Non ora, non qui è la mia seconda esperienza come lettore di Erri De Luca, persona che stimo oltre che come autore anche per il suo impegno sociale.
Di suo ho già letto Sulla traccia di Nives, cronaca romanzata di un’escursione alpina, e anche in Non ora, non qui (suo romanzo d’esordio) ho ritrovato quello stile a metà fra il romanzo e il diario di memorie.
Uno scritto nostalgico, quasi poetico, prolisso e frastagliato in cui un anziano rievoca la l’infanzia e la giovinezza, probabilmente una sorta di autobiografia sbagliata (l’età del protagonista e dell’autore sono troppo diverse).
Ora vi lascio alla raccolta delle frasi che più mi hanno colpito di questo ricco e intenso romanzo.

Citazioni da Non ora, non qui

Pagina 2 | Pos. 17

Finché ebbe luce negli occhi, mio padre fece fotografie.

Pagina 2 | Pos. 19-20

Gli album, gli archivi non mi sorreggono la memoria, invece la sostituiscono.

Pagina 4 | Pos. 47-49

Mi affezionai a una palla gialla dai molti colori sbiaditi e al suo buon odore di gomma. Quand’ero solo nella stanza la palla mi saltava addosso per la gioia e giocava a non farsi acchiappare. D’improvviso mia madre gridava di smetterla e la palla finiva sotto il letto per la paura.

Pagina 5 | Pos. 73-74

Il freddo faceva venire la cacarella. Solo da bambino l’ho saputo e ora mi pare quasi di inventare una notizia anziché ricordarla.

Pagina 6 | Pos. 90-91

Non erano anni per ragazzi quelli che stavano accadendo a noi.

Pagina 7 | Pos. 94-99

In aula durante l’appello il mio nome esclamato mi scuoteva. Era solo una sigla ed era già un ordine, mal pronunciato, mal annunciato. Era da poco il mio ed era già gualcito. Il fastidio di portarne uno mi venne fin da bambino e mi istigava a non rispondere alla domanda anche cortese del “come ti chiami?.” Mio padre che teneva molto al nome, attribuiva la mia scostumatezza alla vergogna di non saperlo dire bene nella balbuzie. Era perciò comprensivo e mi sostituiva nella risposta con tono solenne. Mi inculcava così il rispetto del nome, ma io stentavo ad impadronirmene e quello da lui pronunciato era solo una variante del suo, non ancora il mio. Perciò stavo zitto, rispondevo di me in silenzio.

Pagina 7 | Pos. 107-8

La gente esce dalle pasticcerie con i pacchi avvolti nella carta blu con la fontana stampata in bianco. Scartandola a fine pasto produceva chiasso a coprire ogni voce e richiamava l’attenzione e la saliva.

Pagina 14 | Pos. 210-12

“Filomé, se telefonano per me chiamami, sono nel bagno.” Anche in questo caso la sua risposta garantiva “vai, vai, figlio mio, ’a Madonna t’accumpagna.” “No, Filomé, in bagno è meglio che ci vado da solo.”

Pagina 14 | Pos. 214-15

Veniva da un’isola ma era contadina. Sapeva che la terra, come il mare, erano ricchi e, come i ricchi, avari.

Pagina 16 | Pos. 239-40

il difetto attira l’attenzione al punto che basta da solo a dare la definizione dell’intera persona.

Pagina 17 | Pos. 251-52

banche dove ogni volta bisognava andare a chiedere quasi per favore di prendere dei soldi che erano suoi.

Pagina 17 | Pos. 256-58

In quel punto dovetti sapere per la prima volta che il male è irreparabile e non c’è modo di risanare un torto qualunque cosa si faccia dopo. Non c’è rimedio al di fuori di non commetterli e non commetterli è opera la più ardua e segreta in mezzo al mondo.

Pagina 22 | Pos. 330-32

Ogni tuffo contiene la sessantesima parte di un addio. Scese per scendere, come un’ancora senza catene, con le orecchie chiuse e gli occhi fissi al fondo. Apriva il buio dell’acqua con le braccia, il mare si accumulava in alto.

Pagina 28 | Pos. 418-19

Accadde così anche all’universo, dicono, che è invecchiato nei primi secondi della sua formazione più che nei miliardi di anni successivi.

Pagina 28 | Pos. 426-27

Solo in morte la vita è interamente di chi l’ha vissuta, e il possesso è senza donatori, senza rimproveri.

Pagina 37 | Pos. 553

Avevo sei anni e la rassegnazione alle smentite che quell’età comporta

Pagina 40 | Pos. 604-7

Papà si radeva nel piccolo bagno che aveva la serratura difettosa e perciò la porta restava dischiusa. Mi accostai allo spiraglio e chiesi il permesso di fargli una domanda. “Sentiamo,” rispose continuando a radersi allo specchio. Presi sul tragico un mio pensiero ridicolo: che allo specchio erano in due, perciò diceva “sentiamo.”

Pagina 45 | Pos. 690-91

Se Iddio fosse una circonferenza la chiesa ne sarebbe il centro, che è il punto più distante possibile.

Pagina 55 | Pos. 837-39

Nelle nuove case gli unici a proprio agio erano gli americani. Ma loro sono gli stranieri del mondo, abitano da sempre in zone appena costruite, in città fresche di intonaco. Il nuovo è una loro abitudine. Sono stranieri anche a casa loro.

Pagina 56 | Pos. 857-59

Li vidi dal basso dov’ero accovacciato: contro il cielo la sua testa bionda mi guardava con due fessure vuote. Mi parve che avesse in faccia due buchi attraverso i quali si poteva vedere il cielo. Io lo vedevo. Forse attraverso i miei poteva vedere la terra.

Pagina 60 | Pos. 913

Ci sono poveri per i quali il ricco non è un’aspirazione.

Pagina 60 | Pos. 916-18

Il male che mi insegnavi a riconoscere, io lo vedevo causato dalle persone. Mi sorvegliavo per non procurarlo, perché anche un rossore risparmiato ad un altro fa parte delle proprie responsabilità. Non tutti ebbero una madre che spiegava il male.

Pagina 61 | Pos. 933

Era un’età, forse è così anche adesso, in cui bisognava diventare diversi da sé, per poter raggiungere una giustezza di immagine.

Pagina 62 | Pos. 938-39

Molti particolari non formano un ricordo, molti ricordi non costituiscono un passato.

Pagina 63 | Pos. 966-67

Si stupiva in quel tempo del fatto che le molte esperienze non producessero persone eccellenti.

Pagina 68 | Pos. 1031-33

Confuso dall’attrazione sentivo il tempo come un galoppo, ogni mattina fuggiva ed io inghiottivo con la saliva le parole più belle che non riuscivo a dire.


Non ora, non qui: giudizio finale

Non ora, non qui di De Luca è un libro da consigliare, giudizio in gran parte motivato dalla sua ottima scrittura e, nella mia classifica generale senza punti di riferimento, si merita la bellezza di tre macchine fotografiche di diverso colore (ditemi se è poco!):

Non ora, non qui - Erri De Luca Non ora, non qui - Erri De Luca Non ora, non qui - Erri De Luca

Obiettivi di lettura 2015: parziale

30 librix x x x x x20,00%
Libri di 10 autori mai lettix x x30,00%
5 titoli non italiani o anglofonix x x60,00%
3 libri di cui non so nullax x66,67%
5 titoli non SF consecutivix x x60,00%
Rileggere 2 librix50,00%
5 libri di autori italianix x40,00%
3 titoli di autori esordientix33,00%
Libro in sospeso da un annox100,00%
Libro in un giornox100,00%

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