Mein Kampf è il libro scritto da Adolf Hitler durante i mesi di prigionia a seguito del tentato colpo di stato nel novembre 1923. Considerato uno dei libri più famosi al mondo, è anche uno dei più controversi e – manco a dirlo – uno dei meno letti.

Data la particolare natura di Mein Kampf, ho ragionato fin dal principio su che cosa avrei dovuto rispondere a chi mi chiedesse il perché di questa lettura… e in parte ho risolto con una sovracoperta per camuffare il libro.
Di conseguenza, quella di non corredare il post d’una certa iconografia, è una scelta ponderata e affatto scontata: d’altronde il mio scopo è parlare di un libro, non reclamizzare le idee del suo autore.
Ora però devo una risposta a chi potrebbe travisare le mie ragioni – anche se non nascondo un certo imbarazzo dovendo specificare un’ovvietà quale la mia completa avversione alle idee espresse in Mein Kampf – ragioni che io stesso ho cercato fra queste:

  • Racchiude i pensieri che hanno causato gli orrori della seconda guerra mondiale.
  • Se non fosse stato ignorato, un intervento tempestivo sarebbe stato possibile.
  • È il libro scritto da uno dei protagonisti assoluti (in negativo) del XX secolo.
  • È una preziosa testimonianza della situazione politica tedesca fra le due guerre mondiali.
  • Descrive il punto di vista di Adolf Hitler prima della sua ascesa al potere.

Alla fine mi sono reso conto che il vero motivo non era nessuno fra quelli, il vero motivo è che Mein Kampf è un libro, e i libri vanno letti.

Le citazioni da Mein Kampf

Prima di passare alle mie numerose sottolineature, voglio chiarire il reale significato di questa mia abitudine. Gli estratti che raccolgo non sono le affermazioni con cui sono maggiormente d’accordo, non sono le frasi più illuminanti o le meglio scritte, non sono le verità sulle quali baso il mio modo di pensare. Sono i passaggi che durante la lettura più mi colpiscono, nel bene e nel male. Non per questo implicitamente li approvo o li respingo, quindi per favore cercate di non attribuire vostri significati a scelte mie.
Ah, quasi dimenticavo: ecco l’elenco delle mie sottolineature!

Volume primo: Resoconto

Volume secondo: Il movimento nazionalsocialista

Commento all’edizione

Il volume, di Kaos Edizioni e curato da Giorgio Galli, ha un ottimo comparto redazionale: ben cento pagine di premessa, introduzione, postfazione e indici vari, per un totale di oltre 500 pagine fitte di note, così organizzate:

  • Premessa
    • Hitler e il nazismo: Cronologia
    • Il Mein Kampf secondo gli storici
    • Il Mein Kampf in Italia
  • Introduzione
    • Rimozioni e mistificazioni
    • Una chiave di lettura
  • Volume primo: Resoconto
  • Volume secondo: Il movimento nazionalsocialista
  • Postfazione
    • Una vaccinazione di conoscenza
  • Indici
    • Indice dei nomi
    • Indice delle località
    • Indice delle organizzazioni e pubblicazioni

La copertina è morbida e la rilegatura in brossusa, ma le pagine sono buone e la stampa è pregevole. Ho trovato un solo errore, una data per forza di cose sbagliata:

Indicatore obiettivi di lettura 2016

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19 commenti

  1. 102 sottolineature: un intero libro, praticamente. Ho deciso di suddividermi la lettura nei giorni a seguire cominciando da stasera.
    Una volta ho visto un documentario sull’ascesa di Hitler al potere. Partiva dalla sua infanzia. Credo che fosse una ricostruzione tratta proprio dal libro Main Kampf. L’ho seguito con interesse e sono rimasta veramente sorpresa dall’evoluzione del suo pensiero fino al raggiungimento del suo folle progetto.

    (Mi hanno fatto sorridere tutte le precisazioni per giustificare la tua lettura. L’hai detto: è un libro, mica un manuale di affiliazione, :D)

    1. Siccome mi hanno già accusato di antisemitismo (qui) meglio precisare. Tanto ci scommetto che presto o tardi arriverà un genio a rompere le scatole! 😀

      1. Ho letto il post di qualche anno fa. Giusto l’altro giorno dicevo in un commento che non ho mai letto il libro dei “Numeri” affermando che in un’isola deserta porterei con me la Bibbia.
        È una lettura complessa, lo so, e dà adito a parecchie discussioni e perplessità: il Vecchio Testamento parla di un Dio violento, aggressivo, molto lontano dal Dio-Figlio che compare nel Nuovo Testamento. Non farò una lezione di catechismo, però dobbiamo rammentarci che il libro è scritto da uomini sulla base spesso di fatti raccontati: le interpretazioni risentono di queste inevitabili influenze. A me viene normale contestualizzare tutto.
        Poi, che quel tizio ti abbia dato dell’antisemita è fuori luogo: mi sembrava che il mirino fosse puntato sul libro Bibbia più che sul popolo ebreo.

