Anonima Andrea Cabassi

Scrivo più veloce di quanto pensi

Tag: Premio Nebula (page 1 of 2)

L’anno del contagio – Connie Willis (citazioni)

Con L’anno del contagio di Connie Willis riprendo dopo un po’ di tempo la lettura dei romanzi vincitori sia del premio Hugo che del Nebula, e in questo caso anche del premio Locus.
Si tratta sia di un romanzo fantascientifico che di un romanzo sul medioevo: in un futuro non troppo remoto i ricercatori universitari avranno a disposizione una macchina del tempo con cui recarsi in epoche passate per studiarle (altre implicazioni della macchina del tempo non sono mai trattate nel romanzo). La storia si svolge quindi su due piani paralleli: nel 2054 il Brasenose College di Oxford è vittima di un’epidemia e è posto in quarantena, mentre nel Medioevo Kivrin – una studentessa di storia partita proprio dal Brasenose – è accolta in un villaggio di Skendgate nell’Oxfordshire.

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Il serpente dell’oblio – Vonda N. McIntyre (citazioni)

Ho letto Il serpente dell’oblio sull’onda della serie positiva di crocette spuntate sulla mia lista dei vincitori sia del premio Hugo che del Nebula: con questo romanzo Vonda N. McIntyre li vince entrambi nella stagione 1978/79, e in aggiunta si aggiudica anche il premio Locus.
Purtroppo, come ho sperimentato sulla mia pelle qui e qui, non sempre questo è sinonimo di qualità – o almeno di vicinanza ai miei gusti – quindi ero un po’ timoroso nell’intraprendere questa lettura.
È invece stato sufficiente un capitolo per assicurarmi che quello che impugnavo fosse qualcosa di straordinario.

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Le fontane del paradiso – Arthur C. Clarke (citazioni)

Ho letto Le fontane del paradiso di Clarke proseguendo nella mia rassegna dei romanzi fantascientifici vincitori dei principali premi del settore: il Nebula e l’Hugo: li ha infatti vinti entrambi nella stagione 1979/80.
Con questo romanzo, Clarke mostra al grande pubblico il concetto di ascensore spaziale: nel romanzo un team di ingegneri lo costruisce sulla cima di un picco montano sull’immaginaria isola equatoriale di Taprobane.

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I reietti dell’altro pianeta – Ursula K. Le Guin (citazioni)

Pace eterna – Joe Haldeman (citazioni)

Pace eterna - Joe HaldemanCon il suo Pace eterna, Joe Haldeman mette nuovamente in discussione il mio ultimo metodo di scelta delle letture, sarebbe a dire quello di rovistare fra i titoli vincitori sia del premio Hugo che del Nebula.
L’inizio è lento (sono dovuto ripartire da capo perché credevo di essermi perso alcuni pezzi… e invece era proprio così!) ma dopo poco la storia ingrana e Haldeman è bravo a presentarci questo mondo diviso in tue blocchi – paesi sviluppati e terzo mondo – in guerra fra loro, e le tecnologie belliche utilizzate: per i primi la fanteria classica è sostituita da fantunità, ovvero armature controllate a distanza mediante collegamento neurale che non richiedono la presenza di soldati umani sul campo di battaglia; i secondi invece devono combattere alla vecchia. Se questi sono costretti a rischiare la pelle, gli altri vanno incontro a problemi di tipo psicologico, quindi non è tutto rosa e fiori nemmeno per loro. E fino a questo punto la storia fila, arriviamo a metà ed ecco la svolta inattesa: il complotto! I protagonisti scoprono un progetto che potrebbe distruggere l’universo generando un nuovo Big Bang.
E io dico: scusate?!
Sì, proprio così: dalla guerriglia si passa di punto in bianco all’apocalisse asimoviana. Beh, io non ho gradito. Anche perché da questo punto in avanti accade veramente il degenero: fanatici religiosi, politici irresponsabili (più di quanto ci si possa ragionevolmente aspettare, intendo. Molto – molto – di più!), voragini nella trama… e un finale tirato per i capelli che conclude ben poco.

Citazioni da Pace eterna

Pagina 9 | Pos. 130-34

Non sapevo che con Sara sarebbe stato “amore”, ma è una differenza accademica. Lei non è molto attratta da me, e certo non può nascondere quello che prova, o quello che non prova. In senso fisico siamo più uniti di qualsiasi altra coppia di civili, dato che in piena fusione di combattimento siamo questa creatura di venti braccia e venti gambe con dieci cervelli, cinque vagine e cinque membri. Alcuni lo chiamano sentirsi onnipotenti, e credo che esistano dèi costruiti su linee simili. Quello con cui sono cresciuto io era un caucasico con la barba bianca senza nemmeno una vagina.

