I 3 Punti della Grande Lezione del Romanzo Distopico

da | 20 Dic 2021 | Mondo editoriale | 0 commenti

È verosimilmente poco probabile che la lezione del romanzo distopico passi inosservata agli appassionati di questo genere letterario.

I romanzi distopici fanno parte di un filone che mi ha interessato molto nel corso degli anni, un filone popolato da titoli di indubbio valore, capaci di ricreare scenari di grandissimo impatto e influenzare l’immaginario di lettori di ogni epoca.

Influenzare e non solo: impartire tre vere e proprie lezioni di vita a chi decidesse di avventurarsi all'avventura di questi romanzi… già, ma questi quali?

Distopia questa sconosciuta

Come già provavo a formalizzare in Romanzo distopico: ovvero un monito su chi potremmo diventare, ecco quali sono, ovvero ecco la mia definizione di romanzo distopico:

Un romanzo distopico o - più in generale - una distopia è la narrazione di una società immaginaria organizzata in modo tale da impedire ai suoi membri di raggiungere la felicità.
Andrea Cabassi

In che modo quindi la lezione del romanzo distopico può esserci di aiuto, se parliamo di un'utopia al contrario, un mondo guasto e indesiderabile, un mondo in cui non vorremmo mai vivere?

Tanto per cominciare è questo che rende il romanzo distopico avvincente e affascinante, perché in realtà parla di noi, di quello che potremmo essere, di quello che saremmo potuti essere.

La lezione consiste in questo: prima di tutto conoscere noi stessi, e poi immaginare i nostri comportamenti in condizioni inaspettate.

I tre grandi maestri

Visto che ho provato - per due volte - a definire che cosa sia un romanzo distopico, cerco ora di chiarire anche che cosa non lo è: infatti è piuttosto comune includere nella categoria anche quelle storie i cui personaggi si muovono in un mondo distopico, ma in cui il tema principale non è il sociale.

Sono storie queste che potremmo chiamare paradistopiche (potremmo? Io l'ho appena fatto!), non hanno certo nulla da invidiare alle cugine, semplicemente sono qualcos'altro.

Io personalmente ho letto molti romanzi distopici, ma ce ne sono tre che considero - e come me probabilmente la maggior parte degli appassionati di questo genere - i non plus ultra, gli over the top, la santa trinità distopica.

Se sei un cultore della categoria li avrai indovinati, in ogni caso - anche per omaggiarli a dovere - ecco i titoli che starai già urlando contro il monitor:

  • 1984 di George Orwell
  • Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
  • Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley

I tre maestri: Orwell, Huxley e Bradbury. Non i primi a cimentarsi in questo genere letterario, ma quelli che più di altri hanno lasciato il segno più vivo - in me sicuramente.

I tre grandi insegnamenti

I buoni libri non devono insegnare niente, ma i bravi lettori devono comunque imparare qualcosa.

Io che come lettore mi reputo bravo ma potrebbe impegnarsi di più tre importanti lezioni da quelle distopie le ho assorbite.

Forse non saprò snocciolarti gli eventi uno in fila all'altro come si succedono nel libro - la mia memoria ha finito i giga - ma quello che mi resta attaccato è ben più importante della trama o dei nomi dei personaggi.

La lezione del romanzo distopico è qualcosa che assumi e diventa parte di te, del tuo codice morale, di ciò cui fai appello quando devi prendere una decisione di vita.

La prima lezione del romanzo distopico

La prima lezione del romanzo distopico

La prima lezione l'ho tratta da 1984 di George Orwell, e riguarda il linguaggio.

In 1984 la lingua inglese parlata dai personaggi viene gradualmente sostituita da una versione più semplificata (la neolingua, ​​newspeak in originale) dove il lessico è impoverito, le regole sono poche e circostanziate, le sfumature completamente eliminate.

L'obiettivo dell'introduzione di questa lingua è quello di agire direttamente sulle idee: se non hai le parole per esprimere un concetto, non puoi formulare quelle idee per cui servono certe parole, se non attraverso lunghi giri di parole che inevitabilmente ne fanno perdere l'efficacia.

La prima lezione è che le parole sono importanti: il pressapochismo è semplice, diffuso, accettato o non riconosciuto (con lo stesso risultato), ecco perché è ancora più difficile vincerlo.

La seconda lezione del romanzo distopico

La seconda lezione del romanzo distopico

In Fahreneit 451 i Vigili del fuoco vanno alla ricerca di libri - che sono illegali - per bruciarli.

La lezione del romanzo distopico di Ray Bradbury è che la conoscenza fa paura, specie a chi ti vuole controllare.

La terza lezione del romanzo distopico

La terza e ultima lezione del romanzo distopico

Se la società di 1984 e quella di Fahreneit 451 potevano essere definite repressive, quella di Mondo Nuovo sembra una vera utopia: l'umanità ha sconfitto guerre e malattie, vive nel benessere ed è felice.

Il prezzo di questa società all'apparenza utopica però è alto: l'umanità ha dovuto rinunciare all'amore, all'arte e alla diversità.

Dal capolavoro di Aldous Huxley ho imparato che non sempre i tiranni indossano gli stivaloni e avanzano a passo d’oca, tante volte ti colpisce il loro sorriso.

Occhi aperti

La distopia conferisce drammaticità a una storia, ci fa immedesimare e ci fa riflettere sulla società in cui viviamo, su alcuni suoi aspetti che se pur non sono distopici a tutti gli effetti, in qualche modo non sono nemmeno lo specchio della perfezione.

Quello che dobbiamo fare il più delle volte è semplicemente tenere gli occhi bene aperti.

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