Come ho già detto e ripeto, mi sono sempre piaciute le storie piratesche, ecco perché decisi di leggere L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, e La vera storia del pirata Long John Silver di Björn Larsson, suo ideale e apocrifo seguito.

La vera storia del pirata Long John Silver: quarta di copertina

Ci sono libri che danno pura gioia, facendo vibrare dentro di noi tutte le corde del nostro amore per la lettura: il racconto trascinante unito a temi che ci toccano nel profondo, la suspense e l’avventura e un sottile gioco letterario che stimola la nostra complicità, una documentata ricostruzione storica e il fascino di personaggi più grandi del reale, nati già immortali. È quel che capita con il romanzo di Björn Larsson: ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell’infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce, come anche il semplice incanto del mare e la sfida libertaria di ribelli contro il cinismo dei potenti. In più con la sorpresa di vederci restituito, in tutta la sua ambigua attrazione e vitalità, uno dei personaggi che davano a quell’infanzia l’emozione della paura: chi racconta in prima persona è Long John Silver, il temibile pirata con una gamba sola dell’Isola del Tesoro, fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. E non è solo a quell'”e poi?” che ci veniva sempre da chiedere alla fine delle storie che risponde Larsson, è al prima, al durante, al dietro: com’era il mondo all’epoca della pirateria, i legami con il commercio ufficiale, la tratta degli schiavi, il contrabbando, le atroci condizioni dei marinai, i soprusi dei capitani, il codice egualitario dei pirati, le loro efferatezze e quelle contro cui si ribellavano, le motivazioni e le ingenuità dei grandi “gentiluomini di ventura”. Ma è a un personaggio letterario che è affidato il compito di rivelare la “verità”, un personaggio cosciente di esistere solo nelle parole, che dialoga in un pub di Londra con Defoe fornendogli notizie per la sua storia della pirateria, che risponde a Jim Hawkins dopo aver letto L’Isola del Tesoro, e che, in quel continuo gioco di rimandi, indaga sul rapporto tra realtà e invenzione, sete di vivere e bisogno di immortalità, solitudine e libertà, con la consapevolezza che non esiste altra vera vita di quella che raccontiamo a noi stessi.

