Diario dalignese 2021, pt. 1 di 2 + titoli di racconti brevi non (ancora?) scritti

da | 16 Ago 2021 | Racconti di vita vissuta | 2 commenti

Sono tanti i blog che vanno in vacanza, nessuno però ti porta con loro! E quando dico nessuno escludo anche Anonima Andrea Cabassi.

Però c’è una cosa che posso fare: ovvero il racconto della mia settimana estesa in montagna, un diario giornaliero con i fatti più interessanti, quelli più divertenti e anche quelli normali.

Ecco il post con la prima parte del soggiorno a Ponte di Legno (BS) mio e della mia famiglia, gatto incluso.

2 agosto: della partenza e dell’arrivo

9:47 – Iniziamo a caricare i bagagli e facciamo il pieno all’auto. 12:30 – Partenza!

13:20 – Siamo arrivati, la Tati ha resistito al mal d’auto: ultimi chilometri percorsi rigorosamente in seconda e con sacchetto di sicurezza in mano armata.

17:49 – Siamo andati in centro per un gelatino, poi visita al parco delle piscine dove ho incontrato Batroberto (chi se lo ricorda?).
Però non gli ho chiesto l’autografo, era con la famiglia. È rimasto uguale a come lo ricordavo, così uguale che pure sua figlia è uguale a lui (però è più piccola e femmina).

Racconto del 2 agosto - Partenza e arrivo

Abbiamo preso cartoline, francobolli e cicche, e sulla via del ritorno, una spesina-ina-ina da un miggliardo di euri per riempire il maledetto frigorifero, e una volta rincasati abbiamo trovato Tora che ancora non s’era ambientato all’appartamento.

Deve aver trascorso tutto il tempo nascosto sotto le coperte del letto in camerina… che è più grande della matrimoniale, che cavolo!

Rimasto solo con Tora per sistemare la spesa, ho provato a fargli coraggio, ma nulla. Non ne voleva sapere di uscire dalle lenzuola.

Allora ho continuato con la spesa, e l’amara sorpresa: il salame nostrano appena preso era troppo grande per il frigo, così mi sono dovuto sacrificare e – completamente controvoglia – ne ho dovuto mangiare il culetto e altre 4 o 5 fette, dannazione!

Per cena spätzle, polpette, formaggio e ancora salame, per evitare che la dilatazione termica desse problemi nella notte. Poi gioco libero per tutti, bagno e nanna.

Due coccole alla Paciu che sentiva freddo, giro di chiusura ante e finestre, e nanna anche per me.

Scrivo due note prima di addormentarmi e penso che una fetta sottile di salame sarebbe eccellente anche come segnalibro. [3/8/21 – 12:19]

Il contapassi dice 8.666 passi.

3 agosto: il giorno della doppia perdizione

Notte da incubo fra cuscino scomodo, invasione di campo… di letto della Paciu, e Tora che si crede un cucciolo di Labrador e fa un disastro in bagno con la cartaculo.

Ma vabbè, colazione a base di crepes fatte in casa, caffè della moka e torneo di Scala 40. Ci vestiamo e via per Valbione!

Andata in cabinovia, partiti con la pioggia troviamo invece l’asciutto… e non solo: hanno rifatto il parco attorno al laghetto artificiale, ottimizzando gli spazi e aggiungendo un sacco di giochi e percorsi; ci sono anche tre pokéball appese ai pali più alti, ma non ne ho ancora intuito lo scopo.

E non solo: siamo soli! Non c’è anima viva e ne approfittiamo per fare i signori indiscussi del posto.

Panoramica Valbione

E dire che avevamo pure prenotato per il pranzo. Giustamente non ci hanno detto «Tanto siete solo voi», sentirselo dire non avrebbe fatto un bell’effetto.

Comunque poi gli immancabili bauscia si sono presentati, fra grida e schiamazzi, a ricordare che sono loro i padroni ovunque vadano. Grazie di esistere.

