Anonima Andrea Cabassi

Scrivo più veloce di quanto pensi

Tag: Philip K. Dick (page 1 of 2)

I giocatori di Titano, di Philip K. Dick (citazioni)

I giocatori di Titano era l’ultimo volume che mi rimaneva da leggere dei romanzi di Philip K. Dick pubblicati qualche anno fa da Fanucci in una bellissima edizione cartonata con sovracopertina a un prezzo relativamente basso (circa 12 euro); non so perché non mi fossi ancora deciso a leggerlo, ma invece di cercare di rispondere a questa domanda… l’ho letto.

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Newton Compton Editori: quanto vale una copertina

Ieri pomeriggio gironzolavo in libreria e – non so bene come – anciertopunto sono finito nel reparto fantascienza… cosa che non capita mai, devo dire. Ehm…
Ma passiamo oltre; dopo l’ennesima conferma che nelle librerie italiane fantascienza è al 90% Asimov e Dick, sono capitato in uno scaffale con il recente successo L’uomo di Marte (la fantasiotica traduzione del titolo The Martian, di Andy Weir), pubblicato in Italia da Newton Compton Editori. La cosa buffa è che oltre all’edizione con la copertina tradizionale ne hanno fatta uscire una seconda, con la facciona di Matt Damon tratta da una scena del film. Tutta qua la differenza? Beh, naturalmente no.

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Tre cattive ragioni per odiare la fantascienza

Da bambino t’incantavano robottoni, astronavi e treni spaziali, e nei temi scolastici scrivevi che da grande saresti stato astronauta per scoprire strani e nuovi mondi, come il capitano Kirk? Riempi la casa dei libri di Asimov come fossero trofei e sviluppi sensi di colpa se non rivedi una volta l’anno la Trilogia?
Diagnosi: ami la fantascienza.

Davide Baresi - Tre motivi per odiare la fantascienzaIn questo guest post vi parlerò di fantascienza riprendendo l’introduzione che lo scorso settembre feci alla presentazione del romanzo di Andrea presso il circolo culturale Verzeletti, un ragionamento nato da una triste constatazione: la fantascienza è un genere letterario talmente di nicchia, che se fosse ancor più di nicchia rimarremmo solo noi due. Sto parlando di percentuali minime rispetto ai lettori di narrativa tout-court, proprio come succede per i classici latini o i testi teatrali. Come è possibile? Prima mi sono scervellato per trovare una soluzione, facendo un buco nell’acqua, ma dopo… ho indagato. E ho scoperto che il lettore medio, alla domanda perché non leggi fantascienza?, replica invariabilmente con una di queste tre risposte:

  1. La fantascienza è finta, e quindi stupida.
  2. Quei libri son tutti uguali.
  3. La fantascienza non è vera letteratura.

Eccomi dunque a confutare tutto ciò, dimostrando quanto questo genere sia oggetto di un pre-giudizio bell’e buono. Procediamo punto per punto.

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Fra Bradbury e Dick

Bradbury Dick Clarke Asimov Gibson

L’immagine parla da sola, ma siccome sono un impiccione mi permetto d’intromettermi.
Oltre che impiccione sarò anche autoreferenziale, cosa che solitamente rifuggo, ma stavolta non ce la faccio. Come potrei? In una delle più importanti librerie della città il mio nome è associato a quello dei miei eroi più rifulgenti: Pelicula si trova sullo scaffale fra Isaac Asimov, J. G. Ballard, Ray Bradbury, Arthur C. Clarke, Philip K. Dick e William Gibson, solo per citare i principali!
Inutile cercare di descrivere a parole la soddisfazione provata nel vedere il mio lavoro accanto a grandi classici della fantascienza e in particolare del genere distopico (Fahrenheit 451 di Bradbury sopra tutti) quindi credetemi sulla fiducia.

E, naturalmente, prendete questo post come un ricco invito alla lettura!

Film di fantascienza: i migliori 10

I migliori film di film di fantascienza

Sul Guardian di mercoledì scorso è stata pubblicata, per la rubrica Critics’ top 10s, una classifica dei 10 migliori film di fantascienza, che vado ora a elencare:

  1. 2001: odissea nello spazio (1968)
  2. Metropolis (1927)
  3. Blade runner (1982)
  4. Alien (1979)
  5. Solaris (1968)
  6. E.T. l’extra-terrestre (1982)
  7. Guerre Stellari (1977)
  8. Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)
  9. Terminator (1984) e Terminator 2 – Il giorno del giudizio (1991)
  10. Matrix (1999)

Da appassionato di fantascienza non potevo rimanere impassibile di fronte a un’enormità del genere che, nonostante si sforzi di includere un titolo del ’27, elenca film per il 60% usciti nel giro di 6 anni (1979-1984). Mi sento dunque in dovere di spendere alcune energie in due distinte azioni.

Prima azione a tutela dei film di fantascienza

La prima azione in difesa dei film di fantascienza che mi sento di compiere, ma che in realtà è applicabile a ogni altro campo, è dichiarare l’indiscutibile e completa inutilità di queste classifiche basate su criteri irrazionali, spesso mortificanti e, per forza di cose, incomplete.

