Da ragazzo avevo uno zio eschimese

da | 9 Apr 2012 | Jack Tano | 1 commento

Era da circa un mese che avevo questo frullato di idee su un nuovo racconto che mi occupava i rari momenti di quiete. L’unica cosa che avevo deciso era che l’incipit sarebbe stato Da ragazzo avevo uno zio eschimese, che a un certo punto qualcuno doveva consegnare un biglietto senza nessuna scritta e che, infine, doveva esserci una buona dose di violenza. All’inizio non mi importava di scrivere un racconto fantascientifico, un noir o una storia di gangster, però avevo ben chiara l’ambientazione, alcuni tratti fondamentali del protagonista e la prospettiva in primo piano.

Oggi, dopo il rimuginare dei giorni passati, ho iniziato a scrivere. Credo di aver prodotto molta spazzatura in proporzione alle poche pagine di cui sono soddisfatto, ma ho superato lo scoglio della carta e finalmente ho fissato alcuni paletti, scartando idee e rafforzandone altre.
Il progetto è a medio termine, cioè vorrei scrivere un racconto lungo, magari più d’uno. Al momento buona la prima giornata, spero a breve in nuovi aggiornamenti.
Per inciso, quanto scritto dà già l’idea di essere sia un racconto fantascientifico, che un noir, che una storia di gangster.

1 commento

  1. Ondamagis

    Salve Ryo, la ringrazio per esser passato nel mio breve post, che annuncia il mio ritorno nel blog.
    Quando vuole, la sua presenza è sempre gradita. 🙂

    Rispondi

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