Anonima Andrea Cabassi

Scrivo più veloce di quanto pensi

Tag: Premio Locus

L’anno del contagio – Connie Willis (citazioni)

Con L’anno del contagio di Connie Willis riprendo dopo un po’ di tempo la lettura dei romanzi vincitori sia del premio Hugo che del Nebula, e in questo caso anche del premio Locus.
Si tratta sia di un romanzo fantascientifico che di un romanzo sul medioevo: in un futuro non troppo remoto i ricercatori universitari avranno a disposizione una macchina del tempo con cui recarsi in epoche passate per studiarle (altre implicazioni della macchina del tempo non sono mai trattate nel romanzo). La storia si svolge quindi su due piani paralleli: nel 2054 il Brasenose College di Oxford è vittima di un’epidemia e è posto in quarantena, mentre nel Medioevo Kivrin – una studentessa di storia partita proprio dal Brasenose – è accolta in un villaggio di Skendgate nell’Oxfordshire.

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Il serpente dell’oblio – Vonda N. McIntyre (citazioni)

Ho letto Il serpente dell’oblio sull’onda della serie positiva di crocette spuntate sulla mia lista dei vincitori sia del premio Hugo che del Nebula: con questo romanzo Vonda N. McIntyre li vince entrambi nella stagione 1978/79, e in aggiunta si aggiudica anche il premio Locus.
Purtroppo, come ho sperimentato sulla mia pelle qui e qui, non sempre questo è sinonimo di qualità – o almeno di vicinanza ai miei gusti – quindi ero un po’ timoroso nell’intraprendere questa lettura.
È invece stato sufficiente un capitolo per assicurarmi che quello che impugnavo fosse qualcosa di straordinario.

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I burattinai – Larry Niven (citazioni)

I burattinai - Larry Niven

I burattinai di Larry Niven riesce a farmi mettere in discussione quanto di buono detto pochi giorni fa sulla lista Hugo-Nebula: sfogliando le mie annotazioni devo andare a ritroso fino a marzo 2005 per trovare un libro a cui ho dato il minimo dei voti.
Con questo – oltre ai premi Hugo, Nebula e Locus del 1970/1971 – I burattinai vince anche il premio come peggior romanzo letto da me negli ultimi 10 anni. Sono senza parole!
Parte così così, ma il personaggio del protagonista sembra buono. Dopo poco, però, si cambia rotta e tutto è variabile fra il banale, lo scontato e il ridicolo. I personaggi sono di un piattume esasperante e la trama sembra l’esempio da non seguire nella guida alla letteratura fantascientifica.
A proposito di guida: per farvi un’idea immaginate la Guida galattica per gli autostoppisti senza le parti originali e divertenti: ecco.

Citazioni da I burattinai

Pagina 4 | Pos. 47-48

Ad un uomo che compie duecento anni non sono sufficienti ventiquattr’ore.

Pagina 4 | Pos. 54-58

Non si differenziavano gli americani dai tedeschi o dagli egiziani: erano una sola massa di gente piatta e uniforme. Questo in tre secoli e mezzo erano riuscite a fare le cabine transfert alle infinite varietà della Terra. Coprivano tutto il mondo con una rete di viaggi istantanei. La differenza tra Mosca e Sydney consisteva in un attimo di tempo e in una moneta da dieci stelle. Era inevitabile che le città si mescolassero, sino a trasformare i nomi dei luoghi in nient’altro che reliquie del passato.

Pagina 6 | Pos. 83-87

— Posso aiutarti? — disse Louis. — Sì! — rispose l’alien… … con una voce che suscitava i sogni dell’adolescenza. Se avesse immaginato una donna con una voce simile sarebbe stata la somma di Cleopatra, Elena di Troia, Marilyn Monroe e Lorelei Huntz. — Maledizione! — L’imprecazione era quanto mai appropriata. Non c’è giustizia! Una simile voce appartenere a un alien con due teste e di sesso indefinito!

Pagina 8 | Pos. 111-12

Louis percepì un odore pungente, piuttosto gradevole, che gli richiamava alla mente gli scaffali delle spezie e i gabinetti chimici.

Pagina 11 | Pos. 164-65

sembri apprezzare la compagnia degli alien. — Certo — Louis aveva conosciuto alcuni xenofobi. Li considerava imbecilli. La vita si riduceva ad una noia mortale, se si era costretti a dialogare solo con gli umani.

