A Brescia siamo in pieno festival del circo, questo vuol dire che ora riusciamo a distinguere i pagliacci dalla gente comune anche alla prima occhiata (non sono necessariamente solo quelli col naso rosso). Ho assistito ad alcune tappe di uno spettacolo itinerante, mischiato alle maschere mi sono intrufolato alle prove degli artisti e dei tecnici e ho vissuto l’atmosfera dell’organizzazione con i suoi retroscena, i suoi pettegolezzi e i suoi fattacci.
Quello che più conta è naturalmente lo spettacolo e a volte quello che più conta in uno spettacolo è il volere del Fato. A causa di un lieve infortunio e del maltempo ho assistito a due spettacoli che, fino a quel momento, non dovevano svolgersi. E invece è successo.
Il primo spettacolo è nato come rimpiazzo, la versione originale prevedeva la performance di due acrobati e l’infortunio di uno di essi ha creato la necessità di uno show alternativo.
Il secondo ha trovato devastata dalla pioggia la location prestabilita ed è stato spostato all’ultimo momento là dove ero io.
Ebbene, dopo aver assistito alle due esibizioni sono rimasto impressionato così positivamente dall’aver voluto scrivere un racconto su uno spettacolo circense ispirato dalla fusione dei due visti quella stessa sera.
Due notti insonni (ma ormai è la normalità) sono servite per la stesura di Sonialuce, racconto breve che si aggira sulle tre cartelle fitte di caratteri.
Quello che più conta è naturalmente lo spettacolo e a volte quello che più conta in uno spettacolo è il volere del Fato. A causa di un lieve infortunio e del maltempo ho assistito a due spettacoli che, fino a quel momento, non dovevano svolgersi. E invece è successo.
Il primo spettacolo è nato come rimpiazzo, la versione originale prevedeva la performance di due acrobati e l’infortunio di uno di essi ha creato la necessità di uno show alternativo.
Il secondo ha trovato devastata dalla pioggia la location prestabilita ed è stato spostato all’ultimo momento là dove ero io.
Ebbene, dopo aver assistito alle due esibizioni sono rimasto impressionato così positivamente dall’aver voluto scrivere un racconto su uno spettacolo circense ispirato dalla fusione dei due visti quella stessa sera.
Due notti insonni (ma ormai è la normalità) sono servite per la stesura di Sonialuce, racconto breve che si aggira sulle tre cartelle fitte di caratteri.
L’ho immediatamente classificato uno di quei racconti del cazzo dove non succede niente, non c’è la storia, non ci sono nemmeno i personaggi, non c’è niente di niente.
Per ora chi l’ha letto ha avuto reazioni discordanti.
È evocativo, poetico, d’atmosfera.
Di che parla? Di nulla.
Che cosa succede? Ma nulla!
È un protoracconto? No no, finisce proprio così, non continua mica.
Piace e non piace.
Amemipiace.
Piace alla gente che piace?
Lo spero.
E sennò, pace.








