Racconto: Rapsodia d’autunno con fenicotteri neri

da | 7 Giu 2024

Rapsodia d'autunno con fenicotteri neri è un monologo introspettivo sul tema della fine, del cambiamento e dei volatili acquatici.

Il racconto è stato pubblicato nell'antologia Ultime Letture, a cura di Giorgio Sangiorgi per le Edizioni Scudo. Puoi acquistare il volume cliccando l'immagine di copertina qua accanto.

La prima stesura del racconto risale alla fine del 2018, l'ho distribuita in ebook a pochi intimi e ora il racconto è entrato a far parte di questo singolare volume.

Singolare perché non è una semplice raccolta, i racconti infatti sono racchiusi in una cornice, rappresentata dai protagnisti Giovanni e Fausto, i cui destini li hanno portati a leggere, il primo, e ascoltare, l'altro, un racconto al giorno, un po' come succede per i personaggi di Boccaccio nel Decameron o per Sherazade nel Mille e una notte.

Ultime Letture

Quale miglior modo di presentare il racconto se non lasciar parlare i due protagonisti dopo la lettura, ecco quindi pagina 60 di Ultime Letture:

Ultime Letture, pag. 60

«Ecco... Non ci ho capito un bel niente,» ammisi senza pudore.

Fausto mi fece cenno che doveva bere e lo aiutai, poi mi disse: «Non tutto deve necessariamente essere capito. Almeno razionalmente. Questi sono racconti che usano gli espedienti stessi della poesia. Ti parlano di qualcosa, ti lanciano immagini, per farti comprendere un messaggio che la logica razionale non riuscirebbe ad afferrare. Come un’emozione per esempio. La logica razionale può anche spiegarti da quale ormone è stata influenzata quell’emozione, ma l’emozione stessa non è in grado di capirla veramente; come un fungo non può percepire un quadro di Van Gogh.»

«Mi sa che io sono quel fungo, allora.»

«Non ti è piaciuto?»

«No, non dico questo. Anzi, ciò che mi disturba è proprio che mi è piaciuto anche se non l’ho capito. ... Per te cosa significava? Se si può esprimere a parole...»

«Ti dirò,» fece lui dopo una breve pausa. «Ma è una questione meramente soggettiva... A me ha dato l’impressione di parlare di creature del mondo mentale. Allo stesso tempo pacifiche e malevole. Come idee, luoghi comuni o pregiudizi che si annidano nel nostro cervello impedendoci di vedere le cose come sono realmente.»

«Ma si parlava anche del mondo umano,» dissi come preso da un’illuminazione. «Gli strani rapporti che intercorrono tra noi. Con gli amici, i parenti. Quel sofisticato balletto tra amore vero e desiderio di controllo. Tra sincerità e ipocrisia.»

«E c’era anche un sottile riferimento alla malattia mentale. Un disagio che cova un po’ in tutti noi. Quasi che fossimo sempre su un crinale, quasi ogni santo giorno dovessimo decidere se rimanere “sani” e restare nel consesso umano, o se abbandonarlo e precipitare nel caos dei mondi interiori senza paracadute, senza le conoscenze e le capacità necessarie.»

«Anche tu parli in poesia, ora...»

«Sì, a volte lo faccio... Quando si parla di cose che vanno oltre la razionalità, appunto.»

«Ora mi sa che si è fatto tardi.»

«Hai ragione.»

Leggi Rapsodia d’autunno con fenicotteri neri

Mentre ammiri la vecchia copertina usata per illustrare questo racconto, mi sembra giunto il momento ideale per ricordarti ancora di comprare Ultime Letture e leggere finalmente Rapsodia d'autunno con fenicotteri neri.

Ah, dovevano esserci i fenicotteri, tuttavia puoi iniziare anche in loro assenza.

Rapsodia d'autuno con fenicotteri neri
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