Il Post è un quotidiano on line che seguo da qualche tempo. Mi piace per il suo mix di news politiche/sociali/tecnologiche/estero combinato a una grafica accattivante e un’ottima integrazione con molti degli strumenti che anch’io uso per i fatti miei, e anche alcuni dei suoi blog interni sono interessanti. Non mi piace, invece, per i post della categoria post-it, semplici pagine con titolo + link a notizie pescate in giro per il mondo (in qualsiasi lingua), per il canale twitter che ricicla (a caso?) i post dal 1956 a oggi, e per un piccolo (ma sempre presente) numero di articoli che spiccano per faciloneria.
Qualche giorno fa sono capitato in proprio uno di questi (anzi, era pure in duplice versione: post-it e post normale) e non ce l’ho fatta.

Il Post su Twitter

Secondo l’articolo, l’asserzione Usare gli avverbi è peccato mortale sarebbe una delle dieci regole su come scrivere bene dello scomparso Elmore Leonard, e a suffragio di questo è fornito un link verso l’articolo originale dove chiunque può leggere che Leonard in realtà disse Never use an adverb to modify the verb “said”, ovvero Mai usare un avverbio per modificare il verbo “disse”.
Io, forse esagerando, ho espresso il mio fastidio con un commento che riporto anche qua:

E questo lo chiamate giornalismo? La “regola” dice: «Never use an adverb to modify the verb “said”» ma immagino che non vi siate nemmeno sprecati a leggerlo l’articolo 🙁

La censura de Il PostMorale della favola: la discussione è evoluta ma io, per quell’unico commento negativo, sono stato bannato e non m’è stata data la possibilità di ribattere. Bravi, davvero. Bell’esempio di serietà.

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5 commenti

  1. Secondo me si capisce molto della personalità e serietà di un autore o gestore di pagine blog, facebook, forum, ecc, solo da questo fatto. Ho imparato a “testare” l’apertura mentale e disponibilità dei gestori, osservando il modo con cui reagiscono nei confronti degli utenti “scomodi”. Non mi riferisco ai troll ma a chi è opposto alle proprie idee e sceglie di esprimerle in modo coerente e costruttivo. Se vengono censurate, per me, c’è una chiusura di fondo. Un’incapacità di dialogare e confrontarsi. Diffido di gente così – anche se in apparenza sembrerebbero appoggiare una buona causa -.

      1. Ustia 🙁 …! hai provato a scrivergli? magari il censore folle, si trova solo nel reparto Post-it e ti ha bannato all’insaputa di altri…

        1. No, non ci ho ancora provato. Del resto sulle loro pagine non ho più provato il pizzicorio alle mani da commento inevitabile 😉

        2. Purtroppo non si tratta di un censore folle ma di una precisa linea editoriale. Se non aderisci al pensiero unico vieni bannato.

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