Conosco molto bene la storia del romanzo 2001: Odissea nello spazio di Arthur C. Clarke; forse per questo lo consideravo una specie di sottoprodotto del film. Uso il passato perché l’ho letto e ho cambiato idea.

2001: Odissea nello spazio: quarta di copertina

2001: Odissea nello spazioQuando un enigmatico monolite viene trovato sotto la superfìcie lunare, gli scienziati non immaginano che quell’antico e straordinario manufatto abbia più di tre milioni di anni né che, una volta riportato alla luce, cominciasse a inviare un potente segnale indirizzato verso l’orbita di Saturno. Che cos’è veramente quel monolite? A chi è rivolto quel segnale? Per scoprirlo, la nave spaziale Discovery parte alla volta di Giapeto, satellite di Saturno. I membri dell’ equipaggio, scelti tra i migliori cosmonauti, sono assistiti nella loro missione da HAL 9000, cervello e sistema nervoso dell’astronave, un computer potentissimo capace di riprodurre i meccanismi della mente e dotato di una propria coscienza. Una macchina perfetta, fin troppo umana, tanto da essere soggetta a nevrosi e impulsi omicidi. Starà ai membri dell’equipaggio far sì che HAL 9000 non li coinvolga nella sua follia digitale: in gioco c’è la possibilità di entrare in contatto con entità sconosciute e insondabili, a cui il monolite appartiene e che potrebbero essere all’origine della civiltà stessa.

Citazioni da 2001: Odissea nello spazio

Posizione 279-288

Dietro ogni uomo oggi vivente stanno trenta spettri, poiché questo è il rapporto con il quale i morti superano il numero dei vivi. Dagli albori del tempo, grosso modo cento miliardi di esseri umani hanno camminato sul pianeta Terra. Orbene, è questo un numero interessante, in quanto, per una coincidenza bizzarra, esistono approssimativamente cento miliardi di stelle nel nostro universo locale, la Via Lattea. Così, per ogni uomo che abbia vissuto, in questo universo splende una stella. Ma ognuna di queste stelle è un astro, spesso di gran lunga più brillante e luminoso della piccola stella a noi vicina che chiamiamo il Sole. E molti, la maggior parte, forse, di questi astri estranei hanno pianeti che ruotano intorno ad essi. Così, quasi certamente, esistono abbastanza terre nel firmamento per offrire a ciascun componente della specie umana, tornando indietro nel tempo fino al primo uomo-scimmia, il suo paradiso, o il suo inferno, personale, grande come il nostro mondo.

Posizione 303-305

La siccità si protraeva ormai da dieci milioni di anni, e il regno delle terribili lucertole era finito da molto tempo. Lì, sull’Equatore, nel continente che un giorno sarebbe stato chiamato Africa, la lotta per la vita aveva raggiunto un nuovo diapason di ferocia, e il vincitore ancora non si intravedeva.

Posizione 322-323

egli possedeva inequivocabilmente nei propri geni la promessa dell’umanità.

Posizione 371-372

il freddo, come la fame, non era causa di gravi preoccupazioni; era soltanto un aspetto dell’ambiente in cui si svolgeva la loro esistenza.

Posizione 394-395

Nelle caverne, tra periodi di sonno intermittente e di timorosa attesa, nascevano gli incubi di generazioni di là da venire.

Posizione 500-500

Non potevano cibarsene, né esso poteva divorare loro; per conseguenza non rivestiva alcuna importanza.

Posizione 520-520

Ogni tanto, il grosso maschio emetteva un rutto monumentale di soddisfacimento.

Posizione 526-527

lo scontento era entrato nell’anima sua, ed egli aveva mosso un piccolo passo verso l’umanità.

Posizione 562-564

Incominciò a muoversi verso il facocero più vicino. Era un animale giovane e stupido, anche in base all’esiguo metro dell’intelligenza dei facoceri.

