ArgetaNei giorni scorsi sono stato intervistato dalla scrittrice Argeta Brozi; oggi l’intervista è stata pubblicata sul suo blog Sussurri dal cuore.
Questo il testo integrale dell’intervista, buona lettura.

1) Benvenuto nel blog sussurri dal cuore, ti va di presentarti al pubblico?

Buongiorno a tutti, mi chiamo Andrea Cabassi e sono qui in veste di autore dei libri Geloso permaloso lunatico e noioso e Matilde danza sulla riva.
Sono di Brescia, classe 1978, sagittario, gruppo sanguigno AB-, odio i peperoni.

2) Quand’è nata la tua voglia di scrivere e perché? E quando hai sentito l’esigenza di passare dai scritti personali a qualcosa per il pubblico?

Non ho mai considerato la scrittura qualcosa di speciale, quindi non posso dire ci sia stato un momento preciso in cui è nata la “passione”. Uso le virgolette proprio perché la considero cosa assolutamente naturale, non una specialità o, come leggo spesso, qualcosa che “sentivo di dover fare”.
Cammino, parlo, penso, scrivo. Tutto qua.
Ricordo che a scuola inventavo storielle deridendo professori, bidelli e alcuni compagni. Eheheh… avevo del buon materiale… ricreai un mondo parallelo dove ogni aula, laboratorio e corridoio, celava in realtà un bosco incantato, una trappola mortale o un ring per gli scontri fra esseri repellenti (professori, assistenti e bidelli) e i paladini dell’umanità (noi studenti). È stato lì che ho capito che se scrivevo per qualcuno, solo qualcuno avrebbe apprezzato; e siccome scrivere per tutti è cosa impensabile, la scelta ovvia è stata, ancora, quella di scrivere per me. Non in senso egoistico o snob, ma per un ritorno alla scrittura come forma espressiva e non solo comunicativa: cammino, parlo, penso, scrivo.

3) Ci sono autori che lungo il tuo cammino di lettore ti hanno influenzato a tal punto da pensare avrei voluto scrivere io quel libro? E se sì: di quale libro si tratta e perché?

Avrei voluto esser stato io a scrivere tanti di quei libri, che devo per forza escludere di essere stato influenzato dai loro autori: sarei altrimenti morto di influenza! E siccome non sono uno che si tira indietro quando gli viene chiesto di fare i nomi, ecco qua sei libri a caso (anche il numero 6 è casuale):

  1. Il barone rampante di Italo Calvino
  2. Un oscuro scrutare di Philip K. Dick
  3. L’uccello che girava le viti del mondo di Haruki Murakami
  4. 1984 di George Orwell
  5. La schiuma dei giorni di Boris Vian
  6. Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut

Certo, volendo fare il fanatico potrei piazzarci anche Odissea e Divina Commedia, ma facciamo che mi limito all’ultimo secolo.
A parte gli scherzi, non credo di essere stato influenzato in modo sostanziale da qualcuno, né nello stile né nei temi, ma se qualcuno volesse comprare i miei libri per controllare (magari anche quattro o cinque copie) ha la mia benedizione.

4) Parliamo del tuo primo libro: Geloso permaloso lunatico e noioso, Tindari Edizioni (2009). Beh, un titolo che descrive molte personalità 😛 Che cosa ci puoi svelare di questo tuo scritto? E perché questo titolo?

Devi sapere che tempo fa ho fatto eseguire presso i miei laboratori di ricerca inventati un’accurata indagine di mercato allo scopo di individuare con massima accuratezza quale fosse oggi al mondo l’articolo che meno vende in assoluto. Dopo decenni di studi approfonditi ecco i risultati: al terzo posto assoluto troviamo il PETTINE PER GRANCHI, al secondo posto invece c’è la MACCHINA PER BAGNARE L’ACQUA, mentre il titolo di articolo meno venduto al mondo va ai LIBRI DI POESIE! Esatto siorri e siorre, Geloso permaloso lunatico e noioso fa parte della prestigiosa elite dei libri di poesie, ovvero la cosa più difficile da vendere al mondo!
OK, parentesi balorda terminata, torniamo alla domanda vera: il titolo mostra quattro stadi dell’essere nei quali per chiunque è possibile riconoscersi. Io poi mi riconosco in tutti e quattro, ma è solo un problema mio. Poesie, si diceva. Non credevo di esserne capace, ma è stata la naturale evoluzione di quello di cui parlavo prima: puoi imparare a scrivere un racconto ma non impari a scrivere poesie; le poesie sono già parte di te.

5) Come mai hai deciso di passare da una pubblicazione con casa editrice a una autopubblicazione? Quali i pregi e i difetti di una e dell’altra?

