Bonne soiree ciao auf wiedersehen sayonara!

A Brescia siamo in pieno festival del circo, questo vuol dire che ora riusciamo a distinguere i pagliacci dalla gente comune anche alla prima occhiata (non sono necessariamente solo quelli col naso rosso). Ho assistito ad alcune tappe di uno spettacolo itinerante, mischiato alle maschere mi sono intrufolato alle prove degli artisti e dei tecnici e ho vissuto l’atmosfera dell’organizzazione con i suoi retroscena, i suoi pettegolezzi e i suoi fattacci.
Quello che più conta è naturalmente lo spettacolo e a volte quello che più conta in uno spettacolo è il volere del Fato. A causa di un lieve infortunio e del maltempo ho assistito a due spettacoli che, fino a quel momento, non dovevano svolgersi. E invece è successo.
Il primo spettacolo è nato come rimpiazzo, la versione originale prevedeva la performance di due acrobati e l’infortunio di uno di essi ha creato la necessità di uno show alternativo.
Il secondo ha trovato devastata dalla pioggia la location prestabilita ed è stato spostato all’ultimo momento là dove ero io.
Ebbene, dopo aver assistito alle due esibizioni sono rimasto impressionato così positivamente dall’aver voluto scrivere un racconto su uno spettacolo circense ispirato dalla fusione dei due visti quella stessa sera.
Due notti insonni (ma ormai è la normalità) sono servite per la stesura di Sonialuce, racconto breve che si aggira sulle tre cartelle fitte di caratteri.

L’ho immediatamente classificato uno di quei racconti del cazzo dove non succede niente, non c’è la storia, non ci sono nemmeno i personaggi, non c’è niente di niente.

Per ora chi l’ha letto ha avuto reazioni discordanti.
È evocativo, poetico, d’atmosfera.
Di che parla? Di nulla.
Che cosa succede? Ma nulla!
È un protoracconto? No no, finisce proprio così, non continua mica.
Piace e non piace.
Amemipiace.
Piace alla gente che piace?
Lo spero.
E sennò, pace.

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11 commenti

  1. Assolutamente ===> Sì!

    Purtroppo uno dei due show di cui parlo non è più in programma (quello che ho visto era l’ultima serata), comunque è millemila volte meglio che passare una serata davanti la tivù! E poi non capita tutti i giorni, conviene approfittarne ora!

  2. E poi li tuo nome (Luce) è metà di quello del mio personaggio (Sonialuce), non puoi proprio tirarti indietro 😀

  3. Ciao!
    Già..il circo si ferma anche quest’anno nella city!
    Sai ero tentata anche io di andare ad uno di questi spettacoli…
    Dato che sei già andato, ne approfitto…che dici, ne vale la pena?
    Ciao…ciao

  4. Hai ragione… ;-D!!
    Ma…il destino 🙂
    Grazie del consiglio…!
    Appena posso ci andrò.
    Ciao..ciao

  5. Ho sbirciato nel tuo profilo che ti piace scrivere.
    Perché non dai un occhio a questo post?
    Siamo ancora a una fase embrionale, chiunque voglia partecipare è il benvenuto!

  6. Io sono tra quelli che han definito il racconto “poetico”..

    vero, non succede nulla, ma quel nulla è raccontato in maniera molto “evocativa”.

    Mi ha trasmesso le sensazioni e le atmosfere dello spettacolo e mi ha affascinato.

    Secondo me il racconto migliore di Ryo.

    AL TOP!

  7. Bello: scorre bene anche se in effetti non succede molto… ma a me piacciono le scheggie impazzite di realtà.

  8. L’ho addirittura mandato al concorso Una piazza, un racconto, organizzato dalla Comunità Evangelica di Napoli.
    “Addirittura” nel senso che di solito ci penso bene prima di partecipare a un concorso con un racconto scritto da così poco tempo.
    Vedremo se succede qualcosa 🙂

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