Non credo nei cambiamenti graduali

Questa sera, dopo quasi un anno, mi sono rasato la barba. Adesso la mia faccia ha cambiato colore: prima rossa, ora è definitivamente rosa, anche se il neon me la mostrava più gialla di quanto non fosse in realtà, come un Simpson, come un omino delle LEGO.

Allo specchio mi ci vogliono ancora quei setteotto millisecondi per riconoscermi ma sto riducendo questo tempo molto velocemente.
Adesso la mia pelle è liscia: posso passarmi la mano e sentirlo: niente più peli, niente più dislivelli. Dall’orecchio al mento alla bocca e ritorno, tutto ugualmente liscio.
Tutto per merito di una lametta, sapone da barba e, non dimentichiamo, decennale manodopera. Tutto capitato in un attimo: è così che faccio sempre. Non credo nei cambiamenti graduali, non per me.

Se trovo una cosa che credo migliore cerco di applicarla subito, i periodi di prova sono pericolosi: posso finire per abituarmi, piuttosto che crederci veramente.
Se l’interruttore va premuto è meglio farlo subito. Certo, immagino occorra una certa predisposizione fisica e psicologica, che credo avere, quindi ne approfitto.

Ieri sera abbiamo fatto, per un gioco di coincidenze e incomprensioni, la prima prova di un progetto che sto portando avanti da qualche settimana con gli amici. È un po’ presto per parlarne ma finalmente ho avuto la prova tangibile che la cosa funziona. Per la prima volta da spettatore, mi è piaciuta tantissimo!
Perché le cose migliori sono le più semplici (il cerchio è o no perfetto?) e le idee più geniali sono quelle che dopo tutti ti fanno notare quanto fossero banali.

E in tutto ciò è scappato anche un pestaggio a suon di calci volanti, chiamate alla polizia e atti di deturpamento del suolo cittadino.

Ce ne sarebbe di che raccontare…

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