Sabato 31 ottobre, ci svegliamo al canto del gallo per partire tosti, e dopo una rapida (per me che ho dormito) parentesi autostradale arriviamo nella città ove il tempo s’è fermato e lo spazio s’è perso: Lucca!

La prassi prevede la ricerca di un ricovero per l’autoveicolo, l’occupazione di un bar per la seconda colazione (come ogni buon hobbit dovrebbe fare) e un po’ di cazzeggio prima del ritiro di biglietto e bracciale, i magici artefatti necessari per accedere ai padiglioni del Comics.

Passeggiare per le vie della città in questi giorni è davvero magico: ovunque lo sguardo volga ne vede di cotte e di crude: cosplay, personaggi vestiti magnificamente, altri meno e tuttavia interessanti; la fanno da padrone i normali visitatori in jeans & zaino, ma poi ci sono gli invasati che – se assunti con moderazione – di certo non guastano. Io vago un po’ a caso e lascio la macchina fotografica nella fondina, preferisco una volta tanto godermi lo spettacolo in santa pace.

Dopo un po’ mi dirigo allo stand Ute Libri dove faccio un po’ di presenza, scambio qualche parola con avventori e lettori e scatto un po’ di foto.

Verso metà pomeriggio una pausa è d’obbligo, quindi aperitivo in centro con show e anteprime incluse, finché la sera ci coglie all’improvviso (?) ricordandoci di fare in fretta a chiudere gli ultimi acquisti con le migliori offerte adocchiate lungo la giornata.

Ultime brevi immersioni nell’atmosfera lucchese prima di ripartire verso casa, dopo di ché il rientro. Abbandoniamo l’idea di cenare a Lucca e ripartiamo senza troppa voglia, con un po’ di malinconia e la speranza di tornare ancora una volta fra un anno… giorno più, giorno meno.

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