Dopo un inizio in sordina e una lunga pausa, nell’anno appena trascorso ho dedicato particolare attenzione alla spedizione dei manoscritti del mio romanzo Pelicula.
Nell’universo dell’invio dei manoscritti il tempo trascorre diversamente: lì l’unità di misura è il semestre; non stupitevi quindi nel leggere da quanto tempo sto proponendo questo manoscritto.
Lungo tutto questo periodo il romanzo ha subito diverse revisioni, sia con la mazza che col pennello, ed è molto maturato: è proprio vero che la parola fine quasi mai è davvero l’ultima (e soprattutto non pensate che abbia battuto la fiacca!).

Il postino

Mi rendo conto di aver dato molto da fare ai postini di tutto il mondo, sia umani che elettronici, e come già provai con le statistiche di scrittura, all’alba di questo 2014 voglio giocare a dare un po’ di numeri:

  • Degli editori che ho preso in considerazione solo il 67% dichiara le modalità di invio dei manoscritti, direttamente sul loro sito o via mail a seguito di una richiesta.
  • Ho inviato il manoscritto al 97% di questi editori.
  • Sempre di questi, il 23% pretende ancora l’invio del manoscritto cartaceo. Proseguendo con gli invii, però, ho evitato editori che richiedessero il cartaceo.
  • Se avessi spedito il manoscritto anche a questi che ho evitato, la lista degli editori presi in considerazione sarebbe aumentata del 16% (mica pizzeffichi).
  • In un caso, il pacco spedito via posta è ritornato con la scritta Trasferito. Sì, ma trasferito dove?!
  • Solo il 24% delle case editrici contattate ha dato seguito al mio invio, vuoi per confermarmi l’avvenuta ricezione del manoscritto, vuoi per dirmi che erano o non erano interessate.
  • Di queste, solo una era una casa editrice a pagamento: ho eseguito un buon filtro.
  • Altre due trattative sono state chiuse per mia volontà. Il motivo principale ha sempre riguardato il progetto di editing che ho in mente io, ma hanno contribuito anche clausole contrattuali troppo sfavorevoli. Ne ho parlato qui e qua.
  • Fra quelle arrivate, la risposta più lenta ci ha impiegato 11 mesi e 24 giorni.
  • La più veloce, invece, ci ha messo solo due giorni; qualcosa mi dice che il manoscritto non l’hanno letto proprio tutto!
  • La casa editrice più vicina è a due chilometri e mezzo da casa.
  • Quella più lontana a 930 chilometri.
  • La regione più colpita dai miei invii è stata la Lombardia, con un mastodontico 30% (però giocavo in casa).

Far di contoDopo aver dato i numeri però voglio rassicurare il postino: al momento non ho in programma altre spedizioni.
Vorrei rassicurare anche i lettori più attenti e più bravi a far di conto che di certo si saranno accorti che questi numeri dicono (e i numeri non mentono mai) che ho dimenticato di scrivere una cosa necessaria per far quadrare i calcoli.
Beh, non è che l’ho dimenticato, in realtà lo tenevo per il finale!

Infatti tutte queste chiacchiere servono solo a distogliere l’attenzione dall’unica cosa importante, ovvero l’occasione che aspettavo: finalmente ho ricevuto una proposta di pubblicazione degna di questo nome da una casa editrice seria, che sembra lavorare bene e con una buona distribuzione (naturalmente vi terrò aggiornati per confermarvelo dopo averlo provato sulla mia pelle).
Ora all’unisono stappate una bottiglia del vostro grog preferito e brindate alla mia salute!

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