Rainbow Republic. Romanzo distopico gay

da | 26 Apr 2022 | Libri | 0 commenti

Ho scoperto dell'esistenza di Rainbow Republic. Romanzo distopico gay in un modo completamente nuovo per me: facendo una ricerca per la chiave romanzo distopico in una biblioteca online. Unico risultato: Rainbow Republic di Fabio Canino, grazie proprio al sottotitolo romanzo distopico gay.

Quarta di copertina

La copertina di Rainbow Republic Romanzo distopico gay

Che cosa succederebbe se un giorno la Grecia, ridotta in ginocchio dal default economico, venisse progressivamente acquistata e occupata dalla comunità omosessuale globale?

La risposta ce la dà Fabio Canino in questo romanzo: quella che un tempo fu la culla della civiltà occidentale diventerebbe una terra promessa per gay, lesbiche e trans di tutto il mondo, uno Stato a loro immagine e somiglianza, con istituzioni e leggi in linea coi loro gusti e le loro manie, una repubblica gay.

In questa Grecia arcobaleno, per esempio, la moneta ufficiale è la Dragma, in onore alle drag queen più famose della storia, chi indossa antiestetici pinocchietti rischia di essere arrestato dalla Polizia del Buongusto, l'ospedale per bambini è il Candy Candy International Hospital, esistono corsie preferenziali per portatrici di tacchi a spillo, e i locali che trasmettono musica anni Ottanta possono godere di esenzioni fiscali.

Ma in primo luogo tutti hanno gli stessi diritti e quella che gli analisti hanno soprannominato Pink Economy ha portato la Grecia a essere una delle maggiori potenze al mondo.

A testimoniare tutto questo Ulisse Amedei, giornalista italiano che, accompagnato dalla giovane e avvenente Khloe, avrà il compito di raccontare alla retrograda Italia - quella che ormai è chiamata Repubblica Italo-Vaticana - ogni singolo aspetto di questa Grecia all'avanguardia.

Una satira pungente e divertente del mondo omosessuale, ma soprattutto un inno all'amore e ai suoi tanti e diversi colori, che, in queste pagine dense di personaggi e di situazioni spesso al limite dell'assurdo, trovano tutti - dal rosa Barbie al rosso Prada - il loro modo di risplendere. Nessuno escluso.

Che diavolo è un romanzo distopico gay?

La bandiera del Romanzo distopico gay

E io che ne so?

Però, visto che ho letto Rainbow Republic, provo a dedurlo dal contenuto.

Partiamo innanzitutto dalle definizioni. Il romanzo distopico narra di una società immaginaria in cui è impossibile perseguire la felicità. Il romanzo gay è un tipo di letteratura prodotta da o per la comunità gay e che coinvolge personaggi, trama, linee narrative o temi che ritraggono il comportamento omosessuale maschile (fonte: Wikipedia).

Fino a qua ci siamo.

Ora, quello che ho fra le mani è un romanzo distopico? In parte sì: nella società della nuova Grecia tutto sembra funzionare bene e tutto sembra bello, ma le riflessioni del protagonista instillano alcuni dubbi importanti al lettore.

Per esempio non si tratta di una democrazia pienamente inclusiva, e sono comunque presenti frange (sebbene minoritarie) di estremisiti anti-eterosessuali. Le critiche al governo mosse dal giornalista Ulisse Amodei provocano reazioni aspre, e l'esaltazione di personaggi che hanno il solo merto di essere gay è per lo meno esagerato.

Rainbow Republic è un romanzo gay? Diciamo che rispondere a questa domanda è più semplice: sì. Anzi, per essere più preciso dovrei parlare di romanzo LGBT (o LGBTQ+), ma forse è stato scelto gay per via del suono più gradevole.

In definitiva Rainbow Republic è un misto di queste due definizioni, o meglio: è entrame le cose.

Citazioni da Rainbow Republic. Romanzo distopico gay

Posizione 32-32

Un paradiso non è un paradiso senza amore.

Posizione 285-286

Dalla nuova Grecia leader nel turismo internazionale l’Italia era considerata un Paese retrogrado, omofobo, corrotto e poco ospitale. Tutte cose difficilmente contestabili

Posizione 583-585

«Questo è il kit del turista greco. Dentro troverà una guida alla nuova Grecia, un breve romanzo queer da leggere in volo o alla sera prima di andare a letto, una crema abbronzante, dei profilattici e una serie infinita di coupon con sconti da usare in ristoranti, negozi, teatri e cinema di tutta la Grecia.» “Ecco cosa significava promuovere il turismo”

Posizione 799-801

sulle cinquecento dragme c’erano Bernadette, Mitzi e Felicia personaggi dal film Priscilla la regina del deserto, che avevano ispirato drag queen di tutto il mondo.

