Guerra eterna - Joe HaldemanGuerra eterna inaugura il nuovo ciclo delle scelte letterarie pilotate dai premi Hugo e Nebula, avendoli vinti entrambi nel 1976. Joe Haldeman, l’autore, è stato reduce della guerra del Vietnam e sono molti gli aspetti che il romanzo ha in comune con altre opere ispirate a questo conflitto: l’utilizzo di droghe (vedi anche il ruolo del cognac nella prima guerra mondiale descritto da Lussu in Un anno sull’altipiano), le carneficine ai danni di nemici inermi, i danni psichici dei veterani tornati in patria (Rambo l’abbiamo visto tutti, vero?) e i problemi del loro reintegro in una società diversa da quella che conoscevano prima di partire.

Ho avuto l’impressione di avere fra le mani un moderno Fanteria dello spazio, specie per la sua durezza: ti fa sentire come se stessi marciando anche tu con gli stivali nel fango spaziale. Anche lo stile è adatto all’argomento: schietto, diretto e senza compromessi, nato dalla viva esperienza dell’autore.
A dispetto di tutto ciò, il tema di fondo è una condanna a ogni forma di guerra.

Citazioni da Guerra eterna

Pagina 13 | Pos. 195-98

E perciò adesso noi eravamo lì, cinquanta uomini e cinquanta donne, con quoziente d’intelligenza superiore a 150, e fisico dotato di salute e di forza fuori del comune, a trascinarci elitariamente nel fango e nella neve impoltigliata del Missouri centrale, a meditare sull’utilità della nostra bravura nel costruire ponti su mondi dove l’unico fluido che si può trovare è qualche pozzanghera stazionaria di elio liquido.

Pagina 14 | Pos. 208-10

La nostra velocità massima, quando intersecammo rombando l’orbita di Plutone, si aggirava intorno a un ventesimo della velocità della luce… non abbastanza perché la relatività infilasse tra noi la sua testolina complicata.

Pagina 15 | Pos. 221-23

Noialtri che non stavamo male continuavamo a pulire, fluttuando qua e là negli alloggiamenti, armati di spugne e di aspiratori per risucchiare i globuli parzialmente digeriti del “Concentrato ad alto contenuto di proteine e a basso residuo, con sapore di carne bovina” (soia).

Pagina 16 | Pos. 244-46

— Benvenuti su Caronte. Avete scelto una bellissima giornata per atterrare, fuori la temperatura è estiva, otto virgola quindici gradi assoluti. Si prevedono scarsi cambiamenti per i prossimi due secoli

Pagina 19 | Pos. 278-85

Il sergente Cortez era un’altra storia: un racconto dell’orrore. Aveva la testa rapata e di forma assurda, appiattita da una parte, dove era stato evidentemente asportato un pezzo di calotta cranica. La faccia era molto scura, segnata da rughe e cicatrici. Gli mancava metà dell’orecchio sinistro, e i suoi occhi erano espressivi quanto i pulsanti di una macchina. Aveva una combinazione di baffi e di barba, sistemata in modo da sembrare che un magro bruco bianco gli stesse attorcigliato attorno alla bocca. Su chiunque altro, il suo sorriso da ragazzino sarebbe apparso simpatico, ma mi parve l’essere più brutto e dall’aria più carogna che avessi mai visto. Comunque, se non gli guardavi la testa e prendevi in considerazione solo il metro e ottantatré inferiore della sua persona, poteva passare per la pubblicità “dopo la cura” di un centro per culturisti.

Pagina 28 | Pos. 426-28

Queste rocce hanno più o meno la temperatura delle suole dei vostri stivali. Se cercherete di stare in piedi su una lastra d’idrogeno, vi capiterà la stessa cosa. Solo che la roccia è già morta.

Pagina 30 | Pos. 446-48

La guardai allontanarsi e pensai che, se qualcuno era capace di dare un’aria sexy a uno scafandro da combattimento, quella doveva essere Sean. Ma per la verità, non ci riusciva neanche lei.

Pagina 43 | Pos. 653-54

quelle morti sembravano solamente spaventarci, anziché indurci alla prudenza.

Pagina 43 | Pos. 657-59

Non è prudente andarci dentro a guado, perché quella roba ti si arrampica addosso ed è difficile capire cosa ci sia sotto: potresti mettere un piede su un lastrone di idrogeno e non avere la fortuna occorrente.

