Il gioco di Ender è l’esempio perfetto di quello che mi aspetterei leggendo un romanzo che è stato meritevole di ricevere sia il premio Hugo che il premio Nebula: infatti li ha vinti entrambi nella stagione 1985/86. Il gioco di Ender è il primo romanzo del Ciclo di Ender, saga fantascientifica di Orson Scott Card.

Il gioco di Ender – Orson Scott Card

Quarta di copertina

L’ultimo attacco alla Terra da parte degli alieni risale a ottant’anni fa, tuttavia la guerra non è finita. Per scongiurare la possibilità che, un giorno, la razza umana venga cancellata da una nuova e ancor più devastante invasione, sono state costruite armi sempre più potenti e ideati vari sistemi di difesa. Inoltre, per sfruttare le straordinarie capacità di alcuni bambini, è stata creata una Scuola di Guerra, destinata a formare un’élite di geni militari. Ed è in questo luogo altamente competitivo, in cui si simulano al computer azioni belliche di ogni tipo e si elaborano tattiche e strategie di grande complessità, che viene portato Andrew «Ender» Wiggin: ha soltanto sei anni e lo aspetta un addestramento feroce in un ambiente spietato, ma lui è un genio tra i geni, nato con le doti di un superbo comandante. Ed è l’unico in grado di vincere tutte le «partite» combattute nella Sala di Battaglia. Ma qual è il prezzo da pagare per essere davvero il migliore? E dove finisce il gioco e comincia la realtà?

Citazioni da Il gioco di Ender

Pagina 3 | Pos. 44-46

Ender annuì. Che non gli avrebbero fatto male, naturalmente, era una bugia. Ma visto che gli a dulti dicevano sempre così quando faceva male, lui poteva basarsi su quella frase per un’accurata previsione di quel che lo aspettava. A volte le bugie risultavano più affidabili della stessa verità.

Pagina 13 | Pos. 195-98

Si mise la maschera. Gli aderiva come una mano stretta intorno alla faccia. Ma non è come sentirsi davvero uno Scorpione, si disse Ender. Loro non indossano questa faccia come una maschera: è la loro faccia. Chissà se sul loro pianeta si mettono maschere da uomini, e giocano? E che nome danno a noi? Cacchemoscie, dato che siamo così morbidi e carnosi confronto a loro?

Pagina 16 | Pos. 232-42

— Adesso sei tu il suo monitor — disse Peter. — Ti consiglio di sorvegliarlo, giorno e notte. Non perderlo mai di vista. — Ender e io non siamo stupidi. Sappiamo fare i nostri progetti come te. Meglio di te in certe cose. Siamo tutti bambini così meravigliosamente intelligenti, no? Tu non sei il più furbo, Peter, sei soltanto il più grosso. — Oh, lo so. Ma verrà il giorno in cui dimenticherai, e non sarai accanto a lui. E all’improvviso ricorderai, e correrai a cercarlo, e lui sarà lì sano e tranquillo. E la volta dopo non ti affretterai tanto, e non lo cercherai così in fretta. E ogni volta lui sarà sano e tranquillo. E crederai che io abbia dimenticato tutto. Anche se ripenserai a quel che sto dicendo adesso, dirai a te stessa che io ho dimenticato. E passeranno gli anni. E poi accadrà un terribile incidente, e sarò io a trovare il suo cadavere, e piangerò e singhiozzerò su di lui, e tu ricorderai questa conversazione, Vally, ma nel ricordarla avrai vergogna dei tuoi sospetti perché saprai che io sono cambiato, che è stato davvero un incidente, che da parte tua è crudele ripensare alle parole che ho detto durante una lite da bambini. Salvo che sarà tutto vero. Io avrò mantenuto la promessa, e lui sarà morto, e tu non farai niente di niente. E continuerai a credere che io sono soltanto il più grosso di noi.

Pagina 18 | Pos. 273-76

— In che modo pensa di riuscirci? — Gli mentirò. — E se non funziona? — Allora gli dirò la verità.

Pagina 35 | Pos. 529-30

Il lancio non fu duro. Soltanto un po’ spiacevole. Ci furono degli scossoni, poi brevi momenti d’ansia al pensiero che quello avrebbe potuto essere il primo disastro aereo nella storia della F.I.

