Avete mai avuto la sensazione che un libro vi stesse seguendo? Che, scorrendo con lo sguardo gli scaffali della libreria, credeste vi stesse fissando, per poi avvicinarvi con aria indifferente, aprirlo, e sfogliarlo con un ghigno nervoso per controllare che non vi fosse qualcosa di sospetto?
Sicuramente sì, quindi saprete qual è stato il mio rapporto con La pietra del vecchio pescatore di Pat O’Shea. Si tratta di un fantasy regalatomi quando ancora ero bambino, forse da un mio cugino per un compleanno, non ricordo con esattezza. Tra l’altro è anche un bel malloppone; nell’immagine della sovracoperta si vede che il dorso è piuttosto spesso… magari il motivo era proprio questo, o invece era quel clima di mutuo-sospetto-unilaterale che non m’ha mai fatto prendere in considerazione la possibilità di intraprendere la lettura di La pietra del vecchio pescatore. Invece nell’ultimo anno o due sono stato a tanto così dall’iniziarlo e, finalmente, ora l’ho letto.

La pietra del vecchio pescatore

Il libro è carino, nulla da eccepire, ricco di trovate sorprendenti e creature fantasiose, il target però è strettamente un pubblico preadolescenziale. Notevole comunque l’utilizzo di un linguaggio spesso forbito, in opposizione a certi dialoghi volutamente infantili o artificialmente resi buffi.

Citazioni de La pietra del vecchio pescatore

Pos. 274-75

Due persone svennero e furono rianimate con del brandy. Poi le riconobbero: erano due persone che svenivano sempre, quando c’era modo di scroccare così dei cicchetti.

Pos. 325-26

quella gradevole leggerezza di spirito che tien dietro a una bella risata.

Pos. 426-27

La zia Bina aveva ricoperto le braci di cenere, a covare lì sotto tutta la notte. In certe case c’erano fuochi che non si spegnevano mai da duecent’anni e più.

Pos. 744-45

«Vorrei esser la Regina d’Inghilterra, io, per me», disse Boodie. «E prendere il tè in un salone della reggia, talmente pulito che ti vien voglia di sputare per terra»

Pos. 1650

«Abbiamo un magnifico cocchio, senza cavalli, che si chiama Harley Davidson:

Pos. 1710-11

Borbottò una triplice leggera maledizione, che inviò in tre direzioni, senza prendere di mira alcuno in particolare; ma ciò fece sì che tre cose spiacevoli accadessero a tre poveri innocenti, in diverse località del paese.

Pos. 1773-74

«Ti pare giusto purgare una solo perché sta un po’ zitta?»

Pos. 1884

un vecchio pio che un tempo audace fu!»

Pos. 1889

«La verità e le belle maniere non sono quasi mai la stessa cosa»

Pos. 2014-15

C’era un aeroplano, lassù: si lasciava dietro una scia di vapore, come una sorta di lumaca celeste.

Pos. 2136-37

«Ce n’è sempre un bel po’, di magia, ma noi non ce ne rendiamo conto. Perlopiù, la chiamiamo ‘natura’. Dico, non ci troviamo nulla di stupefacente nel fatto che la mela che cogliamo in autunno era, a primavera, un fiore. è magia naturale e non ce n’accorgiamo.»

Pos. 2425-26

«è difficile per voi capire questo, lo sappiamo. Ciò che è articolo di fede in un’epoca è oggetto di disprezzo in un’altra.

Pos. 2510-11

«Grazie per avermi fatta salva la vita, Grande Regina», bisbigliò il cane, grato – da bravo suddito di qualsiasi tiranno – per il dono di ciò che era suo.

Pos. 2661-62

anche se un bosco è immenso – pensò Pidge – tu puoi vederne solo una piccola parte, quando ci stai dentro, quindi non importa che sia grande o piccolo.

Pos. 2794-95

Breda chiuse il libro. «Troppa Pace, poca Guerra», si lagnò, con aria di critico schizzinoso, e gettò il volume fuori della finestra.

Pos. 2804

Un’ombra ha bisogno della luce, per vivere.

Pos. 2869-71

Brigit tolse il pollice di bocca e li guardò, seria seria in viso. Fra le tante risposte che le vennero in mente, tutte quante menzognere, ne scelse una a caso. E disse: «Non parlo mai con gli estranei».