La vera storia del pirata Long John Silver

Citazioni da La vera storia del pirata Long John Silver

Posizione 419-421
Sì, se c’è una cosa che non dimenticherò mai finché campo è come ho perso quella gamba e guadagnato quel nome. D’altra parte, come potrei? Ogni volta che mi alzo in piedi sono costretto a ricordarmelo.
Posizione 476-479
“Vi fa male, signor Silver?” mi chiese perfino. Grazie per avermelo chiesto, pensai. Ma non sapevo cosa rispondere. Certo non potevo spiegargli che mi faceva male il piede che non avevo più, e che probabilmente stava galleggiando da qualche parte non lontano dal vecchio Walrus.
Posizione 499-500
C’ero anch’io quando avevamo messo per iscritto nel regolamento che nessuno doveva toccare una donna. A meno che non potessero farlo tutti.
Posizione 505-510
“E la battaglia, ragazzo?” continuai poi per sviare i suoi pensieri. “Non dovevi raccontarmi com’è andata?” “Da dove volete che cominci?” “Dall’inizio. Un racconto comincia sempre dall’inizio.” Volevo che imparasse. Tutti i ragazzi devono saper
Posizione 505-511
“E la battaglia, ragazzo?” continuai poi per sviare i suoi pensieri. “Non dovevi raccontarmi com’è andata?” “Da dove volete che cominci?” “Dall’inizio. Un racconto comincia sempre dall’inizio.” Volevo che imparasse. Tutti i ragazzi devono saper raccontare una storia, se vogliono cavarsela nella vita.
Posizione 512-522
All’alba la vedetta ha avvistato una nave”, cominciò John. “Il tempo era bello e si vedeva lontano. Abbiamo spiegato tutte le vele, ma non l’abbiamo raggiunta prima di mezzogiorno. Poi il secondo ha issato la bandiera rossa.” “E questo cosa vuol dire?” domandai. “Lotta senza quartiere”, rispose pronto John. “E cioè?” John parve disorientato. “Di preciso non lo so”, finì per ammettere, confuso. “Te lo dico io cosa vuol dire. Vuol dire che si combatterà all’ultimo sangue. Che spetta a chi vince decidere se gli altri dovranno vivere o morire. Hai capito?”
Posizione 575-576
Restar muto e non avere risposte è la cosa peggiore che possa capitare a un uomo. Sempre che tu voglia diventare un uomo, si capisce.
Posizione 662-663
Una volta a bordo di un’imbarcazione dotata di equipaggio, Flint non aveva che un unico tono di voce.
Posizione 670-671
A parte me, il medico del Walrus era l’unico che avesse mai letto un vero libro. Che non fosse la Bibbia, voglio dire.
Posizione 692-694
Alcuni avevano cominciato a sbraitare vantandosi delle loro bravate, come se il fatto di ululare come lupi potesse renderle migliori.
Posizione 935-939
Ma già prima di andare a scuola sapevo che non sarei diventato medico. Il sangue non è mai stato pane per i miei denti, nonostante tutto. Dunque non mi rimaneva che una scelta: prete o avvocato. Entrambi mi si addicevano. Erano infatti due professioni che offrivano ricche opportunità di mentire e di prendere la gente per il naso; anzi, si potrebbe dire che quello fosse il loro vero scopo.
Posizione 1139-1141
“Dio mica si può eleggerlo!” Che il capitano a bordo fosse dio, lo sapevano tutti, o meglio dio e satana insieme, sempre che ci sia qualche differenza.
Posizione 1139-1141
Che il capitano a bordo fosse dio, lo sapevano tutti, o meglio dio e satana insieme, sempre che ci sia qualche differenza.
Posizione 1344-1346
Lasciai il capitano Barlow a quello che si dice il suo destino: qualche birra in una taverna, i suoi vecchi ricordi, per lo più felici, e le sue grandi mani piene di cicatrici che, lentamente ma inesorabilmente, avrebbero perso la loro forza.
Posizione 1349-1349
non c’è maggior peccato che mentire spudoratamente a se stessi.
Posizione 1351-1355
Girovagai per ore tra le vie e i vicoli di Greenock. Come tutte le città di porto, puzzava di catrame, escrementi e immondizia. Tutta la mia vita, fino ancora a oggi, è stata impregnata di fetore: pece, cadaveri, sangue, acqua imputridita e carne avariata, lana bagnata e tela ammuffita, escrementi di ogni forma e colore, sudore, grasso rancido, rum e chissà che altro. La cosa peggiore è la pece, perché s’incrosta nella memoria ed evoca immancabilmente tutti gli altri.
Posizione 1519-1520
in breve sono diventato un maestro nelle sette scienze marinare: bestemmiare, bere, rubare, andare a puttane, fare a botte, mentire e calunniare.
