Anonima Andrea Cabassi

Scrivo più veloce di quanto pensi

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Recensione Pelicula di Marina Guarneri

In settimana è apparsa su Amazon la recensione di Pelicula scritta dall’apprezzatissima blogger e scrittrice Marina Guarneri, che ringrazio.

Per leggere integralmente il suo commento, e eventualmente lasciarle una risposta, andate alla pagina delle recensioni su Pelicula di Amazon.

4/5 – Stellette meritate, 9 febbraio 2016
Da un po’ di tempo a questa parte mi misuro con letture che non mi appartengono, ma che mettono alla prova la mia capacità di andare oltre il pregiudizio. È con questa idea che ho letto il libro di Andrea Cabassi, rilevando subito un fatto positivo, per me che non amo questo genere letterario: Pelicula è sì, un romanzo di fantascienza, ma è trattato con apprezzabili spunti narrativi. Le scene, nella loro trasposizione futuristica, sono sobrie: già il fatto di non trovarmi dentro navicelle spaziali a combattere contro alieni dell’ipergalassia mi ha ben disposto e i momenti di azione sono talmente descrittivi che si ha come l’impressione di guardare un film più che di leggere un libro. I personaggi hanno delle caratteristiche che l’autore ha ben tratteggiato, io ho trovato la loro particolarità nel fatto di lasciare al lettore un ampio margine di giudizio sul ruolo assunto all’interno della storia. Essa è incentrata su un sistema di bio nano tecnologia chiamato Pelicula, installazione che determina una sorta di condizionamento nella mente di ogni uomo che ne è obbligatoriamente vaccinato. Un ordine perfetto, un controllo totale che limita le azioni e le reazioni di tutti, procurando una felicità artificiale. Un gruppo di persone, tra cui i due protagonisti principali, contrastano questo sistema con ogni mezzo: in un mondo di “schiavi” felici, loro intervengono a sovvertire le regole per rivendicare la vera libertà, quella di pensiero.
L’intreccio distopico ha il suo fascino ed è raccontato con piena padronanza di stile e linguaggio.
Ho solo un appunto da sottolineare: l’astrusità di alcuni nomi ai limiti dell’impronunciabilità, ma è un peccato veniale su un’opera che merita sicuramente un buon voto. Positiva la mia impressione generale.

Classifica bookstore on line

Alla domanda avete un bookstore on line di preferenza? i lettori del blog hanno decretato la stravittoria di Amazon, con un 10% di vantaggio sulla seconda scelta (29% contro il 19% di nessuno store in particolare) e più del doppio dei voti sulla terza (il 13% di IBS).
Un 8% dei votanti s’è lamentato perché ho scelto il termine bookstore on line e non libreria on line (per la precisione mi hanno scritto Io quel negozio li lo chiamo libreria, quando parlo ai miei compatrioti, gli italiani, e così tutti mi capiscono e di librerie ne trovo quante ne voglio. Perciò non ho bisogno di parole inglesi, lascio che siano altri ad esibirvisi, sculettandosi di sod… e poi ha finito i caratteri ma non se n’è accorto. Oppure gli piaceva così).

Sarcasm-o-matic

Sapete che vi dico? YEAH, RIGHT!

Questo vuoi dire che quasi la metà dei votanti acquista abitualmente o su Amazon o – per buona pace degli altri store – valuta di volta in volta in funzione di promozioni, sconti, offerte ecc.
Se avete voglia di sculettare di sod anche voi date un’occhiata ai risultati completi del sondaggio!