Posizione 832-832

«Voi nella Repubblica Italo-Vaticana avete le auto blu, noi le abbiamo arcobaleno»

Posizione 836-838

«Formalmente il Vaticano è sì uno Stato a sé, ma se consideriamo la sua influenza nella vostra politica, possiamo tranquillamente dire che sembra quasi che il vero presidente della Repubblica italiana sia il papa… Le sue dichiarazioni in materia di diritti civili, ma anche di istruzione, politiche estere ed economia, sono sempre piuttosto influenti… o sbaglio?»

Posizione 1135-1135

«Eureka!» esclamò Manuel nell’unica parola in greco che conosceva.

Posizione 1182-1182

«Se pensi di non valere, allora non vali.»

Posizione 1609-1609

Mancava solo un dettaglio, gli occhiali da sole, che indossò come un pistolero estrae la sua arma dalla fondina.

Posizione 1662-1663

«Quello è il Candy Candy International Hospital» disse. «È l’ospedale dei bambini di Atene, chiamato così in onore dell’eroina manga creata nel 1975 da Yumiko Igarashi»

Posizione 2002-2005

«Sì, e non me ne stupirei: la Grecia è un Paese benestante, con molte possibilità. E soprattutto è un Paese inclusivo. Anche se c’è un partito extraparlamentare, I Rosa, che si oppone. Per loro gli etero che vengono a “rubare lavoro ai nostri gay” sono come fumo negli occhi…» «Tipo la nostra Lega Nord!» «Oddio. Non so se si arriva a tanto orrore e ignoranza, ma più o meno ci siamo intesi»

Posizione 2229-2232

D’altronde, come aveva scoperto, in Grecia la dieta era obbligatoria. E se non c’erano state ancora sanzioni era perché le forze dell’ordine, e in particolare la Polizia del Buongusto, avevano ben altro a cui pensare: l’acrilico e le sopracciglia ad ali di gabbiano, a quanto pareva, erano una vera e propria piaga sociale.

Posizione 2311-2315

Art. 5) Lo Stato e le Chiese sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, MA DAVVERO! Le Chiese si devono occupare solo della spiritualità. Leggendo quel «MA DAVVERO!» scritto in maiuscolo dell’articolo 5, e pensando al servilismo di certi partiti italiani nei confronti del Vaticano, Ulisse non riuscì a trattenere una risatina. Forse avevano ragione, lì in Grecia, a chiamare l’Italia Repubblica Italo-Vaticana!

Posizione 2517-2518

«È il vostro Stato che non apprezziamo, mica il vostro vino!» si sentì in dovere di giustificare Khloe.

Posizione 2536-2537

«Vorrei brindare a questa Repubblica arcobaleno! Dove ogni colore rappresenta la diversità, ovvero la ricchezza di questo Paese, e della diversità non bisogna avere paura, come non bisogna avere paura dei colori che compongono la nostra bandiera!».

Posizione 2659-2660

Non abbiate paura che approvare nuovi diritti significhi la fine del mondo. Perché la fine del mondo è già avvenuta signori, e queste che stiamo vivendo, sappiatelo, sono soltanto delle repliche.

Posizione 3069-3072

Ecco dove poteva andare, si disse. Si trovava ad Astakos, che non aveva la minima idea di dove fosse. Estrasse il cellulare dalla tasca e in pochi secondi lo scoprì: era sullo Jonio, proprio di fronte a Cefalonia… e Itaca. L’isola a cui doveva far ritorno l’Ulisse di Omero. Be’, se non era un segno del destino quello!

Posizione 3270-3270

ho capito una cosa, importantissima: i diritti dei gay sono i diritti di tutti.

Che ne penso di Rainbow Republic

Rainbow Republic. Romanzo distopico gay: Enola Gay

Come scritto all'inizio, ho scoperto questro libro solo per via della dicitura romanzo distopico gay: non conoscevo l'autore, nessuno me l'ha consigliato e non l'ho provato perché simile a qualcosa che già conoscessi. E per fortuna, ogni tanto ci vuole un elemento di rottura per non crearsi un recinto e rinchiudersi dentro!

Ogni tanto però, questa volta ho osato e me ne sono pentito: il libro non mi è piaciuto per nulla.

Sebbene faccia mio il messaggio di fondo - vedi a titolo esemplificativo l'ultima citazione della mia raccolta - Rainbow Republic. Romanzo distopico gay è proprio brutto (gusti personali, dottò!) e ho individuato due grandi ragioni a supporto di questo pensiero.

Per prima cosa ho avuto l'impressione di leggere un libro scritto per un pubblico intellettualmente carente. Poi ho affinato quest'idea, pensando che il target del libro fosse un pubblico televisivo (vabbè, è la stessa cosa).

In secondo luogo, per essere un romanzo distopico gay mi è sembrato fin troppo caricaturale: la stragrande maggioranza dei gay descritti sono persone eccentriche, appariscenti, sopra le righe... in gran parte stereotipi insomma. Capisco che le drag queen lo debbano essere, ma così mi è sembrato ingiusto.

E - a proposito di stereotipi - anche la figura del protagonista sciupafemmine coinvolto in una storia d'amore in cui non vuole coinvolgersi ma in cui poi si coinvolge e poi no e poi invece sì, è degna del peggior Harmony.

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