Ho appena visto la quarta pokéball; il mistero si infittisce. [14:06]

Dopo una partita a beach volley con il chiuei a mo’ di palla, e due altri giochi, abbiamo iniziato la discesa da Valbione.

Il primo sentiero che abbiam preso era (probabilmente) in lavorazione, così a un certo punto abbiamo deciso di tornare sui nostri passi. Col secondo non c’è andata meglio: l’erba dopo un po’ iniziava a farsi alta e così non ci siamo fidati. Il terzo tentativo è stato quello vincente: scendendo abbiamo fatto un’abbuffata di mirtilli, lamponi e fragoline selvatiche.

Frutti di bosco 3 – Sentieri sbagliati 2!

A venti metri da casa ha pure iniziato a piovere, per cui l’abbiamo scampata anche stavolta! [19:00]

Il contapassi dice 13.054 passi.

Frutti di bosco di Valbione

Titoli di racconti che non ho ancora scritto

Ah, non l’avevo detto, ma lo sai: scrivere è come mangiare le ciliegie, che una tira l’altra.

E infatti anche questa bassa forma di letteratura (se la possiamo considerare tale) che è il mio diario mi dà di continuo idee per racconti che però non ho ancora avuto il tempo di scrivere, e che sinceramente non so se lo farò.

Però per gioco mi segno i titoli, che quelli fanno sempre la loro porca figura:

  • Portarsi la città in vacanza e sopravvivere felici
  • La perdizione non è per tutti
  • Non puoi accendere un lampone, ma puoi amare una mora

4 agosto: grappa a grappoli

Stamattina mi son svegliato per capire perché Tora fosse agitato e saltasse sui letti con e persone dentro, e dopo aver capito che lo faceva solo per rompere le balle ho lasciato perdere, e recuperato la strada per il mio giaciglio, ma a metà strada (cioè due metri) sono stato attirato dal canto di due sirenette, che invece di dormire ascoltavano musica con le cuffiette – ognuna una diversa – e la canticchiavano a mezza voce.

Questa improbabile sovrapposizione di voci m’ha convinto a unirmi a loro, e così alla fine mi son addormentato nel letto in camerina fra canzoni dei Beatles e spazzatura di cui non voglio nemmeno conoscere il nome. [19:15]

Tora il gatto casinaro

Dopo un’adeguata scorta di pizze al taglio e focacce ci siamo incamminati per il percorso Garofoi, che sarebbe un percorso a anello che tocca le località attorno a Ponte di Legno, il cui nome ho appena controllato sulla guida.

Ci ha accompagnato una delicata pioggerella – che ho stoicamente affrontato con cappello e cappuccio della felpa – una fascinosa nebbia e la disarmante paura della Tati per i lumaconi rossi.

Passeggiando in viuzze dove i Bauscia-SUV se lo sognano di arrivare, trovando ancora una discreta quantità di frutti di bosco lungo la via, abbiamo concordato una prima pausa nelle vicinanze di un campanile che le alte sfere ecclesiastiche hanno studiato per mettere alla prova i timpani e la pazienza dei fedeli.

Io mi stupisco per l’assenza di immagini e scritte blasfeme sulle pareti esterne dell’edificio del culto, comunque non ho controllato su tutte tutte tutte le facciate.

Soprattutto qualcuno aveva estratto le focacce, quindi tanti saluti e pancia mia fatti capanna.

Dopo aver sbranato la pappa ci siamo infilati in un barettino per un caffè. Spettacolo. [21:55]

Percorso Garofoi che sembra una via di Amsterdam

Per un caffè, perché probabilmente le uniche cose ordinabili erano caffè, grappa o una combinazione fra questi due elementi. Io prendo un caffè e un bicchierino di grappa (mi sembrava scortese non farlo) da una selezione che riempiva l’intera parete dietro la cassa.

Gli altri avventori non si erano disturbati a chiedere il caffè, e anche il barista aveva il tipico colorito dell’alzatore di gomito olimpico.