Kindle Write On

Kindle Write On è l’ultimo servizio lanciato da Amazon (attualmente in beta e accessibile solo su invito): un network dedicato alla pubblicazione e alla vendita di libri self. Questo l’articolo dall’ultimo numero di Internazionale (#1081 del 12 dicembre) dove ho appreso la notizia:

Kindle Write On: come cambia il self publishing

Kindle Write On

Il mio pensiero sul self publishing – e indirettamente anche su Kindle Write On – è che, come molti strumenti accessibili a tutti, in realtà sia alla portata di pochi. Ho visto molti libri di autori autodidatti e sono tutti accomunati dalla mancanza di un editing professionale. Difficilmente si può essere bravi scrittori e bravi editor, sono due figure diverse, per usare una metafora non è detto che un bravo pilota sia anche un bravo meccanico… magari sì, ma non è detto. È vero però che l’importante è che chi acquista un libro sia messo nella condizione di sapere che cosa sta comprando: il risultato del lavoro di un team di professionisti composto da scrittore e casa editrice, oppure no? Questo Kindle Write On lo garantisce.

Inoltre non vedo perché i vari Lulu, Youcanprint & Co. (che esistono da anni) debbano essere tanto diversi da Kindle Write On. Solo perché c’è Amazon di mezzo?
La mossa è chiaramente finalizzata a soddisfare una domanda che non è la stessa di chi frequenta librerie (fisiche o virtuali), si tratta di offrire un prodotto a costo zero a un bacino di potenziali clienti con caratteristiche definite (gusti, abitudini, potere di spesa ecc.) che sa che cos’è quello che legge e tuttavia gli va bene lo stesso.
Quindi mi chiedo se l’interrogativo da porsi non sia perché Kindle Write On può essere un problema? ma come fare a incanalare questo bacino verso l’offerta di libri ben fatti? (quello che prima chiamavo il risultato del lavoro di un team di professionisti), che è un po’ come chiedersi se sia possibile proporre caviale a chi è abituato a strafogarsi di hamburger e patatine fritte.

L’avventura di leggere su Kindle

La scorsa settimana su Sette, il magazine del Corriere della Sera, è stato pubblicato l’articolo di Roberto Cotroneo Leggere su Kindle? Non è un’avventura, che parla di libri digitali; onestamente lo fa in malo modo.
Ho già espresso la mia posizione sull’argomento, quindi so bene che cosa significhi preferire i libri cartacei, mi secca però leggere un articolo così fazioso che mira a confondere le idee dei meno informati.
Prima di tutto, però, leggete per bene l’articolo:

Provo a riassumere i punti principali dell’articolo:

Leggere su Kindle

  1. Introduzione nostalgica.
  2. I libri possono essere letti senza vincoli di tempo, di spazio, di ordine di lettura ecc.
  3. Amazon ha inaugurato Kindle Unlimited (semplificando: permette di scaricare sul proprio Kindle quanti eBook si vuole, fino a dieci in contemporanea, pagando un fisso mensile).
  4. Ripetizione del punto 2
  5. eBook = Amazon = Kindle Unlimited

Assolutamente condivisibili i primi quattro punti, ma all’improvviso nel finale si parla di eBook come se Kindle Unlimited di Amazon fosse l’unica via per leggere un eBook. Amazon è di certo uno dei leader di questo settore, ma non è l’unico, e Kindle Unlimited è solo l’ultima delle offerte proposte.
No, non mi è piaciuto per niente questo modo di trattare l’argomento: questa è disinformazione.

[…] il possesso del libro non è solo bibliofilia. È molto più spesso una necessità che obbedisce al tempo. Un libro puoi leggerlo, e puoi aver bisogno di leggerlo ancora, puoi tenerlo sapendo che ti servirà, puoi farlo aspettare. Non ha tempo di resa.

Si può affermare che un eBook non permetta tutto questo?

La compagnia della spada. Gli oscuri (The Grim Company), di Luke Scull

La compagnia della spada. Gli oscuri è stata l’unica nota veramente positiva in un periodo in cui ho letto davvero parecchio: autori nuovi, storie nuove, generi leggermente nuovi (vedi steampunk). Alcuni libri letti son carini, ma pochi mi hanno colpito in modo tale da stimolarmi a condividere con voi l’esperienza.
Questo fino a quando non ho incontrato – appunto – La compagnia della spada. Gli oscuri (The grim company) di Luke Scull.