Pagina 40 | Pos. 608-12

Il mio compito non è di essere tuo amico. È di formare quelli che dovranno essere i migliori combattenti del mondo. I migliori della storia. A noi serve un Napoleone. Un Alessandro. Salvo che Napoleone alla fine fu sconfitto, e Alessandro morì giovane dopo aver fiammeggiato come una meteora. O avremmo bisogno di un Giulio Cesare, senonché egli divenne un dittatore e per questo fu ucciso. Il mio compito è di formare un individuo di questo tipo, e tutti gli uomini e le donne di cui avrà bisogno per agire. E nel regolamento non è scritto che per arrivarci io debba essere un amico per voialtri ragazzini.

Pagina 41 | Pos. 620-22

Come specie, noi abbiamo il dovere e l’istinto della sopravvivenza. Un istinto che si crea nelle avversità e nel loro susseguirsi finché, come prodotto dallo sforzo di generazioni, la razza dà alla luce un genio. Quello che riesce a inventare la ruota, o la luce elettrica, o il volo. Quello che costruisce una città, una nazione, un impero.

Pagina 41 | Pos. 624

Gli esseri umani hanno il diritto di essere liberi, salvo quando l’umanità ha bisogno di loro.

Pagina 108 | Pos. 1648

Dal momento che non aveva sparato un sol colpo, il computer gli conferiva un record perfetto: errori zero.

Pagina 112 | Pos. 1705-6

Ho già imparato tutto quel che potevo da te: come perdere con faccia impassibile, ecco l’unica cosa che sai far bene, Bonzo.

Pagina 112 | Pos. 1709

a volte i soldati sanno prendere decisioni più intelligenti degli ordini che hanno avuto.

Pagina 120 | Pos. 1825-27

— Credevo che i comandanti potessero ordinare qualsiasi cosa. — Potrebbero anche ordinare alla luna di diventare blu, ma questo non accadrebbe.

Pagina 146 | Pos. 2231-38

— Valentine, i nodi stanno venendo al pettine. Ho scoperto dei movimenti di truppe in Russia. — Di cosa stiamo parlando? — Del mondo, Val. Hai sentito parlare della Russia? L’impero sovietico? Il Patto di Varsavia? Quelli che tengono in pugno l’Eurasia dall’Olanda al Pakistan? — Non rendono pubblici i loro movimenti di truppe, Peter. — Naturalmente no. Ma le ferrovie sovietiche pubblicano mensilmente il numero di passeggeri trasportati sulle varie linee. Io ho fatto analizzare al mio banco queste statistiche, per estrapolare quando treni contenenti truppe potrebbero muoversi sulle stesse linee. Già da tre anni sto dietro a questa cosa. Negli ultimi sei mesi su certe linee ci sono stati i mutamenti di orario e la diminuzione dei convogli passeggeri da me previsti. Si stanno preparando alla guerra. Sul territorio, almeno.

Pagina 147 | Pos. 2240-41

Aveva scoperto che, mentre di rado si trovava d’accordo con Peter sul come il mondo avrebbe dovuto essere, spesso concordava con lui su ciò che il mondo effettivamente era.

Pagina 147 | Pos. 2250-51

Dunque tutto sta tornando com’era un tempo. — Con pochi cambiamenti. Lo scudo spaziale continuerà a impedire il lancio di missili e di armi atomiche, così dovremo ammazzarci l’un l’altro a migliaia invece che a milioni.

Pagina 148 | Pos. 2255-56

Noi avremo la Cintura degli Asteroidi, ma loro avranno la Terra, e lassù non ci vuol molto a finire le scorte di sedano e di uva passa, senza la Terra.

Pagina 151 | Pos. 2311-13

Aveva letto molto su Adolf Hitler. Si domandò che tipo fosse stato a dodici anni. Non così intelligente, non simile a Peter, ma certo altrettanto avido di riconoscimenti. E se da bambino fosse stato travolto da una falciatrice, quali ne sarebbero stati gli effetti sul resto del mondo?

Pagina 152 | Pos. 2326-27

il potere è sempre costruito sulla capacità di minacciare qualcuno.

Pagina 160 | Pos. 2448-50

— E va bene, non ti piace mentire a Papà — le disse. — E con questo? Tu non stai mentendo a lui. Lui non sa che Demostene sei tu, e Demostene non sta scrivendo ciò che tu pensi in realtà. Queste due menzogne si cancellano l’un l’altra, perciò.