Pagina 9 | Pos. 137-38

Non era un compito particolarmente pericoloso, ma era disgustoso, come andare a fare i bulli, dato che i ribelli non avevano niente a che vedere con i soldati.

Pagina 12 | Pos. 176-77

Avevano scritto libri sulla guerriglia basata sullo scontro di ricchezze, anziché sulla perdita di vite. Ma era stato sempre più facile creare nuove vite che nuove ricchezze.

Pagina 16 | Pos. 243

Quello di cui si ha bisogno sono ventiquattrore circa di isolamento, nel bosco, o tra la folla.

Pagina 27 | Pos. 400-401

Una delle cose su cui tutti siamo d’accordo è che l’universo esiste (e chi lo nega in genere segue più qualche suo vantaggio economico piuttosto che la scienza).

Pagina 28 | Pos. 416-17

Dormire in quel modo ti dà l’idea di vuoto totale, una mancanza completa di sensazioni o di pensieri. Si faceva pratica per la morte. Però era rilassante.

Pagina 29 | Pos. 434-35

Quello di cui avevamo veramente bisogno era un accordo sugli accordi: “Se promettiamo qualcosa, bisogna mantenere la promessa per almeno trenta giorni”. Nessuna delle parti voleva accettare.

Pagina 29 | Pos. 443-46

Alla fine ammise che ero proprio io. — Ha armi? — chiese mentre riempiva il modulo di accesso. — No — risposi io. — Non di giorno. — Il suo funerale. — Piegò con precisione il modulo in due e me lo porse. Veramente ero armato; avevo un coltello e una piccola Beretta laser. Forse un giorno sarebbe stato il suo funerale, se continuava a non riuscire a distinguere se un uomo era armato o meno.

Pagina 37 | Pos. 555-56

La differenza tra i loro combattimenti e i nostri era profonda: come la differenza tra un incidente grave e un brutto sogno.

Pagina 37 | Pos. 558-61

Il confuso protagonista, Henry, era troppo coinvolto per riuscire a vedere questa semplice realtà, ma la descriveva in maniera accurata. Mi chiedevo cosa avrebbe pensato il povero Henry delle nostre guerre, e se nella sua epoca si conoscesse la metafora più vera: lo sterminio. E mi chiedevo quale fosse la semplice verità che il “mio” coinvolgimento mi impediva di vedere.

Pagina 39 | Pos. 591-93

Se poi erano stati proprio gli Ngumi a farlo. Nessun gruppo di ribelli si era addossato la responsabilità dell’azione, e Nairobi pretendeva di essere quasi in grado di affermare che la bomba era uscita dagli arsenali nucleari dell’Alleanza; avevano sacrificato cinque milioni di vite americane per fare strada alla guerra – e all’annichilimento – totale.

Pagina 47 | Pos. 712

Come moltissime cose che la gente sa, non era vero.

Pagina 47 | Pos. 714-15

Spesso cancellavano la memoria di un avvenimento in un soldato per ragioni di sicurezza; meno spesso per motivi umani.

Pagina 49 | Pos. 740-41

Se una fantunità veniva colpita e fatta a pezzi, bastava metterne una nuova. O così pensavano loro. Non sapevano cosa si provava.

Pagina 53 | Pos. 809-10

Mi allontanai verso la stanzetta. — Be’… — cominciò Candi, ma non terminò la frase. O forse la frase era tutta lì.

Pagina 56 | Pos. 845-46

Aveva bagnato il letto fino alla pubertà, e si era sentito in colpa da piccolo per aver ucciso una tartaruga.

Pagina 57 | Pos. 863-64

— Non mi dispiacerebbe. È la differenza tra gli uomini e le donne o tra me e te? — Credo che sia la differenza tra te e la gente normale.

Pagina 58 | Pos. 876-77

Chi non faceva parte dell’Esercito aveva modi legittimi di guadagnarsi da vivere, anche se non molti erano pagati tanto quanto le prostitute.

