A sangue freddo di Truman Capote è la minuziosa ricostruzione del massacro di una famiglia americana a opera di due sbandati, e delle conseguenze di questo tragico evento sulle loro vite e su quelle di una piccola comunità del Kansas.
Oltre a descrivere le ultime ore di vita della famiglia, Capote fornisce un quadro del contesto familiare e sociale in cui crebbero i due assassini servendosi di un taglio giornalistico e distaccato, come si trattasse di un documentario: questo gli fu possibile frequentando i due fino alla loro esecuzione.

A sangue freddo: quarta di copertina

Pubblicato nel 1966, A sangue freddo suscitò una serie di polemiche di carattere letterario ed etico-sociale. L’autore venne accusato, tra l’altro, di voyerismo cinico, per aver voluto registrare oggettivamente un fatto di cronaca nera, anzi di violenza gratuita, avvenuta nel cuore del Middle West agricolo: lo sterminio brutale di una famiglia da parte di due psicopatici. Nel libro, la visione puntuale delle dinamiche della vicenda, ottenuta grazie all’assidua frequentazione dei due colpevoli, giustiziati dopo un processo durato sei anni, è filtrata e riscattata attraverso una sapiente rielaborazione stilistica.

Citazioni da A sangue freddo

Pagina 3 | Pos. 41-42

Il villaggio di Holcomb si trova sulle alte pianure di grano del Kansas occidentale, una zona desolata che nel resto dello stato viene definita «laggiù.»

Pagina 4 | Pos. 49-50

Dopo una pioggia, o quando le nevi si sciolgono, le strade prive di nome, di ombra, di pavimentazione, passano dal polverone al fango.

Pagina 15 | Pos. 229-30

Tre aspirine, root-beer gelata e una serie di Pall mall, quello era il suo concetto di un «rancio» come si deve.

Pagina 18 | Pos. 263-64

Di rado il fattore tempo aveva importanza per lui che conosceva molti sistemi per farlo trascorrere, tra i quali il guardarsi nello specchio.

Pagina 45 | Pos. 679-80

Kenyon ne dubitava; non poteva concepire di arrivare mai a desiderare di buttare via un’ora con una ragazza quando poteva trascorrerla con fucili, cavalli, attrezzi, macchine o perfino con un libro.

Pagina 47 | Pos. 717-19

era chiaro: le suore e tutto ciò che le riguardava, portavano sfortuna, e Perry rispettava al massimo le superstizioni (alcune altre erano il numero 15, i capelli rossi, i fiori bianchi, i preti che attraversano la strada, i serpenti che appaiono in sogno).

Pagina 50 | Pos. 754-55

Misericordiosamente, un proiettile uccide la vittima. Questi altri germi, che possono resistere al tempo, non uccidono l’individuo ma si lasciano dietro la carcassa di una creatura dilaniata e contorta

Pagina 55 | Pos. 836-37

Le città di mare erano la sua gioia: posti affollati, rumorosi, con tante navi e l’odore di fogna

Pagina 67 | Pos. 1023-24

Il rumore dei nostri passi mi spaventò più di qualsiasi altra cosa: erano così forti e tutto il resto così silenzioso.

Pagina 83 | Pos. 1260

Era semplicemente caduto a faccia in giù sul letto, come se il sonno fosse un’arma che l’avesse colpito alle spalle.

Pagina 96 | Pos. 1459-60

che una cosa simile possa essere accaduta a loro… be’, è come sentirsi dire che Dio non esiste. Fa apparire inutile la vita.

Pagina 106 | Pos. 1618-19

«Maledizione! Ho dimenticato il portafogli.» Battuta che al suo socio parve tanto debole da non poter «infinocchiare un negro lattante.»

Pagina 155 | Pos. 2377

È facile ignorare la pioggia se si possiede un impermeabile.

Pagina 157 | Pos. 2399-2401

due grossi taccuini il più alto dei quali costituiva il suo dizionario personale, una miscellanea di parole non in ordine alfabetico, che egli riteneva «belle» o «utili» o almeno «degne di essere rammentate.»

Pagina 227 | Pos. 3477-78

«Sono curioso, Dick. Come mai tutta questa gente ha accettato i tuoi assegni? Mi piacerebbe conoscere il tuo segreto.» «Il segreto è: la gente è scema.»

Pagina 258 | Pos. 3954-55

la vita di Perry Smith non era stata un letto di rose, ma una misera, laida, solitària corsa verso un miraggio dopo l’altro.

Pagina 260 | Pos. 3986-87

un omino tracagnotto, tutto impettito, dichiarò: «Io credo nella pena di morte. Come dice la Bibbia, occhio per occhio. Ma anche in questo modo restiamo in deficit di due paia di occhi!»

Pagina 261 | Pos. 3991-92

quando la folla scorse gli assassini, scortati dagli agenti della stradale in divisa blu, tutti si fecero silenziosi, come stupiti al vedere che avevano forma umana.

