Erano i primi anni duemila e ricordo chiaramente quest’ondata bucovschiana non richiesta di improvvisati ammiratori del sopraccitato. La cosa – come immaginerete – era disgustosa.

Aggiungiamo che quando noto la direzione presa dai più tendo a prenderne un’altra, e capirete quanto sbalorditiva sia stata la mia scelta di leggere qualcosa di suo.
In realtà conoscevo già Bukowski per sentito dire e da tempo volevo approfondire l’argomento, approfittai soltanto dell’abbondante disponibilità di materiale fra conoscenti e amici. Raccattai un po’ di tutto: poesie, racconti, romanzi e qualche articolo sulla sua vita.
Non riuscii subito a dare un giudizio, ero molto indeciso e le ingerenze esterne non facevano che confondermi. Alla fine però riuscii a trasformare in parole il mio pensiero.

Dopo aver letto una rappresentativa variegata di lavori di Charles Bukowski il mio libero parere sull’autore è che si tratti di un poeta dalla delicatezza profondissima, uno scrittore mediocre e una persona di merda.

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2 commenti

  1. Rispetto le opinioni altrui e mi piace confrontarmi su vari temi anche con chi ha punti diversi dai miei, ma non sopporto chi si permette di giudicare le persone. Se poi si tratta di un’artista, non possiamo avere la presunzione di conoscerne la personalità attraverso le sue opere, o le informazioni, spesso manipolate che arrivano sulla loro storia personale.

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