Pagina 54 | Pos. 817-20

L’installazione era parzialmente protetta dal fuoco nemico a mezzo di un efficiente strato ablativo che copriva tutto, tranne l’operatore umano. Ma d’altra parte, quelli erano interruttori del tipo “a uomo morto”. Un uomo solo, lassù, a vegliare sugli ottanta che stavano dentro. Nell’esercito sono bravissimi, con questo tipo di aritmetica.

Pagina 73 | Pos. 1112-13

Erano assolutamente ripugnanti, ma il particolare peggiore non era costituito da una diversità, bensì da una somiglianza…

Pagina 92 | Pos. 1409-22

Sapevo che era semplicemente suggestione post-ipnotica, e ricordavo addirittura la seduta, là nel Missouri, in cui me l’avevano imposta: ma questo non serviva a renderla meno impellente. La mia mente vacillava, sotto il peso dei fortissimi pseudo-ricordi: i taurani, grandi grossi e irsuti (completamente diversi da quel che, adesso, sapevamo fossero in realtà) che andavano all’arrembaggio di un’astronave dei coloni, e trangugiavano vivi i bambini piccoli, mentre le madri assistevano, urlando di terrore (i coloni non portavano mai con sé i bambini piccoli, che non avrebbero resistito all’accelerazione), e poi violentavano le donne, causandone la morte, con gli enormi falli purpurei e venati (era ridicolo che potessero provare desiderio per esseri umani), abbrancavano gli uomini e strappavano brani di carne dai loro corpi ancora vivi e li inghiottivano (come se potessero assimilare le proteine aliene)… cento dettagli macabri e orrendi, ricordati nitidamente come gli eventi di un attimo prima, ridicolmente esagerati e assurdi dal punto di vista logico. Ma mentre la mia mente conscia rifiutava quelle sciocchezze, molto più in fondo, nell’animale addormentato in cui custodiamo le nostre vere motivazioni e la nostra morale, qualcosa provava sete del sangue alieno, nella certa convinzione che la cosa più grande che un uomo potesse fare era quella di morire uccidendo uno di quegli orribili mostri…

Pagina 102 | Pos. 1563-66

Era stato effettivamente un massacro, un macello indiscriminato… dopo che avevamo messo fuori uso l’arma antiastronave, non avevamo più corso il minimo pericolo. I taurani non sembravano avere la più vaga concezione del combattimento individuale. Noi ci eravamo limitati a imbrancarli come bestiame e a macellarli: e quello era stato il primo incontro tra l’umanità e un’altra specie intelligente.

Pagina 103 | Pos. 1571-73

Nel Ventesimo secolo, avevano stabilito, tra la soddisfazione generale, che la frase: “Io ho solo eseguito gli ordini” non costituiva una giustificazione adeguata per una con dotta disumana… Ma che cosa puoi fare, quando gli ordini provengono da quel burattinaio che è l’inconscio?

Pagina 104 | Pos. 1590-91

Paura? Oh, sì, avevo paura… e chi non l’avrebbe avuta? Solo uno sciocco, un suicida o un robot. O un ufficiale di carriera.

Pagina 106 | Pos. 1614-15

Cortez era piuttosto amico del caporale Kamehameha.

Pagina 107 | Pos. 1635-40

Già la prospettiva di arrivare al pianeta portale e di giocare ai soldati era abbastanza brutta. Ma almeno hai una possibilità di influenzare la tua sorte, in un combattimento al suolo. Ma quello schifo di starsene seduti dentro a un guscio, a far parte del bersaglio, mentre l’Anniversary giocava una partita matematica con l’astronave taurana… Essere vivo un nanosecondo e morto un nanosecondo dopo, perché qualcuno ha sbagliato a sistemare il trentesimo decimale… quello mi dava fastidio.

Pagina 108 | Pos. 1646-48

Nella compagnia (scusatemi, la “Forza d’Attacco”) avevano complessivamente venti rincalzi per i diciannove che avevano perduto nell’incursione su Aleph. Un’amputazione, quattro morti e quattordici psicopatici, vittime di un condizionamento troppo zelante all’odio.

Pagina 120 | Pos. 1826-28

Dopo otto minuti eravamo tutti chiusi e allagati, in balia dei capricci del computer logistico… o al sicuro tra le sue braccia, a seconda dell’umore.

