Nel mese di febbraio 2007 ricevetti tre menzioni a concorsi letterari organizzati dall’editore Tindari: questo mi aprì la strada verso la stesura di un piccolo contratto editoriale.
Le trattative furono all’inizio assai intense, successivamente soprattutto molto lente, così dopo quasi due anni e mezzo, a luglio 2009, è uscita per le edizioni Tindari la mia prima raccolta poetica, dal titolo Geloso permaloso lunatico e noioso.
Cinquantaquattro poesie che racchiudono quattro intensi anni di emozioni, a volte fiorite e a volte demolite, ma sempre vere e mai moderate.
Informazioni
Tindari Edizioni, I edizione luglio 2009 (brossura)
ISBN: 9788896539323
Illustrazione copertina di Laura Pezzoli
Dalla quarta di copertina: Andrea Cabassi, nato a Brescia nel 1978, inizia a scrivere di nascosto sui banchi di scuola, mentre i professori… non ricorda bene che cosa facessero. Ha scritto sperimentando in qualunque modo: narrativa, poesia, fumetto, filastrocche, programmi, canzoni, SMS, saggi, teatro, articoli, rebus, eccetera, inizialmente senza rendersi conto di quello che faceva. Quando scrive di sé dimentica sempre qualcosa di importante a scapito di sciocchezze.
Distribuzione
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Recensioni
“Ti voglio/quant’è vera la vita/perché la vita sia vera”. E ciò vale anche per la vita, dunque, sicché l’invocazione all’amore, il perentorio “voglio”, è lo scatto del puledro che non si rassegna al recinto. Il tema dell’amore infatti è ricorrente in questa raccolta, ma le immagini che lo richiamano sono originali e sofferte, mai scontate, spesso amare. “Dea di fumo,/tuoi gli occhi del Nilo/d’apprendista terrestre.” – “Ero stanco/e tu eri bella.” Il linguaggio è volutamente prosaico, con impennate liriche di ottima fattura e sapienti riflessioni di vita e di pensiero. “La sottile frontiera/fra arte e vandalismo/è la capacità/di affascinare le proprie vittime”. – “Bellezza è libertà/di essere diversi/inappagati/audaci e incompiuti”. C’è una promessa in questi versi, ed è buona cosa. Ben vengano generazioni più consce, più coraggiose di quella cui io appartengo. Ben vengano nuovi paladini: paladini della Vita, dell’Anima, perché la Creazione ha più bisogno di spade di luce che non di televisori al plasma. Perché: “Dio è perfetto/però io imparo in fretta/e non esiste cielo che possa contenermi,/così quando saremo morti/avremo una frase da ricordare”.
Emidio Montini
I suoi testi sono graffi sulla pagina bianca. La Poesia qui deve schiaffeggiare quasi con sagacia futurista. Non deve edulcorare né pennellare. Inoltre non vuole introduzioni, nell’ottica dell’autore, in quanto ingabbia e soffoca la vera essenza dei testi. Poi è ironia, marciapiede quotidiano da calpestare. E sporcarsi non significa doversi poi lavare ma moltiplicarsi in strati di vita.
Ibiskos editore
La commissione letteraria della nostra casa editrice, riunitasi a fine gennaio, ha dato parere favorevole col punteggio di 29/30 alla sua opera.
I parametri valutativi tenuti di conto sono stati:
- Stilistica
- Grammatica e ortografia
- Contenuto
- Logicità dell’opera
Nicola Calabria