Pagina 13 | Pos. 199-201

Louis, tracannando il resto della sua bibita, decise che la cosa non aveva importanza. L’insulto era mortalmente offensivo e tutt’al più si poteva finire sbranati una volta sola.

Pagina 18 | Pos. 268-69

I suoi lineamenti non erano né caucasici né negroidi e neppure mongoloidi, pur conservando le tracce di tutte e tre le razze: una semplice mescolanza di quelle caratteristiche acquisita col passare dei secoli.

Pagina 55 | Pos. 831-32

La cabina era semplice: piena di spigoli, ottimi per urtarci gomiti e ginocchia.

Pagina 81 | Pos. 1233-34

— Sei indelicato, Louis. Non si discute di sesso con una razza alien.

Pagina 98 | Pos. 1490-91

Louis fu colto da un brivido. Cominciava a rendersi contro delle dimensioni di Ringworld. Era sgradevole, come tutti i processi della conoscenza.

Pagina 140 | Pos. 2137

La differenza tra cibo e immondizia era soltanto una questione culturale.

Pagina 154 | Pos. 2359

Potresti essere proprio tu la prima vittima del controllo della nascita retroattiva.

Pagina 168 | Pos. 2565-66

La morte era sempre la stessa, ovunque.

Pagina 181 | Pos. 2761-62

Il prete temeva seriamente di perdere la sua congregazione… come farebbe ogni altro prete, se il suo dio sorgesse in vita cercando di usurpargli il posto.

Pagina 201 | Pos. 3068-69

Louis Wu, tocca a te. Discendi dalle scimmie, quindi ti arrampichi meglio dello kzin.

Pagina 246 | Pos. 3771

Ognuno di noi vuole essere un dio. Vuole il potere ma senza le responsabilità.


I burattinai: giudizio finale

Come diavolo sia riuscito I burattinai a vincere tanti prestigiosi premi è senza dubbio un mistero da cui potrebbe nascere un romanzo molto migliore di questo.
L’unica spiegazione che posso supporre nasce da una curiosità che ho notato leggendo alcune recensioni: molto positive quelle in lingua straniera, molto negative quelle italiane. Colpa dunque di una traduzione devastante? Se qualcuno potesse far luce sulla questione, per favore si faccia avanti!
Per quanto mi riguarda I burattinai si merita dieci Cappuccetto Rosso della vergogna, e che non capiti più!

Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino Il burattino

Obiettivi di lettura 2015: parziale

30 libri x x x x x x x x x x x x x x x 50,00%
Libri di 10 autori mai letti x x x x x x x x x x x 110,00%
5 titoli non italiani o anglofoni x x x x x 100,00%
3 libri di cui non so nulla x x 66,67%
5 titoli non SF consecutivi x x x x x 100,00%
Rileggere 2 libri x 50,00%
5 libri di autori italiani x x x 60,00%
3 titoli di autori esordienti x 33,00%
Libro in sospeso da un anno x 100,00%
Libro in un giorno x 100,00%

I vincitori dei premi Hugo e Nebula

Una delle risposte al sondaggio su come scegliere un libro era ho trovato una lista dei libri fondamentali e la sto seguendo, ed è proprio quello che ho fatto di recente: ho recuperato l’elenco dei romanzi che sono riusciti a vincere ambedue i prestigiosi premi Hugo e Nebula (quelli con l’asterisco hanno vinto anche il premio Locus) e la consulto quando ho bisogno di un suggerimento. Alcuni li avevo già letti (li ho sottolineati o li ho linkati al post in cui ne parlo), altri me li sono procurati, altri ancora non mi convincono molto (negli ultimi anni sono premiati anche i romanzi fantasy).
Se al sondaggio avete votato la risposta sulla lista, magari questa può tornare utile anche a voi!

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La porta dell’infinito (Gateway) di F. Pohl

Lo scorso 2 settembre è scomparso il celebre scrittore di fantascienza (e non solo) Frederik Pohl, di cui lessi in passato I mercanti dello spazio: un’intelligente satira sul consumismo e sul mondo della pubblicità. Mi piacque così tanto che da molto mi ripromettevo di leggere altro di Pohl così, come ultimo saluto al geniale scrittore scomparso, mi sono procurato La porta dell’infinito (conosciuto anche con il suo titolo originale Gateway, ovvero il nome dell’asteroide dov’è ambientata gran parte della storia).