Pos. 2895-98

«Non fateci caso, a ‘sto vecchio tanghero», disse Finn. «Chi sei tu per darmi del tanghero? Vecchio, per giunta.» «Hai settantasett’anni, pa’.» «E con questo?» «Non sei giovane.» «Sono nella tarda mezz’età»

Pos. 2916-18

«è vero», insisté il vecchio. «Le pianti all’incontrarlo. Capovolte.» «Come può essere? Crescono, no?» «Ma una metà sbucano fuori dall’altra parte del mondo! è bella robusta, la gente in Australia. Sfido! Si mangiano le nostre patate e cipolle!»

Pos. 3083

i bracchi li braccavano.

Pos. 3331

Ha quasi tanta fame quanto il fuoco, ch’è la cosa ch’è più affamata su ‘sta terra».

Pos. 3353-54

Solo il mare può esser tanto veloce e andare in tre direzioni contemporaneamente.

Pos. 3533-34

pinze roventi, ruota, ganci, strappaunghie, graticola, e altri attrezzi consueti a una palestra vecchio stile.

Pos. 3536-37

Sto scherzando, naturalmente», concluse, in tono tutt’altro che scherzoso.

Pos. 4102

I ragnetti presero a estrarre, alacremente, serici filamenti dei loro deretani.

Pos. 4407-10

A parte il canto degli uccelli e il sommesso frusciare del frumento e l’occasionale fuga di animali spaventati, c’era il frinire di un esercito di grilli che suonavano tutti lo stesso motivo ma su note diverse. I più vicini erano i più sonori e quelli lontani gli tenevano bordone; ed erano tutti come un gran festival di solisti ammassati, ciascuno a gara con gli altri simultaneamente, e ognuno si rifiutava ostinato di ascoltare chiunque altro.

Pos. 4489

«Nei periodi più brutti», seguitò la volpe, «a me sembra di essere una fame a quattro zampe.»

Pos. 4922-23

la sorte è una cosa separata dagli dèi e nessuno ce l’ha in mano;

Pos. 5115

Ti dico addio, adesso. E possano la salute e il coraggio sempre assisterti.»

Pos. 5175-76

«Ma son quasi sicuro che nessuno ti molesterà», disse Pidge, con foga. «è una parola troppo piccola, ‘quasi’, per essere messa fra la vita e la morte, Pidge.

Pos. 5309-12

«Chieggo venia», disse l’Oco, con ampollosa alterigia, «ma dal tuo becco non escon che egregie scioccaggini e, foss’in te, desisterei dal dargli fiato.» «Ah! lo sentite come parla fino?» lo dileggiò l’anatrella. «Ti torceranno il collo pure a te, a Natale, come agli altri, nonostante i tuoi sproloqui. Lo sai, Charlie, nevvero?»

Pos. 5317-18

«Ho sentito che sei molto valoroso», disse Pidge all’Ocone, per stornare la lite. «Infatti ho molto fegato»

Pos. 5612-13

una gamba che sembrava dover poco alla natura e tutto all’architettura.

Pos. 5679-80

una mezza dozzina di preti barattare rosari con tortine alla crema e mangiarsele, nascosti

Pos. 6418-19

Pidge comprese il concetto che aveva Curu della vita: finché si è sani e liberi, e le gambe ti portano, c’è sempre speranza.

Pos. 6638-40

Pidge si chiese, di sfuggita, come avesse fatto la Morrigan a creare quel labirinto. Non poteva immaginare che lui e Brigit si erano trovati all’interno della sua impronta digitale, che quelle strane bolle, simili a vesciche, erano gocce di sudore e che il luccichio sulle rocce era prodotto da un untume cutaneo puzzolente e viscido.

Pos. 6734-35

«Credevo che il lago, qui, fosse veramente senza fondo», disse, Pidge, guardando l’acqua verde. «Macché giusto», disse il ranocchio, sdegnoso. «Se fosse senza fondo veramente, uscirebbe fuori dall’altra parte del mondo.»

Unisciti alla discussione

4 commenti

  1. Ho letto questo libro quando avevo 13 o 14 anni, ne ho un bellissimo ricordo! adoravo leggere mallopponi 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Notificami nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.