Pagina 161 | Pos. 2454-55

Ci corre un bel pezzo di strada fra scrivere un articolo e governare il mondo

Pagina 179 | Pos. 2730

Oh, in che sottile sarcasmo sai intingere la penna.

Pagina 180 | Pos. 2756-58

Quel che gli stiamo facendo non è tutto un peso per lui; avrà di nuovo la sua intimità. — Isolamento, vuol dire.

Pagina 182 | Pos. 2776-78

Durante gli allenamenti serali Ender aveva spesso sospirato il possesso di un radiogancio, invece di dover rimbalzare sulle pareti prima di poter arrivare dove voleva. E ora che aveva imparato a farne a meno abbastanza bene, gliene davano uno.

Pagina 199 | Pos. 3039-43

Fu un allenamento fruttuoso e i ragazzi fecero qualche passo avanti, ma al termine Ender era sfinito e si sentiva solo. C’erano ancora trenta minuti prima dell’ora di andare a letto. Non voleva accompagnare l’orda in camerata; aveva imparato da tempo che i migliori comandanti se ne stavano lontani, a meno che non avessero una buona ragione per addentrarsi fra le brande. I ragazzi dovevano avere la possibilità di starsene in pace, di rilassarsi, senza nessuno che fosse lì a farsi un’opinione di loro dal modo in cui parlavano o agivano fuori orario.

Pagina 210 | Pos. 3217-18

Quel che mi sta insegnando lo terrò a mente, si disse Ender, per quando sarò io a perdere. Dignità. Saper fare omaggio al valore dell’avversario.

Pagina 211 | Pos. 3230-31

Lascia che i ragazzi abbiano dai loro capibranco le buone notizie, e dal comandante solo frasi alquanto burbere.

Pagina 211 | Pos. 3233-34

In piedi sotto la doccia lasciò che l’acqua portasse via il sapone e continuasse a scorrergli addosso, ad occhi chiusi. Ogni goccia viene riciclata, qui dentro. Qualcuno berrà un po’ del mio sudore di oggi.

Pagina 221 | Pos. 3383-84

Nella marea di discorsi su Mazer Rackham, i filmati relativi alla sua flotta brillavano per la loro assenza.

Pagina 233 | Pos. 3571-72

Prima che il sonno avesse la meglio riuscì a pensare a una dozzina di nuove idee. Ender ne sarebbe stato compiaciuto: ognuna di esse era stupida.

Pagina 242 | Pos. 3705-7

— Usa quello che ti danno — sospirò lui. — Se ti trovi con un vantaggio sul nemico, tu usalo. — Oh, è quel che ho fatto — sogghignò Slattery. — Io sono cavalieresco soltanto prima e dopo una battaglia.

Pagina 266 | Pos. 4064-65

Ender Wiggin non è un killer. Lui si limita a vincere… definitivamente.

Pagina 270 | Pos. 4139-40

Demostene fu invitato a far parte del Comitato Presidenziale per l’Educazione al Futuro, un gruppo onorario che in realtà non faceva niente, ma lo faceva splendidamente.

Pagina 284 | Pos. 4353-54

Gli esseri umani non hanno evoluto il loro cervello per ciondolare intorno a laghetti ameni. Uccidere è la prima cosa che abbiamo imparato. E abbiamo dovuto imparare a farlo bene o morire, altrimenti oggi sarebbero le tigri dai denti a sciabola a dominare la Terra.

Pagina 293 | Pos. 4481-83

— Gli scoiattoli non costruirebbero mai astronavi — osservò Graff. — Occorrerebbero troppi mutamenti sulla strada che corre fra il raccogliere noccioline e il raccogliere asteroidi o stabilire stazioni di ricerca sulle lune di Saturno.

Pagina 294 | Pos. 4497-98

Ciò che conta è che abbiamo costruito l’ansible. Il termine ufficiale è Comunicatore Istantaneo di parallasse Filotico, ma qualcuno ha tirato fuori il nome ansible da un vecchio romanzo e gliel’ha appioppato.

Pagina 298 | Pos. 4558-62

— Perché siamo in guerra con gli Scorpioni? — Ho sentito ipotesi di ogni genere — disse Graff. — Perché hanno problemi di sovrappopolazione e devono colonizzare; perché non sopportano l’idea di dividere l’universo con altre specie intelligenti; perché non pensano che noi siamo una forma di vita intelligente; perché hanno una religione fanatica e selvaggia; perché hanno ricevuto le nostre trasmissioni televisive e deciso che siamo dei pazzi criminali… e chi più ne ha più ne metta.