Gateway - La porta dell'infinito - Frederik Pohl

La porta dell’infinito è un romanzo di fantascienza classica del 1977, molto apprezzato dal pubblico e vincitore di tutti i principali premi riservati a questo genere letterario, tra cui spiccano il Premio Hugo, il Premio Nebula, il Premio Locus e il Premio Campbell.
Pur non lasciando alcunché in sospeso, La porta dell’infinito è il primo romanzo del cosiddetto ciclo degli Heechee.

La storia di Gateway – La porta dell’infinito

Gateway è il nome di un asteroide cavo, scoperto per caso da un esploratore, all’interno del quale sono contenute centinaia di navi abbandonate millenni addietro dal misterioso popolo Heechee.
Nessuno sa come governare queste navi aliene ma, a seguito di molti tentativi, si è capito come farle partire per la destinazione pre inserita nel sistema, e come farle tornare indietro. Quale sia questa destinazione è un mistero, e altrettanto lo è la durata del viaggio. Partire con una di queste navi è di fatto una scommessa: trovare qualche prezioso artefatto Heechee, fare un viaggio inutile o morire di fame, per un incidente, varie ed eventuali.
Trovare un artefatto Heechee (o scoprire qualcosa di rilevante come un pianeta abitabile, nuove conoscenze scientifiche ecc.) può rendere una persona estremamente ricca, ecco quindi la nuova professione del cercatore, di solito avventurieri ambiziosi o poveri disgraziati, disposti a partire pur non sapendo se la nave potrà mai tornare.
Su Gateway le navi disponibili sono classificate in base al numero di passeggeri che possono ospitare (Uno, Tre o Cinque), e alcune di queste possono essere corazzate, probabilmente indirizzate a mete più pericolose del normale, ma questa è solo una congettura.
Robinette (detto Bob, o Rob) Broadhead è il protagonista di La porta dell’infinito: è uno di questi avventurieri che, dopo aver vinto a una lotteria, decide di abbandonare la sua misera vita sulla Terra per trasferirsi su Gateway in cerca di fortuna. Dopo tre viaggi sulle navi Heechee, Bob riesce a diventare straordinariamente ricco; tuttavia, con l’aiuto psichiatrico di un’intelligenza artificiale, deve venire a patti con ciò che è accaduto in quell’ultimo viaggio.

Gateway – La porta dell’infinito: citazionie

Vi lascio alle mie sottolineature de La porta dell’infinito, raccomandandovi il pezzo in posizione 4062-63 dove apprendiamo che anche nel futuro continuano a esistere case editrici a pagamento. Vergogna!

Pos. 30

Lo odio, quando mi fa le stesse domande che io rivolgo a me stesso.

Pos. 72-73

la stella fantasma che usciva dal nulla, sotto di noi, come il sorriso dello Stregatto?

Pos. 132-33

E bevevamo parecchio, il liquore fortissimo e scadente che veniva prodotto a meno di quindici chilometri di distanza. Qualche volta l’etichetta lo chiamava scotch e qualche volta vodka o bourbon, ma usciva tutto dalla stessa distilleria di fanghiglia.

Pos. 219-20

Dico in tono leggero, quasi ridacchiando: — Sigfrid, c’è un’intensità di sofferenza e di colpa e d’infelicità che proprio non posso sopportare.

Pos. 225-26

Sigfrid è estremamente abile, tenendo conto di quanto è stupido.

Pos. 244-45

I russi sospettavano i cinesi, i cinesi sospettavano i russi, i brasiliani sospettavano i venusiani. E tutti sospettavano gli americani.

Pos. 293-94

quando la sceglievi non sapevi dove ti avrebbe portato, come non puoi sapere cosa c’è nella tua scatola di Cracker-Joy fintanto che non l’apri.

Pos. 308-9

un tipo di sogno adatto a far contento il maestro, pieno di simboli fallici e di feticismo e di complessi di colpa

Pos. 331

È estremamente in gamba, considerando quant’è stupido.

