Un cantico per Leibowitz di Walter M. Miller è un romanzo post apocalittico caratterizzato da importanti riferimenti a scienza, filosofia e religione. Il romanzo è basato su tre racconti:

  • Fiat Homo
  • Fiat Lux
  • Fiat Voluntas Tua

Che mi sia di monito per il futuro: anche questa volta la lettura di un romanzo scritto da un autore con la voglia di riciclare suoi vecchi racconti mi ha deluso. So tuttavia che ci ricascherò ancora ma, grazie a questa nota, se in futuro me ne dovessi lamentare potrete insultarmi a gran voce.

Citazioni da Un cantico per Leibowitz

Pagina 2 | Pos. 22-23

Masticava e sputava con eccessivo gusto per essere una apparizione

Pagina 15 | Pos. 228-29

se c’era già qualcosa che viveva in quel buco, Francis pensava che sarebbe stato meno rischioso farne la conoscenza di giorno, piuttosto che di notte.

Pagina 18 | Pos. 261-62

Non aveva mai visto un fallout e sperava di non doverlo vedere mai. Non era rimasta alcuna consistente descrizione del mostro, ma Francis aveva udito le leggende.

Pagina 22 | Pos. 327-28

I miracolosi aggeggi degli antichi non dovevano essere manomessi spensieratamente, come molte volte i dissotterratori del passato avevano testimoniato con il loro ultimo respiro.

Pagina 32 | Pos. 479-80

Una chiamata dal cielo non comprende necessariamente la facoltà miracolosa di sottomettere le bestie feroci o di farsi amici i lupi affamati.

Pagina 35 | Pos. 527-30

il prete continuava a chiedersi come fosse possibile che quel giovane (non particolarmente intelligente, a quanto poteva stabilire) riuscisse a trovare occasioni o quasi-occasioni di peccato mentre era completamente isolato nel deserto spoglio, lontano da ogni distrazione e da ogni palese fonte di tentazione. C’erano ben pochi peccati che un giovane poteva commettere in quel luogo, armato come era soltanto di un rosario, di una pietra focaia, di un temperino e di un libro di preghiere.

Pagina 41 | Pos. 616-18

Fingo era senza dubbio l’uomo più brutto del mondo e quando rideva il vasto spiegamento di gengive rosee e di grossi denti di vario colore aggiungeva ben poco al suo fascino

Pagina 60 | Pos. 917-20

Le principali industrie del continente, a eccezione di poche regioni costiere, erano la caccia, l’agricoltura, il combattimento e la stregoneria… quest’ultima era l’industria più promettente per un giovane che aveva possibilità di scegliersi una carriera e che aveva in mente, come scopi primari, la massima ricchezza e il massimo prestigio.

Pagina 77 | Pos. 1169-71

Divenne apprendista copista di un anziano monaco che si chiamava Horner, e, se le cose fossero andate bene, avrebbe potuto con ragione pensare a tutta una vita da trascorrere nella copisteria, dove avrebbe dedicato il resto dei suoi giorni a copiare a mano testi di algebra e a decorarne le pagine con fronde d’olivo e ridenti cherubini che circondavano le tavole dei logaritmi.

Pagina 88 | Pos. 1337-38

in un buio mare di secoli, in cui nulla sembrava scorrere, una vita intera era soltanto una breve marea, anche per l’uomo che la viveva.

Pagina 99 | Pos. 1514-16

L’avvocato del diavolo non poteva fare di peggio che farlo a pezzi un’unica volta, e la certezza che l’operazione sarebbe finita presto aiutò il paziente a sopportare il dolore. Quando era di fronte all’abate, invece, Francis si rendeva sempre conto che uno sbaglio poteva essere punito molte volte, poiché Arkos era il suo superiore a vita e l’inquisitore perpetuo della sua anima.

Pagina 101 | Pos. 1538

non v’era richiesta di libri poco costosi, in un mondo che si vantava del proprio analfabetismo.

Pagina 102 | Pos. 1558-59

Il viaggio a Nuova Roma avrebbe richiesto almeno tre mesi, forse di più, poiché la sua durata dipendeva in parte dalla distanza che Francis sarebbe riuscito a coprire prima che l’inevitabile banda di predoni gli togliesse l’asino.