Pagina 299 | Pos. 4575-77

Ender, credimi, si è discusso per un secolo di quest’argomento. Nessuno conosce la risposta. E quando si torna al punto, la decisione da prendere può essere una sola: se una delle due razze dev’essere distrutta, meglio assicurarsi maledettamente bene che non sia la nostra.

Pagina 315 | Pos. 4819

Io ho la mia opinione personale. Ma fin troppi studiosi mi hanno fatto notare che non sono qualificato abbastanza da avere delle opinioni.

Pagina 320 | Pos. 4893

Gli Scorpioni non sono certi arrivati ai viaggi interstellari grazie alla loro stupidità.

Pagina 363 | Pos. 5557-58

La gente ci prova sempre. Sempre. Niente può togliere dalla testa a un uomo che forse su un altro mondo può trovare una vita migliore.

Pagina 365 | Pos. 5595-97

Chamrajnagar gli aveva fatto osservare che la carpenteria meccanica non si confaceva alla dignità di un ammiraglio, ma Ender aveva replicato che non essendoci al momento eccessiva richiesta di esperti in guerre stellari gli sembrava saggio imparare un altro lavoro.

Pagina 370 | Pos. 5664-65

Al momento la mia sola genuina dote di politicante è un’ignoranza assoluta di quello che dovrò fare.

Pagina 371 | Pos. 5678-83

ogni oggetto racconta la sua storia. Dalla robustezza dei tetti delle fattorie, dalle spesse mura delle stalle e dalle dimensioni delle dispense e dei depositi di foraggio, Ender seppe che lì gli inverni erano duri, con pesanti nevicate. Dai recinti armati con punte aguzze rivolte all’infuori, seppe che vi erano predatori molto insidiosi per gli animali domestici. Dai mulini seppe che il destino dei frutti oblunghi dei malridotti frutteti era di venir macinati e trasformati in tonde forme di pane verdastro. E dagli slittini che gli adulti usavano per tirarsi dietro la prole anche nei campi apprese che, sebbene gli Scorpioni non avessero una vera mente individuale, curavano teneramente i loro piccoli.

Pagina 382 | Pos. 5852

Ho vissuto troppo a lungo col mio dolore. Non voglio sapere che persona sarei senza di esso.

Nel caso in cui vi fosse sfuggito, Orson Scott Card cita la collega Ursula K. Le Guin parlando dell’ansible, uno strumento capace di trasmettere comunicazioni a velocità superluce:

Ciò che conta è che abbiamo costruito l’ansible. Il termine ufficiale è Comunicatore Istantaneo di parallasse Filotico, ma qualcuno ha tirato fuori il nome ansible da un vecchio romanzo e gliel’ha appioppato.

Bravo Orson, ottime letture!

Il gioco di Ender: giudizio finale

Devo ammettere che quasi sempre il numero di citazioni raccolte è proporzionale al mio gradimento del romanzo, invece ne Il gioco di Ender questo non vale: lo stile è efficace e curato pur non essendo un esempio di bella letteratura; non ci sono frasi memorabili ma tutto funziona alla perfezione come se si trattasse di molle, ingranaggi e vitarelle d’un orologio che spacca il secondo. I personaggi sono ben caratterizzati, la storia è avvincente, quasi mai scontata (anche se il colpo di scena della battaglia finale l’avevo intuito) e capace di trattare tematiche importanti (la sofferenza, l’odio, la paura del diverso ecc.) nonostante qualcuno possa credere si tratti di un racconto adolescenziale.
Per tutti questi motivi, Il gioco di Ender si guadagna cinque dei miei migliori joystick nella magica classifica senza riferimenti fissi che da tempo infesta il blog.

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Obiettivi di lettura 2015: parziale

30 librix x x x x x x x x x x x x x x x x x x x66,67%
Libri di 10 autori mai lettix x x x x x x x x x x x x130,00%
5 titoli non italiani o anglofonix x x x x100,00%
3 libri di cui non so nullax x66,67%
5 titoli non SF consecutivix x x x x100,00%
Rileggere 2 librix50,00%
5 libri di autori italianix x x x80,00%
3 titoli di autori esordientix33,00%
Libro in sospeso da un annox100,00%
Libro in un giornox100,00%

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