Che cosa succede quando si tiene per tutta una settimana una busta nella giacca interna del giubbino? Beh, oltre a farla spiegazzare dappertutto, succede anche che, per forza di cose, se ne legge e rilegge il contenuto per qualche volta. Molte volte.

Busta

Nel mio caso la busta conteneva il contratto per la pubblicazione di una raccolta di mie poesie, quello che aspettavo da un po’ di giorni, quello che mi sono meritato ricevendo tre menzioni a concorsi letterari organizzati dall’editore Nicola Calabria.
Dopo aver stabilito un primo contatto e aver inviato loro il mio lavoro, la commissione letteraria della casa editrice, riunitasi a fine gennaio, ha dato parere favorevole col punteggio di 29/30 alla pubblicazione dell’opera. I parametri valutativi tenuti di conto sono stati:

  • Stilistica
  • Grammatica e ortografia
  • Contenuto
  • Logicità dell’opera

Inutile dire della mia soddisfazione, che è grande; è soprattutto l’importanza di questo primo passo a tenermi, non dico col fiato sospeso, ma con una sorta di immotivata agitazione positiva.
Il fattore economico non lo considero neppure, ma sapere di non esser destinato al passivo mi fa capire di star facendo la cosa giusta: non si tratta di uno sfizio capriccioso, è la prima pedalata della salita, e non ho nessuno dietro che mi ha spinto.
E dato che io sono davvero geloso permaloso lunatico e noioso, ora voglio capire dov’è finito quel 1/30 che mi manca!

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10 commenti

  1. Rinnovo i miei complimenti, soprattutto per il punteggio ottenuto, caspita!!
    A me non interesserebbe proprio nulla di quell’ultimo trentesimo, con una notizia del genere penserei già ad altro! 🙂
    Lotta.

  2. Ehi, Ryo, ma chi è cvesto che ti scrive in anonimo? Ha scritto “caspita!!” con due esclamativi. Adesso scriverà una poesia con le rime “cuore amore”.
    L’1/30 che ti manca è perchè sei basso.
    FOTTITI.

  3. No, il 1/30 che mi manca è perché hanno scoperto che conosco te! E anche tu hai scritto come anonimo, scapestrato che non sei altro! (Scapestrato? Volevo dire IMBECILLE!)

    Consuetudini.

  4. Ho scritto in anonimo apposta, poiana! Così era più humouristico, e poi non avrai capito chi ero fino alla seconda lettera della prima parola, paiaso.
    E comunque chi è il dolce anonimo? Mi ha punto vaghezza che si tratti di una fanciulla. Lo sai che non sono mai caustico, mi spiacerebbe se l’unica volta che mi è venuto di esserlo saltasse fuori che è solo un innocente.
    Poi mi è piaciuto anche l’incoraggiamento, “Lotta”. Di rara retorica. ACH l’ho fatto di nuovo!
    Repentinità,
    Dav.

  5. In effetti si tratta proprio di un’innocente (con l’apostrofo)! Lascia che spammi i suoi lavori (parlavo con me stesso,non ti credere!)
    Certo, fai pure, caro (grazie, me stesso!)
    Eccone: [Pagina non più disponibile]

    Festività locali

  6. Ah, già che ci sei chiedi a te stesso perchè il link non mi fa accedere a un emerito kgdghj.
    Digli proprio kgdghj, mi raccomando, sennò non capisce.

  7. Allarga la finestra in modo da poter copiare tutto il link.

    UNA.

    Il LA è una triste nota quando il SOL e il SI ti fanno capire di non contare più di un kgdghj.

  8. Mettiamola così. Almeno così avremo altre tue poesie basate sulla profonda depressione @ disperata solitudine che tanto edificano il nostro vecchio cuore.
    Ti va una pizza stasera?

  9. Che bella espressione questa: immotivata agitazione positiva!!!

    è la prima pedalata della salita, e non ho nessuno dietro che mi ha spinto.
    Credo che sia davvero lo spirito giusto per affrontare un’avventura come quello dell’arte dello Scrivere. E’ importante essere consapevoli della prima pedalata della salita, il guaio è non avere la più pallida idea di quanto lunga e ripida sia la salita che si ha davanti…
    Questa è una sensazione molto familiare anche per me!

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