Posizione 739-744

I primi veri uomini possedevano armi e utensili soltanto un poco migliori di quelli dei loro antenati di un milione d’anni prima, ma sapevano servirsene con un’abilità di gran lunga maggiore. E a un certo momento, nei secoli tenebrosi trascorsi precedentemente, avevano inventato lo strumento più essenziale d’ogni altro, sebbene non potesse essere né veduto né toccato. Avevano imparato a parlare, conquistando così la prima loro grande vittoria sul Tempo. Ora le conoscenze di una generazione potevano essere tramandate a quella successiva, per cui ogni epoca era in grado di profittare di quelle passate. A differenza dagli animali, che conoscevano soltanto il presente, l’uomo aveva acquisito un passato; e incominciava a brancolare verso il futuro.

Posizione 810-813

Sebbene la necessità della collaborazione internazionale fosse più urgente che mai, rimanevano tante frontiere quante in ogni epoca precedente. In un milione di anni, il genere umano aveva perduto ben pochi dei suoi istinti aggressivi; lungo confini simbolici visibili soltanto agli uomini politici, le trentotto potenze nucleari si sorvegliavano a vicenda con ansia bellicosa.

Posizione 822-823

Ogni volta che Floyd si allontanava dalla Terra, si domandava se l’avrebbe trovata ancora al momento del ritorno.

Posizione 849-851

Non vi fu più nulla dell’antiquato sistema di conteggio alla rovescia, cinque-quattro-tre-due-uno-zero, così nocivo al sistema nervoso umano.

Posizione 991-993

Dimitri era uno dei migliori amici di Floyd, e proprio per questo motivo si trattava dell’ultima persona al mondo con la quale egli volesse parlare, lì e in quel momento.

Posizione 998-999

«Ehilà, Heywood», egli disse, stringendogli energicamente la mano. «È piccolo l’universo.

Posizione 1033-1035

«Sono soltanto un ex astronomo; da anni non eseguo più vere ricerche. Attualmente mi considerano un esperto scientifico; questo significa che non so assolutamente niente di tutto.»

Posizione 1062-1063

Ricordò la cinica osservazione di uno dei pontefici meno rispettabili: «Adesso che abbiamo il papato, godiamocelo».

Posizione 1064-1065

si poteva essere atterriti nello spazio, ma non essere assillati dai crucci.

Posizione 1073-1074

Ricerche condotte da un’intera generazione di eroici ma non celebrati volontari erano state utilizzate per costruire la toletta, che veniva ora considerata più o meno sicura, anche per gli inesperti.

Posizione 1102-1104

(Questo stesso termine, «quotidiano», naturalmente, era un residuo anacronistico nell’epoca dell’elettronica.) I testi venivano aggiornati automaticamente ogni ora;

Posizione 1108-1110

Quanto più erano miracolosi i mezzi di comunicazione, tanto più banale, di cattivo gusto e deprimente sembrava essere il contenuto delle notizie che trasmettevano.

Posizione 1132-1137

I monti lunari che andavano avvicinandosi erano completamente diversi da quelli della Terra; non possedevano le abbacinanti calotte di neve, le vesti verdi e aderenti della vegetazione, le corone di nubi in movimento. Ciò nonostante, i netti contrasti di luce e d’ombra davano loro una strana e tipica bellezza. Le leggi dell’estetica terrena non si applicavano lì; quel mondo era stato foggiato e plasmato da forze diverse da quelle terrestri, forze che avevano agito per ere di tempo ignote alla Terra giovane e verdeggiante, con le sue fuggevoli ere glaciali, i suoi mari che rapidamente si sollevavano e si abbassavano, le catene montuose dissolventisi come bruma prima dell’alba. Là si trovava una vecchiaia inconcepibile, ma non la morte, poiché la Luna non aveva mai vissuto, fino ad ora.

