Qualche giorno fa ho concluso la stesura di un racconto dove alla fine un elefante scoppia.



Nonostante il tragico epilogo, la storia è contraddistinta da un tono leggero e favolistico, che pensai mal si abbinasse a una parola che scelsi come culmine della scena madre, apice massimo della tensione prima del quieto finale.

Ma ripercorriamo con calma quanto successo.

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Today’s office in galleria #scrittura #quaderno

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Giunto alla fine della prima riscrittura, lessi con orrore:

la luce solare tutto avvolse, scaldò cuocette.

Subito un pensiero: «Chi ha osato scrivere cotanta scempiaggine?» (NdR: il pensiero potrebbe essere stato edulcorato rispetto all’originale).

Immantinente la dura realtà: «Santi numi, fui io!» (NdR: idem).

Ma ci sta. Fingerei se dicessi che le bozze non contengono brutture o errori, l’importante è – Santissima Riscrittura – accorgersene e porvi rimedio:

la luce solare tutto avvolse, scaldò e cosse.

Rimediato! Rimediato? In effetti quel cosse mi sembrava usurpare il tono leggero e favolistico che caratterizzava tutto il racconto… di certo era meglio della scempiaggine, ma di sicuro era migliorabile.

Oppure no? In fondo – che diamine! – la frase così era assolutamente perfetta da ogni punto di vista, cosse è la terza persona singolare del passato remoto del verbo cuocere, ovvero proprio quel che serviva per chiudere la frase!

Però – e questo era il mio cruccio – era una parola così poco immediata… davvero inadatta a essere il culmine della scena madre. Avrebbe rovinato tutto.

Mi sbagliavo? Ero nel giusto? E chi lo sa? Per chiarirmi le idee allora ho deciso di fare una serie di interviste, chiedendo a un campione ristretto, eterogeneo e non rappresentativo di alcunché, se conoscesse il significato della parola cosse, al di fuori di ogni contesto, senza specificare né se si trattasse di un sostantivo, né di un verbo, né altro. Questi i risultati:

  • A. V. alias il campione #1: «Non so».
  • A. U. alias il campione #2: «Le cozze».
  • C. alias il #3: «Cossu giocava nel Cagliari».
  • D. N. alias il #4: «Uovo, io cuocei, ho cotto».
  • M. G. alias il #5: «Non ne ho la più pallida idea».
  • E. F. alias il #6: «Mi fa venire in mente qualcosa di medievale».
  • E. C. alias il #7: «Cozze!».
  • D. B. alias il #8: «Non saprei davvero, questa non mi è mai capitata. Mi vengono in mente le percosse… per assonanza. Sennò cosse che cosa potrebe essere? Il passato remoto del verbo cuocere?».

La risposta corretta è parimerito con le cozze, e onestamente non è un gran bel segnale. Io una decisione l’ho presa, ma voi che cosa avreste fatto? Avreste lasciato cosse o avreste modificato la frase per cambiare i tempi verbali? O altro ancora?

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