Orbene, dopo aver vagato sperduta tra decine di tomi alla ricerca di fantasy da proporvi, grazie a Robert Jackson Bennett son finalmente approdata qui, nella Città delle Scale: The City of Stairs.

The city of Bulikov once wielded the powers of the gods to conquer the world, enslaving and brutalizing millions—until its divine protectors were killed.
Now Bulikov has become just another colonial outpost of the world’s new geopolitical power, but the surreal landscape of the city itself—first shaped, now shattered, by the thousands of miracles its guardians once worked upon it—stands as a constant, haunting reminder of its former supremacy.
Into this broken city steps Shara Thivani. Officially, the unassuming young woman is just another junior diplomat sent by Bulikov’s oppressors. Unofficially, she is one of her country’s most accomplished spies, dispatched to catch a murderer. But as Shara pursues the killer, she starts to suspect that the beings who ruled this terrible place may not be as dead as they seem—and that Bulikov’s cruel reign may not yet be over.

(Robert Jackson Bennett, The City of Stairs: sinossi ed. Broadway Books)

Robert Jackson Bennett - The City of StairsAttesissimo debutto, uscito il 9 settembre 2014 (in inglese), non so se e quando è prevista la traduzione e il rilascio sul mercato italiano.
Se mai venisse pubblicato, potreste gradevolmente leggerlo e non pentirvene.
Sia chiaro, per me questo lavoro di Robert Jackson Bennett non è un must, ma le sue quattro stelline (appena appena scarse) su cinque se le merita.
La trama è interessante: sei divinità per sette popoli, quindi un popolo rimane senza protettore divino. E se non hai un dio che ti ha scelto e ti protegge significa che non te lo meriti proprio, no? Quindi è legittima la schiavitù imposta dai figli degli dei.
A un tratto però i senza dio trovano un modo per uccidere gli dei che non li hanno mai voluti. E tutti gli equilibri ora si ribaltano: gli oppressi di una volta ora opprimono, e per legge addirittura vietano ogni preghiera e ogni riferimento agli dei scomparsi, in un tentativo brutale di tabula rasa culturale e sociale sui popoli dominati.
In questo scenario precario di violenza a stento trattenuta si dipanano le vicende di Shara, che cerca di venire a capo di un omicidio inspiegabile e si imbatte in intrighi di fazioni politiche che tentano di restaurare i vecchi sistemi (e forse anche i vecchi dei?).

Robert Jackson BennettIl passo è veloce, gli eventi si susseguono incalzanti e la lettura scorre rapida.
Purtroppo Robert Jackson Bennett non ha scritto un libro senza difetti: i personaggi sono ben descritti ma non sono mai riuscita ad avere l’impressione di conoscerli come fossero persone vere. Soprattutto i coprotagonisti sono troppo poco caratterizzati per assurgere a personaggi a tutto tondo e dare così spessore alla storia. Un peccato, perché le premesse che il libro fosse eccellente c’erano, prima fra tutte il ribaltamento del rapporto di potere tra dei e umani. Per esempio l’incipit: avrei preferito qualcosa di più solenne, che introducesse la morte degli dei in maniera da mettere soggezione e fifa blu, e dare subito al lettore la sensazione del sublime di fronte a un atto tanto ardito e tanto incomprensibile. In fondo c’è davvero dell’inimmaginabile nell’idea che gli uomini possano uccidere gli dei.

Gli dei sono onnipotenti e immortali, altrimenti che dei sarebbero? E potremmo al limite accettare che gli dei si siano ammazzati tra loro, ma che un uomo uccida un dio… ecco, secondo me questa sensazione destabilizzante andava sfruttata al massimo fin dall’inizio. Invece Robert Jackson Bennett sceglie di portarci a Bulikov tramite un episodio di vita quotidiana, scelta a mio avviso di scarso effetto, tant’è che per i primi capitoli ho temuto di essermi imbarcata nell’ennesima lettura buco nell’acqua.

Particolarità: non so ancora se Robert Jackson Bennett intenda continuare in qualche modo la storia, ma una volta tanto è arrivato sugli scaffali un libro stand-alone, che vi assicuro essere auto conclusivo in sole 450 pagine. E senza nemmeno una mappa!

You’ve got to be careful when you’re chasing a murderer through Bulikov, for the world is not as it should be in that city. When the gods were destroyed and all worship of them banned by the Polis, reality folded; now stairs lead to nowhere, alleyways have become portals to the past, and criminals disappear into thin air.

The murder of Dr Efrem Pangyui, the Polis diplomat researching the Continent’s past, has begun something and now whispers of an uprising
flutter out from invisible corners. Only one woman may be willing to pursue the truth – but it is likely to cost her everything.

(Robert Jackson Bennett, The City of Stairs: sinossi ed. Quercus)

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