Pos. 350-51

Odio l’idea di morire, anzi: non essere più vivo, sapere che tutto si ferma, sapere che tutti gli altri continuano a vivere e a far l’amore e a divertirsi senza che io sia più lì a fare lo stesso.

Pos. 354-55

Non avevo mai fatto l’esperienza della bassa gravità, prima: nell’Wyoming non capita spesso.

Pos. 373-75

Non so se riuscirò a farvi capire come mi sembrava l’universo, visto da Gateway: è come essere giovani con l’assistenza medica totale. Come un menù nel miglior ristorante del mondo, quando è qualcun altro a pagare il conto. Come una ragazza che hai appena conosciuto e che ti trova simpatico. Come un pacco-dono non ancora aperto.

Pos. 386-88

Duemila persone avevano già respirato l’aria che io stavo respirando, avevano evacuato l’acqua che io bevevo e avevano essudato i loro odori nell’atmosfera. In generale, la gente non restava lì a lungo, ma gli odori restavano.

Pos. 432-33

Il viaggio di ritorno è gratuito… ma a cosa ti riporta?

Pos. 592-94

Se riuscivi a sopravvivere al viaggio in astronave fino a Gateway, potevi sopportare anche un viaggio a bordo di una nave heechee. A meno che qualcosa andasse storto. In questo caso non potevi sopravvivere comunque, anche se eri sanissimo.

Pos. 630-32

Questa, e tutte le altre che vedete qui, sono state progettate per portare a bordo cinque heechee. A quanto abbiamo potuto capire. Ma noi le lanciamo con tre esseri umani. Sembra che gli heechee sopportassero meglio degli umani la compagnia reciproca, nello spazio limitato.

Pos. 679-80

se si ha fortuna bisogna dividere in tre parti. Se il colpo è grosso, allora ce n’è abbastanza per tutti. E se non si trova niente, un terzo di niente non è meno di un niente intero.

Pos. 992-93

non è necessario credere alla legge di gravità per finire sfracellati cadendo da un palazzo di duecento piani.

Pos. 1033-34

qualche volta, naturalmente, non potevano dare una festa perché è proibito tenere feste nelle stanze del reparto cure intensive, all’Ospedale Terminale.

Pos. 1035-36

Alla fine del corso dovevamo essere esperti nella guida della nave, nelle tecniche di sopravvivenza e nella valutazione degli oggetti trovati. Be’, io non lo ero.

Pos. 1065-66

È una parola che ho inventato io in questo momento per descrivere esseri viventi di cui non abbiamo mai sentito parlare e che non producono metano nell’intestino ma mangiano la gente.

Pos. 1133-39

Immagino che risalga tutto a Sylvia, che era un’ex cattolica. Le invidiavo la sua Chiesa, davvero, e le dicevo che secondo me era stata stupida ad abbandonarla, perché le invidiavo la confessione. Avevo la testa piena di dubbi e paure, e non riuscivo a liberarmene. Mi sarebbe piaciuto poterli scaricare sul parroco. Mi pareva che si potesse creare un bel flusso gerarchico: tutto lo schifo che avevo dentro la testa finiva nel confessionale, dove il parroco lo convogliava verso il monsignore della diocesi (o quello che era: non sapevo molto, della Chiesa), e tutto finiva dal papa, che è la vasca di sedimentazione di tutto il liquame della sofferenza e dell’infelicità e della colpa del mondo, finché lo passa oltre trasmettendolo direttamente a Dio. (Voglio dire, ammettendo l’esistenza di un Dio, o almeno ammettendo che c’è un indirizzo «Dio» al quale puoi spedire tutto quello schifo).

Pos. 1240-42

Sheri era partita con una Cinque. Non la vidi, per chiederle come mai aveva cambiato idea, e non ero certo di volerlo sapere: gli altri quattro membri dell’equipaggio erano maschi. Erano di lingua tedesca, ma immagino che Sheri pensasse di potersela cavare benissimo senza parlar molto.

