Anonima Andrea Cabassi

Scrivo più veloce di quanto pensi

Come attivare la musa

Joe Vitale è un esperto in comunicazione e autore di best seller sulla crescita personale; di recente ho letto un suo lavoro in cui suggerisce come attivare la musa, ovvero come evitare il blocco dello scrittore nell’estenuante attesa di un’ispirazione che non arriverà mai.
Joe Vitale ha uno stile di comunicazione molto coinvolgente, è chiamato il Buddha di Internet per la sua capacità di combinare spiritualità e marketing.

Aspettate l’ispirazione prima di mettervi a scrivere? Alcuni scrittori lo fanno. La maggior parte di coloro che si iscrivono ai miei corsi di scrittura cercano una scorciatoia per attivare le fiamme interiori dell’ispirazione. Anche se offro alcuni consigli, sono fondamentalmente contrario all’idea della scorciatoia.
Perché? Ripensate all’ultimo lavoro che avete svolto (o a quello che svolgete attualmente). Andavate al lavoro solo quando vi veniva l’ispirazione? Ne dubito. Andavate al lavoro perché dovevate farlo, perché altrimenti non vi pagavano. La stessa regola vale per la scrittura. Jack London consigliava agli scrittori di correre dietro la musa con una mazza in mano, e di non stare ad aspettare che bussasse alla loro porta mentale. Non sarei così violento, ma penso che il vecchio Jack avesse ragione. Vi dico qual è la mia esperienza: cominciate a scrivere e la musa arriverà. La regina della creatività percepisce in qualche modo un soffio del vostro lavoro, ne segue il profumo, e arriva sulla vostra spalla.

Ma si presenta solo dopo che voi avrete fatto il primo passo. Ecco cinque suggerimenti per aiutarvi a fare il primo passo, e per andare avanti dopo aver avviato il processo.

  1. Iniziate e basta. Prendete la penna e partite! Scrivete qualunque cosa. Qualunque cosa! Il pastore Eric Butterwort diceva che era in grado di scrivere così tanti libri, editonali, sermoni e testi radiofonici perché iniziava ogni giorno scrivendo delle stupidaggini. Il maestro della fantascienza Ray Bradbury mette ogni mattina sulla carta delle libere associazioni finché non gli viene in mente un’idea. Prima o poi troverete il filone giusto e non vi fermerete più. Le sciocchezze si trasformeranno in pensieri saggi, e le libere associazioni si trasformeranno in una storia avvincente. Chissà?
  2. Non fate l’editing! Spegnete il monitor del computer in modo da non poter vedere le parole che scrivete, chiudete gli occhi o scrivete bendati. Ma non fate l’editing! La musa vuole una mente ricettiva, non un editor. Se fate l’editing mentre scrivete, non scriverete mai. Siate naturali. Siate coraggiosi. Dite semplicemente quello che volete dire. “Prima scrivere il testo, e poi metterlo a posto” è una buona regola.
  3. Scrivete una lettera. Probabilmente trovate più facile scrivere una lettera a un amico che un articolo per una rivista. Perché? Perché la lettera è cordiale, personale e focalizzata. Nelle lettere personali si nota abbondantemente la scrittura ipnotica. Diventiamo autoconsapevoli quando scriviamo per il grande pubblico. Iniziate con “Cara mamma”, dite quello che volete dire e concludete con “Un abbraccio”. Poi eliminate le smancerie. Ecco fatto: il vostro articolo è pronto!
  4. Usate un innesco. E uno dei segreti principali per creare una scrittura ipnotica. Create un elenco di paroleinnesco a cui potete attingere. Usate queste parole per avviare la frase successiva. Tipiche paroleinnesco sono perché, e, o. Quando faticate a mettere sulla carta il pensiero successivo, usate una parola-innesco. Quella parola vi darà l’ispirazione per la frase successiva. Supponiamo per esempio che stiate scrivendo: “La scrittura ipnotica incolla il lettore al testo…”, e che non vi venga in mente nient’altro. Aggiungete una parola-innesco alla frase e scrivete la prima cosa che vi passa per la testa. Per esempio: “La scrittura ipnotica incolla il lettore al testo perché le frasi sono così ben studiate che nessuno può resistervi”. È chiaro? La parola-innesco apre la via a un altro pensiero. Provate a usarla!
  5. Rilassatevi. Mettete giù la penna. Chiudete gli occhi e fate un lungo e profondo respiro. Buttate fuori l’aria. Vi fa sentire meglio, non è vero? La musa ama visitare degli scrittori rilassati, non degli scrittori in preda alla tensione. Come diceva Charlie Parker, “non suonate il sassofono. Lasciate che sia lui a farsi suonare”.

Non scrivete. Lasciate che sia la scrittura a guidarvi.
Pensateci.
Joe Vitale

Questi suggerimenti di Joe Vitale ti sembrano buoni? Li conoscevi già? Fai conto di metterne in pratica almeno uno la prossima volta che la pagina bianca rimarrà bianca troppo a lungo? O magari ne hai uno da suggerirmi? Fammi sapere nei commenti!

6 Comments

  1. L’unico in cui mi riconosco è quello di rilassarsi. Per me scrivere deve essere un’attività rasserenante, che mi permette di dimenticare di ogni cosa. Nel momento in cui scrivo tutto il resto scompare, non ho più coscienza neppure di me stesso, sono più reali i personaggi che io che gli sto dando vita.

  2. Mi piace la parola- innesco. È una cosa che non ho mai sperimentato, ma mi sembra proprio un’ottima idea. Per il resto, questi sono tempi di scritture di getto, così come ne ha parlato Chiara Solerio riprendendo i suggerimenti della Goldberg, che sono vicini a questi di Vitale. Sto provando a metterli in pratica, io sempre molto abbottonata e fissata con le stesure che devono suonarmi subito non perfette, ma buone. E poi è vero che l’ispirazione è un input fondamentale, ma anche la costanza aiuta la creatività, anzi direi che questa serve più dell’altra.

    • D’accordo sia per la parola-innesco che per la fissazione su una forma almeno decente per la prima stesura… ma la costanza batte ispirazione 10-0 🙂

  3. Io più che di una musa ho bisogno di una giratempo per poter scrivere le storie che ho in testa. E un qualche aggancio editoriale in più per pubblicarle, suppongo…

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