Città, Mare e Truffe Cyberpunk: il Racconto del Sogno

da | 8 Dic 2021 | Racconti di vita vissuta | 0 commenti

Questo è il racconto del sogno che ho fatto stanotte, un sogno davvero strano, sia per le situazioni - ma questo è piuttosto comune - che per la struttura narrativa - ed è questa la parte che mi ha colpito!

Dato che sono sicurissimo che vuoi sentirlo, ecco qua.

L’antefatto

All'inizio del sogno mi trovavo in città, in compagnia di un amico che per rispetto del suo anonimato (e dignità) chiameremo lo Zio Puma. Io e lo Zio Puma eravamo alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa, ma nonostante i nostri sforzi non riuscivamo a trovare nulla di nulla.

E qua mi fermo, perché altrimenti l'antefatto si trasforma in un racconto!

L’inizio del sogno si svolge in città

Come anticipato, all'inizio del racconto del sogno io e lo Zio Puma ci troviamo in pieno centro storico a Brescia, alla ricerca di un posto dove mangiare.

Dopo un po' di girare a vuoto decidiamo di entrare in un ristorante. Seduti e accomodati diamo un'occhiata a menù, e immediatamente capiamo di aver commesso un errore: scopriamo infatti che tutto è clamorosamente caro e ci chiediamo come mai non ci siamo accorti di che razza di posto fosse quando siamo entrati.

Mentre mi arrovello per trovare una soluzione, lo Zio Puma prende l'iniziativa e chiede la carta dei vini a un cameriere, così da avere un pretesto per lamentarsi di qualcosa e andarcene (non so come facevo a saperlo perché non me ne aveva parlato, ma soprassediamo tali questioni di logica nei sogni).

Tuttavia il cameriere interpellato ci risponde che il ristorante non ha alcuna carta dei vini, così cogliamo la palla al balzo e ci lamentiamo con lui di quello - scandaloso - per poi finalmente andarcene.
Il ristorante costoso del racconto del sogno

Il racconto del sogno prosegue al mare

Esco dal ristorante e la scena cambia: ora sono in una località marittima, nei pressi di una spiaggia dove - scoprirò - accadono fatti ancora più surreali.

Sto parlando con due conoscenti: uno mi rivela il vero nome dell'altro, e io finalmente chiarisco un dubbio che avevo da anni (ma nella realtà il nome lo conoscevo già!), dopodiché mi dicono che con 500 lire posso prenotare la spiaggia per tutto l'anno prossimo.

Fantastico, che prezzaccio! Incuriosito da questa super offerta, cerco di capire dove vada infilata la moneta - come se ci fosse da qualche parte un parchimetro per spiagge a fasce annuali - ma non trovo nulla del genere (evidentemente era un'idea troppo stramba anche per un sogno).

 
Il racconto del sogno continua al mare

Vedo però nei bagni della spiaggia un vecchio bagnino con tanto di cappello di paglia, così decido di andare da lui per chiedere informazioni sul parchimetro da spiaggia.

Lui si trova all'ingresso di uno uno sgabuzzino, e vedo che che sta armeggiando con alcuni attrezzi: qualche bastone, una vanga, un rastrello e simili... lo lascio però perdere perché in lontananza vedo lo Zio Puma in sella a uno pseudo trattore, un mezzo simile a un gatto delle nevi... ma per la sabbia, non so come descriverlo meglio, e sta tracciando a terra il perimetro della spiaggia.

Il ristorante al mare del racconto del sogno

Probabilmente vederlo mi ricorda l'intento iniziale del sogno, allora riprendo la ricerca del posto dove mangiare. Questa volta si tratta di bar e ristoranti in stile marittimo, con colori fra il bianco e l'azzurro, molto legno addobbato con conchiglie, reti da pesca e cose così.

Dopo aver girovagato - sempre con occhio vigile sugli spostamenti dello Zio Puma - trovo un locale, che in realtà sembra più un banchetto all'aperto con barriera divisoria in polimetilmetacrilato (plexiglass) dove l'unica cosa che posso mangiare è un panino con prosciutto crudo e acciughe.

All'inizio non sono molto dell'idea di mangiare quell'obbrobrio, ma mi dico vabè, mej de gnent (trad: convengo che sia preferibile all'astensione).

Intercettando il mio disappunto, il ristoratore afferra il panino e lo scompone, rimettendolo insieme in modo strano: il pane è tagliato in fettine diagonali, il prosciutto è piegato su se stesso e le acciughe sono divise in piccoli pezzi (ma a me sembra tutto normale) e in questo modo il pasto mi appare improvvisamente migliore.

Al momento di pagare mi rendo conto di avere solo una banconota da 200€, così è costretto a darmi un resto che sembra infinito, una marea di monete e monetine che impiegano una vita e mezza a passare dalle sue alle mie mani.

Alla fine controllo che sia tutto a posto... invece non mi tornano i conti.

Io me ne lamento ma lui si giustifica in un modo che non capisco, insisto e alle tante emerge che tutti i locali della zona fanno pagare una quota extra perché (qua non ricordo bene) devono ripagarsi per via di un credito sospeso con qualcuno/qualcosa che non è mai stato onorato.

Io allora - taccagno al midollo - gli dico che non mi interessa nulla del loro credito, e che rivoglio i miei soldi. Gli rendo il panino e qua scatta qualcosa: di colpo mi si sbloccano ricordi di quella giornata che fino a quel momento ignoravo, che non avevo sognato, ma che da lì in avanti è come se avessi sempre avuto!

Mare e città si mischiano

La cosa davvero assurda di questo sogno è proprio questo: lo sblocco di ricordi del passato. Tutti assieme, come se li avessi sempre avuti, e per il me del sogno era effettivamente così, ma per il me sognatore era un paradosso completo!

Un sogno apparentemente  innocuo si trasforma in un cyberpunk con innesti di memoria alla Ghost In The Shell!

Ghost In The Shell - Memoria Innestata

Già mi sembrava paradossale il fatto che non apprezzassi qualcosa contenente acciughe, ma sapere che nello stesso istante avevano convissuto il me senza ricordi e il me con ricordi mi faceva uscire di senno!

Ricordi come il fatto che all'inizio del racconto del sogno io non possedevo quei 200 euro, ma me li aveva dati qualcuno per errore (un resto sbagliato? Non ricordo...) e avevo deciso di far finta di nulla e tenermeli (che lestofante!) e che in precedenza io e lo Zio Puma avevamo cercato di truffare senza successo il tipo del panino con le acciughe (non ricordo i dettagli, tuttavia in questo sogno ero una vera canaglia).

L'uomo delle acciughe allora chiama qualcuno in suo aiuto e mi dice che non mi ridarà i miei soldi perché quando ho aperto il portafoglio ha riconosciuto al suo interno nove scontrini e da ciò ha capito che ero quello che in precedenza aveva tentato di truffarlo.

Il gran finale

Il gran finale del racconto del sogno è che - come spesso accade - sul più bello mi sono svegliato.

Però sono contento di essermi ricordato così tanto, di solito non ci riesco; merito della decisione di inviare un messaggio con tutto quello che ricordavo al mio coprotagonista Zio Puma, che con grande saggezza mi risponde in tal guisa:

Che tribulata!

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