Pagina 134 | Pos. 2054-56

Negli Anni Settanta, certuni pensavano che il progresso tecnologico era così rapido che la gente, la gente normale, non era in grado di tenergli testa; non aveva il tempo di abituarsi al presente prima che il futuro gli piombasse addosso.

Pagina 137 | Pos. 2098-99

Certamente, lui non era animato da un sentimento primitivo e antimilitare come la volontà di vivere.

Pagina 139 | Pos. 2121-23

I dottori non si rendono conto che in generale noi preferiamo non pensare a noi stessi come a dei sacchi animati di pelle, pieni di cose oscene.

Pagina 151 | Pos. 2305-7

Quasi tutti i governi incoraggiano l’omosessualità, mentre le Nazioni Unite sono ufficialmente neutrali. L’incoraggiano soprattutto perché è l’unico metodo sicuro di controllo delle nascite.

Pagina 152 | Pos. 2317-22

Eravate preoccupati per il crìmine. Ho letto che non si poteva girare per le strade di New York o di Londra o di Hong Kong senza una guardia del corpo. Ma adesso che tutti sono più istruiti e meglio assistiti, e che la psicometria è abbastanza progredita da identificare un delinquente potenziale all’età di sei anni, e da sottoporlo a un’efficace terapia correttiva… be’, il crimine è in costante declino da una ventina d’anni. Probabilmente, oggi nel mondo vengono commessi meno reati gravi di quanti se ne commettessero ai vostri tempi in una sola grande città

Pagina 158 | Pos. 2409-10

non ci sono parole per descrivere un sandwich d’insalata di pollo e una birra fresca dopo due anni di merda riciclata.

Pagina 163 | Pos. 2487-91

Quasi tutte le donne giovani che avevo incontrato indossavano abiti simili: una semplice camicia con grandi finestre rettangolari, ai lati, dalle ascelle all’orlo. L’orlo finiva dove cominciava l’immaginazione. Per quanto riguardava la difesa del pudore, quelle camicie richiedevano movimenti molto cauti e una grande fiducia nell’elettricità statica.

Pagina 188 | Pos. 2877-78

Be’, ci hanno dato davvero l’incarico che avevamo scelto. Nessuno aveva garantito che l’avremmo tenuto per più di un’ora.

Pagina 189 | Pos. 2897-99

La Halliday era tetra, stordita. In condizioni normali, era di gran lunga la più carina delle due, ma tutto il fuoco in lei si era spento, e aveva lasciato un guscio ben fatto ma opaco.

Pagina 190 | Pos. 2899-2901

Mi ero abituato alle femmine omosessuali, nei mesi passati da quando avevamo lasciato la Terra. Avevo persino smesso di risentirmi per la perdita di compagne potenziali.

Pagina 195 | Pos. 2985-88

Non la svegliai; restai a guardarla a lungo, cercando di districare i miei sentimenti; cercai di escludere l’effetto delle droghe psicotrope. Nel guardare il suo moncherino, non riuscivo a provare né pietà né ripugnanza. Cercai di impormi prima una reazione, poi l’altra, ma non accadde niente. Era come se lei fosse sempre stata così. Erano le droghe, il condizionamento, l’amore? Avrei dovuto aspettare, per scoprirlo.

Pagina 197 | Pos. 3006-7

Foster era un tipo a posto. Una farfalletta fiammeggiante, ma aveva un atteggiamento di divertita tolleranza per l’eterosessualità.

Pagina 197 | Pos. 3009-13

Non ho intenzione di indorarvi la pillola. Siete tutti e due imbottiti fino alle orecchie di fluido euforizzante, e le mutilazioni che avete subito non vi daranno fastidio fino a quando non smetterò di darvi quella roba. Per mia comodità, vi terrò drogati fino all’arrivo a Paradiso. Ho ventuno amputati di cui occuparmi. E non siamo in grado di occuparci di ventun casi psichiatrici.

Pagina 198 | Pos. 3030-31

C’erano solo dodici soldati ancora in grado di combattere, ma non scalpitavano precisamente per farlo.

Pagina 198 | Pos. 3034-35

Paradiso era un delizioso mondo incontaminato, simile alla Terra… cioè, a quello che sarebbe stata la Terra se gli uomini l’avessero trattata con comprensione e non con avidità.

Pagina 205 | Pos. 3130-31

Il padrone incontrastato degli oceani di Paradiso è un gran brutto signore che gli angeli, in un momento d’originalità, avevano battezzato “squalo”.