Posizione 1599-1609
Il capitano Wilkinson lanciò un ultimo sguardo indietro e poi si girò verso l’equipaggio. “Uomini”, disse con la sua solita voce simile a una frustata, “tra pochi minuti la peggiore tempesta che abbiate mai affrontato si abbatterà su di noi. Se fate come vi dico, forse potremo salvare la nave. Se non obbedite agli ordini, sarete fucilati sul campo per ammutinamento. Sono stato chiaro?” Nessuno rispose, tranne io che, per la prima volta, levai quella voce destinata poi a diventare così famosa per gridare quel che nessun altro era sufficientemente pronto o calcolatore da proclamare. “Un urrà per il capitano Wilkinson!” gridai a squarciagola. E l’equipaggio, prima senza grande entusiasmo, poi, sotto la mia direzione, a voce sempre più alta, con più energia e più ritmo, si mise ad acclamare il capitano Wilkinson, forse l’ultima persona sulla terra a meritarselo.
Posizione 1629-1630
Bowles, il più vecchio marinaio a bordo, la cui memoria era l’unità di misura con cui valutavamo onde e tempeste.
Posizione 1631-1632
Lui, che ci aveva insegnato che il modo migliore per far affondare una nave era sprecare tempo a implorare l’aiuto del padre celeste! E ora si metteva a pregare!
Posizione 1937-1942
“Questa è Eastern Point, l’ingresso a Kinsale. Là fuori c’è Bulman Rock, una brutta secca. Qui di fronte puoi vedere Sandy Cove Island, e, dietro, Sandy Cove stessa, la più bella delle baie riparate, facile da raggiungere, anche la notte.” “La notte?” domandai. “C’è della merce che teme la luce del sole”, disse l’uomo, ridendo insieme agli altri.
Posizione 2320-2322
Devi ringraziare le potenze celesti per essere sopravvissuto.” “E chi bisogna ringraziare per quelli che non si sono salvati?
Posizione 2522-2524
con noi c’erano due uomini che lavoravano spesso con Dunn, Edward England, irlandese purosangue, nonostante il suo nome poco appropriato, e un mezzo francese, un incrocio, venni a sapere in seguito, tra una puttana francese – niente da dire sulle puttane, per altro – e un donnaiolo di dubbia origine.
Posizione 2585-2585
Forse aveva soltanto paura che potessi decidere di seguire la mia strada, invece di quella di qualcun altro,
Posizione 3018-3022
“Quindi non ci lanciamo come pirati?” England scoppiò in una sonora risata. “Con questa barca? In tre a bordo? Posso abbassarmi a molte cose, ma a farmi più stupido di quel che sono non ci arrivo.
Posizione 3227-3228
nascosi tanto bene la mia inclinazione e voglia di servirmi della mia parlantina, che nessuno ebbe il minimo sospetto della mia vera situazione, ossia che ero gravido di migliaia di parole che mi travagliavano il corpo per vedere la luce del sole.
Posizione 3292-3300
Quando arrivai, tre impiccati dondolavano ognuno dalla propria corda e dalla propria forca. Mi mostravano la lingua, o meglio quel che ne restava, dopo che corvi, cornacchie e gabbiani ne avevano abbondantemente banchettato, e mi fissavano con le loro orbite vuote. Sciami di mosche giravano attorno in un incessante ronzio, e perfino delle formiche non mancai di vedere. La loro carne era gonfia e ridotta a brandelli da quei becchi affilati e voraci. Questa è la morte, non c’è alcun dubbio, pensai. Quelli che morivano in battaglia sul Walrus, sia tra i nostri che nelle file avversarie, erano ancora caldi e avevano un aspetto umano, quando li gettavamo fuori bordo o li seppellivamo nella sabbia. C’erano cadaveri, quelli che avevano ricevuto una coltellata alla schiena, che potevano passare per vivi quanto per morti. Ma qui, per tutti i diavoli, nessun bisogno di chiedersi se era arrivato il momento dell’estrema unzione, sempre che qualcuno l’avesse voluta.
Posizione 3409-3411
A Londra ci sono trecentosette chiese, di cui cinquanta ancora in costruzione, e dire che non ho incluso i templi dei dissidenti, perché ufficialmente non esistono. Vi starete chiedendo, naturalmente, se dio ha davvero bisogno di così tante chiese, tre volte più numerose delle scuole, e quindici volte più degli ospedali. A questa domanda, caro signore, non c’è risposta, a mio parere.
Posizione 3446-3451