  2. Trovo questo post molto coraggioso e altrettanto inutile il tuo desiderio di giustificare la lettura del tomo di Hitler, in questo sono in linea con Marina. Mi riprometto di leggere con calma tute le tue “sottolineature”.
    Lessi il Mein Kampf in gioventù, con lo spirito del giovane che voleva a tutti i costi documentarsi su qualcosa da odiare, non fosse bastato lo sdegno e l’orrore per ciò che il Fuhrer ha prodotto. Dovessi dirti la sensazione che mi procurò quella lettura mi prenderesti per pazzo. Il sentimento che mi colse alla fine non ha nulla a che vedere con l’odio, ma piuttosto fui pervaso da una profonda tristezza nel cogliere i deliri di qualcuno che ha letto troppo Schopenhauer, Nietzsche, Hegel, senza aver capito molto e oltretutto in maniera strumentale. Pur trovando spunti interessanti nel concetto di Europa, molto moderno per quei tempi, e valutando le dinamiche scioccanti per realizzare quel sogno, ho trovato il Mein Kampf un libro noioso e gretto.
    Ottimo post Andrea, sicuramente fuori dagli schemi. Io, per quel che vale, ti dico bravo.

    1. Grazie, e scusa se rispondo solo ora ma sono senza connessione da più di due settimane ormai e “campo” a wi-fi scroccate in giro 😀
      D’accordissimo sul discorso dell’odio, nemmeno io ne ho provato leggendo, solo un grande senso di impotenza per quel che sappiamo esser accaduto. La seconda metà, poi, è davvero molto noiosa!

  3. Non ho (ancora?) avuto il coraggio di leggerlo, ma sono d’accordo con le tue motivazioni. I libri vanno conosciuti, anche per essere confutati. E se se ne fosse riconosciuto subito il potenziale distruttivo si sarebbero evitanti molti orrori. Perché la guerra non l’ha causata l’Hitler scrittore, ma l’Hitler tornato in libertà nonostante avesse scritto questo libro.

    1. Scusa anche a te per il ritardo, riguardo il coraggio… non ne serve davvero molto (tranne che per la noiosissima seconda parte): un qualsiasi documentario sulla seconda guerra mondiale è di gran lunga più spaventoso!

  4. I libri vanno indubbiamente letti, ritengo che tu comunque abbia fatto bene a scrivere tutti quei dislaimer, vista la percentuali di analfabetici funzionali e di troll in circolazione in rete è sempre meglio specificare più e più volte.
    Ciao

    1. Pensa che su Facebook (oltre a avermi bannato e cancellato il post) hanno minacciato di denunciarmi per “apologia del nazismo” -_-

  5. Bel post. Interessante. Non ho mai letto Mein Kampf. Forse sarebbe venuto il momento di leggerlo per mettere in pratica il detto “conosci il tuo nemico”. Il fatto che qualcuno si sia preoccupato della tua “apologia di nazismo” dimostra oltre una certa ristrettezza mentale anche di non conoscere il significato di “apologia”.
    Buon proseguimento.

    1. La mia stima dell’utente medio di Facebook ha subito un brusco ridimensionamento 😀
      E, per quanto mi riguarda, la prima parte è una lettura molto interessante.

  6. Questo post calza a pennello col casino scoppiato sull’iniziativa de Il Giornale di regalarlo con il primo volume di una collana storica. Io lo comprai quasi 30 anni a una bancarella, un’edizione clandestina sicuramente, visto che non c’è editore né traduttore.
    Non l’ho ancora letto, però. Ma ora ne ho due copie, ho preso anche quella appena uscita. Voglio confrontarle.
    Trovo assurdo che si accusi una persona di essere nazista perché legge il Mein Kampf. Sono tentato di scrivere un post sul putiferio scatenato giorni fa, ma anche su altri fatti che hanno visto coinvolti i libri. Siamo tornati all’era dei roghi.

    1. Tra l’altro è stata un’assoluta coincidenza:

      • Libro acquistato 2-3 anni fa
      • Lettura a febbraio di quest’anno
      • Articolo ritardato per problemi di connessione

      L’ennesima conferma che le persone si limitano a leggere i titoli (e a capirli male).
      Una curiosità: l’edizione allegata a Il Giornale ha note a margine? La mia edizione ne aveva una quantità massiccia, e mi sento di sconsigliare una lettura senza l’accompagnamento di queste.

      1. No, non ha nessuna nota. Però sinceramente preferisco così. Posso leggerlo senza alcun influsso esterno e farmi un’idea personale dell’opera.
        Tra l’altro ho letto anche il commento del tipo che parlava di antisemitismo e perfino istigazione all’antisemitismo: la gente ormai sta fuori di brutto, sembra lo faccia apposta a travisare quello che legge.

        1. Come preferisci, io le suggerisco perché nella mia edizione le note facevano il fact-check alle affermazioni di Hitler, il quale naturalmente utilizzò il libro per far propaganda.
          Spesso gli utenti sono proprio utonti!

  7. Un lavoro certosino. Un libro è fatto per essere letto. Punto. Ci metterò un pò, ma lo inizierò a leggerlo.

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