Posizione 1144-1148

Sul cruscotto del pilota, spie si accesero sopra gli schermi radar, numeri apparvero e scomparvero negli indicatori delle calcolatrici elettroniche, annunciando il variare della distanza dalla Luna che si avvicinava. Ne distavano ancora più di milleseicento chilometri quando il peso tornò, mentre i razzi iniziavano la dolce ma costante decelerazione. Per secoli, parve, la Luna continuò a espandersi adagio nel cielo, il Sole affondò dietro l’orizzonte, e in ultimo un unico cratere gigantesco colmò l’intero campo visivo.

Posizione 1171-1172

Aveva compiuto, senza il benché minimo incidente e in poco più di un giorno, il viaggio incredibile sognato dagli uomini per duemila anni.

Posizione 1187-1188

ettari di tozze piante verdi, che crescevano in un’atmosfera calda e umida. Si trattava di mutazioni speciali create allo specifico scopo di saturare l’aria di ossigeno, e di fornire verdure come sottoprodotto.

Posizione 1220-1221

Dopo diecimila anni, l’uomo aveva finalmente trovato qualcosa che lo entusiasmava quanto la guerra. Purtroppo, non tutte le nazioni se ne erano ancora rese conto.

Posizione 1281-1282

Si stava avvicinando rapidamente il momento in cui la Terra, come tutte le madri, avrebbe dovuto dire addio ai propri figli.

Posizione 1420-1420

quei periodi cosmici, quasi eternità, erano privi di tutto ciò che toccava le emozioni.

Posizione 1467-1468

Sembrava un indizio di barbarie distruggere qualcosa che non si riusciva a capire; ma forse gli uomini erano barbari, rispetto alle creature che avevano costruito quell’oggetto.

Posizione 1586-1589

Anche se non si fosse scoperto assolutamente nulla del AMT-1, e se esso fosse dovuto restare un eterno mistero, l’uomo avrebbe saputo di non essere unico nell’universo. Sebbene le avesse mancate per milioni di anni, le creature che un tempo erano state lì avrebbero potuto farvi ritorno; o sennò, ce ne sarebbero potute essere altre. L’avvenire di ognuno doveva ormai tener conto di questa possibilità.

Posizione 1701-1703

Prima di presceglierlo per la missione, avevano posto alla prova le sue reazioni all’ibernazione. Non sapeva bene se avesse perduto una settimana di vita o se la sua morte ultima fosse stata rinviata dello stesso periodo di tempo.

Posizione 1775-1776

Il sesto componente dell’equipaggio non si curava di alcuna di queste cose, perché non era umano. Si trattava del perfezionatissimo calcolatore Hal 9000, il cervello e il sistema nervoso dell’astronave.

Posizione 1803-1804

Poole e Bowman potevano conversare con Hal come se si fosse trattato di un essere umano, ed egli rispondeva in un perfetto inglese idiomatico che aveva imparato durante le fuggevoli settimane della sua fanciullezza elettronica.

Posizione 1944-1950

Correndo, una settimana dopo l’altra, simile a un tram sui binari della sua orbita assolutamente predeterminata, la Discovery passò accanto all’orbita di Marte e proseguì verso quella di Giove. A differenza di tutti i vascelli che solcavano i cieli o i mari della Terra, non richiedeva nemmeno un minimo intervento sui comandi. La sua rotta era fissata dalle leggi della gravitazione universale; non esistevano secche non segnate sulle carte né scogliere pericolose contro le quali avrebbe potuto infrangersi. Né v’era il benché minimo pericolo di collisioni con un’altra astronave, in quanto nessuna astronave, per lo meno costruita dall’uomo, si trovava in alcun punto tra essa e le stelle infinitamente remote.

Posizione 1957-1959

In media, esisteva un solo asteroide in uno spazio cubico avente un milione e mezzo di chilometri di lato; che la Discovery potesse per caso trovarsi nello stesso punto e allo stesso momento era quello che meno preoccupava il suo equipaggio.