Pagina 69 | Pos. 1045-47

Intervistarono persino alcuni dei miei studenti per capire come l’avevo presa, e naturalmente loro furono lesti a difendermi dicendo che in classe tutto si era svolto come al solito. Il che naturalmente dimostrava come fossi indifferente, o forte e resistente, o traumatizzato, a seconda del giornalista.

Pagina 71 | Pos. 1080-81

Non ci sarebbe mai stata un’altra Carolyn, e non soltanto perché era morta. Era morta anche quella parte di me.

Pagina 76 | Pos. 1160

Sorrise come se avesse appena mangiato un limone, poi cercò di sorridere davvero.

Pagina 78 | Pos. 1191

non si poteva pensare che i neri fossero inferiori se si viveva in una pelle nera dieci giorni l’anno.

Pagina 78 | Pos. 1192-93

La nostra prima missione aveva molte probabilità di riuscire male. Avevamo dovuto “trattenere per accertamenti” (rapire) una donna sospettata di essere una leader ribelle.

Pagina 83 | Pos. 1264-68

I ribelli si raccontano storie raccapriccianti di quello che facciamo ai prigionieri per farli parlare. Perché prendersi il disturbo di torturare qualcuno quando tutto quello che devi fare è farla stendere, praticarle un buco nel cranio e impiantarla? In quel modo non può mentire. Certo, le leggi internazionali non sono chiare nella loro pratica. Gli Ngumi la chiamano una violazione fondamentale dei diritti umani; noi lo chiamiamo interrogatorio umano. Il fatto che uno su dieci finisce per morire o per riportare la morte cerebrale la dice lunga, a mio avviso, sulla moralità dell’atto.

Pagina 86 | Pos. 1313-14

Fece l’atto di sputare. — Pepe Ano. — Il nome vero era Pellipianocio, un italiano, ma in spagnolo era stato soprannominato “lo stronzo”.

Pagina 102 | Pos. 1549-51

Un sussurro orribilmente pratico mi disse di aspettare fino all’operazione. Ma decisi che comprare il regalo sarebbe in ogni caso servito più a me che a lei. Un sostituto commerciale alla preghiera.

Pagina 102 | Pos. 1551-52

C’era una enorme bancarella che vendeva libri antichi, in carta, e le prime versioni dei libri ottici, la maggior parte con formati e voltaggio fuori uso da decine di anni, per collezionisti o curiosi dell’elettronica, non certo per amanti della lettura.

Pagina 124 | Pos. 1888-89

Era rigida, e tremava leggermente. — Rilassati — dissi io, prendendole le spalle. — Ho paura che non succeda niente. — Se non succede niente, proveremo di nuovo.

Pagina 127 | Pos. 1938-39

Julian aveva una visione della realtà sufficientemente cupa da non essere entusiasta di mettere al mondo una nuova vita.

Pagina 129 | Pos. 1976

A seconda se sarebbe stato in grado di contare fino a venti senza togliersi scarpe e calzini

Pagina 135 | Pos. 2059-61

Avevamo anche granate-scossa fuori ordinanza, anche se non sono sicuro che usarle con i civili sia una buona idea. Far scoppiare i timpani a qualcuno e aspettarsi che ti sia grato, perché non gli hai fatto di peggio.

Pagina 140 | Pos. 2147

Un grosso elicottero emette sempre un suono aggressivo, non importa quale sia la sua funzione.

Pagina 146 | Pos. 2232

Qualsiasi cosa io dicessi potrebbe essere prova della mia infermità mentale. Se lei è convinto che io sia pazzo.

Pagina 147 | Pos. 2246-47

Se fossi riuscito a uccidere qualche generale con la mia uscita, avrebbero potuto anche promuovere qualche colonnello. Non c’è mai scarsità di carne.

Pagina 152 | Pos. 2331-32

bevvi il doppio whisky in tre sorsate veloci. Poi suonai per averne un altro, ma il tavolo disse che non avrebbe potuto servirmi altro alcol per un’altra ora.

Pagina 153 | Pos. 2338-41

Ci pensai su per un momento e decisi di prendere il resto delle pasticche, ma riuscivo soltanto a far penzolare le braccia. Non riuscivo a mettere a fuoco le pillole, comunque. Mi gettai all’indietro e fu la pace, tutto rilassato come fluttuare nello spazio. Mi venne in mente che era l’ultima sensazione che avrei mai provato, e che era bello. Era molto meglio che andar dietro a tutti quei generali.

Pagina 154 | Pos. 2350-51

Non era abbastanza forte da reggerlo per molto in quel modo, però, e finì per trascinarlo ignominiosamente per i piedi per tutto l’appartamento.