“Forse preferite pensare”, proseguì inarrestabile il vecchio, “di non somigliare a nessuno, di essere unico. Ho scoperto che sono in molti a farlo, purtroppo, soprattutto tra gli aristocratici, ma, secondo la mia sincera opinione ed esperienza, non è che orgoglio e vanità. Nel bel mondo, essere come gli altri è un peccato peggiore di tutti quelli su cui potrei fornirvi indicazioni. Si è completamente frainteso il primo comandamento. Come sapete, dio non ha, e non vuole avere, un suo simile. Ma questo primo comandamento non è forse l’origine stessa della vanità e dell’orgoglio? Dio stesso non ha dato il buon esempio.
Posizione 3664-3664
A quei tempi, d’altra parte, la verità non rientrava tra le mie preoccupazioni.
Posizione 4139-4141
Avevo nostalgia, dopo tutto. Di un’esistenza senza restrizioni, come l’avevo vissuta, di un’esistenza che aveva un domani, che sembrava non avere una fine, né un punto fermo, al massimo una virgola qua e là, un attimo di respiro, e, per il resto, solo vita e movimento.
Posizione 4149-4154
Ma era sempre così. Le navi che praticavano la tratta degli schiavi avevano i nomi più belli e i patroni più nobili, a partire da conti e cardinali, fino ad arrivare a Maria Vergine in persona. Ed è vero che ricevevano la benedizione di dio e del papa. Ho visto i giornali di bordo delle navi negriere che abbiamo catturato, e ho notato che non si faceva altro che ringraziare dio per questo e per quello: per il vento a favore, per la traversata tranquilla, per aver domato un ammutinamento, per aver spuntato un buon prezzo all’asta, e così via. In uno lessi addirittura che, sebbene fosse morto uno schiavo al giorno, la misericordia divina era stata così grande da compensare quella perdita assicurando dei prezzi più alti all’asta.
Posizione 4193-4194
Senza dubbio non andava pazzo per i preti, e non era certo l’unico, tra i capitani, visto che dio era il loro unico rivale, in fatto di autorità.
Posizione 5109-5110
un suicidio non è una faccenda così semplice, perché la maggior parte dei metodi a cui si fa ricorso sembra peggiore della morte stessa.
Posizione 5313-5315
Era per pura avarizia che il prete aveva avuto pietà di me? Ad ogni modo, non poteva essere per convertirmi. Come bianco, ero già della fede giusta, qualsiasi fosse la mia opinione in proposito.
Posizione 5412-5419
Promisi loro, come si deve fare in simili circostanze, oro e verdi praterie, e, dopo un paio di settimane, mi restava solo da dar fuoco alle polveri, cosa che feci alla lettera, perché incendiai l’abitazione dei preti. Mentre i sottanenere, dimentichi delle loro preghiere, correvano avanti e indietro come galline impazzite, mi impadronii delle loro armi custodite nella cappella. Tenni tre pistole per uso personale e il resto lo distribuii tra i negri. Non dovevano servire a molto, dato che la maggior parte di loro non sapeva come si caricavano. Per animare un po’ la festa, abbattei uno dei preti con un colpo ben diretto. Non so chi fosse, e del resto non ha nessuna importanza davanti all’eternità. Ma posso assicurarvi che fece effetto, perché gli altri preti abbandonarono i loro tentativi di spegnere l’incendio per correre alla cappella come se avessero il fuoco addosso.
Posizione 5773-5775
trattato appena meglio di un qualsiasi schiavo, o forse anche peggio, perché da te vogliono succhiar fuori quanto più si può in tre anni, invece di farlo su un’intera vita. Uno schiavo almeno è loro interesse mantenerlo in buono stato il più a lungo possibile.”
Posizione 5784-5788
Deval spalancò gli occhi come due tinozze. “Sei venuto nelle Indie Occidentali per aiutarci?” “Sì, risposi, lo giuro su tutto ciò che hai di sacro.”
Posizione 5826-5827
Più sono i dobloni, più si è importanti. E’ banalmente così! Chi si preoccupa di un poveraccio come te, per esempio? Tu
Posizione 5825-5832
No, ghinee, pezzi-da-otto, piastre e napoleoni sono l’unica cosa che permette di vivere decentemente, finché dura. Sono l’unica cosa per farsi rispettare, Deval, a questo mondo. Più sono i dobloni, più si è importanti. E’ banalmente così! Chi si preoccupa di un poveraccio come te, per esempio? Tu non conti niente.” “Nemmeno per te?” “No.” “John”, disse Deval lentamente, “non è sempre facile essere tuo amico.” “No”, risposi allegramente. “Perché dovrebbe?”
Posizione 6049-6049
Ero sempre dalla parte dell’equipaggio, quale che fosse, e sostenevo la loro causa. Non perché fossi uno di loro, ma per essere me stesso.
