Il Signore Delle Mosche: la Realtà Distopica di William Golding

da | 6 Lug 2016 | Libri | 4 commenti

Ne Il signore delle mosche un gruppo di bambini, lasciati soli su un'isola deserta, in breve tempo dà forma a una realtà distopica degna del peggore regime totalitario.

Ho letto questo romanzo distopico di William Golding senza conoscere nulla della trama, e ignorando che il titolo non fosse per nulla descrittivo.

È un romanzo sull'indole dell'uomo, e come Golding stesso ha dichiarato, può essere riassunta con la massima gli uomini producono il male come le api producono il miele.

La realtà distopica de Il signore delle mosche

Il risvolto di copertina

Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Golding nel 1983 ha ottenuto il Nobel per la letteratura.

Questa realtà distopica... in breve

Un gruppo di bambini inglesi sopravvive su un'isola deserta dopo che l'aereo su cui viaggiavano precipita.

Ralph e Piggy fanno conoscenza e decidono di indire un un'assemblea con tutti i bambini per decidere come organizzarsi. In questa, il capo del coro Jack tenta di prendere il comando ma l'assemblea preferisce Ralph.

L'organizzazione è minacciata da una non meglio specificata bestia, che permette a Jack di acquisire più potere sul resto dei bambini, ignorando il volere dell'assemblea. Dopo un fallimentare tentativo di prendere il potere, Jack si allontana con i suoi accoliti.

Questa realtà distopica... in breve

Il gruppo di Jack, per il fascino dei piaceri senza responsabilità e per la paura della bestia, attira sempre più bambini, finché Ralph non si ritrova solo con Piggy e due gemelli fra i bambini più piccoli.

Durante un'imboscata, il gruppo di Jack riesce a rubare gli occhiali di Piggy, unico strumento per accendere il fuoco.

Nel tentativo di recuperarli, i quattro si recano alla fortezza di Jack dove le guardie imprigionano i gemelli, Ralph si scontra con Jack e Roger lancia un masso addosso a Piggy, uccidendolo.

Ralph, rimasto solo, si nasconde da Jack e dal suo gruppo di selvaggi. Questi per stanarlo incendiano la foresta, attirando però l'attenzione di un adulto, che con la sua entrata in scena pone fine alla realtà distopica che si era spontaneamente formata.

Citazioni da Il signore delle mosche

Giudizio sulla realtà distopica

Davvero un bel libro, Il signore delle mosche mi ha rapito dalla prima all'ultima pagina con le sue atmosfere, le dinamiche interne alla tribù dei sopravvissuti e alcuni aspetti della realtà distopica formatasi... non per nulla il Premio Nobel a Golding è stato motivato dalla sua capacità di descrivere efficacemente la condizione umana.

Alcuni aspetti della realtà distopica di Golding

  • I bambini utilizzano una conchiglia per regolare i turni degli interventi alle riunioni: solo chi ha la conchiglia può parlare: in questo modo riescono a mantenere l'ordine e permettere a tutti di parlare. Quando però Jack diventa più influente sugli altri, usa la conchiglia per prevalere sugli altri, aumentando di fatto il proprio potere.
  • Jack infligge pesanti punizioni, applica la tortura ed è crudele con chi non è d'accordo con lui, fino al culmine della brutale uccisione di Piggy.
  • Il potere di Jack è amministrato attraverso la paura, e l'idea che sull'isola possa vivere un mostro lo aiuta a mantenere il controllo: Jack promette di ucciderlo, fornendo protezione a tutti e guadagnando così sempre più consenso.
  • All'inzio era stato scelto Ralph come leader, ma era Jack che - attraverso l'uso dittatoriale della paura - finisce per ottenere il potere effettivo.

Indicatore obiettivi di lettura 2016

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Commenti

4 Commenti

  1. Ivan

    In relazione a ” Il signore delle mosche”, ho trovato interessante il commento che ne fa Stephen King in “Cuori in Atlantide”, mi pare nel racconto “Uomini bassi ….”
    Cordialmente
    Ivan

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    • Ryo

      E che cosa dice? 🙂

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      • Ivan

        Il mio era un invito, forse un po’ troppo esplicito, a leggere il libro di King.

        Comunque, per i pigri, riassumo brevemente :
        Una guerra si combatte da qualche parte, tra “i grandi” e i ragazzini sono lasciati soli sull’isola, abbandonati a se stessi, ma con delle regole (sono pur sempre “i ragazzi del coro”, inglesi).
        L’isola è la terra, i ragazzini siamo noi, che dovremmo comportarci bene, ma ci comportiamo male, in ció spinti dal Signore delle Mosche, uno dei nomi del diavolo.
        È una sorta di rappresentazione della storia dell’umanità, con l’Apocalisse finale.
        Con in più che alla fine, quando i ragazzini vengono salvati, perchè il fuoco della loro distruzione viene visto da lontano, resta una domanda posta dal vecchio cui il ragazzino (in King ci sono spesso vecchi e ragazzini, con loro da il meglio di sè): “chi salverà gli adulti?”.

        Mi ero fatto un appunto a riguardo, ma non ce l’ho sottomano (sono all’esteto a fare il babysitter). Quindi perdona l’approssimazione e il modo (e l’iphone non siuta certo!) e t’invito a leggere il racconto di King,: dice tutto molto meglio di me e … ne vale la pena.
        Ciao

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        • Ryo

          Grazie da parte del Signore dei Pigri 😀 di King ho letto un romanzo e alcuni racconti, ma questi non mi sono piaciuti… può essere l’occasione per riprovarci 😉

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