Volevo solo comprare Il Ritratto di Dorian Gray

da | 10 Mag 2021 | Racconti di vita vissuta | 4 commenti

In edicola sta uscendo in questo periodo una collana di romanzi fantastici chiamata I primi maestri del fantastico. Si tratta infatti di classici di autori molto noti, cito fra i molti Mary Shelley, H.G. Wells, Conan Doyle e Bram Stoker giusto per avere un’idea. Sono edizioni piuttosto carine, con copertina rigide e illustrazioni ispirate alle edizioni dell’epoca. Si tratta di volumi brossurati ma il prezzo mi è sembrato molto vantaggioso (oltre le prime uscite a prezzi stracciati, le altre viaggiano fra i 7 e i 12 euro)
I primi maestri del fantastico
Questa noiosissima introduzione per dire che a catalogo hanno messo alcuni libri che mi interessavano, per esempio:
  • Frankenstein, di Mary Shelley
  • La guerra dei mondi, di H. G. Wells
  • Il mondo perduto, di A. C. Doyle
  • Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde
Non voglio dire che gli altri fossero meno interessanti… ma alcuni in effetti sì, e altri li possedevo già, quindi per quanto riguarda Andrea Cabassi la lista della spesa era composta da quei quattro titoli lì.

Uscita bimestrane

Bimestrane perché i primi tre volumi sono usciti effettivamente ogni 15 giorni, ma con Il ritratto di Dorian Gray si dev’essere inceppato qualche meccanismo, perché non riuscivo a trovarlo in nessuna delle edicole vicino casa (non mi andava di provare in quelle non-vicine, ormai era una questione fra me e la mia cocciutaggine).

Poi, a dire la verità, il romanzo l’avevo già letto quindi non è che smaniassi per averlo a tutti i costi. Giusto perché l’edicola è a due passi da casa facevo una capatina per vedere se fosse arrivato, ma la risposta era sempre negativa.

Ma anciertopunto…

Anciertopunto, dopo una decina abbondante di no, ecco che invece sì! L’edicolante più bravo al mondo è riuscito a recuperare l’uscita che probabilmente era stata mangiata dal cane del corriere, e me l’ha tenuta da parte – ci mancava pure che non me la tenesse via!
Ed è qua che scatta la scena che volevo raccontare fin dall’inizio, mica ti voglio solo ammorbare con la storia di me che non trova il libro, ti pare?

E poi succede che…

Succede che all’edicola siamo io e un figuro che ravana fra le bustine dei Pokémon, i gadget, i giochini ecc. che a tutta prima mi sembra il classico bonaccione che in edicola ci va solo per comprare il costume di poliziotto o il kit da pesca (hai presente quelle confezioni ultraschiacciate con due giocattolini che anche il gatto si accorgerebbe che è solo paccotiglia ma che devi comprare sennò il bambino piccolo non smette di piangere? Ecco).
Ma quando chiedo all’edicolante se fosse arrivato Il ritratto di Dorian Gray e lui mi dice ma io capisco no ma poi rielaboro e mi rendo conto che invece ha detto – ecco – il figuro di prima che sta impugnando un portachiavi di Hello Kitty assume un’espressione compiaciuta, e io lo noto.
Dentro di me penso ma di che ti compiaci, torna nella tua caverna a scheggiare la selce!
Mamma quanta cattiveria gratuita, ma è stato un riflesso nel sentirmi giudicato, giuro che non lo volevo offendere (e poi scheggiare la selce come si deve non è un lavoro per tutti).

Ma poi…

Ma poi non gli è bastato fare la faccia, ha anche voluto esprimere un pensiero:

«Il Ritratto di Dorian Gray, eh? Bello, mi è piaciuto davvero molto.»

OK, qua volevo sprofondare. Dopo aver pensato male di lui eccolo che mi rende pan per focaccia, e fa fare a me la figura del lettore da spiaggia che compra il libro in edicola, quando invece – se hai letto con attenzione – è chiaro che sto acquistando volumi scelti della collana; non è che compro Il ritratto di Dorian Gray perché è finita la Settimana Enigmistica!
Insomma basta, ero pronto a cospargermi di cenere il capo quando ancora una volta il postulato della parola detta di troppo accorre in mio soccorso.

Ecco il postulato della parola detta di troppo, che invento in questo stesso istante:

Una volta espresso un concetto in maniera soddisfacente, ogni ulteriore parola è di troppo.
Andrea Cabassi

Infatti, mentre sono alla ricerca di un posacenere per cospargermi, eccolo chiudere il discorso con qualcosa di irripetibile:

«Proprio un bel film!»

Mavaccagare te e il film! Fine del post.

Il Ritratto di Dorian Gray e l’edicola

Il ritratto di Dorian Grey

4 Commenti

  1. Marina Guarneri

    Oh, ma come sono felice di rituffarmi qua dentro!
    Geniale il tuo edicolante: per un attimo ha fatto vacillare le tue certezze! 😀
    Il ritratto di Dorian Grey è stata la mia prima lettura in lingua originale: un testo ovviamente semplificato che avevo scelto durante un corso di inglese. Ti parlo di… tipo trent’anni fa, a sti livelli. E comunque me lo sono sparato pure tradotto in italiano.
    E comunque, senti a me: per il futuro, e fatteli due passi più in là di casa tua e cercati un’altra edicola! 😉

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    • Andrea Cabassi

      Bentornata, e grazie per la visita!
      Discutevo proprio in questi giorni sul fatto che diversi romanzi inglesi tradotti in italiano guadagnino in espressività, vuoi per le potenzialità della lingua, vuoi per la bravura del traduttore (e capita anche nei film!).
      Ma visti gli anni trascorsi non ti chiederò se hai avuto la stessa impressione, non voglio causarti una slogatura alla memoria 😀
      Per l’edicola, sì, è frequentata da gente curiosa… ma magari metto qualche trappola! 😛

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      • Marina Guarneri

        Ma quella era una lettura farlocca, perché erano libretti che il docente distribuiva agli studenti giusto per farci prendere confidenza con le storie scritte in inglese, ma era un inglese elementare, nell’ordine di “Dorian Gray was a very beautiful boy”… Che, poi, è rimasto l’inglese che parlo e capisco io! 😀 😀

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        • Andrea Cabassi

          Non credere che l’inglese possa essere tanto più complesso di così (LOL)
          Chissà come sarebbe leggere un romanzo italiano tradotto in inglese!

          Rispondi

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