Pagina 271 | Pos. 4149-50

di tutte le persone al mondo, era quello a cui si sentiva più vicino in quel momento, perché almeno erano della stessa specie, fratelli della razza di Caino

Pagina 274 | Pos. 4201-3

Be’, ero su un camion, e l’autista, lui e io cominciammo a litigare, senza una ragione precisa, ma quello mi pestò. Mi buttò fuori. Mi piantò là. Su, maledettamente in alto tra le Rocciose. Cadeva del nevischio, e camminai per chilometri, con il naso che sanguinava come quindici maiali.

Pagina 275 | Pos. 4215-19

Con il trascorrere delle settimane aveva imparato a conoscere la vita della Piazza del Tribunale, i suoi habitues e le loro abitudini. I gatti, per esempio: due scheletrici gatti grigi che comparivano ogni giorno al crepuscolo e percorrevano la piazza, fermandosi a esaminare le auto in sosta, un comportamento strano per lui, fino a quando la signora Meier gli spiegò che quei gatti stavano cercando gli uccelli finiti contro il radiatore delle auto. Da allora ogni volta che osservava le loro manovre, ne era turbato: «Perché per quasi tutta la mia vita ho fatto quello che fanno loro. L’equivalente.»

Pagina 301 | Pos. 4605-6

(Perry disse: «Preti e suore han già fatto tutto quel che potevano con me. Ho ancora addosso le cicatrici a dimostrarlo.»)

Pagina 302 | Pos. 4617-20

L’ospite, a capo chino, fece crocchiare le nocche mentre Cullivan abbassando la testa e giungendo le mani mormorava: «Benedici o Signore noi e questi tuoi doni che stiamo per ricevere dalla tua generosità, per misericordia di Cristo, nostro Signore. Amen.» Perry commentò mormorando che a suo parere ogni merito andava alla signora Meier. «È stata lei a fare tutto il lavoro.

Pagina 317 | Pos. 4858-66

Avete sentito citare la Bibbia. Ma anch’io posso leggervela.» Aprì una copia del Vecchio Testamento. «Ed ecco qui alcune cose che il Testo Sacro può dire in proposito. Nell’Esodo venti, versetto tredici, abbiamo uno dei Dieci Comandamenti: «Tu non ucciderai». Questo si riferisce a uccisioni non legali. È sicuramente così, perché nel Capitolo seguente, versetto dodici, la punizione per la disubbidienza a quel comandamento è: «Colui che percuoterà un uomo provocandone la morte, sarà di certo messo a morte». Ora il signor Fleming vuole forse farvi credere che tutto ciò è stato mutato dalla venuta di Cristo. Non è così, poiché Cristo dice: «Non credete che sia giunto a distruggere la legge, o i profeti: non a distruggere sono venuto ma a colmare». E infine…» A questo punto Green cercò tra le pagine e chiuse, incidentalmente parve, la Bibbia, al che i dignitari legali forestieri sogghignarono dandosi di gomito l’un l’altro, perché quello era un vecchissimo trucchetto da tribunale: l’avvocato che, leggendo le Sacre Scritture, finge di perdere il segno e poi riprende, come fece ora Green: «Non importa. Credo di poterlo citare a memoria. Genesi nove, versetto sei: «Colui che spargerà sangue d’uomo, dall’uomo vedrà spargere il proprio sangue»

Pagina 319 | Pos. 4881-82

Green fece una pausa e si toccò distrattamente un foruncolo sulla nuca, un’infiammazione già matura che, al pari dell’adirato possessore, pareva sul punto di esplodere.

Pagina 326 | Pos. 4986-88

Comunque Bobby Joe Spencer ben presto uccise nuovamente: accoltellò infatti un altro giovane detenuto, suo rivale per le grazie di un altro carcerato più anziano (come disse un guardiano del penitenziario: «Solo due checche che litigavano per un finocchio»).

Pagina 349 | Pos. 5347-48

Sai bene no, come fa Perry, che usa sempre dei paroloni da cento dollari e di cui non conosce neanche la metà del significato.

Pagina 356 | Pos. 5449-50

Ecco qui Smith.» «Caspita, non sapevo che fosse un tale nanerottolo.» «Sì, è piccolo. Ma anche la tarantola lo è.»

A sangue freddo: giudizio finale

Ho letto A sangue freddo in quasi completa immersione, pur non essendo un libro facile mi ha letteralmente tenuto attaccato alle pagine: l’agghiacciante descrizione di come il male possa agire… a sangue freddo, lascia un sapore amaro in bocca e un operoso tarlo nella testa, che costringe a riflettere e a mettere in discussione un sacco di cose.

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8 commenti

  1. Personaggio incredibile Truman Capote. Il romanzo a me è piaciuto. In molte sue opere leggi passaggi che appaiono autoreferenziali, come a voler sbattere in faccia al lettore la sua genialità, una scrittura quasi manieristica. In effetti lui è un genio quindi è stra perdonato.

  2. L’ho scaricato ma non l’ho ancora letto. Il film mi è piaciuto moltissimo, anche se in lingua originale non si capisce una parola per via del peculiare modo di muovere la bocca del personaggio. Hoffman era un bravissimo attore.

    1. È sempre piaciuto molto anche a me (fin dai tempi del grande Lebowsky 😉 ), e questo film me lo voglio proprio vedere. In italiano 😀

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