Pagina 161 | Pos. 2461-63

Julian resistette ancora un giorno a letto e poi fu trasferito all’unità di osservazione, simile a una stanza d’albergo con la sola eccezione che si chiudeva a chiave soltanto dall’esterno

Pagina 164 | Pos. 2509-10

Una persona che non può vivere pensando di averne uccisa un’altra arriva a distruggere tutte le vite, dovunque vada.

Pagina 167 | Pos. 2557-62

Il Progetto Giove doveva morire. Oppure saremmo dovuti morire tutti noi. Mentre passavo dagli speedies al caffè nero mi passò per la mente un pensiero orribile: avrei potuto ammazzare entrambi con due colpi. Poi avrei potuto distruggere tutti i dati e uccidermi. Sarei diventato Shiva, il distruttore dei mondi, per parafrasare un pioniere nucleare. Con un semplice atto di violenza, avrei potuto distruggere l’universo. Per fortuna ero sano di mente.

Pagina 179 | Pos. 2744-45

Avevo anche il coltello elettrico, ma con quello il formaggio sarebbe diventato una massa molliccia, o una bomba.

Pagina 183 | Pos. 2793-2809

Ci fu un altro lungo silenzio. — Be’ — dissi io — questo risolve qualche mistero. La gente si chiede da dove arrivi la legge della fisica. Voglio dire, supponendo che tutte le leggi che governano la materia e l’energia debbano essere create con il tocco di bacchetta magica che ha iniziato la Diaspora. Sembra impossibile, o superfluo. — Allora se Belda ha ragione — disse Amelia — le leggi della fisica sono tutte in ordine. Venti miliardi di anni fa qualcuno ha premuto il pulsante del RESET per ricominciare. — E qualche miliardo di anni prima ancora — disse Belda — era già stato fatto da qualcun altro. L’universo dura soltanto il tempo necessario per far evolvere creature come noi. — Puntò due dita ossute a forma di v verso me e Amelia. — Gente come voi due. — Be’, questo veramente non risolve il mistero della Causa Prima; cioè, prima o poi deve esserci stata una vera prima volta. — Io mi chiedo — disse Reza — certamente tra tutti i milioni di galassie che ci sono ci saranno ben altre razze che hanno fatto la stessa scoperta. Migliaia o milioni di volte. Evidentemente sono state tutte psicologicamente incapaci di distruggerci tutti. — Sono evoluti oltre quella fase — disse Asher. — Peccato che noi non lo abbiamo fatto. — Girò il ghiaccio nel suo whisky. — Se Hitler avesse avuto quel pulsante nel suo bunker, o Caligola, o Gengis Khan…. — Hitler ha perso la nave per un secolo — disse Reza. — Credo che non siamo evoluti più della possibilità di produrne un’altra. — E non lo faremo — disse Belda — l’aggressione è una caratteristica della sopravvivenza. Ci mette alla base della catena alimentare. — Come la cooperazione — corresse Amelia. — L’aggressione non funziona contro una tigre con i denti a sciabola. — È una combinazione, te lo garantisco — disse Belda. — Cooperazione e aggressione — disse Marty.

Pagina 188 | Pos. 2869-70

È da Hiroshima che siamo in declino.

Pagina 188 | Pos. 2871

L’esercito tollera il pacifismo teorico

Pagina 192 | Pos. 2942-43

Una delle cose che abbiamo imparato dallo Stato Assistenziale è che la gente dà poco valore alle cose perché non le paga.

Pagina 201 | Pos. 3074-76

Feci un gesto in direzione della riserva di Armagnac, whisky di puro malto e Anejos. — Cosa avete, una stamperia di tessere di razionamento? Lui sorrise e scosse la testa, riempiendo due tazze. — Niente di così legale.

Pagina 202 | Pos. 3096-98

Tornai al tavolo di servizio e mi versai una goccia di rum nel caffè. Era un rum troppo buono per sprecarlo in quel modo, ma momenti disperati richiedono misure disperate.

Pagina 209 | Pos. 3203-7

Cameron era un uomo anziano, recluta professionista per undici anni, da quando si era offerto volontario per il progetto. Aveva seguito un corso per spie in Georgia, ed era stato addestrato per l’omicidio a distanza con vari tipi di armi. Aveva usato per lo più Mauser Fernschiesser, che potevano centrare la gente dietro gli angoli o anche fuori dalla vista. Aveva all’attivo cinquantadue omicidi, e un dolore diverso per ciascuno di essi, più un singolo grosso strazio per l’umanità che aveva perduto con il primo colpo.