Posizione 6128-6134
“Vedete”, proseguiste senza aspettare la mia risposta, “ho notato che voi pirati avete molte buone qualità, già, non vi aspettavate di sentirlo dire da uno come me, ma è così. Non vi piegate di fronte alle autorità, bevete la coppa della libertà fino all’ultima goccia, vi rivoltate contro tutte le ingiustizie verso i più deboli – per voi la giustizia viene prima della pietà – mettete ai voti tutte le vostre decisioni e lasciate che ciascuno dica la sua. A bordo non fate distinzioni tra la gente, né di razza né di religione. Sì, potrebbero trarne un bel po’ di lezioni i nostri governanti, se ne avessero il coraggio, perché è proprio il potere quel che più che tutto fa ribollire i vostri sentimenti, cosa che, naturalmente, i nostri grand’uomini non amano sentirsi dire.”
Posizione 6186-6187
mi sono reso conto che, per alcuni, come voi, e anch’io, a mio modo, le parole sono una specie di malattia o di veleno, come dio per i preti, e il rum per i pirati.
Posizione 6287-6287
non era poi così malmesso da rischiare di finire i suoi giorni in paradiso,
Posizione 6407-6410
devono trovare qualcuno da incolpare, se le cose vanno storte. E chi, se non il capitano?” “Ma non ho votato! E mi hanno eletto loro!” “Certo, ma solo per avere qualcuno che sappia condurre una nave e che si possa impiccare se le cose vanno storte.
Posizione 6408-6410
“Ma non ho votato! E mi hanno eletto loro!” “Certo, ma solo per avere qualcuno che sappia condurre una nave e che si possa impiccare se le cose vanno storte.
Posizione 6587-6588
Questo Skinner aveva davvero poca fortuna nella vita. Benché capitano per grazia di dio, di aiuto da lassù ne ricevette ben poco.
Posizione 6664-6664
Era con le persone che England aveva delle difficoltà, tranne forse quand’erano morte.
Posizione 6676-6677
solo Low e Flint si rivelarono peggio di Taylor, alla fine. Ma era così con la maggior parte degli equipaggi: non c’era nessuno che ammirassero tanto quanto quelli che erano peggiori di loro. Era l’unica forma di remissione dei peccati che cercassero.
Posizione 6722-6724
A bordo cadde un silenzio assoluto, ma durò solo un istante, perché England lanciò un ruggito che fece indietreggiare perfino Taylor, estrasse la sciabola e, con un colpo magistrale di cui solo lui era capace, tagliò il nostromo in due parti uguali, delle quali l’una non era più viva dell’altra.
Posizione 6796-6798
“Caro capitano Mackra”, spiegò England, “purtroppo credo che non abbiate capito con chi avete a che fare. Questa gente odia i capitani, tutti quanti, perfino i loro,
Posizione 7299-7301
Con un po’ di astuzia e di ingegno, avrei dovuto essere in grado di scoprire cosa valeva al giorno d’oggi un vecchio come me, che taglia pendeva sulla mia testa, quanto fossi temuto, odiato e disprezzato, a meno che non fossi stato semplicemente dimenticato, nel qual caso, sarei vissuto invano.
Posizione 7616-7620
“Non lontano da qui”, ho esordito, “sempre tenendo conto delle dimensioni dell’oceano, intendo, cui voi, gente di mare, siete abituati, si trova l’isola di Sainte Marie, o Nosy Boraha, come la chiamano gli indigeni nella loro incomprensibile lingua. Già, anche loro hanno una lingua, se per caso ne dubitavate, e vi posso assicurare che permette di imprecare e bestemmiare altrettanto bene di qualsiasi altra, nonostante sia così dannatamente difficile da pronunciare.
Posizione 7616-7622
“Non lontano da qui”, ho esordito, “sempre tenendo conto delle dimensioni dell’oceano, intendo, cui voi, gente di mare, siete abituati, si trova l’isola di Sainte Marie, o Nosy Boraha, come la chiamano gli indigeni nella loro incomprensibile lingua. Già, anche loro hanno una lingua, se per caso ne dubitavate, e vi posso assicurare che permette di imprecare e bestemmiare altrettanto bene di qualsiasi altra, nonostante sia così dannatamente difficile da pronunciare. Jack, per esempio, il mio braccio destro, si chiama Andrianamboaniarivo, e vi garantisco che se la mia lingua avesse avuto le ossa, sarebbero ormai ridotte a pezzettini, tanto è il tempo che vivo su quest’isola.”
Posizione 7626-7628