Poi stavo per dire che nella stanza che portava al bagno c’era un biliardo con un vecchio jukebox a monete da 50 lire, ma quello era un altro bar, in questo c’erano al massimo volantini con citazioni fassioleghiste dalla dubbia origine.

In ogni caso, la grappa che ho in corpo fa il suo dovere, e in meno di due ore di avvenimenti saltati a pié pari siamo di ritorno alla nostra casina, doccia, spesa, olimpiadi, cena, cartoni e nanna. [23:05]

Il contapassi dice 18.161 passi.

Una delicata pioggerella e una fascinosa nebbia

Altri titoli di racconti brevi più che incompiuti

  • Il jukebox dell’altra stanza (o anche “Il jukebox nella nebbia” non è male)
  • Non chiedere al barista
  • Lento, molle, lasco e calmo

5 agosto: latrare stanca

Ieri sera abbiamo acceso il riscaldamento, e basterebbe questo per sistemare la cronaca della giornata. Ma, come ho detto, è successo ieri.

Oggi invece mi sono alzato per riaccenderlo e verificare che fosse tutto OK, perché durante la notte l’impianto aveva fatto un casino tremendo e l’abbiamo spento.

Insomma, mi alzo e dopo due passi inizio a sentire voci. Altri due passi e continuo a sentire qualcuno che mi parla.

Proseguo e inizio a distinguere le parole fermati e basta. Capisco di che si tratta: sono i miei polpacci in preda a dolori atroci che mi pregano di fermarmi. [16:45]

Vista dalla tana dell'orso

Per fortuna oggi non è in programma nessuna scarpinata perché vengono i nonni a trovarci, e l’obiettivo è a forma di tavola imbandita.

Ora voglio spendere una parola per tutte le volte che ho parlato male di Tora – o lo ho pensato – perché miagola o perché adora cacciare le mosche e a volte mi adopera come trampolino di lancio.

Niente, niente, niente, niente se paragonato al cane bauscia che per tutta, tutta, tutta, tutta la durata del pranzo ha abbaiato prima al gatto, poi al cane, poi al cameriere, poi all’altro cane, poi a se stesso, poi a li mortacci sua e alla fine si sono finalmente levati dal ristorante.

Con la punta di demenzialità di quando il suo padrone cerebroleso se l’è presa prima con gatto, poi col cane, poi col cameriere, poi con l’altro cane e poi col suo cane, quando in realtà era egli l’unico colpevole.

Colpevole del cane rompiballe, colpevole di non aver alzato il culo per fargli fare un giro e colpevole di aver deliberatamente evitato il mio sguardo accusatorio.

Spero che il cane ti pisci nel suv!

Pomeriggio trascorso in Valsozzine, la cui toponomastica è del tutto tirata a caso, e serata di scrittura cartoline ascoltando la colonna sonora del TRHPS. [22:22]

Il contapassi dice 11.263 passi.

Pomeriggio in Valsozzine

Gli ultimi titoli della prima parte

  • Latrare stanca (che ho usato anche come titolo del paragrafo)
  • Rumor-o-matic (Generatore di Rumore Corp.)

Fine della prima parte

Il diario è risultato un po’ troppo lungo per farlo stare in un solo articolo, quindi lo divido a metà e così ho già bella che pronta l’idea per il prossimo. Geniale, bravo Andrea Cabassi alias me stesso! Ecco alcune anticipazioni:
  • La giornata dei dialoghi surreali
  • Quando un’idea innovativa non è al contempo una buona idea
  • Elena perde il telefono (finale da cardiopalmo)
Alla prossima puntata!

2 Commenti

  1. Franco Battaglia

    Quest’anno niente vacanze, per cui mi diletto con le le vostre, quasi tutte montanare oltre tutto.. del resto meglio del mare, troppo caldo, troppa gente, pochissimi titoli di racconti accettabili…

    Rispondi
    • Andrea Cabassi

      Il mare d’estate non fa per me: troppo caldo, la sabbia che s’appiccica, il caos. E in effetti anche i titoli di racconti ne risentono 😉

      Rispondi

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