L’idea alla base de Il Riparatore di Elia Spinelli è l’ancestrale quesito sul libero arbitrio: la nostra vita è regolata dalle decisioni che prendiamo quando ci troviamo di fronte a una scelta, o invece segue alla lettera un copione già scritto su cui l’esito del nostro intervento è già previsto?
Oltre a invogliare i lettori più attenti in una serie di riflessioni su questo tema, Il Riparatore ci propone anche la propria versione, ed è qui che entrano in ballo le tre figure cardine dell’opera:

  • Gli Scrittori decidono le sorti dell’umanità.
  • I Blaster generano il caos ostacolando i piani degli Scrittori.
  • I Riparatori sono agenti al servizio degli Scrittori, a volte anche con il compito di individuare e sconfiggere i Blaster.

Il protagonista, Vincenzo Innocenti, è un uomo salvato dagli Scrittori da morte certa, e provvisto da loro del dono della longevità e di speciali poteri curativi: il prana.
Dal risorgimento (prima guerra d’indipendenza italiana, 1848-49) sino al tempo presente, Vincenzo Innocenti cambia svariate identità e serve gli Scrittori in molti modi, fino all’ultimo incarico in cui però la sua fede è oscurata dalla comparsa dell’Abominio e del dubbio che gli Scrittori possano commettere errori.

Quarta di copertina

I Blaster minano il lavoro dei Padri Scrittori, coloro che decidono il nostro destino. Grazie alla loro grande forza di volontà, si rifiutano di percorrere i canali che sono stati assegnati loro e deviano, invadendo i destini altrui e rischiando di generare il Caos. Il Riparatore è un cacciatore di Blaster che lotta per ripristinare il giusto corso degli eventi. Un fedele soldato che dagli scontri della prima Guerra d’Indipendenza fino ai giorni nostri ha servito con devozione gli Scrittori della nostra vita. L’avvento dell’Abominio farà vacillare la sua fede ponendolo di fronte a una scelta drammatica: la sicurezza del certo, figlio del determinato, o il fascino dell’imprevedibile, padre del libero arbitrio?

Il booktrailer de Il Riparatore

Citazioni da Il Riparatore

Pos. 21-22

Ha quarantasette anni portati male, tipico in coloro che hanno la cattiva abitudine di preoccuparsi troppo per gli altri e poco per se stessi.

Pos. 204-5

In quell’istante sbucò da un vicolo uno schützen che lestamente puntò contro Vittorio e aprì il fuoco. Il cappello di Vittorio volò per aria, ma per sua fortuna la testa rimase al suo posto.

Pos. 262-64

Prese energicamente la mano di Vincenzo e la posò sul suo seno. Vincenzo non riuscì a percepire la palpitazione della signora, troppa materia separava la sua mano dal muscolo cardiaco di Adalgisa. Viceversa, avvertì immediatamente il rapido rigonfiamento fra le sue braghe.

Pos. 270-71

Più scopriva i piaceri della vita e più lo tormentava la possibilità di lasciare questo mondo anzitempo.

Pos. 304

Istintivamente cercò di tamponare i fori provocati dalle schegge con le dita. Le dita finirono, i fori no.

Pos. 876

Si affoga non per l’incapacità di nuotare ma perché ci si fa vincere dalle proprie paure.

Pos. 1192-95

L’ultimo a scendere fu Alberto. Si presentò con la faccia rossa come una mela matura e con un sorriso che partiva da un orecchio e terminava all’altro. «Allora» lo incalzò Vincenzo «hai abbandonato la tua convinzione sul “mai sesso senza amore”?» «Assolutamente no.» «E che vuol dire? Non hai combinato niente?» «Vuol dire che adesso sono innamorato pazzo.»

Pos. 1211-13

«Ragazzo» disse «quali incredibili rivelazioni vuoi portare in questa comunità? Me ne vuoi parlare? Se ti aggrada naturalmente. Geltrude, vai pure, qui non c’è niente che ti riguarda!» La perpetua uscì da dietro alla porta da dove stava origliando e se ne andò stizzita.

Pos. 1238-39

«Lascia perdere» intervenne Helen «non vedi che è ubriaco fradicio?» «In effetti» commentò Vincenzo «in questo momento ti vedo con quattro tette.»

Pos. 1321-23

La preoccupazione di fare cilecca è forte e giustificata; sono più di venti anni che ho rapporti solo con Federica, la mia mano amica. Ma oramai sono in ballo, non posso tirarmi indietro. Esco, scavalco il basso steccato che separa le due proprietà con un salto alla “olio cuore” e salgo la piccola rampa che conduce alla porta.

Pos. 1699-1700

«Non capisco perché ci sia stata affidata un’arma tanto potente senza fornirci le munizioni»

Pos. 2260-62

Nonostante la stanchezza, fatico a prendere sonno. Controllo l’ora più volte, 12:20, 12:38, 1:12, 1:27, 1:39, 1:43, 2:06 e poi… «Sveglia Renzo, sono arrivati!» Sono le cinque e un quarto, Gioele non mi ha svegliato per farsi dare il cambio.

