Idolatria

IdolatriaSecondo la dottrina cattolica, l’adorazione delle rappresentazioni di entità sacre (figurative, scultoree, eccetera) è un culto pagano.

Idolatria: attribuire a opere dell’uomo una valenza divina.

Parto da questo spunto per presentare un sito che ho conosciuto i primi giorni di quest’anno: ImmaginiSacre.org, con il cui webmaster ho avuto un colorito scambio di messaggi.
Io, colpito dallo squallore del sito, mi sono aggrappato all’errore ortografico che imperava (e che è ancora lì!) in prima pagina, per vedere che acque tiravano. Di seguito i cinque messaggi che ne sono scaturiti

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From: Andrea Cabassi
Date: 07 Jan 2007, 11:14:45 AM
Subject: IMMAGINI SACRE DA STAMPARE E FARLE BENEDIRE

Buon giorno e buona domenica,
sono per caso capitato sul sito in oggetto e vorrei solo far notare quanto la frase “Immagini sacre da stampare e farLE benedire”, che appare nel logo , sia grammaticalmente scorretta.

Ciao
Andrea


La sottile frontiera
fra arte e vandalismo
è la capacità
di affascinare le proprie vittime
:::::::::::::::::::::::::::::::::
                 www.ryo.it

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From: Stefano G.
Date: 07 Jan 2007, 05:13:18 PM
Subject: Re: IMMAGINI SACRE DA STAMPARE E FARLE BENEDIRE

Non è per sbaglio, ma voluto, tutte le persone che come te lo notano o
mentalmente o verbalmente per ricostruire la giusta frase lo ripeteranno 2
volte questo implica che dopo scaricate e stampate ci saranno maggiori
possibilità che verranno benedette, perchè “l’errore” li porta a ripetere la
parola “benedire” 2 volte oltre la normale lettura, quindi così gli rimane
impresso o si spera e non lo dimenticano.

La sottile frontiera
fra stronzaggine e amor altrui
è la capacità
di trasmettere qualcosa di buono.

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From: Andrea Cabassi
Date: 07 Jan 2007, 05:44:39 PM
Subject: IMMAGINI SACRE DA STAMPARE E FARLE BENEDIRE

Stefano G. Scrive:
> “l’errore” li porta a ripetere la
> parola “benedire” 2 volte oltre la
> normale lettura, quindi così gli rimane
> impresso o si spera e non lo dimenticano.

Beh, mi verrebbe solo da dire “ma vai a farti benedire!” ma vorrei che fosse chiaro l’intento ironico!

chao

> La sottile frontiera
> fra stronzaggine e amor altrui
> è la capacità
> di trasmettere qualcosa di buono.

La sottile frontiera
fra stronzaggine e umiltà
è la capacità
di riconoscere i propri errori e non inventarsi cazzate

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From: Stefano G.
Date: 07 Jan 2007, 05:52:28 PM
Subject: Andrè

Come te fanno a piacè i manga lo sai solo te.

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From: Andrea Cabassi
Date: 08 Jan 2007, 01:08:19 AM
Subject: Re: Andrè

Stefano G. Scrive:
> Come te fanno a piacè i manga lo sai solo te.

Non si vive solo di immaginette sacre 😉


La sottile frontiera
fra arte e vandalismo
è la capacità
di affascinare le proprie vittime
:::::::::::::::::::::::::::::::::
                 www.ryo.it

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Amen.

Brrr…

Se qualcuno dal gentile pubblico volesse salire sul nostro carrozzone, per un esperimento dimostrativo, sappia che potrà trarne soltanto benefici! Il nostro tonico tonificante lubrificante ammorbidente e ammaliante, nonché cura di tutti i mali del mondo, lo renderà una persona nuova e migliore! Prego signore e signori, venite! Venite!

Ieri il dio degli amari alle erbe (compagno di merende di Bacco) ha voluto premiare i miei sforzi! Ecco, calamitata al ryorifero, la ricevuta del premio divino!