Pos. 1588-93

Quando superi c, la velocità della luce, te ne accorgi perché sono tutte ammassate al centro dello schermo, cioè davanti alla prua della nave in volo. In realtà, le stelle non si sono mosse. Ma tu raggiungi la luce emessa dalle sorgenti che ti stanno dietro o a lato. I fotoni che colpiscono il visore centrale sono stati emessi un giorno o una settimana o cent’anni fa. Dopo un giorno o due, non sembrano più neppure stelle. C’è solo una specie di superficie grigia, screziata. Somiglia un po’ a un olofilm tenuto controluce: ma con un olofilm puoi ottenere un’immagine virtuale con una lampada tascabile, mentre nessuno è mai riuscito a ricavare altro che quel grigio marmorizzato da ciò che si vede sugli schermi heechee.

Pos. 1635-37

Erano benevolmente tolleranti con me e Klara, oppressa minoranza eterosessuale nella cultura omosessuale predominante sulla nostra nave, e ci lasciavano il modulo d’atterraggio per l’esatto cinquanta per cento del tempo, sebbene rappresentassimo solo il quaranta per cento della popolazione.

Pos. 1688-90

A quel punto è chiaro che almeno una persona non tornerà viva dal viaggio, e molti equipaggi cominciano a tirare a sorte con le carte. Chi perde, si taglia educatamente la gola. Se non è tanto educato, gli altri quattro gli danno una lezione di galateo.

Pos. 1761-67

Sam indicò un punto fra l’immenso disco gassoso e l’accecante sole, e io mi schermai gli occhi con i guanti fino a quando vidi cosa indicava: l’M-31 di Andromeda. Naturalmente, vista dal punto in cui eravamo non era nella costellazione di Andromeda. Non c’era niente che somigliasse ad Andromeda, o a nessun’altra costellazione che avessi mai visto. Ma l’M-31 è così grande e così fulgida che puoi scorgerla perfino dalla superficie della Terra, quando lo smog non è troppo fitto: è una nebbia di stelle a forma di vortice. È la più luminosa delle galassie esterne, e la si può riconoscere piuttosto bene in tutti i punti dove può finire una nave degli heechee. Con un leggero ingrandimento puoi scorgere la forma a spirale, e puoi accertartene confrontandola con le galassie più piccole che si trovano approssimativamente nella stessa direzione.

Pos. 1883-84

L’ammetto, ho la tendenza ad addossarmi le responsabilità. Dopotutto è uno schema classico, no? Puoi trovare il mio caso a pagina 277 di qualunque testo.

Pos. 2035-36

Una galleria è identica alle altre. — Dovresti proprio deciderti a nascere — dissi, completando a voce il mio pensiero. — Non puoi restare in eterno nell’utero.

Pos. 2473-75

— Perché? Per farmi soffrire? — Per fare in modo che la sofferenza interiore venga fuori e che tu possa affrontarla. — Forse sarebbe tutto più semplice se decidessi di continuare a soffrire un po’, dentro di me.

Pos. 2606-7

Il tempo passava, o forse ero io che lo distruggevo; e il modo in cui cominciai a distruggerlo, un giorno, fu di andare al museo.

Pos. 2632-35

La droga stava facendo effetto, lo vedevo. Sapevo che stava facendo effetto anche a me. Non era la solita roba coltivata su Gateway nelle cassette, nascosta fra l’edera. Klara si era procurata Naples Red purissime da uno dei ragazzi dell’incrociatore: roba coltivata sulle pendici del Vesuvio, tra i filari di viti che davano il Lachrima Christi.

Pos. 2727-29

Andai in giro e vendetti tutto. Prosciugai il mio conto e misi insieme tutto il denaro: un totale di 1400 dollari e rotti. Portai il denaro al casinò e puntai tutto alla roulette, sul numero 31. La grossa pallina si fermò lentamente in una casella. Verde. Zero.

Pos. 2773-76

Sigfrid attende per un po’. Poi dice: — Credo che tu abbia veramente voglia di piangere, Bob. Ha ragione, ma io non dico niente. — Ti piacerebbe piangere? — insiste. — Mi piacerebbe — dico. — E allora perché non piangi, Bob? — Vorrei poterlo fare — rispondo. — Purtroppo non ne sono capace.

Pos. 2988-90

— Adesso capisci com’è, Sigfrid? È strano. Per tutta la mia vita, oramai… quanti anni sono passati, magari quaranta?… E ho ancora quest’idea pazzesca che essere amato abbia un certo legame con qualcosa infilato nel mio didietro.

Pos. 3025-26

Poteva essere una somma anche più alta, ma non faceva nessuna differenza: quando ti portano via tutto quello che hai, non resta niente.