Pagina 102 | Pos. 1561-62

fra i banditi della strada vi erano alcuni ladri di animo gentile che rubavano soltanto gli oggetti di valore, e permettevano alle vittime di conservare la vita, la carcassa e gli effetti personali.

Pagina 118 | Pos. 1795-97

sul viso di Leone il monaco vide una gentile mitezza che indicava come lui fosse degno del titolo, molto più sommesso di quello concesso a ogni principe o re, per cui lui era chiamato “servo dei servi di Dio”.

Pagina 122 | Pos. 1866

Di nuovo vide uno spettacolo di povertà velato dalla dignità.

Pagina 126 | Pos. 1922-24

Le poiane deposero le uova, nella giusta stagione, e sfamarono amorosamente i piccini: un serpente morto, pezzi di cane selvatico. La generazione più giovane crebbe forte, volò alta e lontana sulle ali nere, attendendo che la fruttifera terra cedesse loro la sua misericordiosa carogna.

Pagina 139 | Pos. 2123-24

Si sussurrava che, se l’abate avesse udito tutti quei mormorii, i mormoratori avrebbero dovuto scavalcare il muro in gran fretta.

Pagina 161 | Pos. 2457-58

Voi costringereste Nostro Signore a spostarsi per fare posto al progresso!

Pagina 164 | Pos. 2507-8

Quanto pesava il mondo? Pesa, ma non è pesato.

Pagina 165 | Pos. 2518-22

Persino il dotato e Venerabile Boedullus osservò ironicamente, una volta, che almeno metà dei Memorabilia avrebbero dovuto essere chiamati gli Inscrutabilia. Erano veramente frammenti tesaurizzati di una civiltà morta… ma quanto di essi era stato ridotto a balbettamenti incomprensibili, abbelliti di rami d’ulivo e di cherubini, da quaranta generazioni di monaci ignoranti, bambini dei secoli dell’oscurantismo cui gli adulti affidarono un messaggio incomprensibile, che doveva essere imparato a memoria e consegnato ad altri adulti…

Pagina 167 | Pos. 2558-61

Ordinò che i guerrieri venissero frustati, perché Hongan Os – Orso Pazzo – era conosciuto come un capitano misericordioso. Non aveva mai maltrattato un cavallo. — Uccidere i prigionieri è un lavoro da femmina — grugnì rivolto ai colpevoli. — Purificatevi, se non volete essere additati come femmine, e ritiratevi dal campo fino alla Luna Nuova, perché siete banditi per dodici giorni.

Pagina 171 | Pos. 2617-18

— Si dice che l’acqua è per il bestiame e per gli agricoltori, il latte è per i bambini e il sangue è per gli uomini. Dovrebbe essere altrimenti?

Pagina 187 | Pos. 2857-58

Non vedo niente di assurdo, se i monaci di Cristo costruiscono una macchina volante; anche se sarebbe più confacente ai loro principi costruire invece una macchina per pregare.

Pagina 210 | Pos. 3213-14

Per il Frate Bibliotecario, il cui compito, nella vita, era la conservazione dei libri, la principale ragione dell’esistenza dei libri era la loro conservazione perpetua. Il loro uso era secondario, e doveva essere evitato, se ne minacciava la longevità.

Pagina 217 | Pos. 3314-16

Il Poeta sorrise garbatamente all’abate. — Sta bene così, Monsignore — disse. — Non mi dispiace minimamente scusarmi per voi. Voi vi siete scusato per me, io mi scuso per voi, non è questa una adeguata manovra di carità e di buona volontà? Nessuno deve scusarsi per se stesso… il che è sempre così umiliante.

Pagina 242 | Pos. 3708-10

Voi avete un istinto per queste cose. Io trovo molto più facile sviluppare una teoria astratta che realizzare un metodo pratico per provarla. Ma voi avete il dono straordinario di vedere tutto sotto forma di viti, fili e lenti, mentre io sto ancora pensando a simboli astratti.

Pagina 248 | Pos. 3800-3801

— Dio abbia misericordia di questa casa! — gridò Don Paulo, avanzando verso l’alcova. — Risparmiaci, o Signore… noi non sappiamo quello che facciamo. — Io dovrei saperlo — mormorò lo studioso,

Pagina 253 | Pos. 3874-76

Gli uomini devono dibattersi per qualche tempo nell’errore per separarlo dalla verità, io credo… purché non afferrino avidamente l’errore solo perché ha un sapore più gradevole.