Mi piacerebbe vedere la faccia di san Pietro, se, aprendo lo spioncino della sua porta, si fosse trovato davanti Barbanera, Roberts, Davis e Flint che chiedevano di entrare nel regno dei cieli. E’ una fortuna per dio che sia onnipotente, perché avrebbe fatto una vita d’inferno, se conosco bene quei quattro signori.
Posizione 7733-7735
Jim Hawkins, quello che mi aveva impedito di avere la parte che mi spettava del tesoro di Flint, che poi non era più di Flint che di chiunque altro. E aveva intitolato la sua opera L’Isola del Tesoro, come se fosse mai esistita un’isola con un nome simile!
Posizione 7730-7735
Ma poi ho aperto il regalo di Snelgrave, quello che, secondo lui, avrebbe potuto interessarmi. Interessarmi! Farmi perdere la testa, i sensi e il controllo, piuttosto! Cos’hanno visto, infatti, i miei occhi miopi e annebbiati? Un’opera di Jim Hawkins, stampata, rilegata e senza dubbio in vendita, che chiunque poteva aprire, e farne ciò che voleva. E c’era scritto, nero su bianco, nell’intestazione, il nome di Jim Hawkins, quello che mi aveva impedito di avere la parte che mi spettava del tesoro di Flint, che poi non era più di Flint che di chiunque altro. E aveva intitolato la sua opera L’Isola del Tesoro, come se fosse mai esistita un’isola con un nome simile!
Posizione 7730-7735
Ma poi ho aperto il regalo di Snelgrave, quello che, secondo lui, avrebbe potuto interessarmi. Interessarmi! Farmi perdere la testa, i sensi e il controllo, piuttosto! Cos’hanno visto, infatti, i miei occhi miopi e annebbiati? Un’opera di Jim Hawkins, stampata, rilegata e senza dubbio in vendita, che chiunque poteva aprire, e farne ciò che voleva. E c’era scritto, nero su bianco, nell’intestazione, il nome di Jim Hawkins, quello che mi aveva impedito di avere la parte che mi spettava del tesoro di Flint, che poi non era più di Flint che di chiunque altro. E aveva intitolato la sua opera L’Isola del Tesoro, come se fosse mai esistita un’isola con un nome simile!
Posizione 7796-7798
sono diventato talmente presuntuoso nei miei vecchi giorni anche se la modestia in realtà non è mai stata il mio forte – da credere in tutta serietà che sarebbe una considerevole perdita per il mondo se io venissi impiccato
Posizione 7890-7892
Ci sono solo due vie, per chi vuole vivere da essere umano con qualche senso finché non muore. Una è mantenere la rotta. L’altra è farsi impiccare.
Posizione 7929-7930
Tienilo bene a mente, Jim, non c’è peggior nemico di quello che chiamano scarsa redditività o profitto insufficiente.
Posizione 8261-8262
Infine, vi prometto sul mio onore e sulla mia coscienza, per quanto poco sia fornito di entrambi, di sbarcarvi in Madagascar non appena arriveremo
Posizione 8261-8262
Infine, vi prometto sul mio onore e sulla mia coscienza, per quanto poco sia fornito di entrambi, di sbarcarvi in Madagascar non appena arriveremo
Posizione 8261-8263
Infine, vi prometto sul mio onore e sulla mia coscienza, per quanto poco sia fornito di entrambi, di sbarcarvi in Madagascar non appena arriveremo da quelle parti, cosa che prima o poi senz’altro faremo.”
Posizione 8443-8445
Ero naturalmente molto impaziente di vedere il misterioso pirata senza nome che si era già reso così famoso senza quasi esistere.
Posizione 8509-8510
I gentiluomini di ventura vivevano come se potessero tranquillamente morire il giorno dopo, ma raramente riuscivano a pensare che poteva anche accadere il giorno stesso.
Posizione 9065-9066
Sono Flint, il temibile pirata, e non posso neppure dirlo ad alta voce, se voglio continuare a vivere.
Posizione 9096-9099
Un mese dopo Flint era morto. Non è stato per niente dimenticato, e il più gran risultato della sua vita, è stato guadagnarsi la posterità. Come me. Perché in questo aveva ragione, dopo tutto: una vita che non sopravviva alla propria morte, in un modo o nell’altro, sulle pagine di un libro o sulla bocca della gente, non è che una cacatura di mosca. O rugiada che evapora al sole.
Posizione 9111-9113
Mi sono reso conto che non ho più niente di importante da aggiungere. La vita di John Silver è finita, è così. Il bisogno di scrivere si è volatilizzato. Sparita la follia di voler tenere un giornale di bordo a viaggio concluso.
Posizione 9305-9306
“Non posso accettare”, obiettò l’ufficiale, testardo come un mulo, stupido come una gallina e cieco come una talpa.