Pos. 3049-51

Lui ridacchiò, e balzò giù dal cassettone per battermi la mano sulla spalla. — Non occorre molto coraggio — disse, svolazzando di nuovo verso il cassettone. — Basta averlo un giorno soltanto, per salire su una nave e partire. Dopo non occorre più averlo, perché non hai più scelta.

Pos. 3091-93

nonostante i suoi doppi sensi osceni c’era bellezza e poesia in ciò che diceva. Indugiava sulle care stelle che ci avevano generati tutti sputando nello spazio silicati e carbonato di magnesio per formare i nostri pianeti e idrocarburi per formare noi.

Pos. 3220-21

Avrei pensato che l’ultima cosa di cui avevano bisogno gli esseri umani fosse qualche mezzo nuovo per ammazzarsi a vicenda,

Pos. 3231-32

Mi ero preparato alla festa con un buon numero di bevute allo spaccio: ero ubriaco per il novanta per cento e drogato per il dieci per cento: ma mi passò tutto quando la guardai.

Pos. 3539-41

A poco a poco Sigfrid ha ricostruito tutto lo studio, reintroducendo le decorazioni. Come le piñatas appese sopra la mia testa, e un olopico del lago di Garda con la veduta di Sirmione, e hoverfloat, e barche a vela, e bagnanti che si divertono.

Pos. 3578-80

GOTO **7Z4
13.345

,S, Merda, Sigfrid, lo ripeti di
13.350

continuo.
13.355

Pos. 3637-38

Se, poniamo, avessimo dato a Euclide un libro, avrebbe potuto comprendere cos’era anche se non avrebbe capito cosa diceva. Ma se gli avessimo dato una registrazione su nastro? Non avrebbe saputo cosa farne.

Pos. 3676-77

Per sopperire alle spese necessarie per mantenere Gateway, tutti sono tenuti a pagare una cifra giornaliera procapite per l’aria, il controllo della temperatura, l’amministrazione e gli altri servizi.

Pos. 4013-15

I VOSTRI DEBITI saranno rimessi quando realizzerete Unità. Lui/lei è heechee e lui/lei perdona. Chiesa della Motocicletta con Manutenzione Meravigliosa. 88-344.

SOLO MONOSESSUALI solo per reciproca simpatia. Nessun contatto fisico. 87-913.

Pos. 4035-37

D – So qual è il compenso per il ritrovamento di vita aliena intelligente, ma qual è il compenso per il ritrovamento di un heechee?
Professor Hegramet – Ne trovi uno e potrà chiedere il prezzo che vuole.

Pos. 4062-63

PUBBLICHIAMO RACCONTI, poesie. Modo ideale per conservare ricordi per vostri figli. Costo sorprendentemente modesto. Elenco editori, 87-349.

Pos. 4121

In gran parte, il metano nell’aria della Terra è formato dalle scorregge delle mucche.

Gateway – La porta dell’infinito: giudizio finale

La porta dell’infinito non può meritarsi meno di ventisei astronavine del videogioco Asteroids di cui – modestamente – ero un campione senza rivali:

Asteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik PohlAsteroide - Gateway - La porta dell'infinito - Frederik Pohl

Se non si fosse capito, è un punteggio altissimo, quindi cercate di recuperare La porta dell’infinito, salite senza timore su una Uno (facciamo che va bene anche una FIAT… tanto si parla di fantascienza!) e partite per un viaggio dall’esito sicuramente più che positivo!

Incontro con Rama (Arthur C. Clarke)

Incontro con RamaSpinto dal desiderio di leggere qualcosa del creatore di 2001: Odissea nello spazio, avendo sentito parlare di Incontro con Rama lo scorso ottobre decisi di leggerlo. Quello che mi trovai fra le mani scoprii essere agli antipodi rispetto la fantascienza di Isaac Asimov che così bene conoscevo: in Rama, romanzo di fantascienza hard, il primo protagonisti ad apparire è la fisica. Descrizioni dettagliate delle cause/effetto, secondo leggi fisiche rigorosissime, accompagnano la narrazione in qualcosa di più di una semplice cornice. Certo non è come leggere un libro di barzellette, ma non appesantisce la lettura e, come dicevo, propone una dimensione nuova di questo rigore scientifico, come se ci fosse davvero un personaggio chiamato Leggi Fisiche con un ruolo da coprotagonista.
E gli altri protagonisti sono la coppia Scoperta e Ignoto, che accompagnano gli astronauti umani all’interno di Rama, un’enorme astronave aliena dalla forma cilindrica e dall’interno cavo, che si troverà a transitare nel Sistema Solare.