Commento all’edizione

Purtroppo siamo di fronte a un libro che, pur piacevole e originale, non è supportato da un’edizione alla sua altezza. Si tratta del secondo libro della stessa casa editrice che ho letto nell’arco di poco tempo, e la scarsa cura delle opere affidate a questo editore è tristemente confermata. Non voglio addentrarmi in disquisizioni sull’editing, qui è addirittura mancata una seria correzione di bozze! Fino a oggi quella del correttore automatico è sempre stata una battuta, ma inizio a sospettare che sia una nera verità: il correttore automatico tutti questi errori li avrebbe trovati senza problemi (grassetti miei):

  • l’ultima vettura che ho guidato è una Fiat Uno
  • fra un ora saremo arrivati»
  • la mia meta è soltanto a un ora di viaggio
  • Sul fondo si apriva un ampia caverna
  • Prima di loro stava svoltando un auto della polizia
  • Feci un inversione a U
  • Ebbe un intuizione
  • Abbiamo lavorato insieme nel “affare Salandra”
  • la botta imprime alla vettura un ulteriore rotazione contraria alla precedente
  • È il 10 Settembre, le quattro del mattino, quando vengo svegliato nel pieno del sonno
  • l’onta del 30 aprile. Il 29 Maggio, quindi
  • «Un idea ce l’avrei» interviene Chiara
  • offrono un ulteriore difesa

Il Riparatore: giudizio finale

Sono stato affascinato da questo romanzo, un thriller in bilico fra il fantasy e la fantascienza, anche se in realtà il booktrailer tradisce la natura fantascientifica dell’opera. Il Riparatore mi ha stupito per la sua originalità tenendomi incollato alle sue pagine, e nonostante alcuni problemini (es: l’utilizzo del termine cazzata nel Risorgimento è di sicuro anacronistico; vedi inoltre i commenti all’edizione) si merita la bellezza di dieci chiavi inglesi, che al cambio attuale – nella mia classifica senza fronzoli e senza logica – equivalgono a mezzo crick e sette ottavi di trapano:

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Obiettivi di lettura 2015: parziale

30 librix x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x70,00%
Libri di 10 autori mai lettix x x x x x x x x x x x x x140,00%
5 titoli non italiani o anglofonix x x x x100,00%
3 libri di cui non so nullax x x100,00%
5 titoli non SF consecutivix x x x x100,00%
Rileggere 2 librix50,00%
5 libri di autori italianix x x x x100,00%
3 titoli di autori esordientix x66,67%
Libro in sospeso da un annox100,00%
Libro in un giornox100,00%

Il Riparatore è il terzo libro di quest’anno letto senza che ne conoscessi nulla, quindi mi permette di ritirare questo coloratissimo premio:

Leggere 3 libri di cui non so assolutamente nulla

Il Riparatore mi permette di ritirare anche un secondo premio (ed è record per un solo libro!) poiché è il quinto titolo letto quest’anno di autori italiani:

Leggere 5 libri di autori italiani

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2 commenti

  1. ma guarda, recentemente ho letto “Jolanda la figlia del corsaro nero”- nota e pregevole opera di un certo Emilio Salgari, non so se mi spiego. Ebbene, l’editore in questione, pur non essendo una piccola Ce come il caso di o111, è riuscito a storpiare un lavoro che da oltre un secolo l’autore ci aveva fornito immacolato e probabilmente il defunto autore, si starà rivoltando nella tomba. Ti posso assicurare che ho trovato ben peggio di qualche apostrofo tralasciato, se vuoi ti cito qualche esempio.

    Qual è apostrofato; granché è diventato gran chè (notare l’accento); poi “quantunque si fosse nutrita di sole frutta” invece di “sola”; “ne mise alcuni nella sottana ripiegata per serbarti per il ferito” anziché “serbarli”; “tanto che pareva si trovasse a livello della laguna e coperta di alberi, che pareva appartenessero” ripetizione di “Pareva”… e questo è solo qualche esempio. Se vuoi controllare personalmente ti lascio il link d’acquisto, trattasi di una edizione economica del centenario, costo soli 0.49 centesimi, ma non mi sembra un valido motivo per commettere un simile vilipendio
    https://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/jolanda-la-figlia-del-corsaro-nero-7

    1. Ciao Silvia, ti dico solo che il lavoro di revisione della mia prima pubblicazione (Geloso permaloso lunatico e noioso) è consistito per lo più a correggere i refusi che l’editore aveva aggiunto al mio manoscritto.
      Facendo una rapidissima ricerca, Simonelli Editore (che pubblica il libro che citi) è giudicato in maniera piuttosto negativa quindi non mi stupisco che la qualità sia scarsa; mi stupisce invece che pretendano di essere pagati: di solito i classici poco curati almeno sono gratuiti 🙂

      Non so se sei la stessa Silvia di “Biglietto di terza classe”, nel caso tu lo fossi sappi che mi spiace di dover parlare in modo tendenzialmente negativo della vostra casa editrice, solo vorrei che i “colleghi”, prima di affidare la propria opera (che sappiamo bene quanta fatica ci è costata) a una casa editrice, si assicurino che questa sarà davvero in grado di fare un lavoro all’altezza delle loro aspettative. Quando parlai del contratto vessatorio che la casa editrice fa firmare ai propri scrittori finì che fui intimato dall’avvocato dell’editore di togliere il contratto (CMQ basta una ricerca su google per trovarne copie) e di eliminare l’articolo dove parlavo della mia esperienza personale (resta traccia solo dei commenti al post).

      Questi errori però sono dati oggettivi, e vediamo quanto impiegheranno per correggere almeno l’eBook (voglio dire: se non l’hanno già corretto c’è qualcosa di grave che non sta andando!).

      Se invece sei un’altra Silvia come non detto, in ogni caso grazie per il commento e in bocca al lupo per il tuo libro 😉

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