Neanche gli dei di Isaac Asimov è uno dei pochi romanzi fantascientifici riusciti nell’impresa del triplete: infatti è risultato vincitore dei premi Hugo, Nebula e Locus per la stagione 1972-73.
Oltre a questi meriti, ha quello di essere spesso portato come esempio di bella fantascienza, quando un novellino chiede suggerimenti (es: su un forum/gruppo/chat) su titoli must-have del genere; ciononostante – per quello che mi riguarda – Neanche gli dei è uno dei peggiori libri che mi sia capitato di leggere.

Neanche gli dei - Isaac AsimovNeanche gli dei è il mio primo romanzo asimoviano esterno sia alla saga di Lucky Starr che alla Grande Saga Galattica; pubblicato inizialmente a puntate, è composto da tre parti ben distinte (attenzione: non si tratta di tre racconti riciclati in romanzo, ma di un romanzo diviso in tre parti) che narrano tre diverse fasi della storia.
La narrazione inizia sulla Terra, la parte centrale è ambientata in un para-universo (universo parallelo), infine si termina sulla Luna.
La prima e la terza parte sanno semplicemente di vecchio, fantascienza dell’epoca dell’oro con però 20 anni di ritardo sul groppone: semplicistica, quasi tendente al magico, e povera di argomentazioni; la parte centrale invece è la sagra del cliché: personaggi privi del benché minimo spessore e una società che fa dello stereotipo il proprio vanto. Anni fa un amico mi disse che aveva smesso di leggere Asimov quando aveva capito che per Asimov tutto era logica. Allora non capii che cosa significasse, ora invece sì: i suoi non sono personaggi, ma formule matematiche e – in quanto tali – si muovono solo secondo uno schema rigidissimo… e quando si riesce a capire le regole del gioco, il bello della lettura fa a farsi friggere.

Citazioni da Neanche gli dei

Pagina 2 | Pos. 29

L’espressione imbronciata era presente anche nei suoi momenti migliori, e quello non era uno dei suoi momenti migliori.

Pagina 3 | Pos. 44-45

Direi persino che il cervello gli smette di funzionare, se avessi la prova che in qualche altro momento funziona.

Pagina 8 | Pos. 113

Non serve discutere i fatti.

Pagina 17 | Pos. 261-62

L’espressione “para-universo”, in apparenza impiegata come abbreviazione di “universo parallelo”, da quel momento entrò nell’uso comune.

Pagina 21 | Pos. 308-9

In un quarto di secolo la sua posizione nella stima del pubblico era diventata talmente stratosferica che ci si poteva meravigliare che il naso non gli sanguinasse.

Pagina 23 | Pos. 338-39

– Posso dedicarvi qualche minuto. Cosa volete sapere? – Hallam era sorridente. Fu l’ultima volta che sorrise in presenza di Lamont.

Pagina 30 | Pos. 451-52

ogni lingua terrestre è stata scritta da esseri umani, che hanno un modo di pensare umano.

Pagina 44 | Pos. 672-73

“Tutte le fonti di energia del nostro universo vanno in discesa, cioè si consumano, e noi non possiamo impedirlo.

Pagina 51 | Pos. 769-70

Supponi che la Terra si trasformi in una nuvoletta di gas nel giro di circa cinque minuti. Questo, tu lo chiameresti un guaio?

Pagina 54 | Pos. 815-16

Tentare di convincere gli altri a fare pressione su Hallam sarebbe come chiedere a una manciata di spaghetti cotti di mettersi sull’attenti.

Pagina 60 | Pos. 909-11

– È un errore – riprese a dire – ritenere che l’uomo della strada voglia che l’ambiente sia protetto o che gli risparmino la vita, e che sia grato agli idealisti che lottano per lui a tale scopo. Quello che l’uomo della strada vuole è la sua personale comodità.

Pagina 60 | Pos. 912-13

Una volta assodato che le sigarette favorivano l’insorgere del cancro ai polmoni, il rimedio più ovvio sarebbe stato quello di smettere di fumare, ma il rimedio desiderato e richiesto era una sigaretta che non favorisse il cancro.

Pagina 64 | Pos. 977-78

Le virtù della Pompa erano limpide e ovvie: limpide come la totale assenza d’inquinamento e ovvie come tutto ciò che è gratuito.

Pagina 70 | Pos. 1074

Vogliono tutti delle prove, ma, se gliene dai una, la respingono.

Pagina 76 | Pos. 1158-60

È scoraggiante, davvero, la stupidità umana! Credo che non me la prenderei tanto se l’umanità si suicidasse a causa della sua crudeltà o anche solo per la sua temerarietà e imprudenza. Ma è così maledettamente poco dignitoso andare incontro alla distruzione per pura ottusità e stupidità!

Pagina 88 | Pos. 1342-43

“Come farò a sentirmi pronto, se non vorrei mai pensare che non c’è più niente da imparare?”.

Pagina 106 | Pos. 1622-24

In realtà, lei sapeva già ciò che Odeen le raccontava, ma non conosceva le parole adatte, le lunghe parole scientifiche che invece Odeen conosceva e che rendevano più preciso e più significativo ogni e qualunque fatto normale.

Pagina 118 | Pos. 1801-2

il desiderio di verità è cresciuto dentro di me al punto che la curiosità è diventata più forte della paura.