La compagnia della spada. Gli oscuri - Luke Skull

Il 20% del libro è stato sufficiente per farmi dire OK, scriverò di questo. Poi sono anche arrivata in fondo alle 400 pagine, molto rapidamente peraltro, e posso ufficialmente definirmi veramente divertita dalla lettura.
Divertita non (solo) nel senso che mi ha portato alla risata, ma nel senso tipicamente inglese dell’enjoy: piacevolmente intrattenuta.

La compagnia della spada: elementi di novità

Non dico certo che questo romanzo rivoluzioni il fantasy, ormai questi paroloni da battage pubblicitario si sprecano nei commenti da quarta di copertina (e son di solito a sproposito). Posso però dire che in questo caso ci sono alcuni simpatici elementi di novità riassumibili in due punti principali:

  1. Gli dei sono morti ammazzati (dagli umani)
  2. Gli eroi che salvano il mondo sono o vecchi, o antipatici, o cattivi, o arroganti

Altra piacevole sorpresa: è stato tradotto in italiano e, ancora più incredibile, il prezzo è comparabile a quello dell’edizione americana, visto che è ora in vendita a 4,99 €.

La sinossi di Amazon.it

Gli dèi sono morti. Ma non gli eroi

Il buio avvolge le terre della triade.
Il tiranno Salazar e i suoi compagni Sommimaghi dominano col terrore la città di Dorminia. Le antiche divinità sono ormai cadaveri in decomposizione, e orde di demoni affamati popolano le montagne del Nord. In queste lande desolate pervase dal buio e dalla distruzione non c’è più differenza tra un eroe e un assassino. Ma qualcuno tenta di resistere. Un giorno due anziani guerrieri fuggiaschi salvano la vita a un giovane ribelle, ed è l’inizio di una singolare amicizia. Un’insolita compagnia di mercenari, fuorilegge, raminghi si prepara adesso ad affrontare la dura battaglia contro la tirannide. Davarus Cole l’aspirante eroe, Brodar Kayne il vecchio Highlander, Jerek il Lupo, Garrett il capo dei ribelli, Vicar l’alchimista, Eremul il Mezzomago, la giovane Sasha e la maga Yllandris rappresentano l’unica speranza di rovesciare il tiranno e riportare la luce nelle terre del pianto.

Mi sento in dovere di far notare che questa sinossi è sbagliata: ogni Sommomago domina una diversa città, tant’è che nel romanzo sono in guerra tra loro per il predominio. Ma passiamo alle note dolenti.

La compagnia della spada: adattamento italiano

Tralasciamo caritatevolmente la traduzione del titolo. Gli Oscuri vorrebbe essere la traduzione di The Grim Company, magari discutibile ma più o meno accettabile. Ma La compagnia della spada da dove viene? Oltre a non aver ragione di esistere è pure il titolo più banale mai pensato… nella versione originale The Grim Company è sia il titolo del libro che dell’intera serie.
Ma allontaniamo da noi il pensiero negativo e tralasciamo le note dolenti accontentandoci del fatto che qualcuno l’abbia tradotto in italiano: un meritato premio.
Del resto non per niente è tra i finalisti del David Gemmell Award 2014 per la categoria Miglior Esordio:

  • The Garden of Stones – Mark T. Barnes (47 North)
  • Headtaker – David Guymer (Black Library)
  • Promise of Blood – Brian McLellan (Orbit)
  • The Path of Anger – Antoine Rouaud (Gollancz)
  • The Grim Company – Luke Scull (Head of Zeus)

(Dell’elenco ho letto anche Promise of blood, non male, ma preferisco La compagnia della spada/The Grim Company).

La compagnia della spada: conclusioni

È uno di quei libri che ti accompagnano anche dopo che li hai finiti e che ti fanno rimuginare e immaginare (fantastica parola): termina con ben tre, e dico tre, cliffhanger!

Leggetelo, non ve ne pentirete!

