Ieri sera mi hanno consegnato una grande busta bianca col mio nome sopra, come quelle indirizzate a me. Infatti era proprio indirizzata a me.
L’avevo intuito subito: uno non si legge tutti i romanzi di Sherlock Holmes per poi essere un cretino! Il fascino per il mistero è comune in molti, in me in quel momento c’era solo il terrore dell’ennesima bolletta, formato pacco, pure!
Il mittente era la casa editrice Ibiskos, e all’interno ho trovato alcune cose interessanti: due paia di volantini pubblicitari, cinque cartoline della casa editrice, un libro di poesie (!) e, soprattutto, una proposta di pubblicazione.
Tempo fa inviai loro una copia delle mie poesie, ebbene, questa era la risposta: positiva! Cavolo, non mi sono ancora abituato a queste manifestazioni di apprezzamento! Ma invece è capitato che nel frattempo prendessi accordi con altri, quindi mi limiterò a sentirli per ringraziarli dell’offerta.

Riporto per pura autoincensazione le parole spese nei miei riguardi, compresi gli errori di battitura: pennallere è la piccola imperfezione tipica della lavorazione manuale, prova che non si trattava di una lettera precotta.

La risposta di Ibiskos

Gentile Andrea, La ringrazio per il materiale che ci ha gentilmente inviato.
I suoi testi sono graffi sulla pagina bianca. La Poesia qui deve schiaffeggiare quasi con sagacia futurista. Non deve edulcorare né pennallere. Inoltre non vuole introduzioni (emblematica pag. 89), nell’ottica dell’autore, in quanto ingabbia e soffoca la vera essenza dei testi. Poi è ironia (pag. 64), marciapiede quotidiano da calpestare. E sporcarsi non significa doversi poi lavare ma moltiplicarsi in strati di vita.

I riferimenti alle pagine 89 e 64 purtroppo li ho persi, non ho tenuto per me una copia esatta di quello che ho inviato all’editore. Oh, ma se lo dicono loro io mi fido… non faccio bene?

Ibiskos

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1 commento

  1. Io sono stato tra i primi a sovvenzionarla. Lei lo sa. Ritengo poi che le sue liriche siano il suo SECONDO miglior mezzo espressivo. Proprio per questo rivendico il diritto di rivolgerle una domanda sincera che suonerà anche da biblico monito fraterno.

    Lei è proprio sicuro che gli apprezzamenti ricevuti siano onesti e non dettati dalla brama di attingere al suo portafogli?

    Sai quanto sono difensivo su questo argomento, la comune propensione a scrivere non dovrebbe mai diventare un ulteriore appiglio commerciale a nostre spese. Ti auguro il mio torto in argomento, con tutto il cuore.

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