Posizione 2057-2058

Ecco novantotto milioni di chilometri quadrati di suolo che fino a quel momento erano stati soltanto un puntino luminoso nel più potente dei telescopi.

Posizione 2127-2127

la natura pareggia sempre i propri registri

Posizione 2359-2360

Nell’attività extraveicolare non erano ammessi i «piccoli» errori.

Posizione 2395-2397

I quattro dadi vennero via senza alcuna difficoltà e Poole li mise con cautela in una comoda tasca. (Un giorno, aveva predetto qualcuno, la Terra avrebbe avuto un anello come Saturno, composto esclusivamente di dadi, coppiglie e persino attrezzi sfuggiti a sbadati operai di costruzioni orbitali.)

Posizione 2493-2495

«Oh… capisco. Che altro ti hanno detto?» «Che non v’è alcuna ragione di allarmarsi. Lo hanno ripetuto due volte, e questo ha rovinato alquanto l’effetto per quanto mi riguarda

Posizione 2674-2676

Il gesto di Poole ripeteva quello del capitano Achab, quando, legato ai fianchi della balena bianca, il suo cadavere aveva salutato l’equipaggio della Pequod, votato alla condanna.

Posizione 2818-2819

Il collegamento con la Terra, mediante il quale il suo funzionamento veniva sorvegliato di continuo, era divenuto la voce d’una coscienza alla quale non poteva più completamente ubbidire.

Posizione 2985-2985

nell’oceano dello spazio nessuna astronave poteva mai affondare

Posizione 3057-3058

Dobbiamo presumere che creature i cui ritrovati continuano a funzionare dopo tre milioni di anni siano in grado di creare una società altrettanto duratura.

Posizione 3082-3083

Non sappiamo se, sulle lune di Saturno, lei troverà il bene o il male… oppure soltanto rovine mille volte più antiche di Troia.»

Posizione 3382-3383

Giano, Miniante, Encelado, Teti, Dione, Rea, Titano, Iperione… mondi ai quali erano stati dati i nomi di dèi e di dee scomparsi appena ieri, in base al metro con cui veniva misurato il tempo lassù.

Posizione 3423-3424

Giapeto si stava avvicinando così adagio che quasi non sembrava muoversi, e fu impossibile stabilire il momento esatto in cui si determinò il mutamento sottile da un corpo celeste a un paesaggio

Posizione 3469-3469

Erano pazienti, ma non erano ancora immortali.

Posizione 3589-3593

David Bowman ebbe appena il tempo di pronunciare una frase balbettante che gli uomini in attesa al Controllo Missione, lontani millecinquecento quaranta milioni di chilometri e ottanta minuti nel futuro, non dovevano mai dimenticare: «L’oggetto è vuoto… non finisce mai… e… oh, mio Dio!… è pieno di stelle!»

Posizione 3705-3707

Distava di una lontananza talmente inconcepibile dal sistema solare, che importava ben poco se si trovava nella sua galassia o nella galassia più remota mai intravista da qualsiasi telescopio.

Posizione 3837-3839

Si stava muovendo in un nuovo ordine della creazione, che pochi uomini avevano mai sognato. Di là dai regni del mare e della terra, dell’aria e dello spazio, si stendevano i regni del fuoco, e a lui solo era toccato il privilegio di intravederli. Sarebbe stato troppo aspettarsi che potesse anche capirli.

Posizione 3982-3983

Cercò annaspando l’interruttore della luce e la stanza piombò nell’oscurità. Pochi secondi dopo egli era affondato di là dalla portata dei sogni.

Posizione 4019-4020

L’istante senza tempo passò; il pendolo invertì la propria oscillazione

2001: Odissea nello spazio: giudizio finale

2001: Odissea nello spazio è un romanzo superlativo, i miei pregiudizi su esso si sono rivelati sbagliatissimi! Per fortuna sono sempre pronto a metterli in discussione. Grazie Arthur C. Clarke per avermi fatto sorgere il dubbio dell’incedulità!