Brancamenta

Chi mi conosce di persona starà già sghignazzando, per tutti gli altri… che aspettate a salire sul carrozzone?

Sanctus

Ieri sono stato al matrimonio di mio cugino.

Durante la funzione ho notato che il simpatico coro proponeva pezzi sacri con arrangiamenti dal sapore moderno. Qualche volta sull’onda della versione originale, spesso però ricordavano pezzi pop & easy listening, di quelli che tutti conoscono, ma mai nessuno ricorda il titolo.

Il top, secondo me, è stato raggiunto da Il Sanctus

Non vorrei risultare poco rispettoso, sarò solamente sincero e disinteressato come al solito, non lo faccio con intenti maliziosi, e nel dubbio siete invitati a fermarvi nella lettura. Se invece ve la prenderete a male, nonostante tutto, potete anche ervifott.

Ecco i versi fondamentali del Sanctus:

Santo, santo, santo il Signore.
Dio dell’universo.

I cieli e la terra sono pieni
della tua gloria,
Osanna nell’alto dei cieli.

Benedetto colui che viene
nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli.

L’arrangiamento! L’arrangiamento era il tipico da sigla dei cartoni con i robot giapponesi! Mazinga Z, Daltanious, ecc… VAI, DIO DELL’UNIVERSO! SWOSHHH!!! Saaanto saaaaanto saaaaaaantooo! Yèèè!!! Tu proteggi i cieli e la Terra da Vega! Taratattatà!!! Vola nell’alto nei cieli e spacca il culo ai Meganoidi!!!
Eccezionale.

OK, il momento blasfem-oriented è terminato. Il matrimonio è andato alla grande e tutti vissero felici e contenti.
(E qua parte la sigla di chiusura: scene della cerimonia e del ricevimento, e termina con tutti gli inviati che corrono verso il tramonto sul lago d’Iseo)

Refresh

Vi hanno mai detto, smanettando al PC, di fare un refresh? In italico idioma è rinfrescare: suona male, aggiornare: già meglio.

Il mio PC venerdì ha fatto domanda formale perché gli facessi refresh, ma forse non ci siamo capiti tanto bene.

In realtà, stando lì, lo sentivo bene il vento che dal condizionatore andava dritto sparato al case del mio PC… ma la fotografia rende solo un quinto delle sensazioni. Per cui immaginate le linee cinetiche del vento, e ridete pure.

Candele

Fuori sento i rumori e vedo le luci di un temporale lontano, ho appena finito di scrivere A ovest, che parla proprio di questo ma in realtà di tutt’altro, e l’unica illuminazione seria della mia stanza è la fiamma di tre candele. Meno serie, computer portatile e telefono cellulare.

Candele, sicuro, quelle cose di cera con uno stoppino dentro, che accendendolo scioglie la parte superiore della cera, questa per il pincipio della capillarità risale lungo lo stoppino e, vaporizzata, alimenta la fiamma. Sì, quelle che si usavano nel diecimila avanti Cristo, prima ancora dell’invenzione della lampada a petrolio e dell’America.
Fa un certo effetto rimanere nella propria grotta a lume di candela quando fuori si scatenano gli elementi. Occorre anche un po’ di immaginazione, certo, infatti per fortuna ho evitato di appartenere a quest’ultima generazione.
Ora mi ritiro, domani sveglia presto: a caccia di cucuddrillosauri!

È nascosto

Non lo vedo, è nascosto, si sta nascondendo, è nel suo nascondiglio, mi teme. Si cela adeso alla parete invisibile della tazzina, ma io so che è lì.

Non potrebbe essere altrove, non avrebbe senso: lo sappiamo tutti e due. Aspetta, aspetta solo che mi distragga per fuggire via. Gli sarebbe sufficiente un solo attimo, sappiamo tutti e due anche questo.
Ma il mio primo occhio e il mio secondo occhio lo controllano attentamente, non hanno a fuoco nient’altro che il dentro della tazzina, arginato dal cucchiaino e dalla strisciata di fondo del caffè.
La prima mossa di uno di noi due sarà la decisiva.