Libreria eBook

Il rapporto AIE 2013 sullo stato dell’editoria

Alla recente 65ª fiera del Libro di Francoforte ha suscitato particolare interesse il rapporto 2013 sullo stato dell’editoria a cura dell’ufficio studi AIE (Associazione Italiana Editori) per il rilancio dell’editoria, settore questo alle prese con una crisi che pare ormai senza vie di uscita.
Marco Polillo, presidente AIE, ha così commentato (miei i grassetti):

In due anni il fatturato è diminuito del 14% e ogni giorno abbiamo notizie di librerie che chiudono, la crisi di liquidità si aggrava, si vanno rideterminando gli equilibri competitivi nei canali commerciali del libro, anche l’export cala. Chiediamo una politica per il futuro che passi per una vera promozione del libro e della lettura, un’IVA parificata tra eBook e libri di carta, il riconoscimento della centralità dei contenuti all’interno dell’Agenda Digitale, un aggiornamento serio delle normative sul diritto d’autore. Il settore si aspetta molto da una buona politica: non sussidi, ma un supporto basato su regolamentazione, misure in favore dell’innovazione e promozione culturale.

Come non bastasse, anche il 2013 non promette niente di buono: secondo i dati Nielsen, i primi otto mesi del 2013 registrano un ulteriore peggioramento del 5,4% nei canali rivolti al pubblico (librerie, store online, grande distribuzione organizzata) rispetto allo stesso periodo del 2012, ed è il –13,6% rispetto al 2011.

La crescita del mercato degli eBook

Ma il vero dato interessante fornito dall’AIE riguarda la crescita del mercato degli eBook e delle vendite online di libri cartacei. Gli eBook pare stiano riavvicinando, pur timidamente, gli italiani alla lettura che, nonostante tutto, sta crescendo (poco, eh!), anche se il fenomeno interessa solo il 46% della popolazione (stiamo grosso modo parlando di 26 milioni di italiani).
Basti pensare che un lettore è considerato medio/forte se legge almeno sette libri all’anno (solo sette!), e questi lettori generano tra il 39% e il 43% dei volumi di vendita di libri o eBook italiani. Io mi considero un lettore medio, perché anche se in certi periodi leggo molto, nell’arco di un intero anno non ho la costanza di mantenere il ritmo, ma sette libri all’anno è morire di noia!

In ogni caso, sembra che le uniche timide speranze vengano dagli eBook: nel 2012 la lettura di eBook ha riguardato infatti il 3% della popolazione, cioè 1,6 milioni di italiani, che rispetto agli anni precedenti significa un raddoppio del mercato degli eBook.

La biblioteca di soli eBook

Biblioteca eBookE, se da noi regge giusto la vendita online di eBook (ma anche di libri in carne e ossa), in Texas (terra di petrolieri e steak house) hanno aperto la prima biblioteca completamente digitale: la BiblioTech di San Antonio è la prima biblioteca senza libri ma con un catalogo di oltre 10.000 eBook.

Viene da dire che in Italia siamo indietro di un decennio – e probabilmente è vero – ma se in BiblioTech hanno trovato la formula vincente forse dovremmo seguire le loro orme anche in Italia. Amazon ha sì un catalogo inavvicinabile da nessuna libreria, ma non potrà mai contare sulla presenza di personale qualificato al servizio della clientela, ed è proprio questa una delle chiavi del successo di BiblioTech: fornire ai clienti un’occasione per socializzare.

La ripartenza

Per partire con tutto questo, tuttavia, è indispensabile una politica ragionata per la promozione del libro e della lettura, come dice Polillo, che non deve ignorare le opportunità tecnologiche disponibili, come purtroppo spesso accade.

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17 commenti

  1. Una sbagliata politica del libro vissuto solo come merce col bollino sconto, l e commerce non regolamentato e l anomalia italiana dove editore distributore e libreria sono la stessa persona questo uccide le librerie nessun e Book sposta fatturato in Italia uno può scegliere sr intasare scaffali o memorie ma ti assicuro che é un altro dei problemi gestiti italianamente…

  2. SETTE libri l’anno?
    Comunque concordo sul fatto che il mercato sta cambiando radicalmente, persino qui dove nessuno (SETTE? Non ci vengo a patti) legge. Non ho soluzioni: il futuro è chiaramente non cartaceo anche se la carta è di certo ancora il modo più economico e sicuro di conservare la conoscenza nei secoli. Magari la useremo per le cose veramente importanti, Fabio Volo può pure stare su una chiavetta USB.
    Rimane il problema di cosa fare per garantire la continuata esistenza dell’editoria di massa. La mia risposta è boh. Siamo un paese che non legge per default, tecnologicamente arretrato, incapace di innovazione in ogni campo figuriamoci in questo. Sono stupito che ancora esistano, le librerie, e non siano defunte per disinteresse massiccio.

        1. Le barzellette di Totti, almeno 3 Fabio Volo qualsiasi, una Littizzetto se proprio ci scappa e magari dei Ken Follett. E sono generoso.

          1. Voglio dire… [COATTO MODE ON] io viaggio fra gli 80 e i 100 libri annui, con un minimo storico di 60 qualche anno fa che però è rimasto un unicum: sotto gli 80 non scendo mai [COATTO MODE OFF], se pure mi leggessi una percentuale di fuffa (cosa che evito come la morte, se riesco… il brutto libro capita sempre) c’è spazio per recuperare! SETTE?!? Manco morto.

    1. Si deve ripartire dalle basi: non servono belle copertine, ne abbiamo fin troppe, ma belle storie. E soprattutto ABBASTA colla televisione!

  3. Complimenti per il post, veramente bello. L’ho condiviso. In un’epoca dove siamo attanagliati dai nostri pregiudizi (il cartaceo è più bello, la grande casa editrice è più bella, ecc.) i dati in controtendenza servono a farci svegliare!

  4. Fate bene, ragazzi, è il vostro mondo. Per me è troppo “avanti”, dovrei essere seguita passo passo. Mi andrà bene seguire voi. Bravi! 🙂

    1. Ma non è necessario fare tutto da soli: che lo scrittore scriva, che l’editore pubblichi e che il mercato indichi la strada da seguire (con criterio però! 😉 )

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