It is a time of darkness. The last magic of the dead gods is on the wane. Demons and half-formed monsters plague the land as the final barriers between the realms begin to fail. The jealous Magelords of three great cities sit in their towers of stone and brood over the scant power that remains…

It is not a time of heroes. Their songs are long forgotten, their deeds go unwritten.

But, even now, some few still nurse a spark of hope, an unlikely fellowship, united against the tyranny of their immortal overlords – THE GRIM COMPANY.

Scaricare eBook gratis come-dove-perché

scaricare eBook gratisSempre più spesso ricevo richieste su come fare per scaricare eBook gratis.
Solitamente, dopo aver sponsorizzato i miei racconti scaricabili gratuitamente in eBook, passo in rassegna i siti che frequento.
Siccome la risposta che do è sempre la stessa, ho pensato tanto valesse scriverla una volta per tutte, così alla prossima richiesta avrò anche un motivo in più per spammare il sito senza troppi problemi (non che me ne sia mai fatti, intendiamoci).

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Andrew Wylie sul futuro dell’editoria

Chi è Andrew Wylie

Andrew Wylie

Andrew Wylie è un agente letterario statunitense old school con il pallino della scrittura di alto livello. Soprannominato Lo Sciacallo per il bracconaggio d’autori che pratica nelle riserve di altre agenzie, è famoso per la sua avversione nei confronti della narrativa commerciale (dover leggere bestseller tutto l’anno è la mia definizione d’inferno).

L’intervista ad Andrew Wylie

Su New Republic, una rivista USA di politica e arti, Andrew Wylie ha recentemente rilasciato un’intervista con alcuni interessanti spunti inerenti il mondo editoriale.
Vi ripropongo quindi due passaggi: il primo è un’analisi a tutto tondo del mercato editoriale, il secondo è una riflessione sulle condizioni imposte oggi dai colossi dell’editoria digitale.

L’industria editoriale secondo Andrew Wylie

Il vero problema è che a partire dagli anni ’80 l’industria editoriale s’è fatta guidare dal reparto vendite. E oggi ogni strategia viene impostata come se si dovessero vendere detersivi. Ma non è così. I libri sono un prodotto particolare. Un po’ come la moda. Sono rivolti a persone che hanno un certo livello di educazione e che leggono. Non ci sono molte persone che leggono. La maggior parte della gente se ne va in giro e litiga e cerca di fare dei soldi. Noi vendiamo libri. È un settore che ha dei limiti naturali. L’editoria non deve essere necessariamente supermarkettizzata.

Andrew Wylie sul futuro dell’editoria

Tutto passa. Amazon passerà. E Apple¹ passerà. E tutto passerà. Io penso che le cose continuerebbero ad andare bene anche se le case editrici ritirassero i loro prodotti da Amazon. Se le condizioni che vengono loro imposte non sono soddisfacenti, perché continuano ad accettarle? Pensi che facendo così perderai il 30% del tuo fatturato? Non c’è problema. Vuol dire che avrai il 30% di margine in più sul restante 70%. Avrai meno sciocchi che leggono i tuoi libri e verrai pagato di più da quelli continuano a farlo. Non vedo dove stia il problema.

¹ Apple è stata giudicata colpevole, insieme ad altri cinque colossi editoriali, di aver perseguito politiche anticoncorrenziali stringendo accordi per fissare i prezzi

Conclusioni

Voi che ne dite? Trovate condivisibile la posizione di Andrew Wylie sul futuro dell’editoria, e in particolare sul ruolo di nomi nuovi come Amazon e Apple? Oppure pensate che, essendo Andrew Wylie dichiaratamente di parte (con l’aggravante di non essere esattamente un agnellino… lo Sciacallo, ricordate?), le sue parole potrebbero essere guidate da opportunismo e interessi personali?
Prima di chiudere, però, vi lascio con un’ultima sua citazione:

Quando ho iniziato, mi sono chiesto: bene, che cosa vuoi fare per vivere? Voglio vivere leggendo bei libri.

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