Pagina 205 | Pos. 3132-34

Quello che riuscì a entrare era uno squalo bianco di grandezza media, che da giorni stava sbattendo ostinatamente contro il campo pressore, esasperato dalla presenza di tutta quella proteina che sguazzava all’interno.

Pagina 207 | Pos. 3172-76

Anche la mia paga arretrata arrivò: 892.746.012 dollari. Non arrivò sotto forma di balle di banconote, per fortuna: su Paradiso adoperavano un sistema di credito elettronico, e io mi portavo in giro il mio patrimonio in un piccolo calcolatore a lettura digitale. Per comprare qualcosa battevi sui tasti il numero del conto del venditore e l’ammontare della spesa; la somma veniva automaticamente trasferita dal tuo conto al suo. Il calcolatore era grosso quanto un portafoglio, e regolato sull’impronta del tuo pollice.

Pagina 214 | Pos. 3278-80

Se ci tenete a diventare esperti ferratissimi ed eclettici di una materia che vi ripugna, arruolatevi nella FENU e iscrivetevi al corso per ufficiali.

Pagina 220 | Pos. 3369-71

— Tutta questione di dilatazione temporale. Ho preso parte a tre sole campagne. — Non ha importanza. Inoltre, sono sempre due campagne e mezza in più di quanto sopravviva in media un soldato.

Pagina 222 | Pos. 3394-95

So che le sarà difficile accettarlo, ma l’eterosessualità è considerata una disfunzione emotiva. Relativamente facile da guarire.

Pagina 222 | Pos. 3399-3401

— William, sulla Terra sono tutti omosessuali. Tranne un migliaio o giù di lì: reduci e inguaribili. — Ah — Cosa potevo dire? — Mi sembra un mododra stico per risolvere il problema demografico.

Pagina 226 | Pos. 3464-65

La Hilleboe si fece avanti, da vero soldato duro, professionista. Probabilmente urlava ordini allo specchio tutte le mattine, quando si faceva la barba.

Pagina 236 | Pos. 3618-21

Charlie era arrivato prima di me al salone e al privilegio di essere il primo a valutare la qualità del caffè della Masaryk II. — Bile di rinoceronte — disse. — Almeno non è soia — dissi io, bevendo una cauta sorsata. Pensai che entro una settimana avrei avuto nostalgia della soia.

Pagina 245 | Pos. 3755-58

— Credo sia tutto in regola — dissi io. Forse era utile, per via del morale. — Ma se comincia a venirmi tra i piedi, lo riciclerò personalmente. — Sì, signore — disse il sergente, visibilmente sollevato, convinto che io non avrei mai fatto una cosa simile a quel delizioso batuffolo di pelo. Mettimi alla prova, amico.

Pagina 247 | Pos. 3780-83

Fuori c’era un centinaio di persone, e tutti si stiracchiavano e si massaggiavano per liberarsi dai crampi. Dignità! Circondato da centinaia di metri quadrati di giovani carni femminee, le guardai in faccia e in preda alla disperazione cercai di risolvere mentalmente un’equazione differenziale di terz’ordine, per inibire il riflesso galante. Era un espediente temporaneo, ma mi servì per arrivare all’ascensore.

Pagina 269 | Pos. 4122-24

Così il mio nuovo soprannome era Killer. Proprio quando cominciavo ad abituarmi a Vecchio Invertito.

Pagina 272 | Pos. 4159-61

Avevo un nuovo amico che veniva sempre a sedersi sulle mie ginocchia. Era il gatto, che aveva la solita abilità di sfuggire a coloro che amano i gatti e di attaccarsi a quelli che soffrono di sinusite o che non hanno simpatia per quelle bestiole subdole.

Pagina 277 | Pos. 4246-52

Fece bene al morale della truppa uscire a rovinare un po’ il paesaggio con quei nuovi giocattoli. Ma il paesaggio non reagiva. Per quanto le armi fossero fisicamente impressionanti, la loro efficacia sarebbe dipesa da quello che i taurani avrebbero usato in risposta. Anche una falange greca doveva avere un aspetto assai impressionante, ma non se la sarebbe cavata molto bene contro un uomo solo armato di lanciafiamme. E come succedeva ad ogni scontro, a causa della dilatazione temporale non si poteva sapere che razza di armi avrebbero avuto i taurani. Poteva darsi che non avessero mai sentito parlare del campo di stasi. E poteva darsi che fossero in grado di pronunciare una parola magica che lo faceva scomparire.