Incontro con Rama | Interno di Rama

Ricostruzione dell'interno di Rama

Gli eroici astronauti perlustreranno Rama praticamente alla cieca, avventurandosi in questa struttura aliena senza capirci quasi nulla, in balia delle incomprensibili cose che via via scopriranno… o che crederanno di aver scoperto.

Incontro con Rama: citazioni

Pagina 7 | Pos. 107-8

Nemmeno nel ventiduesimo secolo era ancora stato scoperto il sistema per evitare che scienziati di una certa età e di idee retrograde occupassero posizioni amministrative d’importanza capitale. Anzi, c’è da temere che il problema non potrà mai essere risolto.

Pagina 8 | Pos. 110

Al professor Davidson non interessavano gli oggetti di dimensioni inferiori alle galassie

Pagina 14 | Pos. 205-7

Norton invidiava spesso i grandi navigatori del passato, quando non esistevano ancora le comunicazioni radio, ed erano liberi di interpretare gli ordini sigillati senza l’assillo continuo dei consigli della commissione. E quando avevano commesso errori nessuno lo aveva mai saputo.

Pagina 31 | Pos. 472-74

In tutto il corso della sua carriera aveva considerato l’universo come un’arena per la lotta delle titaniche e impersonali forze di gravitazione, del magnetismo, delle radiazioni; non aveva mai creduto che la vita potesse recitare una parte di primo piano nello schema delle cose, e ne considerava l’apparizione sulla Terra, su Marte e su Giove come un’aberrazione accidentale.

Pagina 55 | Pos. 831-32

Norton non riusciva a capacitarsi come uomini impegnati nella scienza e nella tecnica potessero credere davvero una sola delle cose che, a quanto aveva sentito dire, i Cosmocristiani accettavano come fatti incontrovertibili.

Pagina 87 | Pos. 1322-24

Creature così progredite non possono non avere principi morali altrettanto elevati. Altrimenti avrebbero finito per autodistruggersi come per poco non abbiamo fatto noi nel ventesimo secolo.

Pagina 98 | Pos. 1489

Come tutti gli spaziali, Norton dubitava delle cose che sembrano troppo belle per essere vere.

Pagina 102 | Pos. 1556-57

Erano partiti solo da dieci minuti e lo strapiombo di cinquanta metri della riva meridionale appariva già lontanissimo. Eppure, chissà perché, New York pareva sempre alla stessa distanza.

Pagina 108 | Pos. 1647-48

Non voleva comportarsi come un barbaro che fracassa tutto quello che non riesce a capire. In fin dei conti era un ospite non invitato, e doveva comportarsi con discrezione.

Pagina 120 | Pos. 1827-29

su Rama non erano state trovate tracce di espressione artistica, tutto era puramente funzionale. Forse i ramani erano convinti di conoscere i segreti fondamentali dell’universo, e non erano ossessionati dai desideri e dalle aspirazioni che tormentano l’umanità.

Pagina 167 | Pos. 2551-53

Andò a gettare il messaggio in un electrostan e la brillante fiammata del laser che divampò sotto il sedile lo rassicurò: il messaggio era stato distrutto, peccato solo che non tutti i problemi si potessero risolvere così in fretta e così igienicamente.

Pagina 186 | Pos. 2840

le modeste pinze tagliafili che avevano neutralizzato l’arma più potente mai costruita

Pagina 190 | Pos. 2909-10

Quando sei in dubbio, non dir niente, e va’ avanti.

Incontro con Rama: giudizio finale

Vincitore dei premi Hugo, Nebula e Locus del 1973/1974, il romanzo mi ha convinto moltissimo, e siccome i ramani fanno tutto tre volte, la valutazione per Incontro con Rama è di tre HAL 9000 e mezzo (il mezzo in più è dovuto al fatto che chi decide è pur sempre un terrestre):

HAL 9000 HAL 9000 HAL 9000 Mezzo HAL 9000