Pagina 212 | Pos. 3240-41

Non litigavano mai, se non per ridere. Erano gentili e contenti. Erano umani… ma erano veramente esseri umani?

Pagina 218 | Pos. 3335-36

— Quand’è stata l’ultima volta che ha incontrato qualcuno senza disturbarlo?

Pagina 223 | Pos. 3415-17

Si comprano i biglietti a una macchinetta, con lo stesso tipo di crediti divertimento che si usano per il taxi. La burocrazia e i moralisti vorrebbero che questo stupido sistema fosse rimpiazzato dalla plastica, come le vecchie tessere contante, ma gli elettori smetterebbero immediatamente di far sapere al governo quello che fanno, quando e con chi.

Pagina 231 | Pos. 3531

Probabilmente voleva spappolarmi via il cervello, ma nessuno è perfetto.

Pagina 240 | Pos. 3675

Sospetto che sia più difficile muovere oggetti fisici che informazioni

Pagina 242 | Pos. 3706

La mattina successiva mi collegai con il bastardo per un’ora, un periodo troppo lungo di cinquantanove minuti.

Pagina 242 | Pos. 3707-9

Io e Amelia trovammo dei costumi da bagno e pedalammo fino alla spiaggia. Nello spogliatoio degli uomini due tizi mi osservavano in modo stranamente ostile. Supponevo che i neri fossero rari da quelle parti. O forse i neri ciclisti.

Pagina 243 | Pos. 3713-15

A paragone delle spiagge del Texas dove eravamo stati in vacanza, Padre Island e Matagorda, era veramente un posto strano. Niente uccelli, né conchiglie, né granchi. Soltanto un grosso artefatto rotondo di acqua alcalina. Un lago creato da un dio dalla mente semplice, aveva detto Amelia.

Pagina 243 | Pos. 3719

La realtà fa più paura dei sogni, se ci si avvicina.

Pagina 246 | Pos. 3761-69

Mi sedetti di fronte a lui e feci ruotare un limone tra i palmi. — Migliaia di persone, tutte di cultura diversa. Il procedimento funziona, ma è stato provato soltanto su venti americani, venti americani bianchi. — Non c’è motivo di pensare che potrebbero esserci influenze di carattere culturale. — È quello che dicono loro. Ma non possiamo provare nemmeno il contrario. Suppongo che alla fine ci ritroveremmo con tre pazzi in libertà? — Non credo. E una buona scienza di conservazione dobbiamo soltanto fare prima un test su scala ridotta ma non possiamo permettercelo. Non stiamo parlando di scienza adesso, stiamo parlando di politica. — Oltre la politica — dissi io. — Non ci sono parole per quello che stiamo facendo. — Ingegneria sociale? Dovetti ridere. — Non direi così dell’ingegneria. È come fare ingegneria meccanica con una chiave inglese e uno schiacciasassi.

Pagina 247 | Pos. 3773

Mia madre dice sempre: fai qualcosa, anche se è sbagliato. Credo che siamo in quella fase.

Pagina 257 | Pos. 3938-39

— Accidenti che piano sballato. Te ne vai per un paio di settimane e impazziscono tutti. — Alcuni nascono pazzi — disse Amelia. — Alcuni la pazzia se la guadagnano. Ce la portiamo dietro.

Pagina 260 | Pos. 3985-87

Un progetto innocuo che, ora che era stato messo in moto, non costava niente a nessuno, e che avrebbe potuto fornire informazioni vere sulla nascita dell’universo. Non c’era da stupirsi che questi fanatici religiosi volessero sopprimerlo! Avrebbe potuto provare che Dio non esisteva!

Pagina 262 | Pos. 4013

alcuni amano servire Dio ammazzando i senza Dio.

Pagina 263 | Pos. 4028-31

Non credo che presidi e professori vogliano vedere il vantaggio di guadagnare conoscenze senza operare attraverso le loro istituzioni. Signor Mendez, lei si è collegato con i suoi amici e parla cinque lingue. Io ne parlo soltanto quattro, e nessuna molto bene, e c’è voluta una grossa fetta della mia giovinezza, passata seduta a memorizzare, per impararne tre su quattro. Gli insegnanti sono gelosi del tempo e dell’energia che investono per guadagnare conoscenze, e lei le offre alla gente come pasticchette di zucchero.

