Se proprio volessimo badare a certe cose, Tiana dei colori caldi è il primo racconto che scrivo lontano dal territorio italiano.
In Germania ho composto un paio di poesie ma solo qui in Brasile i miei giochi della memoria son andati a ripescare una vecchia storia, svoltasi in una lontana camera da letto. I due protagonisti si muovono molto male nel monologo quasi schizofrenico di solo uno dei due; Tiana, la donna amata, è soltanto lo specchio usato dalla coscienza del narratore per scrutarsi dentro, per un esame di coscienza che non porterà a un lieto fine. Poi, come andranno le cose non è dato saperlo, non è cosa che compete al racconto.

Tiana dei colori caldi

Scritto in una piovosa notte sudamericana, o forse è solo una notte che ha seguito un giorno piovoso, in pieno jet lag più overdose di cose nuove e completamente diverse da quelle note.
Quasi cinque pagine fitte di QdM VII™, riempite in mai quiete ore notturne, mai abbastanza stanche di grida, canti, risa, filtrate da pareti troppo poco discrete, condizionate da un modello di vita lontano, certe volte incomprensibile, ma forse non troppo diverso. Come quello che provo tutte le volte a raccontare: un’alternativa possibile a un’esistenza troppo incatenata da regole autoimposte.


Rio de Janeiro
9 settembre 2008

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7 commenti

  1. Sai…è strano ma ogni volta che parli di qualcuno dei tuoi racconti mi invogli a leggerli…;-)
    Accendi la mia curiosità e poi nn puoi lasciarmi così…!
    Piccola domandina: ma tra i tanti racconti hai mai provato a scrivere un libro?

  2. Oh, ma a me fa piacere far leggere i miei racconti 🙂
    Risposta numero due: sì, è stata la prima cosa che ho scritto seriamente e, ahimè, probabilmente la peggiore :/
    Il secondo è attualmente in lavorazione 😉

  3. Bene…bene…allora quando vuoi mandami i tuoi racconti.
    Sarò la tua ufficialissima prima lettrice…ovviamente sarò mooolto mooolto severa ;-D
    scherzo dai!!
    Ps:Ah…racconto in fase di elaborazione!Appena finiti esami ci lavoro un po’ + seriamente e te lo mando 😉

  4. Da quando in qua fai leggere le tue cose prima a una ragazza che a me?

    Luce: attenta! La prima stesura dei racconti di Ryo causa cecità e seri attacchi di tubercolosi! E ha una consecutio temporum da walallah!

  5. La tubercolosi è una parola inventata, non fa male!
    E CMQ di solito il primo che legge i miei racconti è Camillo Cariddi, il mio pesciolino rosso.
    Lui è diventato muto… *_*

  6. Certo,certo!
    Ma davvero???
    Aiuto…devo cominciare a preoccuparmi allora…;-D
    Ho capito perchè in questi giorni cominciavo a batter la fiacca…mannaggia!!La tubercolosi a vanza..ehm,o forse è la vecchiaia!
    D’oh..d’oh!
    Camillo Cariddi un pesciolino??povero!!

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