Seconda azione a tutela film di fantascienza

La seconda azione che porterò a favore dei film di fantascienza è stilare una mia personale classifica, in modo da ristabilire l’onore dei film meritevoli ingiustamente esclusi dai critici del Guardian.
Fatico a citare solo dieci titoli fra i molti di caratura pari (se non superiore) ai sopracitati, ma mi sforzo ed ecco il risultato:

  1. Fahrenheit 451 (1966)
  2. Il pianeta delle Scimmie (1968)
  3. Brazil (1985)
  4. L’esercito delle 12 scimmie (1995)
  5. Gattaca – La porta dell’universo (1997)
  6. Dark City (1998)
  7. The Truman Show (1998)
  8. Donnie Darko (2001)
  9. Minority Report (2002)
  10. A Scanner Darkly (2006)

Come si può notare sono ordinati per data d’uscita, non ho intenzione di farmi esplodere il cervello nel tentativo di metterli in ordine di bellezza. E siccome non è vero che mi sono sforzato di sceglierne solo dieci, eccone immediatamente altri dieci ingiustamente esclusi:

  1. Arancia Meccanica (1971)
  2. Rollerball (1975)
  3. Interceptor – Il guerriero della strada (1981)
  4. Wargames – Giochi di guerra (1983)
  5. RoboCop – Il futuro della legge (1987)
  6. Akira (1988)
  7. Stargate (1994)
  8. Ghost In The Shell (1995)
  9. Il quinto elemento (1997)
  10. District 9 (2009)

Che cosa sì e che cosa no

Il Guardian ha incluso fra i film di fantascienza anche Guerre Stellari, io sono invece stato più integralista conservatore e non ho citato Ritorno al futuro (1985) o The Rocky Horror Picture Show (1975), che adoro, ma che pur rispondendo ai canoni formali della fantascienza non ne hanno (secondo me) la sostanza. Avventura il primo, musical il secondo: ecco come li definirei, e Guerre Stellari lo collocherei nel fantasy. Certo, non ho nulla contro queste contaminazioni, ma se devo scegliere i migliori film di un dato genere, cerco fra quelli che più lo rispettano.
Alcuni titoli, poi, non sono che pallide riduzioni dei romanzi da cui sono tratti (come le trasposizioni cinematografiche di capolavori definitivi come Solaris, Io sono Leggenda o 1984); ottimi invece i film tratti da racconti brevi, in cui il regista dispone sì di idee e intuizioni geniali, ma ha anche ampi spazi per sviluppi e reinterpretazioni (si pensi solo ai numerosi film tratti dai racconti di Philip K. Dick. Io per non fare lo spaccone ho citato solo Minority Report e A Scanner Darkly, ma avrei potuto sceglierli tutti e nessuno si permettebbe di fiatare (in realtà anche le idee di The Truman Show e della saga dei Terminator sono liberamente tratte (rubate) da opere di Dick).
Ma queste, ripeto, sono solo le mie opinabili idee: i pur validissimi film di fantascienza che non mi sono piaciuti non ce li ho messi!

E voi?

E voi siete d’accordo? Qual è la vostra classifica?

Intervista di Argeta Brozi per “Sussurri dal cuore”

Sbirciando la Falda di Arak

Un primo riscontro positivo del progetto di scrittura A mille mani ha generato dal proprio costato un racconto fantascientifico a struttura episodica. I primi capitoli sono già stati scritti ed è quasi terminata la base per i successivi episodi.
Sono impelagato in questo lavoro con il Rezzo (coaudiuvati dalla consulenza scientifica di Zorro): è interessante come per tutti e due questa sia la prima esperienza in chiave fantascientifica di stampo classico, perché i nostri background in questo filone sono diametralmente opposti.

La sua è una concezione più fantastico-avventurosa della sci-fi, molto meno rigida, più bendisposta a espedienti di vario genere, più libera ma forse un po’ ingenua, particolarmente adatta per idee interessanti sullo svolgersi degli eventi. Modelli di riferimento: Spazio 1999, Star Trek, 2001: Odissea nello spazio (poi gli chiedo conferma e semmai correggo).

La mia è invece una concezione sci-fi di stampo assolutamente scientifico-horror-claustrofobico, per certi versi più realista e pragmatico: magari la scienza me la invento dal nulla, ma mi infastidisce lasciare qualcosa di inspiegato perché non l’ho pensato bene. Lo spazio non è un parco giochi dove l’uomo-neonato muove i primi passi, è un luogo di morte ma anche la sua unica speranza di sopravvivenza, un contrasto continuo in cui mi trovo a perfetto agio nell’analisi dei personaggi piuttosto che nell’intreccio degli episodi. Modelli di riferimento: Philip K. Dick, Isaac Asimov, Go Nagai, Alien, Macross.

Fantascienza CYG

Così, fra disegnini di mappe e portaerei spaziali, procede la stesura, arrivata per ora al capitolo numero tre. Il protagonista e uno dei maggiori comprimari sono entrati in scena e anche il capitolo dedicato alle origini ha già visto la luce. Presto la nave-piattaforma Argèv (assolutamente suscettibile a rinominazioni di qualsivoglia tipo) e il suo equipaggio saranno attori in una serie di eventi che influiranno in maniera decisiva l’evoluzione umana nel sistema solare, in quello geoviale e forse verso altri nuovi inventatissimi mondi.

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