Pagina 285 | Pos. 4370-71

Non sì poteva vivere in eterno dentro uno scafandro da combattimento, sebbene riciclasse tutto con spietata efficienza.

Pagina 291 | Pos. 4462-72

Quindi intendevano attaccare in due ondate. Almeno due. Cosa avrei fatto io, al po sto del comandante taurano? Non era una domanda troppo assurda: i taurani erano privi d’immaginazione e tendevano a copiare gli schemi umani. La prima ondata sarebbe stata un attacco suicida, da kamikaze, per ammorbidirci e valutare le nostre difese. Poi la seconda sarebbe stata più metodica, e avrebbe completato il lavoro. O viceversa: il primo gruppo avrebbe avuto a disposizione venti minuti per trincerarsi; poi il se condo l’avrebbe scavalcato e ci avrebbe colpiti duramente in un dato punto… avrebbe sfondato il perimetro e invasa la base. O forse avevano mandato due gruppi solo perché il due era un numero magico. Oppure erano in grado di lanciare solo otto trasporti truppe alla volta; e sarebbe stato un guaio, perché voleva dire che i trasporti erano grossi. In situazioni diverse i taurani avevano usato trasporti che contenevano da un minimo di quattro soldati a un massimo di centoventotto.

Pagina 305 | Pos. 4670-72

Per parecchie ore non accadde nulla. Ci annoiavamo per quanto può annoiarsi chi aspetta di morire. Non potevamo parlare; non c’era niente da vedere tranne l’immutabile cupola grigia, la neve grigia, l’astronave grigia e pochi soldati grigi, tutti identici. Niente da ascoltare, assaporare o fiutare tranne te stesso.

Pagina 312 | Pos. 4776-79

La mia risposta diceva da sei ore a sei giorni (anche se, per raffreddarsi in sei ore, la roccia circostante avrebbe dovuto condurre calore come se fosse rame puro) e Anghelov ottenne un minimo di cinque ore e un massimo di quattro giorni e mezzo. Io votai per sei e nessun altro ebbe diritto al voto.

Pagina 315 | Pos. 4818-21

Quando mia madre si era accorta di aspettare un figlio, non aveva voluto sposarsi, perché lo giudicavano convenzionale: sposarsi comportava che la donna assumesse il cognome dell’uomo, per indicare che era sua proprietà. Ma erano inebriati e sentimentali, e avevano deciso di cambiare entrambi il cognome, scegliendone uno identico.

Pagina 320 | Pos. 4897-4900

La guerra dei 1143 anni era cominciata per un equivoco ed era continuata perché le due razze erano incapaci di comunicare tra loro. Quando avevano potuto parlarsi, la prima domanda era stata: — Perché hai cominciato? — E la risposta era stata: — Chi? Io?

Pagina 321 | Pos. 4921-22

Ero disposto ad accettare che il “su” era “giù”, se questo significava che la guerra era finita.


Guerra eterna: giudizio finale

Ho letto Guerra eterna con enorme soddisfazione: fantascienza hard senza eccessi, quindi godibile per un vasto pubblico e credibile al punto giusto, con molti elementi interessanti: dalle esasperazioni cui la guerra sottopone i soldati, alle implicazioni della relatività e i salti temporali, ai rapporti personali fra i protagonisti e nei confronti dei civili che incontrano nelle varie epoche.
Guerra eterna è stata un’ottima scelta e quindi nella mia classificazione stocastico-aleatoria si merita la bellezza di sei clessidre sei:

Clessidra Clessidra Clessidra Clessidra Clessidra Clessidra

Obiettivi di lettura 2015: parziale

30 librix x x x x x x x x x x x x x46,67%
Libri di 10 autori mai lettix x x x x x x x x x100,00%
5 titoli non italiani o anglofonix x x x x100,00%
3 libri di cui non so nullax x66,67%
5 titoli non SF consecutivix x x x x100,00%
Rileggere 2 librix50,00%
5 libri di autori italianix x x60,00%
3 titoli di autori esordientix33,00%
Libro in sospeso da un annox100,00%
Libro in un giornox100,00%

Joe Haldeman è il decimo nuovo autore di cui quest’anno leggo qualcosa, quindi Guerra eterna mi permette di ritirare il seguente favoloso premio:

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