Buon compleanno perché Robinson Crusoe nasce proprio oggi 30 settembre nel lontano 1632. Avrà anche 385 anni il giovanotto, tuttavia siamo ancora qui a discutere della sua vita e delle sue strane e sorprendenti avventure (proprio quelle del titolo originale del romanzo di Daniel Defoe: The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe).

Robinson Crusoe: quarta di copertina

Robinson Crusoe - Daniel DefoeRobinson Crusoe, pubblicato nel 1719, è uno dei primi romanzi della narrativa inglese. Daniel Defoe, ispirandosi a una storia vera, racconta le peripezie di Robinson Kreutznauer, detto Crusoe, che, desideroso di avventura e di libertà, decide di lasciare la famiglia e abbandonare gli agi della vita borghese. All’età di soli 19 anni, parte quindi in cerca di fortuna, imbarcandosi da York su una nave diretta ai Tropici, ma il destino gli è avverso. Dopo un naufragio e la prigionia presso i pirati, Robinson Crusoe riesce a fuggire e approda in Brasile, dove acquista una piantagione. Ripartito alla volta della Guinea, per la tratta degli schiavi, naufraga ancora e si ritrova, unico superstite di tutto l’equipaggio, su un’isola presso le foci del fiume Orinoco. Vi resterà 28 anni. Completamente solo, si adatta alla nuova vita, utilizzando oggetti e attrezzi recuperati dalla nave incagliata e affrontando disagi e pericoli. Cattura un pappagallo parlante, unica compagnia per molto tempo; scrive un diario in cui racconta le sue avventure; si dedica alla lettura della Bibbia; libera ed educa il prigioniero di una tribù di cannibali, a cui dà il nome di Venerdì e che diviene suo servitore e compagno. Quando finalmente Robinson Crusoe riesce a tornare in Inghilterra, scopre di essere diventato ricco, ma la nostalgia lo spinge a fare ritorno sulla “sua” isola.

Citazioni da Robinson Crusoe

Robinson Crusoe: giudizio finale

Le prime e le ultime cento pagine sono inutili, davvero… non sto scherzando. Sono una forzatura evidentissima (specie la parte finale, che forse è un po’ meno lunga di cento pagine ma il senso è quello) che non danno nulla alla storia. Se di quelle duecento pagine ne salvassimo – chessò – il 10%, la storia non perderebbe nulla.
A parte questo particolare, il romanzo di Defoe merita d’essere letto anche dopo questi quasi 300 anni e, sulla fiducia, direi per un’altra manciata di centinaia d’anni.