Pagina 269 | Pos. 4113-15

Attraverso una serie di tre o quattro intermediari, supervisionava la maggior parte degli assassinii e delle torture che, sfortunatamente, erano necessari per mettere in pratica i piani di Dio.

Pagina 269 | Pos. 4122-23

L’esercito non lo avrebbe rimosso dall’incarico per quel motivo, ma avrebbero potuto farlo diventare l’addetto alle poste di grado più alto del mondo.

Pagina 276 | Pos. 4228-31

— Blaze mi ha chiesto se debbo proprio. Nei confronti di Ingram provo ancora sentimenti da uomo delle caverne. — Non riesco a capire. Ha cercato soltanto di uccidere la sua donna e poi lei. — Per non parlare del fatto che mi ha insultato come uomo e ha cercato di distruggere l’universo.

Pagina 277 | Pos. 4239-41

Marty andava avanti con il piano, anche se questo significava rischiare che un miliardo o più di persone perdessero il ben dell’intelletto. Forse che io perdessi o tenessi i ricordi non era poi un punto tanto importante nella lista delle priorità.

Pagina 279 | Pos. 4270-74

— Come si fa a “capire” qualcuno che riesce a eseguire l’ordine di stuprare una donna e poi mutilarla in modo specifico? L’ha lasciata legata e imbavagliata a sanguinare a morte. Non si può definire nemmeno umano. — Ma “è” umano — disse Jefferson — per quanto sia strano il suo comportamento, è sempre un comportamento umano. Credo che è per questo che si è chiuso: abbiamo rifiutato di vederlo come una specie di angelo vendicatore. Soltanto un uomo profondamente malato che stavamo cercando di aiutare.

Pagina 283 | Pos. 4325-26

Quando ti ha guardato, e ha guardato me, ha fissato prima al centro del petto e poi in mezzo agli occhi. Stava prendendo la mira. Non farei certo movimenti inconsulti davanti a lei.

Pagina 291 | Pos. 4454-55

— Il Governo non ha “assassini” alle sue dipendenze. — Ah, davvero. Credi anche a Babbo Natale?

Pagina 293 | Pos. 4478-80

Tornato alla sala osservazione incontrò Lalo, che aveva le braccia delle dimensioni delle cosce di Rav. Non parlava inglese e si muoveva con la delicatezza nervosa di un uomo che sa quanto si rompano facilmente le cose.

Pagina 296 | Pos. 4527-28

— Señora — le disse — lei è matta da legare. Jefferson si era scollegato un minuto prima. — Questa è anche la mia opinione professionale.

Pagina 301 | Pos. 4601

Non c’è niente di meglio che essere troppo prudenti.

Pagina 329 | Pos. 5033-35

Il Dottor Roman è decano di scienze all’Università del Texas, dove la professoressa Harding lavora e insegna. — Insegnare non è lavoro? — dissi io, e lei mi fece cenno di tacere.

Pagina 334 | Pos. 5119-21

Io dovevo guardare. Dalla vita in su non sembrava nemmeno umana: soltanto un montaggio disastroso di carne e interiora. Il resto di lei era intatto. Per qualche ragione tirai su la mano per non vedere le viscere e rimasi inorridito nello scoprire che la parte inferiore del corpo era in posa rilassata, spontanea e seducente.

Pagina 336 | Pos. 5138-39

Non avrei riportato indietro Gavrila se non per ammazzarla di nuovo.

Pagina 336 | Pos. 5139-41

Per qualche motivo ricordai mia madre, e la sua rabbia quando era stato assassinato il presidente Brenner. Avevo quattro anni. Non le era mai piaciuto Brenner, lo avevo scoperto più tardi, e questo rendeva le cose più difficili, come se avesse avuto una qualche complicità nel delitto. Come se l’assassinio fosse un qualche tipo di desiderio avverato.

Pagina 341 | Pos. 5228-29

Il mal di testa stava passando, ma dovette chiudere gli occhi davanti allo specchio dell’ascensore, o trovarsi di fronte alla prospettiva di guardarsi vomitare mille volte.

Pagina 348 | Pos. 5322-23

Sull’angolo dello schermo apparve una foto dell’interrogatore, Carew, con un fischio leggero. Lo toccò e apparve un ipertesto di centomila parole. Sospirò e decise di prendersi una seconda spruzzata di whisky, nel caffè.

