vincere me
  • Fa caldo
  • Se il mio grido arrivasse ad altra gente

Vita è quest'avventuraChe cosa significa questa antologia, mi chiedo. Il primo vero passo di un cammino? Leggendo molti degli altri autori che vi compaiono sembra per loro, piuttosto, l’ultimo passo: il veder pubblicati i loro lavori in un libro vero, la soddisfazione di potersi dire pubblicati.
Per me non è certo così. Lontano dall’essere il coronamento di un piccolo sogno, è più simile allo sfizio personale di vedere il proprio nome stampato per la prima volta. Non andrò certo a spasso col volume sottobraccio per farlo vedere, mi basta sapere che esiste e che è qualcosa che ora devo cercare di superare.
Alzare di una tacca la sbarra e ritentare il balzo, sarà interessante vedere domani quanto sarò riuscito a saltare più in alto di Vita è quest’avventura, che con il porno-titolo che si ritrova è bene non lasciare mi stia avanti per troppo tempo!

L’uomo nell’alto castello

Giusto poco prima di terminarlo, mi sono reso conto che il libro che avevo in mano era il mio unico acquisto da sei mesi a questa parte che non fosse qualcosa di commestibile o un articolo per la casa.
Spesso libertà è confusa con la possibilità di fare quello che si vuole, ma quello si chiama ricchezza… alle volte è solo ignoranza, nella maggioranza dei casi non se ne coglie la differenza.
M’accontento della mia indiscussa superiorità nel godere il tutto del poco, tenendomi lontano da fonti decerebrative catodiche: purifico lo spirito e guadagno punti karma, arrivato a cento più 25 euros posso ritirare il costume di Spiderman e la macchinetta per sparare le ragnatele in faccia a maligni e ribaldi.

Il libro è La svastica sul sole di Philip K. Dick. La K ho scoperto essere per Kindred, che secondo me è un nome che non esiste, inoltre ho notato la curiosità che essendo lui del ’28 e morto nell’82 ha uno strano palindromo nei suoi anni limite. Che l’abbia fatto apposta? Non credo, ma se invece sì è stato molto bravo, specie per la data di nascita.

La svastica sul sole - Philip K. Dick La svastica sul sole narra di un presente alternativo dell’Italia se Berlusconi fosse salito al potere: il paese diviso in due con i fascisti a nord e i forzisti a sud, mentre la lega l’avrebbe preso in quel posto. Campi di sterminio per intellettuali e pacifisti disseminati per tutta la pianura padana, borghesotti ignoranti che scorrazzano per la penisola a bordo di SUV al fianco di lipidiche mogli impellicciate mentre i rampolli passano le serate chiusi in antichi palazzi a folleggiare a cocaina intrattenendo raggianti travestiti sudamericani.
La moda del momento? Collezionare oggetti comprati tramite televendite prima delle elezioni.
In questo contesto si sviluppano parallelamente una serie di sottotrame: dal fabbricatore di padelle inox 18/10 con fondo alto un centimetro contraffatte, alla storia del libro degli oracoli sui programmi televisivi, fino al leghista integralista cattolico che intende uccidere l’ultimo baluardo di un paese libero: l’autore di un romanzo nel romanzo che narra della sinistra che vince le elezioni, non vara nessuna legge sull’indulto e risolve il problema del conflitto d’interesse.
Più o meno.

Molto bello, lo consiglio a tutti quelli che per colpa mia stanno pensando di non leggerlo nemmeno per tutto l’oro del mar Egeo, in modo da riparare in qualche modo a queste mie parole…

— Philip Kaba Ryo

Libera lì dov’è

Mi piace scattare fotografie strane, angolazioni particolari a oggetti comuni. Non sono un tipo da panorami, credo che solo un vero fotografo figo possa fare una foto decente di un paesaggio. Me ne sono reso assolutamente conto in montagna due estati fa: vedere un panorama vero piuttosto che in fotografia ha un divario nemmeno inimmaginabile, fare una foto deve per forza cercare di catturare qualcos’altro, perché la bellezza di quello che stai vedendo lì con i tuoi occhi non è inscatolabile, deve rimanere libera lì dov’è.

Libera lì dov’è

Questa invece l’ho scattata a botto mentre guidavo in ritorno dal concerto finale_concorso_musicale degli SM58 a Carpi. Quindi in realtà questo panorama io non l’ho visto (proprio perché scattavo a caso), però c’ero dentro, e quindi lo faccio mio, nella foto, nonostante tutta la premessa.

Lanciano per Reliquia ex Ossibus

Mi è stato proposto un mese e mezzo fa, forse qualcosina di meno, di scrivere la sceneggiatura per un fumetto. Il fine ultimo era quello di partecipare al concorso Lanciano nel fumetto: la storia era a tema libero ma con il limite delle cinque pagine.
E cinque pagine sono davvero poche per un qualsiasi abbozzo di storia. Specialmente quando non è la parte scritta a occupare più spazio nella pagina, quanto invece solo piccole nuvolette rade nel foglio disegnato.
Così mi sono armato di carta e matita e non ho smesso di scarabocchiare finché alla fine, preso da disperazione, ho rinunciato all’idea di una storia scritta in maniera tradizionale.
Così è nato Reliquia ex Ossibus, dove la storia vera è sostituita dal prologo alla stessa, e nel linguaggio la forma prevale in modo assoluto sui contenuti.

Lanciano per Reliquia ex Ossibus

Ecco una delle pagine che componevano il mio lavoro preliminare (notare l’assoluta tecnica grafica che padroneggio):

Lanciano per Reliquia ex Ossibus
Una volta decisa la storia mi sono trovato con i Trish Studios per studiare personaggi e struttura delle vignette (tutte misteriose alchimie da fumettista…) ed ecco che ripropongo qui tutte le fasi dello studio dei due personaggi principali Elenna e Lindone:

Lanciano per Reliquia ex Ossibus
Lanciano per Reliquia ex Ossibus
Lanciano per Reliquia ex Ossibus

Lanciano per Reliquia ex Ossibus
Lanciano per Reliquia ex Ossibus
Alla fine non abbiamo vinto un tubàsso, ma resta l’esperienza interessante, la sperimentazione di un modo particolare di novellare e, perché no, l’orgoglio di essere stato scelto quando altri erano ben più vicini di me alla disegnatrice.
Altri lavori sono attualmente in progettazione, nonostante l’orrorificenza dei miei storyboard…