Pagina 118 | Pos. 1804-7

Dato che ora vuoi sapere, è facile dirti che le caverne disabitate sono effettivamente disabitate. Sono tutte vuote. In esse restano soltanto le poche cose senza importanza lasciatevi nei tempi passati. – Lasciatevi da chi, Duro signore? – Benché a disagio, Odeen si sentiva costretto a usare l’appellativo onorifico tutte le volte che si trovava in presenza di una conoscenza che a lui mancava, ma che l’altro possedeva.

Pagina 145 | Pos. 2219-20

Tritt aveva sentito quella spiegazione e aveva chiesto a cosa serviva che quelle stelle esistessero, se non potevano essere viste

Pagina 154 | Pos. 2360

Tritt fermerebbe il mondo, se pensasse che il suo moto ti disturba mentre mangi.

Pagina 184 | Pos. 2807-10

– Dua, quando trapassiamo noi non veniamo distrutti. – No? Cosa ci succede allora? – Io… io non lo so. Penso che entriamo in un altro mondo, un mondo migliore e più felice, e diventiamo… diventiamo come… be’, molto migliori di quello che siamo. Dua aveva riso.

Pagina 207 | Pos. 3163-66

Se hai consumato tutta la razione di acqua, Selene, forse sarà difficile farci una seconda tazza di caffè. – Infatti. E, già che siamo sul discorso, mi hai aiutato anche tu a sprecare acqua. La settimana scorsa ti sei fatto due docce in casa mia! – Ti darò un buono. Non sapevo che tu ne tenessi conto! – Non io, ma il serbatoio.

Pagina 208 | Pos. 3177-78

E che cosa ti ha offerto in cambio di quello che tu con tanta delicatezza definisci “quello che sai”?

Pagina 211 | Pos. 3227-30

– Già, immagino che riprendere gli altri cinque sesti sarà dura – ammise Gottstein. – Io sono qui solo da pochi giorni, ma sento già che un sesto di g è perfetto. – Cambierete parere quando comincerà la stitichezza e sarete costretto a bere olio di vaselina

Pagina 221 | Pos. 3382

La mia ignoranza mi fa paura.

Pagina 223 | Pos. 3405-6

“Be, se fossi vissuto cent’anni fa, l’unico modo di lasciare questo mondo sarebbe stato morire, invece adesso… posso andare sulla Luna”.

Pagina 240 | Pos. 3668-69

il computer, personale, in mostra nel suo angolo

Pagina 256 | Pos. 3918-19

Avendo ingollato una cucchiaiata di minestra, Denison aveva l’aria di non saper cosa fare del resto. A malincuore, si decise a finirla.

Pagina 279 | Pos. 4267

Il modo più semplice di risolvere un problema è negare che esista.

Pagina 287 | Pos. 4390-91

Se l’universo veniva distrutto, niente importava più.

Pagina 293 | Pos. 4479

Che io ci creda o meno, non importa.

Pagina 294 | Pos. 4502

È davvero deludente! Possibile che uno debba credere solo a quello che desidera?

Pagina 295 | Pos. 4514-16

A venticinque anni ero ancora così infantile da insultare uno stupido per il solo motivo che era stupido. E poiché non aveva colpa, se era così, mi rivelavo più stupido io di lui.

Pagina 296 | Pos. 4534-38

Per esempio, se la Pompa fosse pericolosa e io potessi provarlo, sarei considerato il salvatore dell’umanità. Ma quello che mi interesserebbe più di ogni altra cosa sarebbe l’espressione della faccia di Hallam. Non è un sentimento di cui andare fiero, per cui ho il sospetto che insisterò a dividere a metà il merito con Lamont, il quale dopotutto se lo merita, e mi limiterò a godere osservando la faccia di Lamont mentre lui guarda quella di Hallam. Così, non mi sentirei più tanto meschino…

Pagina 341 | Pos. 5228-29

nella storia il lieto fine non esiste. Esistono solo momenti critici da superare.

Una curiosità: unendo i titoli di ogni parte del romanzo (parte 1: Contro la stupidità…; parte 2: …Neanche gli Dei…; parte 3: …Possono nulla?) si ottiene una frase che cita il poeta/filosofo/drammaturgo/storico tedesco Friedrich Schiller: Contro la stupidità neanche gli dei possono nulla.

Neanche gli dei: giudizio finale

Probabilmente ricorderete quando ho scritto che Neanche gli dei è uno dei peggiori libri che mi sia capitato di leggere. Per questo, secondo i canoni della mia classificazione per lo più senza canoni, non posso assegnargli più di tre dei:

Neanche gli dei - Zeus Neanche gli dei - Poseidone Neanche gli dei - Ade

Obiettivi di lettura 2015: parziale

30 librix x x x x x x x x x x x x x x x x x60,00%
Libri di 10 autori mai lettix x x x x x x x x x x x120,00%
5 titoli non italiani o anglofonix x x x x100,00%
3 libri di cui non so nullax x66,67%
5 titoli non SF consecutivix x x x x100,00%
Rileggere 2 librix50,00%
5 libri di autori italianix x x x80,00%
3 titoli di autori esordientix33,00%
Libro in sospeso da un annox100,00%
Libro in un giornox100,00%

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