Pagina 352 | Pos. 5388-89

quattro fantunità erano sembrate più che sufficienti. Prima che ci trovassimo in mezzo a una guerra.

Pagina 358 | Pos. 5487-89

— Eppure lei ha ammazzato un uomo per le sue convinzioni religiose. — Ammazzerei il mio cane se avesse la rabbia.

Pagina 361 | Pos. 5522-23

è difficile esprimere il pacifismo con granate e laser


Pace eterna: giudizio finale

Come dichiarato dallo stesso Haldeman, Pace eterna non è il seguito del suo capolavoro Guerra eterna e, sebbene lo stile sia decisamente simile, se ne discosta molto e non si avvicina ai livelli di quest’ultimo. Vincitore dei premi Hugo e Nebula nel 1998, il romanzo è quasi esclusivamente per la prima metà godibilissimo, come mostrano le numerose citazioni… purtroppo il discorso non vale per il resto. Tirate le somme, nella mia graduatoria casuale e stocasticamente illogica, Pace eterna si guadagna sei colombelle della pace.

Pace Eterna - Joe Haldeman - Colomba Pace Eterna - Joe Haldeman - Colomba Pace Eterna - Joe Haldeman - Colomba Pace Eterna - Joe Haldeman - Colomba Pace Eterna - Joe Haldeman - Colomba Pace Eterna - Joe Haldeman - Colomba

Obiettivi di lettura 2015: parziale

30 libri x x x x x x x x x x x x x x x x 53,33%
Libri di 10 autori mai letti x x x x x x x x x x x 110,00%
5 titoli non italiani o anglofoni x x x x x 100,00%
3 libri di cui non so nulla x x 66,67%
5 titoli non SF consecutivi x x x x x 100,00%
Rileggere 2 libri x 50,00%
5 libri di autori italiani x x x 60,00%
3 titoli di autori esordienti x 33,00%
Libro in sospeso da un anno x 100,00%
Libro in un giorno x 100,00%

I burattinai – Larry Niven (citazioni)

I burattinai - Larry Niven

I burattinai di Larry Niven riesce a farmi mettere in discussione quanto di buono detto pochi giorni fa sulla lista Hugo-Nebula: sfogliando le mie annotazioni devo andare a ritroso fino a marzo 2005 per trovare un libro a cui ho dato il minimo dei voti.
Con questo – oltre ai premi Hugo, Nebula e Locus del 1970/1971 – I burattinai vince anche il premio come peggior romanzo letto da me negli ultimi 10 anni. Sono senza parole!
Parte così così, ma il personaggio del protagonista sembra buono. Dopo poco, però, si cambia rotta e tutto è variabile fra il banale, lo scontato e il ridicolo. I personaggi sono di un piattume esasperante e la trama sembra l’esempio da non seguire nella guida alla letteratura fantascientifica.
A proposito di guida: per farvi un’idea immaginate la Guida galattica per gli autostoppisti senza le parti originali e divertenti: ecco.

Citazioni da I burattinai

Pagina 4 | Pos. 47-48

Ad un uomo che compie duecento anni non sono sufficienti ventiquattr’ore.

Pagina 4 | Pos. 54-58

Non si differenziavano gli americani dai tedeschi o dagli egiziani: erano una sola massa di gente piatta e uniforme. Questo in tre secoli e mezzo erano riuscite a fare le cabine transfert alle infinite varietà della Terra. Coprivano tutto il mondo con una rete di viaggi istantanei. La differenza tra Mosca e Sydney consisteva in un attimo di tempo e in una moneta da dieci stelle. Era inevitabile che le città si mescolassero, sino a trasformare i nomi dei luoghi in nient’altro che reliquie del passato.

Pagina 6 | Pos. 83-87

— Posso aiutarti? — disse Louis. — Sì! — rispose l’alien… … con una voce che suscitava i sogni dell’adolescenza. Se avesse immaginato una donna con una voce simile sarebbe stata la somma di Cleopatra, Elena di Troia, Marilyn Monroe e Lorelei Huntz. — Maledizione! — L’imprecazione era quanto mai appropriata. Non c’è giustizia! Una simile voce appartenere a un alien con due teste e di sesso indefinito!

Pagina 8 | Pos. 111-12

Louis percepì un odore pungente, piuttosto gradevole, che gli richiamava alla mente gli scaffali delle spezie e i gabinetti chimici.