Ho pubblicato Geloso con i ceffi di Tindari dopo essermi ben piazzato a un concorso letterario. Diciamo che i rapporti con l’editore non sono stati facili; pur non trattandosi di una pubblicazione a pagamento, si può dire che abbia fatto tutto io: editing, impaginazione, grafica… per non parlare dell’inesistente comunicabilità! Guarda, preferisco non parlarne perché non potrei davvero dire nulla di buono.
Con questa autopubblicazione quindi non ero completamente sprovveduto, già sapevo come confezionare il volume e non ho avuto nessuno che ostacolasse le mie scelte. Dalla copertina allo stile dei caratteri, se c’è qualcosa che non va, è tutta colpa del sottoscritto.

6) Matilde danza sulla riva, autoprodotto (2010): di che cosa parla questo libro e dove possiamo trovarlo?

Matilde è la raccolta dei migliori racconti brevi proposti durante spettacoli di letture attorali che ho organizzato nel corso degli ultimi anni. Lascio un link per chi volesse approfondire.
Il target per i racconti inclusi in Matilde danza sulla riva è variegato, in quanto ogni racconto è fruibile su più piani di interpretazione: per esempio la fiaba Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani ha successo fra i piccoli per gli elementi fantastici e fra i grandi sia per il lato comico che per quello introspettivo. In tutto sono otto racconti, che nel corso degli ultimi anni ho perfezionato anche in base ai feedback del pubblico; raggiunto un livello di piena soddisfazione, e visto che mi chiedevano insistentemente dove fosse possibile trovarli, mi sono deciso a raccoglierli e pubblicarli. Ci sono anche otto bellissime illustrazioni, una per racconto. Le illustrazioni non le ho fatte io. Io non so disegnare. Anzi sì ma faccio schifo. Gli altri racconti spaziano tra il mistico/fantastico (Il colpo perfetto), la fiaba/commedia (Il ladro queste cose le sa), l’assurdo/sentimentale (Un grande stupore), l’onirico/poetico (Sonialuce e Matilde danza sulla riva), l’inquietante/brillante (Secondo piano Mafessoni) e c’è anche uno speciale racconto musicale (Where did you sleep last night). Ah, mi ricordano di sottolineare che il racconto Un grande stupore è una storia a finali multipli: ben undici! Ecco… specifichiamo che le classificazioni sono proprio da prendere con le pinze, io stesso non riesco a darne una chiara definizione. Infatti nel sottotitolo li chiamo racconti magici, e non fantasy, onirici o comici.
Tutti hanno un filo conduttore che posso identificare a un sospetto di magia, perché non è mai esplicita: è quel qualcosa che strizza l’occhio all’irreale quanto basta perché il racconto sia verosimile, ma solo fino a un certo punto.
Poi mi chiedi dov’è possibile trovarlo: ecco qua. Sono io stesso il gestore della pagina e mi occupo io di tutto (del resto l’autoproduzione è anche questo, ma almeno posso garantire spedizioni veloci ed economiche). Nella stessa pagina raccolgo anche l’elenco dei punti vendita dov’è disponibile e vari altri link a tema (per esempio la sua pagina aNobii con i voti e le recensioni dei lettori).

7) Descrivi con tre aggettivi i tuoi libri e, secondo te, per quale pubblico sono adatti?

Il primo libro di aggettivi ne ha fin troppi, del secondo invece posso molto immodestamente dire che è:

  • Vero: c’è qualcosa di me in ogni racconto, non sono costruiti a tavolino per arruffianarsi il lettore. Non mi aspetto che i racconti piacciano a tutti, però mi aspetto che a tutti piaccia molto qualcosa dei racconti.
  • Curato: non ho raccolto le prime quattro pagine che mi sono uscite dalla penna, dopo il lavoro di scrittura ci sono stati mesi (mesi!) di migliorie, prove e riscritture.
  • Bello: l’avevo detto all’inizio che sarei stato immodesto, no?

Per quanto riguarda il target invece credo abbiamo chiacchierato a sufficienza nella risposta precedente, no?

8) Progetti futuri?

Nel futuro immediato mi piacerebbe riuscire a organizzare qualche presentazione di Matilde in libreria; non avere un editore alle spalle è una bella fatica, ma anche grazie a opportunità come questa che mi dai spero di dar più visibilità al mio lavoro.
Nel futuro prossimo, naturalmente, un altro libro: ci sto lavorando da quasi due anni ormai, e la fine è vicina! (Detto così sembra qualcosa di catastrofico!)

Questa era l’ultima domanda, Andrea, grazie per aver partecipato e in bocca al lupo per tutto!

Grazie mille ad Argeta per lo spazio che mi concede, e a chiunque abbia avuto l’ardire di leggere fino a questo punto. Grazie anche a quelli che hanno letto soltanto questo punto.
Ricordo inoltre a tutti che Matilde danza sulla riva è il libro più bevuto nei peggiori bar di Caracas!

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