Il Giardino delle Anatre

da | 27 Gen 2007

Questa mattina sono andato con un amico (merda... alzataccia pure di sabato!) alla presentazione del romanzo di un vecchio compagno delle medie (suo. Io lo conoscevo poco): Il Giardino delle Anatre del Mario (Congiusti) pubblicato da Edizioni Edarc. Il tutto si è svolto al Teatro Sancarlino, un vecchio edificio ecclesiastico (a proposito! Oggi ho scoperto anche d'essere stato battezzato in una chiesa sconsacrata... ma questa è un'altra storia) e quindi il freddo boia era d'obbligo.

Piccola nota fuori tema: appena trovata la strada e arrivati all'ingresso ho rivisto un vecchio compagno delel medie (mio stavolta) che ho faticato a riconoscere, ma mai quanto lui che è riuscito a capire chi fossi solo dopo di me... e non per la barba, per gli anni in più o perché non ci vedevamo da tipo quindic'anni, ma non ti avevo riconosciuto con quella berretta. Mah!

Il Giardino delle Anatre: quarta di copertina

Massimiliano B., un ragazzo poco più che ventenne, è desideroso di affrancarsi dalla pesante atmosfera familiare. Per fuggire da un grigio futuro aziendale e dalle piccole abitudini della vita di provincia, accetta di lavorare all'estero, prima a Parigi e poi a Londra, dove incontra ambienti e personaggi pieni di vita che finalmente gli fanno apprezzare il gusto della vita. Tutto sembra finire quando viene chiamato a espletare l'obbligatorio servizio civile alla protezione animali di Genova, e invece qui s'infiamma d'amore per Chiara, una ragazza dolce e misteriosa che nasconde il segreto di una inesorabile malattia... Un sofferto percorso amoroso che nel dolore più intenso fa ritrovare al protagonista la luce di una nuova forza interiore. Un romanzo delicato e malinconico, popolato da personaggi semplici ma ricchi di umanità, che riesce ad affascinare e intenerire.

La presentazione

Prima di tutto il Mario è stata intervistato da una bella giornalista del Bresciaoggi e poi s'è potuta iniziare la conferenza su Il Giardino delle Anatre. Lui e un tizio tronfissimo, che non s'è capito chi fosse (l'agente? L'editore? Il cugino di sua sorella? Boh), erano sul palco seduti dietro un bancone e tutti gli altri (una trentina di spettatori) ad ascoltare. Nel botta/risposta fra i due si sono sentite le solite domande e le solite risposte, il pubblico ha poi posto sole tre altre domande: la prima era ancora della bella giornalista, che aveva dimenticato di fargliene una per l'intervista, la risposta alla seconda ha praticamente raccontato il finale de Il Giardino delle Anatre (tizio tronfio bastardo! Lo so che quasi tutti lo avevano letto, ma io no, muori!) e la terza ero ancora troppo inkazzéto per ricordarmela. Qualche applauso a questo e a quello, saluti e besi, tutti a bàita.

Mario Congiusti - Il Giardino delle Anatre
Il Giardino delle Anatre - Mario Congiusti

Ma certo non prima di aver acquistato una copia de Il Giardino delle Anatre al banchetto posto all'uscita.

Lì una bionda non del tutto indifferente era occupata ad armeggiare monete e banconote.

Non del tutto indifferente, ma piuttosto svampita: alla mia domanda Adesso quale prendere? Qual è il più bello? non ha saputo rispondere altro che un banalissimo Mboh, sono tutti uguali...

A volte mi sento incompreso.

Comunque sono andato a farmelo autografare... credo d'essere stato il primo, perché il Mario era quasi commosso (e ha sbagliato a scrivere l'anno!) e tutti i suoi amici lo hanno fotografato nell'atto semplice della scrittura del suo nome sulla pagina della mia copia. Dopo tutto questo parlà 'ndaren ecco il punto focale della mia riflessione: Porcamerda! 16 euro!

Non per fare il solito crrrosta, però mi stavo mettendo nei panni di uno che paga, si fa pubblicare il romanzo, e che adesso ha... cinquecento? Mille? Quelle che sono, mila copie da piazzare, senza avere un nome, senza essere un calciatore o simile! Io ho dato volentieri il mio contributo, ma più di una dose per uso personale de Il Giardino delle Anatre non riesco davvero a fare.

Mario Congiusti - Il Giardino delle Anatre

E da quello che mi hanno raccontato anche l'editore non è che sia proprio un beneficenziario (come si dice di quelli che fanno beneficenza?). L'autore s'è dovuto sobbarcare l'onere di acquistare cento copie de Il Giardino delle Anatre, che calcolatrice alla mano fanno milleseicento euro! Magari qualcosina di meno perché gli sarà stato riservato un prezzo speciale, però sono lo stesso i bei soldi! Il Mario per sua fortuna non ha di questi problemi, però pensando a una possibile autoproduzione dei miei lavori mi viene già il male! E da dove li piglio tutti quei soldi? E potrò riuscire a recuperarli (notare come non oso nemmeno pensare a un possibile profitto)? E dovrò vendere tutte le copie per farlo?

In questi giorni mi hanno proposto un'offerta molto interessante dopo aver ricevuto tre menzioni speciali a tre concorsi di una casa editrice (vincere non se ne parla, eh!): questa mi ha proposto la pubblicazione di una raccolta di mie poesie con una formula molto, molto interessante. Chissà.

Forse non è del tutto vero che era meglio nascere calciatore!

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Jabuticaba
Jabuticaba
17 anni fa

Ciao Ryo..E’ la prima volta che arrivo da queste parti..Quando leggo ciò che scrivi c’è sempre qualche momento in cui mi fai nascere un sorriso..Sn contenta di averti conosciuto..Bacini.. A presto..Jabuticaba(Nat)

Andrea Cabassi
17 anni fa

Onoratissimo^^Per i maliziosi: nonostante il nick non siamo parenti, il commento era sincero! ;)Credo *_*CMQ è vero che non siamo parenti :D– cabaRyo

Anonymous
Anonymous
17 anni fa

Ma come credo??!!
Stai attento a ciò che dici.. altrimenti ritiro tutto!:P

Jabu

Davide
Davide
17 anni fa

UUUh, anche qui s’intravede la delicata anima femminile, quella tipica che dopo qualche periodo di avvicinamento, è ancora capacissimo di mietitrebbiarti il pericardio con un monumentale: “Ti voglio solo come amico”.
Ho il Dente Avvelenato FFFTTT (sibilo viperico)!

Andrea Cabassi
17 anni fa

“anima” >>> “capacissimo“Tsk!

Cristian
Cristian
8 anni fa

Ho letto il libro,purtroppo… in una parola SPAZZATURA