Pagina 11 | Pos. 164-65

sembri apprezzare la compagnia degli alien. — Certo — Louis aveva conosciuto alcuni xenofobi. Li considerava imbecilli. La vita si riduceva ad una noia mortale, se si era costretti a dialogare solo con gli umani.

Pagina 13 | Pos. 199-201

Louis, tracannando il resto della sua bibita, decise che la cosa non aveva importanza. L’insulto era mortalmente offensivo e tutt’al più si poteva finire sbranati una volta sola.

Pagina 18 | Pos. 268-69

I suoi lineamenti non erano né caucasici né negroidi e neppure mongoloidi, pur conservando le tracce di tutte e tre le razze: una semplice mescolanza di quelle caratteristiche acquisita col passare dei secoli.

Pagina 55 | Pos. 831-32

La cabina era semplice: piena di spigoli, ottimi per urtarci gomiti e ginocchia.

Pagina 81 | Pos. 1233-34

— Sei indelicato, Louis. Non si discute di sesso con una razza alien.

Pagina 98 | Pos. 1490-91

Louis fu colto da un brivido. Cominciava a rendersi contro delle dimensioni di Ringworld. Era sgradevole, come tutti i processi della conoscenza.

Pagina 140 | Pos. 2137

La differenza tra cibo e immondizia era soltanto una questione culturale.

Pagina 154 | Pos. 2359

Potresti essere proprio tu la prima vittima del controllo della nascita retroattiva.

Pagina 168 | Pos. 2565-66

La morte era sempre la stessa, ovunque.

Pagina 181 | Pos. 2761-62

Il prete temeva seriamente di perdere la sua congregazione… come farebbe ogni altro prete, se il suo dio sorgesse in vita cercando di usurpargli il posto.

Pagina 201 | Pos. 3068-69

Louis Wu, tocca a te. Discendi dalle scimmie, quindi ti arrampichi meglio dello kzin.

Pagina 246 | Pos. 3771

Ognuno di noi vuole essere un dio. Vuole il potere ma senza le responsabilità.


I burattinai: giudizio finale

Come diavolo sia riuscito I burattinai a vincere tanti prestigiosi premi è senza dubbio un mistero da cui potrebbe nascere un romanzo molto migliore di questo.
L’unica spiegazione che posso supporre nasce da una curiosità che ho notato leggendo alcune recensioni: molto positive quelle in lingua straniera, molto negative quelle italiane. Colpa dunque di una traduzione devastante? Se qualcuno potesse far luce sulla questione, per favore si faccia avanti!
Per quanto mi riguarda I burattinai si merita dieci Cappuccetto Rosso della vergogna, e che non capiti più!

Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino

Obiettivi di lettura 2015: parziale

30 libri x x x x x x x x x x x x x x x 50,00%
Libri di 10 autori mai letti x x x x x x x x x x x 110,00%
5 titoli non italiani o anglofoni x x x x x 100,00%
3 libri di cui non so nulla x x 66,67%
5 titoli non SF consecutivi x x x x x 100,00%
Rileggere 2 libri x 50,00%
5 libri di autori italiani x x x 60,00%
3 titoli di autori esordienti x 33,00%
Libro in sospeso da un anno x 100,00%
Libro in un giorno x 100,00%

Guerra eterna – Joe Haldeman (citazioni)

Guerra eterna - Joe HaldemanGuerra eterna inaugura il nuovo ciclo delle scelte letterarie pilotate dai premi Hugo e Nebula, avendoli vinti entrambi nel 1976. Joe Haldeman, l’autore, è stato reduce della guerra del Vietnam e sono molti gli aspetti che il romanzo ha in comune con altre opere ispirate a questo conflitto: l’utilizzo di droghe (vedi anche il ruolo del cognac nella prima guerra mondiale descritto da Lussu in Un anno sull’altipiano), le carneficine ai danni di nemici inermi, i danni psichici dei veterani tornati in patria (Rambo l’abbiamo visto tutti, vero?) e i problemi del loro reintegro in una società diversa da quella che conoscevano prima di partire.

Ho avuto l’impressione di avere fra le mani un moderno Fanteria dello spazio, specie per la sua durezza: ti fa sentire come se stessi marciando anche tu con gli stivali nel fango spaziale. Anche lo stile è adatto all’argomento: schietto, diretto e senza compromessi, nato dalla viva esperienza dell’autore.
A dispetto di tutto ciò, il tema di fondo è una condanna a ogni forma di guerra.

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