Pagina 258 | Pos. 3956-61

Le poiane si avvicinarono; si allisciarono le penne, e litigarono sul pranzo; non era ancora adeguatamente preparato. Attesero i lupi per qualche giorno. Ce n’era per tutti. E finalmente mangiarono il Poeta. Come sempre, i neri becchini dei cieli deposero le uova nella stagione adatta, e nutrirono amorosamente i piccini. Volarono alti sulle praterie, sulle montagne e sulle pianure, adempiendo al destino della vita che spettava loro, secondo il piano della Natura. I loro filosofi dimostravano, mediante la sola ragione e senza altri aiuti, che il Supremo Cathartes aura regnans aveva creato il mondo specialmente per le poiane. Lo onorarono con cordiale appetito per molti secoli.

Pagina 260 | Pos. 3985-86

barzellette sconce su una ragazza di campagna chiamata Eva e su un commesso viaggiatore chiamato Lucifero.

Pagina 279 | Pos. 4267-69

Qual è l’elemento irritante fondamentale, l’essenza della tensione? Filosofie politiche? Economia? Pressione demografica? Differenza di civiltà e di credo? Lo chieda a una dozzina di esperti, otterrà una dozzina di risposte.

Pagina 285 | Pos. 4356-60

Ascolta, siamo impotenti? Siamo destinati a farlo ancora e ancora e ancora? Non abbiamo altra scelta se non fare la parte della Fenice, in una interminabile sequenza di ascese e di cadute? Assiria, Babilonia, Egitto, Turchia, Cartagine, Roma, l’impero di Carlomagno, l’impero ottomano. Ridotti in polvere e cosparsi di sale. Spagna, Francia, Bretagna, America… bruciate nell’oblio dei secoli. E ancora e ancora e ancora. Siamo destinati a questo, Signore, incatenati al pendolo del nostro pazzo orologio, impotenti a fermare la sua oscillazione?

Pagina 286 | Pos. 4379-81

cominciò come un piano per mandare qualche prete insieme a un gruppo di coloni diretto ad Alfa Centauri. Ma non funzionava, perché occorrono vescovi per ordinare i preti, e dopo la prima generazione di coloni, sarebbe stato necessario mandare altri preti

Pagina 301 | Pos. 4611

Ho voglia di dire parole che non ho mai neppure udito.

Pagina 307 | Pos. 4699-4700

La troppa speranza per la Terra aveva guidato gli uomini a farne un Eden, e di questo potevano disperare fino al tempo della consunzione del mondo…

Pagina 309 | Pos. 4727

Il destino sembra sempre lontano decenni interi, ma all’improvviso non è più così lontano; è subito.

Pagina 316 | Pos. 4838-40

L’Abate Zerchi sorrise, a labbra strette. — Voi non avete un’anima, dottore. Voi siete un’anima. Voi avete un corpo, temporaneamente.

Pagina 319 | Pos. 4892-97

— Ascoltatemi, padre. Stanno lì seduti, e vi guardano. Qualcuno grida. Qualcuno piange. Qualcuno si limita a starsene lì seduto. E tutti dicono: “Dottore, cosa posso fare?” E io, che cosa dovrei rispondere? Non dovrei dire nulla? “Devo dire: ‘Puoi morire, ecco tutto’. Voi che cosa direste?” — “Prega”. — Sì, voi lo direste, non è vero? Ascoltate, la sofferenza è l’unico male che io conosco. È l’unico che io sappia combattere. — E allora Dio vi aiuti. — Mi aiutano di più gli antibiotici.

Pagina 322 | Pos. 4923-24

In distanza, gli avversari sembravano malvagi, ma quando li guardavi da vicino, ne vedevi la sincerità, che era grande quanto la tua.