La vera storia del pirata Long John Silver: giudizio finale

Se L’isola del tesoro mi era sembrato un po’ meh, La vera storia del pirata Long John Silver è promosso a pieni voti!

Una storia strutturata, appassionante, adulta, per nulla scontata, ben documentata e che ha il merito di dare una conclusione alle avventure di Silver e compari: ecco in breve che cosa penso di questo romanzo!

E non solo: una volta terminato m’è sembrato di conoscerlo da sempre, come se il passato di Silver raccontato da Larsson fosse veramente precedente a L’isola del tesoro, e non solo cronologicamente, ma come se facesse parte di un canone, come se fosse un ricordo atavico.

Si è trattato di una lettura speciale.

Appendice: citazioni da L’ultima avventura del pirata Long John Silver

L’ultima avventura del pirata Long John Silver è un romanzo breve, ancora di Björn Larsson, che narra… beh, narra l’ultima avventura del pirata Long John Silver!

Si tratta di un libercolo di nemmeno 100 pagine, senza infamia né lode, ecco perché ho deciso di metterlo qui in appendice. A seguire, le citazioni:

Posizione 112-115
Annotare i propri ricordi, comincio sempre più a credere e sperare, è forse un modo per sopprimerli. Perché quel che si ricorda in seguito, sempre che ci si prenda la briga di ripensarci, non è la vita che si è vissuta ma quella che si è scritta, e quella vita, per quanto ci si illuda di raccontare la verità, è qualcosa di diverso da ciò che si è vissuto.
Posizione 124-124
Iniziò con Jack che si precipitò nella mia stanza come se avesse visto all’orizzonte le prime nubi del diluvio universale.
Posizione 237-238
si vedeva chiaramente che continuava a ritenermi un improvvido idiota, giudizio a cui si mescolava una certa dose di rispetto, che era sincero.
Posizione 479-479
Dyssel rimase a fissarmi, ma non trovò niente di abbastanza esecrabile da rispondere.
Posizione 494-495
Avrei anche potuto lasciarti a marcire dov’eri per tutta l’eternità. Non sarebbe stata una gran perdita per questo mondo, e nemmeno un guadagno per quello dell’aldilà, se mai esistesse.
Posizione 509-510
ad ogni modo sei vivo, nonostante tutto. È già qualcosa di cui rallegrarsi, almeno per te.”
Posizione 595-597
Già il giorno dopo arrivò l’uomo dai molti sudditi in persona, circondato da guardie del corpo e cortigiani in pompa magna, tutto quanto serviva a rendere evidente il suo potere, ma di cui, a suo dire – ed ero quasi tentato di credergli – lui si infischiava bellamente, a parte le mogli.

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5 commenti

  1. Dirti che il genere non mi intriga non toglie niente al piacere che hai provato tu a leggere questo libro (pensa che non ho mai letto “L’isola del tesoro”). La quarta di copertina, a dire il vero, fa bene il suo mestiere, ma se devo complimentarmi per qualcosa, e scusa se il commento esce un po’ fuori dai binari, è per la tua newsletter: fantastica! ^_^ Sono ancora là che canto “quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto…”

    1. Sono a un corso, ma devo per forza prendemi un momento per ringraziarti! I feedback sulla newsletter sono sempre molto rari e preziosi (… quindi iscrivetevi tutti! )

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