Pagina 322 | Pos. 4938-45

Quando il progetto della prima astronave vide la luce, fu chiaro che nessuna istituzione, ad eccezione del governo, disponeva dei mezzi o dei fondi per costruirle; che non sarebbe derivato alcun profitto dal trasporto di colonie ai pianeti extrasolari, a scopo di “mercantilismo interstellare”. Tuttavia, i dirigenti asiatici, avevano fatto partire la prima astronave coloniale. Poi, in Occidente, si era levato il grido: “Dobbiamo permettere che le ‘razze inferiori’ ereditino le stelle”? C’era stata una breve serie di lanci di astronavi coloniali cariche di gente nera, bruna, bianca e gialla, mandate nei cieli, verso il Centauro, in nome del razzismo. Poi, gli specialisti di genetica avevano maliziosamente dimostrato che – poiché ogni gruppo razziale era così piccolo che, se i discendenti non avessero praticato il matrimonio misto, ciascuno di essi avrebbe subito una degenerazione genetica a causa dell’accoppiamento tra consanguinei nei pianeti coloniali – i razzisti avevano reso necessaria, per la sopravvivenza, la mescolanza delle razze.

Pagina 329 | Pos. 5033-34

Frate Pat trovatemi cinque bravi novizi, giovani e sani, preferibilmente con il complesso del martire.

Pagina 339 | Pos. 5190-5201

— Ci sono molte poiane, oggi — disse Zerchi, quietamente, guardando il cielo, oltre il finestrino. La ragazza rimase seduta, con il viso privo di espressione. Per un momento l’abate studiò quel viso. — Soffrite, figliola? — Non importa. — Offrite la vostra sofferenza al cielo, figliola. Lei lo guardò freddamente. — Credete che Dio ne sarebbe compiaciuto? — Se voi gliela offrite, sì. — Non riesco a comprendere un Dio che si compiace delle sofferenze della mia bambina! Il religioso rabbrividì. — No, no! Non è della sofferenza che Dio si compiace, figliola. Si compiace della perseveranza dell’anima nella fede e nella speranza e nell’amore, nonostante le afflizioni del corpo. La sofferenza è come una tentazione negativa. Dio non si compiace delle tentazioni che affliggono la carne; si compiace quando l’anima si leva al di sopra delle tentazioni e dice “Vai, Satana”. E lo stesso è per la sofferenza, che è spesso una tentazione alla disperazione, all’ira, alla perdita della fede… — Risparmiate il fiato, Padre. Non mi lamento. È la bambina che si lamenta. La bambina non può capire il suo sermone. Può soffrire, però. Può soffrire, ma non può capire.

Pagina 342 | Pos. 5233-34

Quando la Santa Chiesa faceva capire, di tanto in tanto, che considerava assoluta la propria autorità sulle nazioni, superiore all’autorità degli stati, gli uomini, in quei tempi tendevano a sghignazzare.

Pagina 348 | Pos. 5324

Anche se sulla macchina c’erano cinque novizi, Zerchi era solo con la sua vergogna.

Pagina 353 | Pos. 5403

Il guaio, quando si è un prete è che bisogna accettare i consigli che si danno agli altri.


Un cantico per Leibowitz: giudizio finale

Un cantico per Leibowitz è iniziato piuttosto bene, sia per l’ambientazione che per la caratterizzazione dei personaggi, posso tranquillamente affermare che m’è piaciuta tutta la prima parte. La seconda parte invece non l’ho digerita: letta con molta fatica non mi è parsa nemmeno lontanamente all’altezza della prima; con la terza si migliora (soprattutto nel finale) ma a mio parere la prima è ancora superiore… ma la cosa che salta maggiormente all’occhio è che – come dicevo all’inizio – si tratta di tre capitoli uniti da un legame molto debole, che a volte pare addirittura forzato.
Questo detto, nella mia classifica anonima e incoerente Un cantico per Leibowitz guadagna nove vispi occhietti di vetro, perfetti anche come fermacarte.

Un occhio di vetro Un occhio di vetro Un occhio di vetro Un occhio di vetro Un occhio di vetro Un occhio di vetro Un occhio di vetro Un occhio di vetro Un occhio di vetro

Obiettivi di lettura 2015: parziale

30 librix x x x x x x x x x x x x43,33%
Libri di 10 autori mai lettix x x x x x x x x90,00%
5 titoli non italiani o anglofonix x x x x100,00%
3 libri di cui non so nullax x66,67%
5 titoli non SF consecutivix x x x x100,00%
Rileggere 2 librix50,00%
5 libri di autori italianix x x60,00%
3 titoli di autori esordientix33,00%
Libro in sospeso da un annox100,00%
Libro in un giornox100,00%

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